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[...] ritira la costituzione di [...] I Serenissimi sono liberi Lite con i leghisti: «Ora [...] di usarci» [...] VENEZIA. Ha raccolto i lunghi ca-pelli [...] un codino, tra questi e il baffo affilato pare [...] che mai uno sciamano. Gilberto [...] esce di prigione da [...] passi, mentre gli amici stappano bottiglie di [...] Euganei e lo annaffiano. Gilberto, una foto! Gilberto, be-vi un bicchiere! Viva San Marco! A casa, dove lo [...]. [...] nel tragitto? «No [...]. Che pensa di [...] moglie ospite al congresso [...] Lega? «Ha fatto il dovere di ogni moglie: difendere [...]. Che dice degli appoggi [...] «Ho seminato. E chi semina raccoglie«. /// [...] /// Con lui esce dal «Due Palazzi» [...] Padova Fausto Faccia, il comandante militare [...] al campanile. /// [...] /// E da Bologna è [...] Antonio Barison. Fuori, liberi, gli ultimi [...] Serenissimi [...] incarcera-ti. Il giorno [...] segna un minuscolo trionfo: per [...]. E un brutto tonfo [...] Bossi, [...] della liberazione si era fatto, in qualche [...] i Serenissimi se ne vanno [...] di strumentalizzazione, e ringraziando [...]. Che è successo? Tutti hanno [...] davanti alla Corte [...] di Venezia. La procura generale ha [...]. Il sindaco di Venezia, Massimo [...] ha ritirato la costituzione [...] e la richiesta di 150 milio-ni di [...] danni [...] inflitti alla città. Il presidente della corte, Silvio Giorgio, [...] uscito dalla ca-mera di [...] ridotte, che consentono [...] scarcerazione di tutti. [...] Barison, Faccia e Flavio [...] i principali protagonisti, passano [...] tre anni e mezzo di carcere. Christian [...] Lu-ca Peroni, Andrea Viviani [...] Mo-reno Menini, gli imputati mino-ri, scendono a due anni [...]. La sentenza è [...] la condanna è per [...] resta anche [...] dei Fini eversivi. Ma che [...] sia ra-dicalmente cambiata da un [...] fa, anche [...] si capisce subito. Il sostituto procuratore gene-rale Giuseppe Toso [...] lancia ad esempio in una curiosa disserta-zione [...] dei Fini eversivi è [...]. Una scuola di diritto [...] ba-sta [...] qualcosa di eversivo, una [...] settentrio-nale chiede qualcosa di più. Ed il giudice a [...] Luigi Lanza, riepilogando il processo, premet-te: «Il [...] di questo collegio è [...] di quel [...] veneto nel cui no-me [...] di agi-re. Una sentenza nel nome [...] Beh, da queste parti il clima si [...] con-fondendo. E in tutte le [...]. Non vengono, al processo, [...] di duri scontri coi «razzisti» in primo [...]. Massimo [...] dialoga a distanza con [...] rico-nosce le «idee» se non i metodi, [...] gli rispondono con una lettera di grandi [...] virate ideologi-che, e il sindaco replica con [...] in cui si au-gura «una stagione di [...] reciproco rispetto»: [...] scoppia in applausi. I più scornati sono [...]. [...] sono scintille tra loro [...] dei Serenissimi, sulle gradinate [...]. /// [...] /// [...] il sanguigno Gino Peroni, papà [...] Luca: [...] veneti! La [...] no esiste! [...] sta più onesto de Bossi! /// [...] /// E i Serenissimi? Viviani: «Ci [...] da tutti quelli che si sono occupati [...]. [...] forse è il meno [...] di tutti». Lu-ca Peroni: «Io bado [...] quello di [...] è stato un gesto [...]. Chri-stian [...] «Io ringrazio chi ci [...] silenzio. Invece at-torno a noi [...] che volevano solo esibirsi». Il «doge» Luigi Faccia [...] duro: «Quello che fa Bossi non mi [...]. Non mi va che [...] ci ha sparato contro senza pietà. Bossi adesso è con [...] è alle corde e non sa da [...] ma noi abbiamo un Dna diverso». [...] Faccia annuncia anche [...] di querelare la [...] «Hanno scritto che la Le-ga [...] raccolto soldi per me ed i miei: mai vista [...] lira». Quasi tutti irriducibili, gli [...] «patriottismo». Quasi tutti «lo rifarebbero», [...] ma, come precisa prudente Barison, «se non [...] fatto». E magari cambiando qualcosa, [...] Faccia: «Per esempio, [...]. Si è addormenta-to, non [...] mancan-za ha creato non [...]. E [...] siamo alle rotture nel gruppo. Luigi Faccia, visto con [...] per [...] col-laborato coi giudici, è [...] amici che hanno formato [...] «Veneto Se-renissimo Governo», dotato [...] ambasciatore, tal Va-lerio Serraglia da Cassola. Il vec-chio ambasciatore addormenta-to [...] Segato si è rifugiato nel «Congresso della Nazione Vene-ta», disconosciuto dagli altri: di-scute con [...] se ne va [...] «ma vaf-fanculo, vaca [...]. Il resto dei Serenissimi [...] almeno altre tre correnti, a se-conda del [...] e per un gruppo di dieci persone, [...]. Annuncia speranzo-so Faccia: «Adesso [...] liberi, bisognerà che facciamo un nuovo congresso». Michele Sartori [...] 2. Sindaco, abbiamo ricevuto la [...] lettera del 14 aprile [...] a rassere-narci e a rendere meno amari [...] ultimi giorni prima del processo di appello. Abbiamo apprezzato mol-tissimo che [...] abbia definiti «uomi-ni che [...] a ragione combattono per ideali e non [...] o [...]. Premesso che crediamo di [...] ragione» (salvo quanto Le preciserò) vogliamo pensare [...] Lei [...] abbia scritto dopo [...] capito che sia-mo gente [...]. Noi otto del campanile [...] due contadini, un artigiano, un [...]. Gente qualunque quindi che si [...] dopo [...] del maggio dello scorso anno, [...] cominciato a [...] a noi e alle nostre [...] rappre-sentanti di associazioni o di [...]. [...] ne da disfattismo ma solo [...] la Serenissima [...] stata per secoli maestra di [...] e [...]. [...] di tolleranza [...] mossi la sera [...] maggio, nessuno ci avrebbe mai [...] un «commando» o, peggio ancora, «gli assaltatori di S. /// [...] /// Lei dice nella [...] lettera che non ha mai [...] il Suo dissenso non tanto sui contenuti quanto sui [...] e sulle forme della nostra battaglia politica. Voglio però sottolineare che [...] era armato con un [...] poteva sparare, circostanza da me ben conosciuta. Purtroppo questo partico-lare non [...] conoscere [...] del processo con la [...]. Mai al mondo qualcuno [...] messo a repentaglio la vita di persone [...] sentiamo [...] fedeli ai principi ed [...] bandiera di S. /// [...] /// Pro-prio per questo il [...] in pericolo, che non vi fossero violenze, [...] estranei è stato [...]. Mai abbiamo ritenuto che [...] potesse derivare danno al-la città di Venezia. Anzi, forse sba-gliando speravamo [...] gesto [...]. Che il nostro fosse [...] e non di guerra è stato dimostrato [...] scelto e dal nostro scopo che era [...] il nostro pensiero attraverso un [...]. Per questo gesto da [...] ho detto prima, senza [...] com-promettere [...] di nessuno e con [...] miei compagni ed io abbiamo già scontato [...] carcere. [...] contribuito a suscitare la [...] e che fa riferimento ai [...] di tol-leranza rappresentati dalla bandiera [...]. Sentiamo il dovere di [...] Lei [...] la [...] Amministrazione perché, an-che se [...] un anno dai fatti (da noi trascorso [...] sia pure ancora con riserve, è la [...] o, peggio ancora, come [...] ci vediamo riconosciuta la dignità di persone [...] mosse per un ideale. Per questo ripetiamo, va a Lei, [...]. [...] Antonio Barison Andrea Viviani [...] lettura della sentenza F. [...] «Il mitra no, ma quel [...] andava fatto» Parla Flavio [...] io sono [...] che aveva messo in conto [...] carcere [...] VENEZIA. Sta cominciando a pio-vere, [...] di Padova. [...] con cui sta chiacchierando improvvisamente [...] via: «Vado in auto a prendere [...] fac-cio un blitz e torno». Flavio [...] ironico: «Un blitz? Allo-ra vengo [...]. /// [...] /// Un anno fa era [...] tuta mimetica, col borsone pieno di vin [...] della salute. Si è beccato sei [...]. [...] è «libe-ro». E pregusta [...]. /// [...] /// A San Marco, a [...]. È [...] che avevamo fatto un anno [...] alla vigilia della partenza: [...]. Non è che vi [...]. /// [...] /// Ma San [...]. Senta: lo rifareste, [...] «Può darsi. Con le dovute rettifiche, per-ché [...]. [...] «Portare il mitra: è stato [...] errore, basta-va [...] giocattolo. E anche im-possessarsi del traghetto: [...] poteva [...]