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MARTEDÌ 18 [...] 17 [...] Le città [...] Sandro Veronesi; sotto due immagini di Prato: [...] tessile e la piazza [...] Comune« Rientro nella stanza di Gino. Ora [...] di comprare un pesce [...] convince più. Sul planetario guardo il [...] spicchi dai fusi orari, e penso allo [...] Nuova Zelanda» Ecco come [...] raccontano [...] metropolitana Il pesce rosso [...] È un sabato pomeriggio [...] sul letto, a fumare, nella camera che [...] me da quando mio fratello Gino se [...] a Roma. Non è [...] il primo né [...] sabato che passo cosi, [...] una regola, ormai, tantoché alle volte mi [...] sia il caso che me ne vada [...]. Ma dove? Per [...] come ha fatto Gino [...] interessi, delle esigenze: lui ne ha sempre [...] no. A [...] proprio tutta, anche per [...] camera grande come quella di Gino bisognerebbe [...] esigenze che io non ho. A me tutto questo [...] mi [...] letto e un bel [...] gioco delle freccette per passare un po' [...] è un tempo, il mio. Per questo motivo anche [...] trasferito nella [...] camera non ne ho [...]. Gino ormai viene sempre [...] ma io non ho toccato nulla delle [...] 11, e quelle rare volte che viene [...] stanzino come quando abitava [...] e gli lascio il [...]. Lui però deve [...] perso interesse per le [...] riempiono la [...] stanza, e credo non [...] se io le tocco o non le [...]. Per esempio, è stato [...] radio trasmittenti, e per anni ha latto [...] ha parlato tutte le notti con dei [...] Argentina, Sudafrica, Nuova Zelanda. Ha piazzato sul tetto [...] che disturbava tutte le televisioni del quartiere [...] della stanza [...] riempita con i suoi [...] rimangono 11, coperti dì polvere e forse [...]. Ma non mi é mai [...] voglia di [...] e anzi sotto sotto spero [...] un giorno o [...] durante una delle sue visite, Gino rimetta tutto in funzione e ripassi una notte a [...] con i suoi amici sparsi nel mondo, come ai [...] tempi. Ammesso che siano ancora [...]. Allo stesso modo non [...] grande planetario appeso al muro davanti alla [...] spilli infilzati e di nomi in codice [...] normografo. [...] sulla lavagna attaccata dietro [...] rimasta [...] frase che Gino ci [...]. Comunque sia, Gino non [...] quella [...] e quando se n'è [...] è rimasta 11. Non la cancellerò certo [...] pomeriggio, dunque, e in Questa stanza fumo [...] pensando . Soprattutto, penso che potrei [...] un pesce rosso. È la prima volta che [...] una cosa del genere e non mi pare affatto [...] in aria, un pesce rosso con la [...] bella [...] due o tre alghe di [...] e la sabbia bianca sparsa sul fondo. Anzi, mi sembra proprio [...] per diversi motivi: primo, è pur sempre [...] impiegare il pomeriggio, secondo non deve costare [...] terzo si tratta di qualcosa che sento [...] in un certo senso. Un pesce rosso. Squilla il telefono, una, [...] e capisco che mia madre sta cucendo [...] non sente (sta diventando sorda, davvero). Cosi mi alzo, lasciando [...] mio progetto. Intanto mi sono messo a [...] a quel nome, Lilli Papa, perché non mi pare [...] anzi mi pare vecchissimo: una specie di fidanzata di Gino, Lilli Papa. /// [...] /// La ragazza non risponde [...] penso che sia caduta la [...]. /// [...] /// Invece dopo un po' [...] di nuovo, anche se il tono della [...]. /// [...] /// Vuoi venire o [...] so nemmeno dove abiti. Che ore [...] Le tre e dieci. Mi spiega la strada. Per non perdermi, mentre lei [...] mi (accio una [...] su un foglio [...] perché si tratta dei quartieri [...] un po' fuori mano, e io non li conosco [...] bene. Riattacco e cerco di [...]. La storia tra lei [...] risale a molti anni fa, davvero molti, [...] nemmeno morto Villeneuve. Qualche volta [...] venuta [...] a casa, anche se non [...] a ricostruire i suoi lineamenti, e tutto ciò che [...] è semplicemente il nome: Lilli Papa. Sarà bella? Gino ha [...] belle. È uno che piaceva [...] tipi che una ragazza preterisce [...] dietro senza speranza piuttosto [...] di uno come me. Forse Lilli Papa vuole [...] penso, magari lo ama ancora e si [...]