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PADRI E FIGLI Padre [...] insieme al bagno turco. Il vecchissimo Mosó Blum [...] di morte. Chiama i suoi due [...] Isaia [...] Giacobbe e dice loro: «Mi raccomando, comportatevi [...] ebrei. Se volete sposarvi [...] pure, io vi lascio [...] con delle brave ragazze ebree. Altrimenti mi rivolterò nella [...]. Mosè Blum muore e, [...] Isaia si sposa con [...]. Passano sei mesi e Isaia [...] Giacobbe a braccetto con una ragazza [...]. Ferruccio [...] «Nuove storielle ebraiche» [...]. Lo spazio fisico, costruito [...] stato deturpato dalla stessa vita che vi [...] invece di [...] come se gli uomini [...] sentimenti fossero appendici piuttosto mostruose degli oggetti. Ho trovato cosi singolare [...] è solo [...] il modo apparentemente generoso, [...]. /// [...] /// Il notiziario radio trasmette le [...] di Tien [...] Men e ci si può [...] le rivoluzioni [...] europeo, tra scorci [...] e accattivante architettura mentre il [...] trasforma una sorta di autostrada urbana in un boulevard [...]. Sembra che la macchina [...] la citta con gli occhi dei protagonisti: [...] e con la pigrizia morale, [...] la codardia che lasciano [...] qualsiasi compromesso, realizzato in piena e composta [...] momento di crìtica o di ribellione. Il professionista sogna, quando [...] in trasferta, e poi [...] nella spenta vita di [...] raffredda I furori della ricerca e [...] nella [...] e nella poltrona di [...] società di ricerche (di mercato), rinunciando al [...] inseguito per anni: la ragazza di Siena, [...] metropoli, alla fine [...] nella [...] licci», nella carriera del [...] attesa di un figlio; la : giovanissima [...] Infermiera dimentica [...] sceglie con spirito di [...]. Stanno tutti bene. Siamo nel genere Woody [...] di «crimini e misfatti» [...] che una volta si diceva borghese o [...] adesso va bene per tutti: [...] fa velo, la paura [...] non resta che tacere. Non siamo [...] ma [...] non è per niente serena. E forse non è [...]. [...] solo smog. Con la [...] e la critica [...] evidenziava i pericoli della [...] figura patema come effetto della perdita di [...] conseguente [...] della civiltà tecnologica e [...] forme artigianali di lavoro e di sistemi [...] intatti per secoli, quando il bambino era [...] c ne condivideva sia [...] il lavoro, mentre [...] insegnavano ai figli e [...] mestiere (e trasmettevano insieme un modello di [...]. Una prima divisione tra [...] lavoro si compi [...] ma ancora per buona [...] secolo il padre parlò al figlio del [...] almeno riuscì a far valere, con prove [...] capacità professionale agli occhi dei familiari. Ma [...] siamo ormai [...] ad un presente che [...] (e in modo clamoroso nella tragica sequenza [...] questi giorni) denuncia la drammaticità della condizione [...]. Gli effetti [...] del padre, anche in forza [...] trasferimento alla scuola della funzione Il malessere dei giovani [...] al suicidio) ha una ragione -spiegano alcuni studiosi -anche [...] della figura paterna. Quella che era una minaccia, [...] rischio incombente è ora una realtà. Figli e nipoti si trovano [...] vivere in una situazione di vuoto paterno assai preoccupante [...] di riversare sui figli le loro attese mancate, i [...] desideri frustrati. Da [...] la ricerca dei figli stessi [...] modelli di identificazione sostitutivi e la tendenza ad orientarsi [...] a cercare il [...] e a riconoscersi in esso, [...] suoi valori e nei [...] per il loro processo di [...] come documenta la raccolta di saggi, curata da [...] Charme! Padri, padroni e padreterni [...] caduta di autorità e autorevolezza che non [...] e nessuno: neppure la religione e le [...]