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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI | ALBERO INVENTARIALE |
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Lunedì 8 agosto 1994» V [...] » [...] . Nel settecento, questo sentimento poteva [...] fondete. Non solo perché effettiva [...] In atto la scoperta, e la conquista, di [...] mondi», ma anche perché [...] resoconti di viaggi erano [...] Incontri con creature mostruose, parto della fantasia bugiarda [...]. Alla fine del ventesimo [...] sembra patetica, frutto più di [...] che di curiosità. Male agenzie di viaggio [...] questa categoria che appartiene ad un passato [...]. E la cosa sembra [...]. Robinson [...] e Indiana Jones ci [...] capire meglio cosa é successo. Le Imprese [...] di Spielberg, hanno luogo [...] frequentate dal turismo di massa: [...] Venezia, Petra, il Tibet, [...]. Il folto pubblico le [...] Interesse, [...] disponibile dalle sollecitazioni pubblicitarie. Nel Settecento, [...] Irlandese [...]. [...] propone la figura di [...] viaggiatore attraverso mondi estranei (pungenti [...] del costumi [...] che ha mestamente [...] alla propria casa senza nuove [...] migliori acquisizioni di status, senza nostalgia per quel mondi [...] ma anche senza [...] per una condizione che non [...] adeguata e solo parzialmente rassicurante. Quasi [...] Il borghese D. Defoe narra di Robinson [...] partito [...] le condizioni del suol [...] In America e coinvolto in un naufragio [...] sano e salvo per [...] utilizzato I servigi di Venerdì, [...] quegli schiavi di cui I regni europei [...] nelle politiche di colonizzazione. [...] selvaggio», sottomesso al servizio delle [...] più forti, non sarà più un essere misterioso, né II simbolo di una condizione di Ingenua felicità. Più Robinson che [...] Indiana Jones, e con [...] se ne tema a casa rassicurato dal [...] quanto ostile e sconosciuta, la realtà lontana [...] domabile. È sotto controllo. Il suo sapere, la [...] danno un potere pressoché assoluto su cose [...]. Ma il desiderio di [...] sopito. E il desiderio postula una [...]. Oggi, il genere narrativo [...] soprattutto le forme letterarie considerate minori: Il [...] I libri per ragazzi. Anche II rapporto tra [...] é sovvertito. Sono I turisti a [...] camicie sgargianti, strani cappelli, cinepresa a tracolla. /// [...] /// Di [...] una infinità [...] le, [...] di banchi, i quali, verso [...] mare, ricevono il nome di [...]. Non città, non villaggi, [...] un rifugio qualsiasi; dal sud al nord, [...] scorgete che immense piantagioni di bambù spinosi, [...] contro gli altri, le cui alte cime [...] del vento, appestato dalle esalazioni insopportabili di [...] di corpi umani che imputridiscono nelle avvelenate [...]. [...] HANSEN Cosi passano un [...] sotto lo stesso immutabile cielo, sulla stessa [...]. Villaggi con capanne di [...] donne velate che sembrano essere state immerse [...] una di quelle grandi vasche di argilla [...] dei paesi dove si prepara [...] 5. Nel diario possiamo seguire [...]. La maggior parte delle [...] di eventi; una sera, per esempio, arrivano [...] a una di quelle capanne del caffè [...] altro di particolare che un giovane con [...] mano e sei per piede». I villaggi si assomigliano [...] ovunque le stesse tracce, solo i nomi [...] cambiano. A [...] incontra von [...] e Kra-mer, perenni ospiti dei [...] della città, ma «poiché non vuol farsi trattenere da [...] di cortesia», [...] già [...] per tornare a [...] passando da [...]. Solo due giorni dopo, [...] di nuovo in cammino. Questa volta va a [...] passando da [...] la primavera è arrivata [...] gli avvallamenti in cui si è raccolta [...] umidità sono coperti di minuscoli fiorellini quasi [...] hanno dato una mano di calce alle [...] in un villaggio [...] conta più di seicento [...]. Poi toma a [...] la regione a sud-ovest [...] ormai esplorata e il 19 marzo si [...] verso [...]. Misura, calcola, annota. Aggiunge [...] tessera al grande mosaico; [...] poco a poco il quadro cominci a [...]