. I sabato pomeriggio sono [...] in questa città, se non [...] giro giusto e tanti [...] distraggono il cervello: come nulla puoi essere [...] sul serio, anche a distanza di anni. Nonostante questa convinzione, prima [...] lavo con cura dappertutto: non si può [...] mondo, [...] che è bene evitare [...] non è che mi lavi molto spesso. Poi prendo la macchina [...] e con [...] della [...] raggiungo la casa di Lilli Papa. Non è un brutto [...] pochi palazzi bianchi, [...] e sfalsati, con [...]. I nomi delle strade [...] importanti che incentro, ti-po via Pirandello, via Marie Curie [...] gente del genere: dei veri geni, che [...] torto [...] morti quando delle città [...] solo le periferie. E quanto [...] fuori mano mi rendo [...] tratta di un concetto davvero relativo, perché [...] che è andato a prendersi Gino, a [...] da questa e a gente di-versa da Lilli Papa [...] cui passare il sabato pomeriggio, non è [...] sia più fuori mano di casa mia, [...] sul Corso e basta affacciarsi alla finestra [...] gente che passeggia, in su e in [...] di cena. Al campanello ci sono [...] con scritto Papa: ma in una c'è [...]. Papa, e allora io [...]. Magari hanno diviso la [...] Lilli adesso sta da sola, come capita in [...] I figli crescono. Per convincere Gino a [...] mamma propose di dividere anche la nostra [...] lui potesse stare per conto suo con [...] ma a parte il fatto che di [...] ce [...] poco, è proprio da [...] Gino voleva scappare, e non si sarebbe [...] se gli avessero regalato una villa coi [...]. Nessuno mi apre, intanto, [...] al campanello di [...]. /// [...] /// Forse Lilli non è [...] penso, o forse ha anche lei un [...] che si è beccato [...] casa, mentre lei rimane [...]. Ma poi riconosco che noi [...] alle volte siamo proprio retrogradi, riguardo alle donne: non [...] proprio Lilli [...] delia targhetta? Tra [...] il nome sembra scritto da [...]. Come Gino si è [...] può essersi laureata lei In ingegneria, e [...] per la divisione [...] è stato il suo [...] professionista. A mio fratello sono [...] ragazze studiose. Questa volta [...] scatta, e io entro. Ma appena messo piede [...] un cane mi assale e mi lecca [...] a piedi, mentre Lilli Papa compare sulla [...] a pianterreno. È appoggiata allo stipite, [...] azzurro, con lunghi capelli castani sciolti sulle [...] ho modo di [...] molto bene, perchè il [...] leccarmi e io sono, come dire, un [...]. Il suo primo romanzo, «Per [...] questo treno allegro» (Edizioni Theoria), è un [...] e figlio: [...] giornata prima di entrare [...]. Altre sue opere sono [...] «Gli sfiorati» e i racconti «Cronache italiane», ispirati [...] cronaca che l'autore ha seguito come giornalista [...] in forma narrativa per descrivere [...] minima. Entrambe le opere sono [...] Mondadori. Ora Veronesi è impegnato [...] un libro sulla pena di morte negli Usa, [...] e testimonianze raccolte sul campo. A me viene spontaneo [...] la mano, come per presentarci, [...] non è una buona idea. Lei scoppia a ridere [...] come un salame, sulla porta, con la [...] leccata dal cane. Anche la casa è [...] di moquette. É arredata moderna, con [...] ammesso che io sappia [...]. C'è un giradischi acceso [...] che non conosco, e un odore dolciastro [...] non so, di ceralacca, o che altro. Il cane continua a [...] Lilli mi scorta in uno studio ingombro [...] mi fa sedere su un divanetto. Lei scoppia a ridere [...]. Non vuole giocare con [...]. La guardo [...] per il collare e [...] fuori dalla stanza, poi tornare [...] corsa e chiudere [...] la porta. Ha una gonna dritta [...] e due gambe tirate, da atleta; una [...] lana, sotto la quale il seno (che [...] più importante di tutte, per me), sembra [...] è abbronzato, sebbene si sia a febbraio. Appena fatto un passo [...] apre di nuovo la porta. Il cane rientra Immediatamente, [...] palla coperta di bava stretta tra i [...]