. Il che non è [...] a patto però che si sappia che [...] i giovani la presenza di punti dì [...] sociali, di figure in grado non solo [...] dare affetto e comprensione, ma anche scoraggiare [...] eccessi e le intemperanze. La critica [...] non può [...] nella rinuncia a qualsiasi forma [...] autorità. Allo stesso modo, sollecitare [...] rivalutazione di ruolo e valori patemi non [...] ca-, -so il deprezzamento di quelli materni, [...] in questi ultimi anni, come stanno a [...] coraggio» di Napoli che si battono contro [...] «mamme [...] rock» romagnole, nemiche irriducibili [...] discoteca, o le donne del Forum verde, [...] militari di leva nel Medio Oriente, in [...] mammismo rivalutato in chiave [...] e pacifista. Il problema vero però [...] le madri o invocare il [...] del pater [...] ma promuovere [...] di responsabilità di marca [...] aiuto nella crescita) da parte della famiglia [...] scuola, di altre istituzioni. [...] concertata insomma di paternità [...] correggere la condizione di una età giovanile [...] un eccesso [...] da uno stato di [...] in preda ad una inappagabile frenesia di [...] in uno stato di insoddisfazione, nonostante la [...] sia mai stata cosi alta, con ridotte [...] sociale, di livello culturale, di collocazione geografica. Questo tratto emerge nitidamente [...] ponderoso rapporto su »l giovani del Mezzogiorno» [...] Mulino, [...]. Il confronto fra la [...] e del Sud e Isole, [...] fronte a rilevanti differenze strutturali, conferma appunto [...] dei giovani meridionali, in riferimento ai tassi [...] modelli culturali e di consumo, ai valori [...] attribuite al lavoro, tende ad uniformarsi, almeno [...] quella dei coetanei europei. Ragazzi di borgata, paninari, [...] dark si assomigliano sempre di più, vicini [...] desideri frustrati come nelle esperienze [...] estreme (dalla droga al [...] qualche volta, attuato per sfida o per [...]. Le domande che gli [...] giovani si sono sempre posti (e che [...] il futuro), splendidamente riassunte nel libro recente [...] in queste pagine, «Adolescenza» (Mondadori, [...]. Cosi, con disincanto non poco [...] Augusto Viano in [...] questo volume («Teorie etiche contemporanee», [...]. Il quale è un [...] panorama di molte delle principali teorie filosofiche [...] la morale. Questione ben più basilare [...] che Viano solleva [...]. In sostanza: prendiamo la [...] registra ultimamente nelle società avanzate [...] fortuna, una cultura morale [...] idealità di umanizzazione: ebbene c'è idoneità o [...] cultura a essere cultura del nostro agire [...] nostro agire collettivo, per un cambiamento umano [...] dagli anni situati fra i Sessanta e [...] Settanta [...] è venuto profilando, nelle società [...] di contro alla diffusa [...] e dei loro vantaggi, un bisogno di [...] sensibilità alle Idealità di umanizzazione. Queste idealità come criteri [...] della tecnica e della stessa scienza, diventano [...]. E non solo [...] della tecnica e della [...] avvolte dalla molto specifica società capitalistica, ma [...] per dire cosi, in quanto tali (il [...] estranee a ogni presupposto: anche la pura [...] e ha in genere come presupposto la [...] crescita incontrollata) . Si tratta di un [...] in modi non brevi e [...] viene a ristrutturare gli [...] delle società avanzate. Prevaleva o sembrava prevalere [...]. In grado consistente, anche [...] a fondare [...] in una istanza altra e [...] a percepire la centralità della [...] e la [...] non [...] immediata alla modernità capitalistica e [...] modernità senz'altro. Gli stessi anni Ottanta, questo [...] cosi imperniato [...] della modernità, sotto ogni aspetto, [...] pare [...] molto alterato [...] inclinazione che dicevo. Si pensi alla rilevanza [...] di una cultura tanto [...] cultura odierna non pare [...] cambiamento Perciò occorrono delle idealità capaci di [...] come quella cristiana, o delle culture pacifiste [...] visibilmente culture di tipo morale. Ora, quale interpretazione dare [...] di questa cultura [...] di capire. Alle radici abbiamo manifestamente [...] cambiamento, [...] di ordinare più umanamente [...] società, a fronte del suo assetto capitalistico [...] del suo stesso assetto [...]. Ora, con una cultura [...] umanizzazione, traduciamo, come Viano sembra di fallo [...] in una cultura materiata di astrazioni indistinte [...] confortevoli? Oppure [...] del bisogno di morale [...] culturale da leggersi per lo più altrimenti [...] bisogno, a me pare, ha palesemente facce [...]. Occorrerebbero analisi, e non [...]. Dobbiamo però stringere e [...]. Attraverso il bisogno di [...] primo luogo, nel tematizzare le idealità di [...] e c'è una criticità non di dettaglio [...] società avanzate. C'è la denuncia della [...] a criteri di umanizzazione. Questi sono utopie arbitrarie? Talora [...]. O sono ipotesi di [...] molto anticipatore, a grandi bisogni umani? Credo [...] per lo più il caso. Con il bisogno di morale [...] rileva insomma una cosa essenziale: che [...] e anche [...] e della produzione di tecnica [...] di scienza, non porta spontaneamente a esiti di umanizzazione [...] per qualità e per estensione. Non ci si accosta [...] e alla modernità senz'altro con una cultura [...] bensì con la cultura di un cambiamento [...]. In secondo luogo, nel tematizzare [...] in termini di Idealità e non nel termini [...] utopica di una società conclusa, [...] il rifarsi a una criticità inesauribile e aperta, a [...] criticità che non rinuncia a essere perennemente [...]. Si sa che ci [...] cambiare; che saremo sempre dentro [...] e il perfettibile. Si è [...] della mitizzazione ai un [...] e perfetto. Si rompe con la [...] che restringe se stessa al preparare o [...] in notevole parte anche marxisti-camente, [...] di una palingenesi definitiva, [...]. Non si può certo [...] bisogno di morale decada in una cultura [...] di genericità e buone intenzioni, facile [...]. Ma criticità e criticità [...] strutture di coscienza [...]. Come potremmo agire [...] per il cambiamento, e [...] efficacemente sempre e senza miti di compiutezza, [...] simile cultura, se avessimo il dominare uniforme [...] estesamente diffusa [...] delle società avanzate? Ma [...] sono cosi semplici. La cultura critica, e [...] di morale, non può [...] sufficiente. Su ciò Viano ha [...]. Anche [...] devo semplificare. In sintesi, a un [...] cambiamento, occorre anche una cultura altra da [...]. Essenzialmente, una cultura dei limiti [...] una cultura dei mezzi. In primo luogo, occorre anche, [...] una cultura dei limiti. Intendo una cultura che sappia [...] calcolo dei limiti, delle condizioni di possibilità, delle [...] compatibilità. I ALDO [...] nel processo di umanizzazione [...] capitalistica e della stessa modernità, non possono [...] di fuori di un rapportarsi a quanto [...] la realtà umana e la realtà naturale [...]. Nella traduzione pratica delle [...] possono fare nè salti molto abbreviativi nè [...]. In secondo luogo, è necessaria [...] una cultura dei mezzi. E giusto investire criticamente [...] modernità capitalistica, ma la stessa modernità. Ma si può restare [...] Occorre anche appunto, mi pare, una cultura che, [...] alla società moderna, industriale, con Intelligenza e [...] sappia anche guardare al mantenimento e alla [...] società. Va da sè: questa, [...] quanto tale, costituisce una scelta, un destino, [...] dei costi per [...]. Ma gli di pure. Quindi, se gli esiti [...] meglio perseguibili attraverso la creazione di beni [...] di scienza, insomma di quel [...] ai nostri [...] naturali che è la [...] Industriale, questa creazione va anche assunta in [...]. [...] della società umana, che non [...] capitalistica, [...] regionalmente, e cosi sfruttatrice e [...] va anche sorretta. O dovremmo delegare ad [...] della modernità? A chi? O dovremmo rinunciare [...] Cerchiamo di non nascondere noi a noi stessi. Giustamente e finalmente ha ceduto [...] ma ci può essere anche [...]. Neppure la cultura cristiana [...] in un mero morale criticismo della società [...] della scienza. Perciò, a me sembra, [...] bisogno di morale. Senza idealità di [...] 15. [...] giovani e [...] CHERCHI Bene, sono finite le [...] ammesso che siano state fatte. Mi ha colpito la [...] chiesto dove diavolo sono [...] voluto sapere quasi più altro (tanto di [...] i racconti di viaggio sono com'è noto [...] noiosi insieme a quelli dei sogni). Perché? Perché tutti sono [...] e ne sanno sempre più di me. Resta il problema, checché [...] gazzette, della difficoltà di trovare ospitalità alberghiera [...]. Un amico mi ha raccontato [...] una [...] conoscente, [...] ricerca in Liguria di una [...] a un letto, quando [...] infine trovata, ha ingenuamente chiesto [...] se la stanza aveva la vista sul mare. Testuale: non sul retro: [...]