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Suo marito scomparve una mat-tina [...] febbraio, quattordici anni fa. Era colpevole [...] stato un dirigente studen-tesco, [...] nel Guatemala del generale Rios [...] si pagava con la [...]. Da quel giorno [...] mo-glie [...] Montenegro [...] battuta e per sé e [...] mi-gliaia di vedove bianche del Guatemala affinché qualcu-no restituisse [...] almeno una fossa sulla quale andare a pregare. Incontrandoci nei [...] davanti agli obitori, nei cortili [...] caserme. E imparando a [...] il nostro dolore. Fu in quei giorni [...] raccogliere la nostra attesa nel Gruppo di Appoggio Mutuo, [...] comitato di resistenza civile, che si è [...] modo per non rassegnarsi. Oggi il [...] può contare su quindicimila [...]. La battaglia di [...] è diventata la testimonianza [...] e lei è stata eletta deputato con [...] Fronte Democra-tico. È cambiata almeno la [...] lotta. Per anni ho dovuto [...] vista da un gruppo di volon-tari stranieri [...] lasciavano mai so-la. Disarmati, certo, ma sempre [...] fosse accaduta qualcosa, [...] in-ternazionale del paese ne [...] pezzi e questo la giunta militare non [...]. Adesso [...] non ha più bisogno [...] per sé, né per la figlia. Resta però quel suo [...] sul-la morte del marito. Ormai è questa [...] cosa che mi interessa: [...] seppellire, elaborare finalmente il mio [...]. I nomi degli assassi-ni? Un [...]. In un pae-se che [...] duecentomila morti, che importanza può avere il [...] crimine isolato di fronte alla violenza subita [...] Abbiamo preferito sacrificare la giustizia in nome [...]. A questo punto ci basterebbe [...] con certezza ciò che è accaduto, dare un nome [...] un luogo [...] di questi an-ni. /// [...] /// È il prezzo che [...] Montenegro e decine di [...] donne, come lei hanno ac-cettato a denti [...] in nome del-la pace. [...] la guerra, hanno detto. Noi abbiamo rinun-ziato a [...] a capire: i nostri figli non ce [...]. E poi, chi ha [...] storia non si ripete?». Nella foto più piccola [...] Nobel [...] e Rolando Moran (comandante [...] Fronte [...] un anno fa alla firma della pace [...] ma alme-no, direte voi, non si uccide [...]. Ma se [...] chiesto perché una grup-po di [...] è invecchiato sulle montagne facendo la guerra [...] del Guate-mala? E cosa ci [...] dietro la povera rabbia di tutti i nostri morti, [...] mai chiesto? La spirale [...] la disperazio-ne di un [...]. Nasceva dalla fame. Perché il Guatemala è un [...] ingiustizia sociale. Simile, nel gioco dei [...] servitù, a tutti i suoi confratel-li [...] Latina. Solo che [...] la fine della guerra ci-vile [...] davvero fatto pen-sare [...] stagione di ritrovato decoro, come [...] le ragioni di [...] do-vessero per incanto estendersi alle [...] economiche e politi-che che il paese si trascina die-tro [...] giorno [...]. Nelle mani e nelle [...] di famiglie si raccoglie tutta la ricchezza [...] Guatemala: [...] di giada, foreste, pozzi di petrolio, de-nari. Il due per cento [...] il [...] del-le terre coltivabili. [...] feudale in cui non [...] traccia di ceto medio: in [...] i [...] in basso la plebe. Alla quale, per consoli-data [...] il compito di mantenere in piedi le [...] Stato pagando le tasse. Su cento lire di [...] arrivano dai settori marginali della popola-zione attraverso [...] (benzina, alcolici, etc. La proprietà immobiliare non [...] tassata, i vasti latifondi improduttivi nem-meno. In compenso, la benzi-na [...] negli Stati Uniti. Eppure [...] di pace non si fa [...] avve-nuto invece nel Salvador, ad [...] riforma agraria [...] risale al 1952). Molte parole si spendono [...] tributaria, ma ad un anno dal-la firma [...] progetto di legge è stato presentato al Congresso. /// [...] /// [...] la vecchia Democrazia Cri-stiana minata [...] anni di mal-governo; alla [...] destra [...] il Partito di Azione Nazionale, [...] schieramento del presidente Alvaro Arzù (una delle venti famiglie [...] governano il Guatemala è la [...] ancora più a destra, il [...] Repub-blicano [...] generale golpi-sta [...] che si prepara-va a far [...] la costituzio-ne per candidarsi nel 3000 alle elezioni presidenziali. Accanto a questo blocco [...] quarti dei congressi-sti [...] la sinistra, i sei [...] Democratico che naturalmente si [...] in un paio di correnti, se-condo la [...] latina. Altrove, infine, aleggia lo [...] incupito della fronda intellet-tuale raccolta attorno ad [...] e al verbo so-litario [...] singolarmente pessimisti. La loro analisi è [...] la sinistra in Guatemala (e più, in [...] altre giovani democrazie del Cen-tro America) non [...]. Sfinita da anni di [...] persecuzio-ni e dalla guerra civile, è stata [...] e alla lotta per i diritti umani. Ma la politica è [...] cosa. Hanno vissuto per troppi [...] mo-schetto in spalla, a combattere i tiranni. Adesso che la pace [...] riconvertirsi alla vita civile, stentano a trovare [...]. La pace è un [...]. Bisogna imparare le arti [...] della politica, e in-tanto recitare sorrisi smaglian-ti [...] a chiedere conto di quanto sia davvero [...] in questi dodici me-si. Per non parlare dei [...] che aspettano ancora il pezzo di terra [...] Arzù: «Farete delle cooperati-ve, tornerete alla vostra [...] del vostro lavoro. Invece vivono quasi tutti [...] capi-tale, a spese dello Stato, come i [...]. Dice [...] «Lo Stato so-ciale è [...]. Nella capitale hanno cominciato [...] i posti letto in ospedale. In compenso il governo [...] spese per i [...] insediamenti militari. Dicono che serve alla [...] caso in cui gli [...] ci invadano dal [...]. Ha un principio di [...] solo una piega di stanchezza sulla bocca. Al momento di congedarmi [...] serio: «Pensi la faccia che faranno in Italia [...] che in Guatemala la [...] povertà». /// [...] /// Al momento di congedarmi [...] serio: «Pensi la faccia che faranno in Italia [...] che in Guatemala la [...] povertà». (0) (0) ![]()
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