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Problemi della cultura 15 [...]. [...] inizia e si approfondisce il [...] con la fabbrica e la ricerca di una soluzione. Il distacco lo porta [...] campagna, a rimpiangere la purezza della natura. Questi concetti, quasi infantili, di [...] lo guidano in tutti i suoi rapporti con la [...] quotidiana; con le donne, con la madre [...] rea solamente di [...] lasciato un dubbio sulla [...] passata onestà. Subentra [...] più completa, tutto diventa [...]. E come tutti coloro [...] pensano di [...] risolvere problemi più grandi [...] non riuscendoci vengono presi dallo scoramento, cosi [...] Memoriale [...] Albino Saluggia termina con le parole: « A [...] ho capito che nessuno può arrivare in [...]. La lettura del romanzo [...] se in alcune parti il tono è [...] scritto con animo doloroso, senza per questo [...] carattere di rinuncia e di rassegnazione. Bene ha fatto l'autore [...] in un linguaggio tecnicistico quando ci parla [...] del lavorò, anche perchè questo avrebbe reso [...] pesante e fatto perdere gran parte della [...] cui è scritto. Paolo Volponi con il [...] conoscere perfettamente la vita di fabbrica e [...] servizi sociali della Olivetti di Ivrea [...] libro mi è sembrato [...]. Al di là della [...] e della storia dei suoi personaggi, mi [...] cogliere, dietro la velatura [...] poetico, un forte impegno morale e civile [...] di alcune particolari caratteristiche della società italiana [...] contraddizioni che la travagliano. Parlo, naturalmente, di un impegno [...] si traduca [...] e [...] si traduce, mi pare [...] in valori d'arte e di [...]. Si è discusso molto [...] del racconto. S'è posto [...] contadini [...] già da lungo tempo [...] di classe, anche se in forme primitive, [...] battaglie sul latifondo e nelle città meridionali [...] tutto quello che Gramsci e il nostro [...] delle masse popolari del [...]. Ma Volponi ha raccontato [...] racconterà, dopo Visconti, quella dei lavoratori meridionali [...] Milano, Torino, Ivrea, Novara, ecc?). Il suo operaio ha, [...] oltre [...] da emigrato, la chiusa [...] del Piemonte interno, il regime fascista, laLo [...] Olivetti di Ivrea, razionale espressione [...] campagna del [...] dove vive il protagonista [...] Memoriale »sono il sentimento di essere su questa [...] e insieme agli altri e a tutte [...] terra. Così si dimentica qual [...] degli uomini. Il lavoratore in ogni [...] uno sconfitto, un vinto, un umiliato. Nonostante la presenza di [...] Albino non riesce a capire e intendere, anche [...] amico Pinna anziché essere licenziato viene promosso [...] gli dice: « Non [...] La classe operaia va frantumata e ogni [...] ogni imbecille diventa comodo ». Non riesce a comprendere [...] (che tra [...] Albino ammira e stima) [...] « Nella fabbrica non [...] solo il lavoro e il salario. Migliorare [...] e [...]. Gli parlai allora del [...]. Lo so che la [...] ma non si deve morire per questo; [...] governarsi dentro e fuori, lavorando pulitamente, andando [...] la domenica, leggendo. Tu sei cattolico. Vai alla messa, confessati, [...] bianchi" ». Alfine, declassato, ha un [...] coraggio di denunciare la reale situazione esistente [...] lavoro. Facendo parlare Saluggia è [...] conclusioni sul perchè la fabbrica è così [...] Posso io dire, a questo punto, dopo [...] tentato tante strade [...] e fuori della fabbrica, [...] fallimenti, che il problema è quello [...] in generale, tutta, dalle [...] quartieri ai treni e ai pullman che [...] sue fotografie sui giornali, ai suoi operai, [...] esercito, come il mio lago, che batte [...] sulla stessa sponda. Tutta [...] cioè, deve essere controllata, o [...] di essere un mezzo per star bene su questa [...] potrà essere il fine di [...] male o il mezzo dì [...] ». La colpa risiede nel [...] cui è organizzata e situata nella società [...]. Inoltre, nonostante i continui [...] alla bellezza della natura, alla [...] purezza, al suo lago, Albino [...] decide a fare il contadino, ma sino [...] a lavorare in fabbrica. Segno questo che l'autore [...] è del mondo industriale, [...] non riusciamo a [...] e a [...] fino in fondo. Araldo [...] dei [...] di [...] sul fatto che [...] di Volponi è un [...] tisico e che, quindi, [...] visuale . Altri ha notato che, [...] della vita entro cui egli si dibatte, [...] insistito compiacimento esistenzialistico. Altri ancora hanno rilevato [...] alienata nella moderna cittadella capitalistica si contrapponga, [...] un utopistico e antistorico ritorno al primitivo [...] che alcun varco [...] verso la dotta di [...] coscienza socia-Lista, che hanno in sé la [...] forza di rovesciare [...] e « umanizzare » [...]. Debbo dire che, leggendo [...] ho mai pensato alla paranoia di Saluggia, [...] termini generali di reali sofferenze e patimenti [...] nel corso della [...] aspra lotta per conquistarsi [...] di classe e il dominio della [...] stessa esistenza, della produzione [...]. Certo, se penso al [...] questi anni e mesi di forte emigrazione [...] e dalla Sardegna verso le città industriali [...] dei lavoratori meridionali nella [...] fabbrica, ho la certezza che esso non [...] tormentosa strada [...] di Volponi. Ma si tratta, in questo [...] e [...]. Egli crede, veramente, da [...] e nel maresciallo dei carabinieri, come crede [...] e [...] capitalistico. La [...] esperienza parte dalle posizioni più [...] e più chiuse. Ma conosceremmo male [...] anche di oggi, e [...] sue profonde masse proletarie e [...] della città e della [...] che siffatti stati di coscienza costituiscano, ancora [...] o casi puramente marginali. In sostanza, il tirocinio [...] di Volponi [...] coscienza della « verità [...] fabbrica capitalista e del carattere strumentale del [...] fabbrica non mi sembra così stravagante come [...]. Credo, invece, che la [...] avanzata coscienza di classe in milioni di [...] il processo storico di questa formazione, percorra [...] concrete e non astratte, e che tra [...] sia anche . Il libro si chiude [...] il Saluggia e il mondo delle sue [...]. I ceppi sono caduti: [...] e il capitalismo sono stati demistificati, proprio [...] a fondare un ordine « umano » [...] privi di coscienza autonoma di classe, come [...] Saluggia. /// [...] /// I ceppi sono caduti: [...] e il capitalismo sono stati demistificati, proprio [...] a fondare un ordine « umano » [...] privi di coscienza autonoma di classe, come [...] Saluggia. (0) (0) ![]()
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