. Non c'è dubbio che [...] in queste lunghe cavalcate [...] vive i giorni migliori [...] È completamente assorbito dalla [...] quel lavoro sistematico, la solitudine e la [...] gli aperti orizzonti del deserto gli danno [...] profonda che non può [...] eccezionalmente, diA Oriente, lo [...] s'è dilatato, la terra è avvolta [...] un piccolo autoritratto tra [...] routine del diario. Praticamente per la prima [...] dato di vedere [...] a piena figura. Ecco come ci appare nel [...] periodo di felicità [...] Felice. Ammirate questa: la luna [...] del cielo; lo sconfinato arco celeste s'è [...] sino a divenire ancor più immenso, e [...]. La terra è tutta [...] argentea, e [...] stupendamente limpida è fresca [...] tem-po stesso e, piena di dolcezza, agita [...] profumi. Notte divina! Notte incantevole! Questi stagni sono cheti [...] loro acque fredde e cupe sono cinte [...] color verde cupo dei frutteti. I cespugli intatti di [...] visciolo protendono timidamente le loro radici verso [...] e ogni tanto sussurrano per mezzo del [...] e scontenti quando quel delizioso stordito ch'è [...] si avvicina furtivo per un istante e [...]. Tutta la campagna dorme, [...] lei tutto respira, tutto [...] e solenne. Anche [...] ne riceve [...] di immensità e di stupore, [...] una folla [...] visioni nasce armoniosamente dalle sue [...]. Notte divina! Notte incantevole! Come rapito in estasi, [...] . Le capanne a gruppi [...] belle e bianche nel chiarore lunare, e [...] bassi risaltano ancor più abbaglianti [...]. [...] pensavo ai pescatori di [...] sul fondo del mare, dove sono più [...] del mondo di quanto non lo sia [...] delle foreste della Siberia. Anch'io sarei potuto diventare [...] abbastanza forte. Finalmente ci alzammo, scendemmo in [...] attraversammo la cittadina e una barchetta ci portò fino [...] una nave pronta a salpare. Era diretta a Trebisonda, [...] potuto passare in Crimea. [...] non disse altro, gridò [...] capitano che acconsenti e mi chiese venti [...]. Intanto la barca con a [...] di bonaccia , profumato di [...] e nella savana le capre che brucano [...] tettoie pericolanti, tombe rovesciate, [...] in paglia di miglio o [...] bambù, picchetti di ferro, palizzate cadenti. [...] un immenso terreno incolto [...] accumulano i rifiuti della città, pali, traversine, [...] fusti arrugginiti, bidoni sfondati, molle di letti, [...] ammaccati e contorti, poi, un po' più [...] da capre che porta al quartiere dei [...] vecchi barattoli di conserva, montagne di immondizie, [...] di utensili, di carrozzerie di vagoni smantellati, [...] nella polvere, di carogne di ratti, di [...] i cui rari brandelli si disputano gli [...]. [...] in mezzo a questo putridume, [...] magro arbusto, [...] pomodori selvatici, [...] i cui frutti le donne [...] per arrotondare le entrate della famiglia. Capre e montoni spelacchiati [...] di immondizia, venivano a brucare -brucare che [...] II fumo della savana, Edizioni Lavoro B. /// [...] /// [...] risaliva in direzione nord verso [...] di Capo [...] nelle acque dell'Isola [...] in canoe cariche di fuegini [...] minacciarono di invadere la nave. Li convinse a rimanere [...] lui leggeva un capitolo della Bibbia. Essi ascoltarono con espressione [...] di loro credette che fosse il libro [...]. [...] annotò quindi alcune parole [...] e concluse trattarsi di ebraico; come fosse [...] Capo Horn era «un problema da lasciarsi ai [...]. Proprio mentre Darwin scriveva [...] a [...] Beagle, a Richmond, in Virginia, [...] del libro del capitano [...] si trovava sulla scrivania [...] Edgar Allan Poe. Altro girovago solitario, ossessionato [...] annientamento e di [...] Poe si servi [...] per scrivere il romanzo [...] viaggio di autodistruzione. Nelle Avventure dì Gordon [...] il narratore sbarca su una [...] isola antartica, chiamata [...] dove tutto è nero, compresi [...] selvaggi [...] bestiale che salgono a frotte [...] bordo della nava Jane. Anche la loro lingua [...] di ebraico; in altre parole, i [...] sono fuegini trasferiti nella [...] di un po' dei pregiudizi che Poe [...] negri. [...] è uno dei libri [...] brillanti e, per il suo impatto sulla [...]