. E poi cosi la [...]. Si siede accanto a [...] e comincia a fissarmi senza dire una [...]. Dopo un po' che [...] mi viene spontaneo distogliere lo sguardo e [...] cane, che lei con una mano continua [...]. Ed è in [...] che sul suo polso [...] lunga e sottile. Ci siamo, penso. Ha [...] luciferina negli occhi, che [...] e in un altro momento uno li [...] belli. /// [...] /// Bella è bella, ma [...] con quel modo di fare nessuno sembra [...] vuole il mio parere. /// [...] /// Secondo te io sono [...]. Adesso ho anche un [...] che mi aizzi contro il cane, magari, [...] mi scappasse detto qualcosa che non le [...]. Con la coda dell'occhio [...] ancora il suo polso, ma è nascosto [...] del cane. [...] tratto mi afferra una mano [...] se la porta al petto, [...] tra i seni. Sono proprio dei beni [...] gonfi come li ho immaginati, anche se [...] certo ritegno a [...] per bene. Lei continua a tenerci [...] mia mano, mentre mi guarda con [...] quasi vendicativa negli occhi. Ed è tardi per [...] mi piace proprio per niente, cosi. Magari, si offenderebbe e [...] reagire. E poi anch'io, penso, [...] di fare tanto il difficile; non ho [...] ragazza che mi ordinasse una cosa del [...] farmi trottare come un dannato anche solo [...] sera insieme e poi non combinare nulla. Cosi comincio a frugare, [...] oltrepasso un paio di elastici piuttosto stretti, [...] quanto mi è possibile e faccio del [...] ma non so se la sto accontentando. [...] parte è lo stesso dubbio [...] sempre. Solo che a un [...] Lilli Papa chiude gli occhi, e cosi io [...] miei, ed è un sollievo. Il suo polso è [...] In vista, rovesciato sul divanetto, e posso guardare [...] per qualche momento: è un taglio sottile, [...] col bi-sturi da un chirurgo importante. Dev'essere rimarginato da diversi [...]. Lei non si muove [...] immobile, con gli occhi chiusi, concentrata, mentre [...] quello che mi ha ordinato di [...] ma certo non è [...] venga una grande soddisfazione: non un gemito, [...] sembra addormentata. Se anche gode si [...] tutto. [...] di colpo, allontana la [...] la restituisce, si può dire, come si [...] accendino dopo [...] usato. Riapre gli occhi, si [...] posto la gonna, raccoglie le mani in [...] la testa sul divano, in una posa [...] terribilmente malinconica. Rimane un bel po' [...] muta, guardando fisso per terra, senza [...] e quasi senza respirare, [...] ha ripreso a leccarmi la mano con [...] imbarazzante, ora, considerando da dove [...] appena tolta. E senza neanche [...] che almeno gli animali [...] fanno certe cose. È chiaro che ne [...] considerando che Gino ne ha compiuti trentuno [...]. Ma lei non risponde, [...] lontana nella [...] posa languida, e allora [...] di baciare quella [...] bocca socchiusa. Ma è uno sbaglio [...] labbra arrivano a sfiorare [...] Lilli Papa si drizza di scatto e riprende [...] c'è del disprezzo, ora, nel suo sguardo, [...] perché in fondo, in confronto a quello [...] appena fatto fare, cosa sarà mai un [...]. Non che mi importi, ma [...] mi sembra esagerato. Poi però penso che [...] occhi, sono il fratello del ragazzo per [...] è svenata, da quei punto di vista [...] il disprezzo. Non è successo nulla, [...] -Noi non ci siamo mai visti. Esco di casa da [...] accompagna, e nemmeno il suo cane azzurro [...] dietro. S'è messo a piovere. Sul tetto della macchina [...] di goccioline e mi lavo la mano, [...] casa. Sono le quattro e [...] nella stanza di Gino. Bisognerebbe [...] l'acqua, [...] il mangime tutti i giorni, [...] io non credo di [...] capace. Sul planetario guardo il [...] In spicchi dai fusi orari, e penso allo [...] Nuova Zelanda, a quel [...] con Gino per radio, dorme di sicuro, [...] le tre di notte. /// [...] /// Sul planetario guardo il [...] In spicchi dai fusi orari, e penso allo [...] Nuova Zelanda, a quel [...] con Gino per radio, dorme di sicuro, [...] le tre di notte. (0) (0) ![]()
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