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Fuco Fortini« La cena delle [...] Lombardi editore [...]. La prelazione è di Mario Spinella. La domanda che viene [...] del lettore del primo racconto [...] la seguente: come nasce [...] Il racconto di Fortini risponde: «Nasce come la [...] come la voglia di cambiare» per cominciare [...]. Il termine tradimento si [...] usi, riconducibili ambedue al significato del verbo [...] dire consegnare al nemico. Ma se si spoglia il [...] della [...] e delia [...] storia, il significato cambia di [...]. Tradire può [...] dire, per esempio, tradizione, consegnare [...] storia alla pagina, [...]. Così il tradimento (il [...] shock che libera dalla distrazione, o abitudine, [...] -narratore di una storia -fino a interrompere, [...] di Fortini, la monotonia della fedeltà. Le due interpretazioni e [...] nel primo racconto ed è [...] intreccio che dà vita [...] a cena delle ceneri. La storia è quella [...] Piero Collo; lo [...] la Resistenza. Piero Collo, tradendo, ha [...] amici. Altri tre, per causa [...] sono stati «tormentati-. Un tal Cipriano, avvocato, [...] quattro amici che hanno «fatto» la Resistenza [...] perché qualcuno gli ha detto di avere [...] uno che somiglia a Piero Collo. Basta il nome e [...] in cima alla loro storia, orlo fra [...]. La [...] tradimento OTTAVIO [...] insorge, e ognuno racconta [...]. Uccidere Pietro Collo? [...] fare giustizia? Nel tentativo di [...] una risposta a queste domande, i personaggi di Fortini [...] sulla legittimità della punizione in nome di una legge [...] non può perdonare. Ma può condannare? In [...] giustizia? L'autore del racconto, spingendo via via [...] suoi personaggi, svolge, dal canto suo, una [...]. Questi due momenti (Collo [...] il racconto non giungerà a una sentenza [...] vedrà, alia fine, Collo e Cipriano che [...] bene Spinella, con una vecchia rivoltella rugginosa) [...] mente del lettore: raccontare è rammemorare, è [...] memoria non è nè perdono né condanna [...]. [...] è pensare il diverso. È tradire: interrompere una fedeltà. Il racconto è lontano [...] patetismo neorealista, e si capisce perché sia [...] nel cassetto [...]. Un racconto sul verbo [...] si configura certo come un elogio del [...] un «inattuale» (ha ragione Mario Spinella) discorso [...] alla legge, alla giustizia, al tormento delia [...] mente (e intorno al momento cruciale della [...] generazione) non poteva essere letto con la [...] tempi di sbrigativi giudizi sul condannare e [...] altrettanto sbrigative teorie del racconto e del [...]. La stessa tensione etica [...] Racconto fiorentino. La polemica [...] Fortini [...] non è nuova. Un giovane fascista idealista [...] che la guerra sarà perduta, va a [...] è un eroe «disperato e tranquillo» (sono [...] amico che non condivide le sue idee), [...] non gioca a fare [...] come gli «eroi della [...] Ma [...] racconto si distingue, e Spinella avverte il [...] sue caratteristiche di [...] di formazione», [...] destini di [...] e Debora [...] per un attimo alla [...]. Per un attimo solo, [...] guastato [...] da [...] di novità», «allegra» solo [...] Debora [...] cerca di vivere nel presente. È un incontro «sbagliato» [...] Carlo e Raniero. È sbagliato perché senza [...] tra Debora e Carlo. Belio e misterioso è [...] Debora, bello e misterioso come la Firenze [...] Fortini [...] in un momento di trapasso, tra il [...] notte, tra la [...] ancora intatta bellezza e [...] delia guerra. Come tutti ) racconti, [...] essere detto o scritto soltanto da chi [...] fine: da Debora, che innesca il racconto, [...] tore. Ancora una volta, la memoria [...] rivela come conoscenza. Per questa via, che [...] via [...] i due racconti si [...]. Signor Contini non capisco [...] Curio Emilio Gadda« Lettere a Gianfranco Contini» [...]. E nello stessa [...] iniziano le gaddiane Lettere [...] Gianfranco Contini edite a cura del destinatario presso [...] dopo [...] francese. Lettere che vanno dagli [...] In [...] Gadda ha ormai scelto la letteratura (anche [...] egli avrà alcuni «ritorni di fiamma necessitante») [...] Pasticciaccio in rivista (1946) e della Cognizione [...] In volume (1963), via via fino al [...] e perciò, [...] perioda milanese a quello [...] e romano (dal [...]. Ne deriva cosi un [...] al grande epistolario [...]. Attraversa queste lettere Gadda viene [...] un rapporto fatto di gratitudine, stima e alletto, che [...] lungo tempo sarà condizionato da una [...] timorosa, umile, difensiva, verso il [...] scopritore e critico. Con la conseguenza che, [...] decennio circa, queste lettere [...] no ricche si di [...] letture, collaborazioni, difficoltà economiche, incontri, contratti non [...] quotidiani problemi [...] scrittore, ma sostanzialmente povere [...] autoanalisi, sfoghi sulle sue nevrosi, ferite esistenziali, [...] dolori, e sulle motivazioni e sperimentazioni della [...] produzione letteraria, che tanto se ne alimenta [...] contro, le assai più esplicite e [...] lettere agli amici milanesi, [...] Betti [...] soprattutto a Tocchi, pubblicate nei primi anni Ottanta). Perfino sulla motte della [...] sulla «grana» della casa patema a Longone, [...] nucleo segreto e oscuro della Cognizione del [...] I [...] di queste prime lettere sono contenuti e [...] rivelatrice («Mi vendicherò»), che [...] di risentimenti e recriminazioni nella Cognizione stessa. Non è un caso [...] numerose siano In questo decennio le cartoline, [...] informativi. Gadda insomma sembra quasi [...] tra gelosia dì sé e inibizione nei [...]. Una prima riprova di [...] di [...] e timore, ai può [...] di commento agli scritti di Contini su D'Annunzio [...] Pea o Ungaretti: nelle quali Gadda si dichiara [...] Insistendo però al tempo stesso sulla propria inadeguatezza [...] Incapacità [...] capire pienamente («monologo critico [...]. E ciò perfino nella lettera, [...] non priva di riserve e precisazioni [...] a proposito del saggio del [...] che lo riguarda direttamente. Un atteggiamento poi, che [...] del comportamento di Gadda: una ossequiosità e [...] ancora preventiva che difensiva nei confronti di [...] più spesso temuti. [...] riprova ancora è forse offerta [...] stesso [...] di una vasta gamma [...] sue sperimentazioni nella prosa delle [...] (dal livello colto al livello triviale, dal neologismo al [...] verbale, [...] inventivo, e cosi via), lin [...] al compiacimento di sé, con un tendenziale atteggiamento e [...] o ilare scherzoso. Ci vorranno alcuni anni [...] Gadda [...] lasci andare a una corrispondenza più disinvolta, [...] latta anche di lettere più lunghe e [...]. Si potranno ritrovare allora [...] (motivo tortuosamente legato [...] per la madre) e [...] dolori giovanili: pronunciamenti e motivazioni della propria [...] e violenti sarcasmi sul «narciso» e [...] D'Annunzio; e altri scatti [...] per una stroncatura di De [...] («dedicandomi uno dei suoi [...] puliti come le sfere [...] capra in un sentiero [...] per la vittoria di Moravia a un [...] Strega [...] vedeva concorrere anche lui («la [...] e [...] gli é arrivata alla Ipòfisi. La raccolta si arresta al [...] quando [...] ormai afflitto da vari mali, [...] «una irreparabile condizione di senescenza», e sempre più ritratta [...] un sostanziale isolamento (morirà sei anni dopo). Resta da dire della [...] cura di Contini, prodiga anche di Informazioni [...]. Come cene maliziose [...] di Gadda. Eccone una: «li granello [...] e gli mormorò qualcosa [...]. Questa [...] ne sussurra che il pepe [...] male [...] degli angeli». Arrestati e rassegnati Torniamo [...] diciotto terroristi di Novelli e Tranfaglia Più [...] senza pretese di riscatto consapevoli [...]. Il materiale disponibile sui terrorismi [...] sui terroristi italiani si accumula in modo paradossale. Vale a di-re che [...] tanto più vorremmo conoscere. Unitamente alle informazioni che acquisiamo [...] i nostri interrogativi [...] che probabilmente non sarà mai [...] di avere un quadro completo di tutto il fenomeno, [...] mappa di tutte le sigle, una spiegazione davvero convìncente [...] quesito di fondo: [...]. Domandarsi «perché?» significa anche [...] dobbiamo fare per impedire la ripresa dei [...] possenti antidoti civili e democratici. In una maniera molto [...] di Diego Novelli e Nicola Tranfaglia, Vite [...]. Le generazioni del terrò-rismo, cerca [...] fornire una [...] documentaria e «civile» al nostri [...]. Sono, come dice [...] sottotitolo del volume, «le [...] e poi [...]