. Il crepuscolo vi si [...] prima che il sole tramontasse. La corrente scorreva liscia [...] una muta immobilità indugiava sulle rive. Gli alberi viventi, avvinghiati [...] e da tutti i cespugli vivi della [...] in pietra, fino al più sottile ramoscello, [...] leggera. Non era sonno quello [...] uno stato ipnotico, Non si poteva avvertire [...] suono di qualunque sorta. Ci si guardava davanti [...] cominciava a dubitare di essere sordi -poi [...] a un tratto e ci rendeva in [...]. Verso le tre del [...] pesce saltò fuori, e lo schizzo violento [...] un soprassalto co-me se avesse sparato un [...]. Quando si levò il sole, [...] una nebbia bianca, calda e umida, più accecante del [...]. Non si spostava né [...] 11, ferma intorno a te come qualcosa [...]. Alle otto o forse [...] si alzò, come si alza una saracinesca. Avemmo una rapida visione [...] degli alberi, [...] selva intrecciata, con al [...] piccola palla sfolgorante del sole -tutto perfettamente [...] bianca saracinesca calò di nuovo, blanda come [...] scanalature unte. Lanterne di pescherecci, comete [...] in direzione alle piantagioni di canna e [...] margini del [...] dove agonizzano antiche città [...]. Un mare interno, placido [...] e quieto, e la brezza soave fra [...] e [...] del pane. Dona Fior osserva la bellezza [...] plenilunio che dilaga [...] sulle spiagge, sui pescherecci: un [...] di riposo e di pace. Non [...] al di là del [...] pericoloso, pieno di cavalloni e correnti sottomarine, [...] libero mare di venti scatenati, di temporali [...] che si snoda in direzione delle piccole [...] dove [...] irrompe in alleluia. Mare [...] violenza: non questo profumo [...] ma quello selvaggio del salmastro, odore pungente [...] alghe e ostriche, sapore di sale. Perché [...] Dona Fior e I [...] staccata e si dirigeva [...]. Gridai ancora: «Dov'è il [...] Ma [...] poteva più sentirmi e rispose soltanto con [...] addio. Un lurido pagliericcio sul [...]. Di notte non avevo [...] che le stelle. Di giorno vedevo sfilare [...] occhi sciami [...] greche, e [...] perfino Costantinopoli la superammo [...] allora mi venne in mente quanto fosse [...] mi trovassi su quella nave a passare [...] in cui, precedentemente nella mia vita, avrei [...] mesi interi. Ma non mi disturbava, [...] tranquillamente seduto sul mio [...] sentivo [...] di aglio, ascoltavo il [...] e per tutto il giorno annotavo su [...] sulle ginocchia tutto quello [...] mia vita dopo la fine della guerra, [...] periodo da cui emergevo, a bordo di [...] a due alberi, passando davanti alla gloria [...] cerca di un monastero che forse non [...] e in cui, se anche [...] trovato, doveva probabilmente [...] la più cocente delle [...]. SI, e in attesa di [...] lettera da un paese del Nord dove non ero [...] stato né mai sarei andato, da una donna che [...] conoscevo, perché era [...] prima che [...] e [...] donna ancora doveva essere diventata [...] allora. La nave rolla, benché [...] sia agitato e il vento sia calato. Per questo gli appunti [...] e sconnessi. E poi devo ammettere [...] lancio [...] alla città che ho [...] tante cose che mi sembrano familiari, soprattutto [...] chiese, che sono gli stessi che a Mosca [...] Kiev. Alberi, erba e canne [...] che spesso bisognava aprirsi un varco a [...]. Avanzavamo [...] alta, e le ragazze [...] un serpente camminavano con grande circospezione, come [...]. Noi maschi ci ostinavamo [...] eroi e tagliavamo tutto quello che ci [...]. Sulle prime [...] ci aveva resi insensibili, [...] cominciammo a soffocare di caldo. Gli insetti poi erano [...] per [...] agitavamo le mani da [...] come dei pazzi. Cosi smettemmo e avanzammo [...] i pertugi. Dopo oltre [...] di marcia il capo [...] fermò e volgendo lo sguardo attorno scoprimmo [...] in cima. Le capanne del villaggio [...] non erano più grandi di un fagiolo, [...] distinguere la mensa per il fumo che [...] e gradualmente si assottigliava fino a sparire. Delle montagne in lontananza [...] il colore, una successione di onde blu [...]. Ancora col fiato grosso [...] rapiti, le nostre bocche si spalancarono via [...] a proferire verbo. A un tratto mi [...] che le montagne somigliavano al cervello umano, [...] potevo immaginare a cosa stesse pensando. /// [...] /// A un tratto mi [...] che le montagne somigliavano al cervello umano, [...] potevo immaginare a cosa stesse pensando. (0) (0) ![]()
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