. E il famoso [...] col [...] «Ma che lanciafiamme. Funzio-nava solo ad acqua. Guai a metterci benzina. /// [...] /// Quando avete cominciato a [...] «Nel 1983. Eravamo delusi dalla spaccatura [...] Liga Veneta, senti-vamo di dover fare qualcosa, qual-cosa. E immaginavate di [...] inven-tato [...] segreta in grado di [...]. /// [...] /// E siete andati [...] al 1997, per 14 anni di fila, [...] «Non [...] tutti i [...]. Quando abbiamo cominciato, mio [...] Christian, [...] è venuto sul campanile, aveva 9 anni. /// [...] /// E prima del campanile non [...] «Io ero [...] che [...] messa [...]. /// [...] /// E di che cosa? Abbiamo [...] non vio-lenta. Non sono un eversore. Anzi, non avrei accettato [...] se non ci fosse stata [...] dentro». /// [...] /// Perché? «La lettera in [...]. /// [...] /// E io voglio essere [...]. /// [...] /// [...] «Metà sì e metà no. Comunque, ritengo che fosse sincero, [...] ci [...]. Di Bossi? «Neutro». Di Galan, il presidente azzurro [...] Regione che spinge [...]. /// [...] /// [...] «Con questo Stato? Sono [...]. Il Veneto Serenissimo Governo [...] «Esistiamo solo noi, i Serenissi-mi». Però Luigi Faccia, il [...]. Lui non è più [...]. Il Veneto invece esiste, [...] autonomo. Non esiste il Governo Serenissimo. IL CASO Per [...] sentenza «equa e equilibrata» Ma Paladin [...] un eccesso di clemenza 1 S. [...] Via S. PAOLO 65 10095 GRUGLIASCO [...] 2 SI P ES Sp A Via Tiburtina 80 65129 PESCARA PE 3 I. [...] Viale Lacchin 37 33077 SACILE PN 4 LUIGI NOTARI Sp A Via F. Casati 44 20124 MILANO MI [...] Impresa PACCHIO SI [...] Sp A Via Borgonovo [...] SISSA PE 6 CO. Impresa [...] Giovanni Sp Via del Lavoro [...] COLLE UMBERTO TV 7 I. Claudio 6 06038 SPELLO [...] 8 IMPRESA PRES SPALI Sp A Via Visconti di Mondragone 4 22122 MILANO MI [...] E. [...] Via [...] 11 16157 [...] 10 IT ERAS [...] Via N. GAMBERINI 4 40050 FUNO DI ARGELATO BO 11 [...] l Via [...]. Kennedy [...] 87030 ROGES DI RENDE [...] 12 EURO SOL Opere Specializzate [...] Via Emilia 5 10099 S. 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Nessuna debolezza di buonismo [...] dal momento che il diritto non è [...]. Altri, per esempio, il costituziona-lista Livio Paladin, rimprovera il pas-saggio brusco da una condanna «troppo [...] per [...] di piazza San Marco, a [...] sentenza in appello troppo lasca. Sopratutto nel clima in [...] a inserir-si, e che potrebbe disegnare [...]. Tut-tavia, le condanne non hanno [...] un reato. Nella situazione del Ve-neto, [...] altri estremisti, più estremisti dei «Serenissimi», che [...] a proprio [...]. Il gioco del tanto [...] era stato, [...] quello del-la Lega Nord. E poi, gli otto [...] leghisti. Hanno agito in proprio, [...] lettera al sindaco Massimo [...] pren-dendo quella scorciatoia che [...] molto poco. Ap-partengono al Veneto profondo, [...]. Un Veneto, spiega il [...] Venezia, Bettin, che «in questi anni non ha [...]. [...] non toccata dal boom eco-nomico [...] Veneto. Lavoratori per conto terzi, [...] fisco che gli chiede di rispettare dozzine [...] e committenti che [...]. Un anno fa, ricorda Bettin, [...] nel pieno di cose «molto torbide», bombe [...] minacce. Ma gli otto non [...] i servizi segreti (era stato, appunto, Bossi, [...] la storia dei Servizi) né con movimenti [...]. Mo-stravano una realtà di gente [...]. Ciò di cui parlavano [...] di fondamento autentico. Sono arrivate le autocriti-che. /// [...] /// Senza negare la [...] erano stati commessi, si poteva [...] il [...]. La Corte ha compreso. Non si è oc-cupata [...] politiche; ha giudicato dei reati pur attribuendo [...] alla sentenza. Anche per il Democratico [...] Michele Salvati, non è sbagliato un «atteggiamento di [...]. Proprio perché non si [...] gesti pesanti, di vero e proprio sabo-taggio». Franco Giordano, di [...] è affatto convinto. Teme che, pure per [...] via giudiziaria, si fi-nisca per «sottovalutare il [...]. Nessun sussulto di cultura [...] e affini an-drebbero «combattuti su più fronti». /// [...] /// Nessun sussulto di cultura [...] e affini an-drebbero «combattuti su più fronti». (0) (0) ![]()
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