[...] è molto tempo che la [...] sul Leopardi accenna ad avviarsi su una strada nuova [...] più proficua, quella cioè di una comprensione più intera, [...] più profonda delle condizioni storiche [...] personalità. Già [...] ad intravvedere [...] della [...] posizione ideologica, si mettono [...] aspetti progressivi di un pensiero, per troppi [...] ai margini della storia della cultura e [...] delle improvvisazioni dilettantesche. Direi anzi che su [...] si tende a procedere anche troppo oltre, [...] maniera quasi esclusiva sulle manifestazioni importanti senza [...] secondarie, di [...] che è nel suo [...] pensatore, ma di letterato e di. Il profilo di Leopardi [...] ritratto con contorni troppo [...] ; i rapporti di lui con la [...] ad essere impostati [...] maniera troppo sommaria, visti [...] così, appiattiti in una [...] uniforme, e non considerati nel moto vario [...] loro svolgersi nel tempo, che è un [...] lento e continuo. Non pare strano che, a [...] di Leopardi, il Croce scrivesse uno dei suoi saggi [...] felici, con una visuale estremamente angusta e sfasata, e [...] una sorta di segreto rancore (non saprei davvero come [...] in cui sembra perpetuarsi [...] degli [...] ottimisti, neoidealisti e neocattolici, del [...] scorso, che il poeta fustigava con la [...] stridula ironia. Nè appare strano che, [...] caso come in troppi altri, gli epigoni [...] abbiano continuato e continuino a camminare sulla [...] maestro, offrendoci di Leopardi un ritratto facile [...] e immobile, dove tutto è messo [...] poco sullo stesso piano, [...] ogni senso di progresso, e sono trascurate [...] le ragioni del gusto e della cronologia. In fin dei conti, [...] un segno, fra i tanti, della irrimediabile [...] scuola ad interpretare davvero « storicamente » [...] ricerche. E neppure deve stupire [...] altri critici, i quali muovevano senza dubbio [...] sensibilità più accorta, meglio capace di distinzioni [...] loro sforzo di discriminare i valori assoluti [...] finito con [...] esclusivamente lo sguardo su [...] quella storia [...] proprio quello, sebbene grandissimo, [...] infecondo in un certo senso, il momento [...] coinvolgendo in una condanna sommaria tutte le [...] e posteriori di quel processo, dallo studio [...] prende risalto [...] e il significato [...] e della [...] opera. Del resto in cotesti critici [...] stesso umanistico e [...] della loro indagine a [...] a una considerazione astratta dei [...] poetici, isolati dal loro concreto terreno ideologico. Più strano è invece [...] che, negli ultimi tempi, han mostrato di [...] terreno di [...] più larga e più [...] del poeta, siano stati poi, forse in [...] polemico, trascinati alla loro volta a giudizi [...] parte sfocati, e a postulare la novità [...] Leopardi troppo recisamente piuttosto in un contrasto [...] rivolta, che non in un incontro e [...] consenso con i problemi e le aspirazioni [...] della società contemporanea. ///
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Più strano è invece [...] che, negli ultimi tempi, han mostrato di [...] terreno di [...] più larga e più [...] del poeta, siano stati poi, forse in [...] polemico, trascinati alla loro volta a giudizi [...] parte sfocati, e a postulare la novità [...] Leopardi troppo recisamente piuttosto in un contrasto [...] rivolta, che non in un incontro e [...] consenso con i problemi e le aspirazioni [...] della società contemporanea.