. Nella [...] densa introduzione Nicola Tranfaglia [...] del terrorismo nella storia italiana di quei [...] eccessiva della psicosi del [...] una relativa sottovalutazione del molo del terrorismo [...] suoi eventuali intrecci con quello rosso (sottovalutazione [...] storie di vita [...] raccolte riguardano militanti coinvolti [...] clandestine rosse; per i neri bisognerà attendere [...] da alcuni studiosi [...] Cattaneo, parzialmente anticipate dalla [...] «Polis» [...] agosto), dal canto suo, Novelli rievoca efficacemente [...] i problemi di una città come Torino, [...] nella morsa del [...] certamente luogo ove i [...] nelle [...] zioni e nelle azioni. Seguono le diciotto storie [...] sulla base delle testimonianze dirette dei dissociati [...] quattro grandi tematiche: [...] familiare, la socializzazione e [...] politiche, dalla violenza alla lotta armata, e [...] la dissociazione. Per quanto i brigatisti rossi [...] poiché solo due del terroristi [...] fatto parte delle [...] retroattiva di alcune propensioni). Decisivo, invece, sembra essere [...] socializzazione scolastica, licei e istituti tecnici, e [...] «pari», degli amici e dei colleghi di [...]. È in quella fase [...] luoghi che maturano le scelte politiche e [...] spinte alla lotta armata. Si direbbe che il [...] armi non sia stato traumatico ma quasi [...] politica con altri mezzi e che non [...] da esigenze di [...] fesa quanto dalla decisione [...] tiro. Decisiva, però é [...] di [...] le Brigate rosse, che [...] sono già entrate e che quindi garantiscono [...] di violenza», di capacità di fuoco tale [...] che hanno partecipato alla tolta armata [...] anni 70». [...] del volume nasce (come [...] in una intervista a Nicola Tran-faglia) da [...] due giovani condannati per terrorismo e incarcerati [...] «Nuove» [...] Torino [...] sindaco della città Diego Novelli. Insieme con lo storico Nicola [...] già autore di studi [...] terrorismo, viene organizzato un seminario, [...] del 1985 al [...] 1987, al quale partecipano [...] fatti di [...] che più colpisce però, [...] di rassegnazione e quasi di soddisfazione con [...] pochi militanti descrivono il proprio arresto (parallelo [...] adesione ad una militanza violenta). E, solo in pochissimi [...] fa capolino la tentazione di parlare a [...] generazione, di una sconfitta del mondo giovanile [...] e di un «riscatto» e di un [...] indiscriminati, quasi un colpo di spugna. Insomma, questi diciotto ex [...] più consapevoli de) danno [...] aita collettività, oltre che [...] che non molti politici perdonisti. Non so se, come afferma [...] glia citando Alessandro Galante [...] rone, «siamo tutti, più o [...]. Non credo neppure che [...] sarebbero disposti ad annacquare le loro responsabilità [...] grigia. Mi pare, invece, che, [...] ricerche di questo tipo, siamo tutti meglio [...] in condizione di capire. E questa è [...] premessa di qualsiasi azione [...] debba essere intrapresa. Nicola [...] Diego Novelli «Vite sospese» [...]. Vero è che, sullo [...] la dissoluzione di Potere operaio e di Lotta [...] la caduta delle sperante di una rapida [...] il 1976, ma senza una forte «offerta [...] esiti erano tutt'altro che scontati, [...] e [...]. Infine, la scelta della [...] tempo stesso individuale, come la scelta della [...] collettiva, coinvolgendo nel dibattito militanti della stessa [...] cielo MAURIZIO CUCCHI Certo non si tratta [...] Clemente Rèbora: chi legge con attenzione, più [...] la [...] sia del Novecento, sa [...] Rèbo-ra è un grande autore. E [...] parte non si può [...] sue poesie, prima di questa edizione [...] curata da Gianni [...] e Vanni Scheiwiller, fossero [...] irreperibili, visto che lo stesso Scheiwiller le [...] fine [...]. [...] che molti si sono [...] Rèbora ha pesato negativamente il carattere così forte [...] che la [...] poesia subito espone, apparendo [...] volte persino rozza e sgradevole. Ma ovviamente non basta [...] cioè in primo luogo [...] increspature che la superficie del suo testo [...]. Quello che conta in Rèbora, [...] modo di vedere, è la continua attività [...] presente con [...] e una complessità del [...] nostra poesia di questo secolo. Questa drammatica tensione di [...] a volte anche nei modi di un [...] non lascia spazio a incertezze: «Se a [...] Fronda la storia e [...] Pur vorrei [...] la radice/ La mia [...] tutto/ E con alterno [...] suggere il sole e [...] Vorrei palesasse il mio cuore/ Nel suo [...] ecc. /// [...] /// Altre volte nei Frammenti [...] libro, del [...] suo libro comunque maggiore, [...]