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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1960343480.

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Lo ha detto Luciano Violante [...] mattina [...] di Montecitorio, mentre tutti [...] levavano in piedi, la strage di Capaci [...] ricorre il quinto anniversario) nella quale persero [...] Giovani Falcone, la moglie Francesca [...] e gli uomini della [...] Rocco Di [...] Antonino [...] e Vito Schifani. Poi la reazione del Paese [...] istituzioni, [...] della mafia, il rafforzamento [...]. Ma -ha aggiunto Luciano Violante [...] dovere di non fermarci»: «Falcone è stato [...] che ha avuto una vita difficile, con [...]. Egli ha dato al Paese [...] di quanto il Paese abbia dato a [...]. Più tardi, in una [...] Violante ha mostrato di [...] di [...] deciso a sostenere, la [...] «Libera» di dedicare annualmente una giornata di [...] le vittime della mafia. La data? «Il 21 [...] comincia la primavera». La grande normalità del [...] Falcone Il primo pensiero è un peccato di nostalgia: Giovanni Falcone [...] tra voi, vivo tra i vi-vi, giudice [...]. Chissà cosa ne avrebbe [...] oggi che la giustizia è rissa. Chissà quante parole oblique [...] e quanti imbonitori, quanti dottor sottile, quanti [...] garantismo. Chissà quanti sospetti sui suoi [...] Masino [...] con [...] lungo da vecchio mandari-no, [...] memoria di [...] Con-torno, preistoria mafiosa. Penso alla misura severa [...] Falcone, alla sobrietà di certi suoi silenzi, [...] che gli accadde in vita (i piccoli [...] e di potere, la periodica conta dei [...] e al pudore con cui affrontò le [...] Palazzi: no, non sarebbe stato il suo tempo, [...]. Lo Stupore Il primo [...] di nostalgia. Il se-condo è lo [...] modo in cui la morte trasfigura ogni [...]. La normalità diventa martirio. La coerenza tracima [...]. Come se in fondo [...] noi siciliani ci fosse sempre [...] vocazione [...]. Falcone invece non era [...]. ///
[...] ///
Non lo fu nessuno [...] mafia che mi è accaduto [...]. Nelle cose che facevano, [...] si concedevano, perfino nel cammino del-la loro [...] un onesto bisogno di normalità. La normalità del mestiere [...] è semplicemente il dovere di dire. La normalità del mestiere [...] vive di regole e codici, [...] paziente e di dubbi, [...] di difficile perse-veranza. In Sicilia, talvolta, anche [...]. Conobbi Giovanni Falcone quando [...] già morto. Lo cercai per [...] complicità, non per [...] giustizia. Avrei voluto che raccogliesse [...] di quella nostra inchiesta per [...] a un manipolo di [...] peggio. Gli raccontai la mia [...] di certi suoi colleghi, la codardia di [...] che condividevano in quei [...] e i bu-giardi. Falcone mi ascoltò fino in [...] senza una domanda. Avrebbe potuto fingere di [...] mi disse che sapeva. I giudici, i cronisti, [...] bugiardi: il volto osceno dello Stato, la [...] e del di-ritto, sapeva tutto. Ma non per questo [...] complice. Avrebbe continuato a [...] nel rispetto delle regole [...] li avremmo sconfitti, senza forzare i codici, [...] competenze: la normali-tà del suo mestiere di [...] dei corrotti. Se potesse [...] oggi, quei ma-gistrati corrotti: sconfitti, [...]. I loro nomi non [...] le loro gesta si ram-mentano con imbarazzo. La giustizia ha ritro-vato [...] perfino nella mia città. Il tempo Il primo [...] nostalgia, il secondo ha [...] dello stupore, il terzo [...] tempo. Cinque anni, una misura breve. Eppu-re lo senti, questo [...]. Nella fatica del ri-cordare, nel [...] di dover spiegare. Cinque anni ammorbidiscono i [...] gli impegni. Quei poveri cantautori [...] per esempio: così ridenti [...] gior-no della vittoria elettorale, così affannati oggi [...] e a macinare tournée. Hanno fatto sapere che [...] Palermo [...] potranno pro-prio esserci. Per motivi tecnici, [...]. Il tempo è un [...]. Lava le ferite, ma [...] affatto. La morte di Falcone, [...] ferite, è la più umiliante, per le [...] cui quel lutto ci fu an-nunciato. Ma erano tempi imperfetti, [...] si rispondeva rinfacciando le carriere. Giovanni Falcone professionista [...] possibile che abbiate perso [...] di questo insulto? E i pruriti [...] con cui il Csm, [...] negò a Falcone [...] che gli apparteneva? E [...] cui vetusti giornalisti (oggi campioni, si dice, [...] scagliaro-no contro processi e pentiti appena fu [...] politici? Nulla, nulla va dimen-ticato. Non solo Capaci, non [...]. Anche le parole untuose [...] i titoli ammiccanti, anche il fastidio con [...] mondo dei sapienti [...] del dottor Falcone. Che [...] spinta troppo oltre. I nostri errori Il [...] la nostalgia, il secondo lo stupore, poi [...] col suo fiato pesan-te. Il quarto pensiero sono [...]. Fu-rono rabbia e adrenalina, [...] che rendeva possibili tutte [...] i morti, pretendere giustizia, spodestare i vecchi [...] la sto-ria con le loro teste. Furono i giorni in [...] trafficanti di voti si rivelò una Ba-stiglia [...] a crollare alle prime spallate. La ghigliottina fu alzata [...] la piazza si fece subito insolente con [...] a consultare i codici: che aspetta il [...] decapitare il re? Co-sa è andato a [...] Roma? Quali carriere va inseguendo? Fu così che Giovanni Falcone [...] ne andò incontro alla morte da solo. [...] oggi serve a poco. Ma restituisce [...] di verità alla storia. Il padre [...] pensiero è un ricordo. Il padre del giudice Falcone. Che una volta [...] vantato di non [...] mai preso una tazzina di [...] in un bar. Quando me lo raccontarono pensai [...] anche in quel genitore, in [...] un [...] polverosa, [...] chiusa, da sussidiario, di quella [...] Giovan-ni Falcone. Pensai a suo padre, [...] laboratorio, palermitano civile, e al figlio che [...] che impara il dovere [...] che [...] leggendo Mazzini. Pensai: questi due uomini [...] filo che li unisce, come una continuità [...] di molti mestieri, di molte esistenze. Ecco: anche questa fu [...] giu-dice Falcone. Ciò che oggi va ricordato, [...] che oggi [...] imparato. ///
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Ciò che oggi va ricordato, [...] che oggi [...] imparato.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .