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[...] 4. Una manifestazione spontanea, senza [...] striscioni, solo una scritta improvvi-sata a pennarello [...] da imballaggio: «Basta contro Di Pietro, basta [...] Mani [...]. Ma Antonio Di Pietro [...]. [...] sera è rimasto chiuso per [...] nel suo ufficio. Da solo, con il [...] in continuazione. Poi -mezzanotte era passata da [...] -ha mandato a casa i [...] stretti collaboratori. E poco dopo ha [...]. /// [...] /// E da solo ha [...] -non quella di servizio -gli scatoloni che [...] riempito con documenti e oggetti personali e [...] alla guida. Un viaggio, dicono i [...] tutta la notte, in dire-zione di Milano [...] Curno. Ieri nessuno è riuscito a [...] nessuno, a quanto pare, è riuscito a [...]. Non [...] riuscito il presiden-te del Consiglio, [...] a quanto si sa, ha cercato a [...] sera, di avere un [...]. Non ci sono riusciti [...] -nemme-no i parlamentari a lui più vicini. In questi casi, fa [...]. Si chiude in casa. Non parla con nessuno. Anche Prodi mi ha [...] essere riuscito a met-tersi in contatto». Una circostanza, questa, confermata [...] Fede-rico Orlando. Solo per il presidente della Repubblica -pronostica Veltri -Di Pietro potrebbe fare [...] che si è [...]. Isolamento che, per la [...] dei Lavori pubblici dimissio-nario ha rotto, sia [...] uni-co, nel pomeriggio di ieri per inviare [...] presidente del Consiglio. Una pagina scritta a [...] affettuoso ma ferma nella sostanza, in cui Di Pietro [...] a esporre le ra-gioni che lo hanno [...] il disturbo», spiega di sentirsi an-cora molto [...] di non sentirsi ancora pronto a in-contrare [...] Prodi. Ci vorrà ancora qualche [...] sostanza -perché il suo stato [...] si rassereni quanto basta [...] un colloquio. E quando quel momento [...] a mettersi in contatto personal-mente con il [...] Consi-glio. Un segnale di un possibile [...] A [...] sono in molti, a [...] davvero sono in pochissimi. Per come lo conosco, [...] non ci sia niente da fare». Oggi il Consiglio dei [...] ufficialmente di tornare al suo posto. Decine sono gli appelli [...] rivolti in questo senso da esponenti politici, [...]. Davanti al suo mi-nistero, [...] ripetono in continuazione. Dicono che è la [...] Italia che degli statali ma-nifestano a favore [...] «Lui è un ministro diverso dagli altri [...] impiegate -. Abbiamo fatto per lui [...] uno di ca-sa». Guardano [...] 164 parcheg-giata davanti [...] e dicono: «Quella è la [...] auto di servizio. Ve-dete? Non [...] presa per [...] a casa, [...] lasciata [...] non ha fatto come tanti [...] che [...] prece-duto». Guardano verso il palazzo [...] «Ha portato uno stile nuovo, ha cercato di [...]. Ma gli hanno messo [...] le ruo-te». Tra la folla dei [...] dei cittadini accorsi non appena ra-dio e [...] notizia della manifestazione: «Non ne pote-vo più [...] -, da quando ho saputo delle dimissioni [...] di far sentire anche la mia voce. Stanotte non ho dormi-to». E ancora: «Ho fiducia [...]. Per me è una grossa [...]. ANTICIPAZIONE Quel giorno che Prodi [...] Di Pietro sul pullman «Se il pullman non [...] Palazzo. È il filo conduttore [...] Romano Prodi scritta dai nostri colleghi Cascella [...] per la Viviani, [...] di una colla-na editoriale [...] «personaggi» [...] Veltro-ni, [...] Di Pietro e Bossi, [...] gior-nalisti Rapisarda, Meli, Nadia Tarantini, Fusi e [...]. Sul pullman avrebbe dovuto [...] Di Pietro. E que-sto capitolo del libro [...] Prodi che [...] anticipa. PASQUALE CASCELLA MARCELLA [...] tiene, Romano Prodi, ad ave-re Antonio Di Pietro nel governo. Per quel che rappresenta, [...] po-polarità, ma anche perché la [...] partecipazione obbligherebbe tanti al [...] del centro che non [...]. E senza Di Pietro [...] sarebbe evanescente. Ma, come se fosse [...] ela-stico, Di Pietro si avvicina e si [...] di ministro con la perizia di un [...]. Il filo si ten-de, [...] una frase detta da qualcuno, e Tonino [...]. Torna indietro, e [...] sembra a portata di mano. Il feeling con [...] di [...] è antico. Risale probabil-mente, nonostante tutto, [...] di luglio del 1993 quando Romano Prodi, [...] poco tornato alla guida [...] di stato dopo [...] di Franco Nobili, è [...] Pa-lazzo di giustizia di Milano come [...] informata dei [...]. [...] lo conduce il [...] Pao-lo Ielo ma Di Pietro, [...] tanto, [...] nel suo stile, irrompe nella [...]. Pone domande, a voce [...]. Si sente fin nel corridoio [...] tuona: «Soldi alla [...]. E poco dopo trapela [...] «Lei [...] sta pren-dendo per i fondelli! Non è stato un [...]. Dopo due ore Prodi lascia [...] stanza. /// [...] /// Della battuta del suo [...] fornisce spiegazioni. Anche se i gior-nalisti [...] corri-doio non hanno avuto questa sen-sazione. Sul tavolo dei magistrati ha [...] un dossier sulla [...] presidenza [...] mio [...] come ama ripetere. Senza mai spiegare se [...] eco-nomica lui fosse [...] o [...]. Si devono essere scrutati [...]. E si saranno pure [...]