. Ma se nella poesia [...] la nutre non è mai una sostanza [...] Rèbora, il più delle volte, si trova a [...] poiché tende a farsi passione; e passione [...]. Attratto dal mistero, che [...] stesso «bruno» e «lucente», sentendosi tradito [...] della ragione e [...] vischioso del [...] Rèbora è comunque preso [...] desiderio di armonia, e di «infinita adesione». Si muove, insomma, verso [...] Ma soprattutto è in lui sempre attivo [...] la dimensione bassa e cieca della quotidianità, [...] la-scivi», nel [...] unto» del giacere nella [...] di improvvisi varchi verso [...] e [...] verso la trascendenza: «Vorrei [...] incatenato del cimento». Ed è una conflittualità [...] concede, naturalmente, riposo, e che in [...] placa (ricordiamo che Rèbora, [...] fu ordinato sacerdote nel 1936, dopo un [...] travaglio spirituale, e che mori nel 1957). Ma che pure nelle [...] ben presente. Canti [...] (degli anni [...] troviamo in questo senso versi [...] una potenza e di una capacità di sintesi a [...] folgoranti. Per esempio, riferito alla poesia: [...] senza tregua [...] annuncia/ mentre [...] sputa amaro il mondo», versi [...] certo non sono [...] da quelli scritti [...] prima. Oppure: «Null'altro appare a [...] che il corpo mio che si disfa [...] S. /// [...] /// E proprio [...] tra cibo umano e cibo [...] Rèbora sembra riassumere il tema del conflitto e [...] di [...] «Fatalità tremenda del mangiare/ che [...] addosso [...] che vola! Rèbora coglie spesso un [...] e nelle cose («Alla [...] mi riposo:/ Spazia ella [...] tacita e divina») dove [...] è anche, sicuramente, [...] metafora, Coglie a volte [...] suon concorde», allorché «nido si fa tutto». Si manifesta allora una [...] e si fa anche melodia. Esempio classico è in una [...] famosa dei Canti [...]. E comunque oltre [...] «lavoro» e oltre la fatica, [...] i traffici della «crosta cittadina», in più aperti spazi, [...] del lago, o [...] delle cime, che questa [...] si manifesta. Una luce improvvisa appare allora, [...] folla angusta», dando quiete [...] mente e [...] dando modo di avvertire la [...] amore del Padre». In questi momenti sospesi, [...] sembra/ Luce [...] e ignora come [...]. La vita è come [...] finalmente leggera e limpida, ovunque riproducendosi In [...]. /// [...] /// [...] piedi sulla testa. /// [...] /// Un poliziesco americano o [...] latto [...] mentre suscita sorpresa e [...] un giallo tedesco o di altra nazionalità. Per la Germania questa lacuna [...] colmata almeno in parte dai telefilm (Derrick, [...] ecc. La Rizzoli ha ora [...] sulla testa, di Hans [...] in cui si narrano [...] un pubblicitario quarantenne, UH [...] che [...] non poco a conciliare [...] cui ì costretto a vivere con gli [...] caratterizzato la [...] gioventù. E un giallo sul [...] non vi sono investigatori privati e dove [...] è argomento di discussione sin dal principio, [...] -a p. [...] in realtà [...] in sé non interessa più [...] tanto. E un fatto complementare [...] -per quanto contraddittorio possa sembrate -a risolvere [...] in cui si dibatte [...]. [...] vive infatti una situazione schizofrenica: [...] della generazione [...] è dì conseguenza un ottimo [...] creativo, trasgressivo quanto basta: peccato che queste sue doti [...] solo a pubblicizzare cibo per cani, o addirittura a [...] tono alla campagna elettorale di un uomo politico del [...] non sembra condividere le Idee, e non possano invece [...] indirizzate verso più nobili scopi. Da questa situazione nasce [...] accentuata da alcuni contraccolpi [...] che descrivono le discussioni di Uli con [...] po' faciloni della comune sono assai gustose [...] simpatia va, nonostante I compromessi, alla [...] intelligenza) « dalla presenza [...] un odioso e mediocre capetto che cerca [...] la propria inferiorità. Sulla trama non aggiungeremo [...] il lettore della [...]. La disposizione psicologica di [...] di [...] ha origine in un «trauma, [...] il suo scetticismo, la [...] impotenza sono [...] conseguenze del [...]. La politica, intesa come [...] come dimensione complessiva [...] umano, e, seppure in [...] . Ricordate quella pubblicità di [...] in cui un giovinotto veniva presentato dapprima [...] vestito da . /// [...] /// Ricordate quella pubblicità di [...] in cui un giovinotto veniva presentato dapprima [...] vestito da . (0) (0) ![]()
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