. Che sia una larvata [...] per chi non si decide ad [...] non è possibile una [...] cambiamento. Ma anche consapevolezza realistica [...]. E consapevolezza realistica dei [...] illimitata ma è [...] la possibilità di limitare [...] che la società moderna o industriale ci [...]. Un agire attrezzato per [...] risultare solo da una cultura che componga [...]. [...] non è facile. E il ruolo non facile [...] spelta a una sinistra politica e intellettuale [...] e matura. Facile è secondare la [...] le odierne società avanzate secernono quasi "spontaneamente». E già non poco [...] non [...] (penso alla fortuna del [...] una cultura del bisogno di morale, della [...]. Ma questa appunto non [...] a un agire [...] per il cambiamento. Se alla sinistra politica [...] riesce di assolvere bene al suo ruolo [...] sociale, nelle società avanzate e opulente, tenderà [...] per lo più verso un atteggiamento di [...] parte verso una domanda di cambiamento che [...] semplicemente morale. La nostra società, cosi come [...] altre società avanzate, mostra chiaramente, nella [...] coscienza [...] una situazione di tale tipo. Dunque grandi responsabilità per [...] e intellettuale. La quale sbaglierebbe, almeno [...] se tendesse solo a discutere e respingere [...] bisogno di morale; se non fosse anche [...] di [...] e [...]. Ma, [...] e globalmente, sbaglierebbe, almeno [...] se non afferrasse il compito di costruire [...] che dicevo: una cultura idonea con la [...] insieme con il suo senso realistico dei [...] mezzi a sostenere il cambiamento in [...] preparare e orientare opportunamente quei soggetti sociali [...] solo in misura debole, possono assimilare spontaneamente [...] avanzate preparazione e orientamento. Tornati ormai -al travaglio [...] chi deambula nottetempo in città, passando da [...] un ristorante, a un salotto o entrando [...] o in un teatro, e soprattutto guardandosi [...] degli occhi mi erotizza»), [...] che la città è Parigi, e la [...] tutte le sere fuori casa è Roland [...] in vita, e che [...] moda snobbare). Di questo secondo me [...] -Saggi brevi» [...] (una collana che ci [...] Ira inevitabili alti e bassi, lesti di grande [...]. Ne ricordo almeno quattro, [...] uscita: Scritti servili di Cosare Garboli, Dalla [...] di Piergiorgio Bellocchio, Diario [...] Elsa Morante, Il Kitsch [...] Hermann Broch) è recentemente apparso (nella bellissima traduzione di Carlo Cignetti) Incidenti, uscito postumo [...] è morto nel 1980). Questo breve testo, suddiviso in [...] parti, è una [...] diario intimo a frammenti. E aggiungeva che il [...] di mettere in rilievo «qualche incidente che [...] della settimana, la mia sensibilità, che riceva [...] dei colpi. I mici scoop personali, che [...] sono direttamente quelli [...]. Delle quattro sezioni del [...] di gran lunga preferisco è [...] Serate di Parigi, ricca [...] e di lucida disperazione. Ci sono osservazioni su [...] di notte a letto che sono «come [...] delle "faticose elucubrazioni» (e [...] se ne riposa rileggendo [...] Memorie [...] di Chateaubriand), sulla scoraggiante [...] il sadomasochismo a norma, a cosa normale, [...] spiegare i cedimenti», e ancora, riguardo a [...] adolescenti, vi si nota -una specie di [...] si sentiva assolutamente esclusi)» aggiungendo: «Non mi [...] molto attuale di messaggio dove bisogna simpatizzare [...] (orizzonte senza sbocchi della gioventù, ecc. La sezione, di 33 [...] seguente epigrafe: «Beh, ce la siamo cavata [...] (Schopenhauer [...] un pezzo di carta, prima di morirei. E ora attendiamo a [...] valanga libraria che sta per abbattersi su [...] la ripresa autunnale. Scorrendo i titoli [...] annunciati dai supplementi culturali, vien [...] dire che ce n'è per tutti, o meglio, con Queneau: -Il [...] a A [...] à [...] et [...] à [...]. /// [...] /// Scorrendo i titoli [...] annunciati dai supplementi culturali, vien [...] dire che ce n'è per tutti, o meglio, con Queneau: -Il [...] a A [...] à [...] et [...] à [...]. (0) (0) ![]()
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