. Anche se [...] per [...] non si è subito presentata. Sarà che so-no testardi [...] spal-le una medesima cultura contadi-na. Più evoluta quella di Prodi, [...] tratti non smussati quella di Di Pietro. /// [...] /// Uomini portati alle grandi [...] a lasciare [...]. Per tornare [...] alla cattedra e [...] Cincinnato con la toga, [...] parcheggiato a Montenero di Bisaccia, il paese [...]. Ad aspet-tare la chiamata [...]. /// [...] /// A distanza e da [...] tra i due è sempre continuato. Pro-di ha discusso più [...] Anto-nio Di Pietro nel corso di numerosi incontri [...] Milano [...] inten-zione di dedicarsi alla [...] persona. E questo molto pri-ma [...] venisse resa nota. I colloqui si infittiscono, [...] per stare insieme a colazione con le [...] Di Pietro, qualche giorno dopo la vittoria [...] in via Gerusa-lemme a bordo di una [...] dalla moglie con una lattina di olio [...] Montene-ro [...]. [...] stato un mo-mento, qualche mese [...] in ot-tobre, in cui si è discusso anche di [...] vera e propria alleanza politi-ca tra [...] Prodi e Veltroni, in-torno alla [...] della raffinata cu-cina tradizionale di un grande al-bergo di Firenze. I rinvii a giudizio [...] Di Pietro [...] parte dei banchi del Tribunale [...] anche questo processo. Il Professore è certo [...] per il meglio. Non fa mancare la [...] sconfortato Tonino: «Non mollare». Ritirarsi sa-rebbe un errore. Può ben [...] lui, esperto in [...] al momento giu-sto. E ancora una volta non [...]. La variabile Di Pietro [...] braccio di ferro tra [...] e il Polo. La variante di valico [...] il governo Prodi. Così come le deleghe [...] Giubileo. E il decisionismo del [...] che arriva anche a dormire [...] suo ufficio pur di non perdere [...] per aprirsi una breccia nella [...] dei fascico-li. Come fecero i bersaglieri [...] Porta Pia, che è lì, a due passi. Persino quel jeans stropicciato [...] a rispondere alle interrogazio-ni alla Camera creerà [...]. E non solo di [...]. Anche se questa conta [...] Di Pietro di fare marcia in-dietro, arrivando [...]. Ma poi tornerà ad [...] di «lavorare poco», provocando una mezza crisi [...]. Cesare Romiti lo attacca [...] che gli ricorda il [...] che si limitava ad [...] di cose da fare. E lui gli risponde [...]. Fa la pa-ce, invece, [...] Ciriaco De Mita che aveva accusato pubblicamen-te di chiedere [...] da deputato di Nusco, aveva pero-rato alcuni [...] suo collegio. Prima Di Pietro lo attacca, [...] si presenta [...] di una delle gallerie che [...] a cuore [...] presidente della [...]. E gli stringe calorosamente [...]. [...] è fatto così. I sondaggi parlano chiaro. [...] è un [...] ca-pace di convogliare da una [...] o [...] milioni di voti. Ma è an-che uomo [...] in qualche modo usato come un [...]. Quando ha [...] che la [...] figura sia [...] non esita [...]. È successo anche con Prodi, [...] lui ha diviso pane e speranze (ma [...] lambrusco), quando la scadenza elettorale ancora ballava. Novembre [...] e Tonino vuole capire [...] lui con questo Professore [...] cadenza emiliana e compe-tenza europea dei problemi [...]. Presidenzialismo e federali-smo, quindi [...] Bossi, e anche con Rifondazione: Di Pietro [...] nello stile inquisito-rio che gli è proprio, [...] de la Repubblica, otto que-siti che a [...] un programma di governo. /// [...] /// Risposta pubblicata in successione [...]. A elezioni fatte, le [...] si rivelano tante. Non tutte, ma con [...] Di Pietro si può cominciare a lavorare. Tonino, primo attore qual [...] ai colpi di scena. Ogni tanto fa [...] alla de-stra. /// [...] /// Cercherà di farsi perdonare anche [...] sgarbo di es-sere andato al governo con [...] arrivando da ministro ad una [...] di An, sottobraccio [...]. Poi rimedierà con gli [...] le feste politi-che [...]. Cercando applausi a destra, [...] al centro, mentre nel ritiro di Montenero [...] Bisaccia [...] a limare un ipotetico programma di governo, [...] dodici punti. Già, ma chi può [...] cadere? Ce [...] da far tremare le vene [...] polsi. Prodi si è messo [...] To-nino dovesse essere il [...] del suo governo. Che nella [...] ha ben chiaro do-ver risultare [...] elevato livello. E co-sì è stato, [...] trattative. La data delle lettera [...] Di Pie-tro, con il sì tanto atteso, è del [...] «Caro Romano, ti assicuro la mia completa disponibilità [...] hai proposto: la direzione dei Lavori pubblici». Per [...] è la «naturale continuazio-ne di [...] fatto con [...]. Gli Interni (a suo [...] Berlusconi) sarebbero stati [...] cosa, ma va bene [...]. E questa è fatta. Il governo ha nelle sue [...] anche [...] più amato dagli [...]. Di Pietro gli ha scrit-to [...] lettera [...] di non avere «mai inteso, [...] intendo rompere [...] bipolarismo». /// [...] /// Vale la pena avere [...] con il «problema Di Pietro» (e se [...] Prodi [...] come tale deve essere [...] il governo piuttosto che fuori. Magari è pure convinto che, [...] il momento della politica verrà, Di Pietro sarà con [...] nel [...] in divenire. /// [...] /// Magari è pure convinto che, [...] il momento della politica verrà, Di Pietro sarà con [...] nel [...] in divenire. (0) (0) ![]()
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