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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1952411408.

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Nella prossima puntata affronteremo [...] linguaggio. Si è davvero impoverito [...] ha trovato nuove formule? I ragazzi sono [...] e maneggiano il computer come gli adulti [...] caffè. [...] naturalmente a proprio agio e [...] abilità mediatiche fin [...]. Ma nuova tecnologia non [...] metodi di insegnamento. La scuola e i [...]. [...] la cultura informatica, inclusi i [...] sia tenuta in forte consi-derazione dagli intellettuali interes-sati alle [...] tecnologie, lo [...] scuola [...] da una par-te e «competenze» [...] è forte. Un altro elemento legato al [...] multimediale «disturba» [...] ai tempi della [...] digitale rende quasi obsoleta la [...] come colui che trasmette conoscenze. Per [...] del cyberspazio. È in grado, oggi [...] «fare a meno» [...] Dei videogiochi si è [...] parlare. Molte persone sono preoccupate, [...] per [...] diffusione di questi giochi [...] potenziale nocività. È colpa non solo [...] anche dei videogio-chi se i ragazzi leggono [...] «Il [...] meno è un fatto grave e ri-guarda [...] i genitori, chi si occupa di attività [...] Francesco Carlà, che dei videogiochi ha scritto la [...] Castelvecchi, Space [...] -. È grave e non [...]. Io una do-manda però me [...] pongo. Possibile che di fronte [...] così diffuso della multimedialità gli scrittori non [...] altro mo-do per raccontare che non sia [...] libro? Davvero non si può fare alcuno [...] i linguaggi?». Parlare di multime-dialità e [...] è solo parlare di linguaggi, ma [...] di competenze. Rima-nendo [...] videogiochi, ad esempio, in [...] degli esperimenti pilo-ta, si [...] questione e por-tato i videogiochi a scuola [...] costruire il proprio gioco al computer. Col ri-sultato che i [...] progetto, in un anno non solo hanno [...] videogame, ma hanno predisposto la guida [...] la pubblicità per [...] e curato gli aspetti [...] una fiera. E sempre sul tasto [...] insiste Gom-ma, pioniere in Italia, insieme al [...] Decoder, [...] al-ternativo della tecnologia infor-matica [...]. Gomma, tra [...] ha partecipato a un pro-gramma [...] ragazzi di [...] con una rubrica divulgativa di [...]. Su cen-to studenti, cinquanta [...] in casa, sei lo usavano, solo uno [...] Internet. E pensare che in [...] an-che come materia di insegnamen-to [...]. Il pro-blema sta [...] il compu-ter con i [...] insegna-mento. E le due cose [...]. Perché ci dice questo? «Perché [...] scuola te lo insegnano allora il computer [...]. E in Italia la [...] tragica. Invece in Germania, ad [...] linguaggio informatico vie-ne insegnato già nelle scuole [...] a formare programmatori di 11-12 anni. La cosa bella del [...] se possiedi le competenze necessarie, puoi [...] fare tutto quello che [...]. E quindi è la [...] insegnata». E [...] si pone il problema [...] insegnanti, spesso ignoranti in materia. Ma si pone anche [...] fa notare Gomma, «che oggi avere un [...] è una questione di classe. Chi ha i soldi per [...] e chi no. E non solo. [...] è an-cora molto indietro nella [...] informatica. Da un lato, la [...] gli stessi bisogni della so-cietà americana, una [...] avanzate [...]. Le persone, cioè, chiedono [...]. Ma, [...] lato, [...] stato da noi uno sviluppo [...] sbilanciato che ha prodotto una paradossale [...] su tutto ciò che sta [...] lo sviluppo tecnologico e la mancanza di tutta la [...] di valori nati e legati alla società informati-ca. Il dibattito che ha coinvolto [...] sui diritti legati a questo [...] in Italia non [...] stato. Prendiamo il diritto alla [...]. Credo che se non [...] nessuno si sarebbe po-sto [...]. Un altro esempio è [...] che ne-gli Usa non [...] che vuole ma che in Italia ha [...] monopolio che nessuno denuncia». ///
[...] ///
Partiamo pure dalla gasso-sa [...] il [...] radio-grafa la cultura dei [...] quat-tordici e i ventuno. Quel che ne vien [...] è il «magma flui-do». Con isole di solida [...] con libri, musei, lirica e bi-blioteche, [...]. [...] di campo, tra un gruppo [...] e al loro interno. Ma la mobile galassia [...] e collassa quando entra nei recinti della [...]. Laddove il [...] degli intervistati, secondo il [...] recalcitra alla lettura «come [...]. E dove, [...] noto, solo uno studente [...] alla lau-rea. E allora è gioco forza, [...] un [...] antipatico, [...] anche «dal-le cattedre» questi giovani. E comin-ciamo da Giulio Ferroni, [...] letteratura italiana alla Sapienza di Roma, protagonista [...] di una forte polemica contro le colpe [...]. Gli altri sono im-mersi [...] fluttuante, con modelli culturali variopinti e ibrida-ti». I [...] per Ferroni, «non sono [...]. [...] a gerghi, mode e tratti [...] del vestire. Non sanno [...] né san-no inquadrare quel [...]. Del che è espressione [...] con parole prive del lo-ro referente. Ecco, è proprio [...] la categoria chiave per [...] intermittenza del [...]. E così affiorano i [...]. [...] come il sociologo Usa [...] dia-gnostica da anni. Colpa [...] di modelli critici forti. Del mito [...]. Invece di mettere al centro [...] rinnovamento entro le discipline, la scuola italiana ha celebrato [...] pedagogia come scienza [...] ad [...] e [...]. Dunque, scuola e insegnanti [...]. Non sono loro a [...] che poi accede [...] Sentiamo al riguardo Lu-cio Russo, Ordinario [...] calcolo delle [...] Feltrinelli sul cui titolo [...] «Segmenti [...] bastoncini (Dove sta andando la scuola?». Ci sono ancora buoni [...]. [...] in docenti delle medie [...] la trama di un raccontino, e in [...] che, non sapendo se lo zero sia [...] dagli autori! E ovvia-mente non sanno [...]. Suvvia, professore, non esagera? «No, [...] proprio una situazione avvi-lente, [...] degli intellettuali italiani. Altro esempio: la totale [...] dimostrativo nelle scuole. Niente più geometria piana, [...]. Incapacità assoluta di risolvere [...] già oggi negli Usa gli studenti non [...]. Tutto è affidato al computer, [...] tra poco ciò sarà normale anche da noi. Salvo per certe [...] E [...] ve-niamo ai «segmenti» e ai [...] a Russo tanto cari. I primi sono frutto [...] sulla «li-nea retta», sui «piani». E per via di [...] il triangolo, figu-ra concettuale. I «bastoncini» invece sono [...] le bacchette [...]. Bene, dice Russo in [...] prevale il concretismo corporeo dei bastoncini, contro [...] analisi, e dimostrazione». Insomma una regressione conosciti-va, analoga [...] che marcava la di-stanza tra le vette greche della [...] e [...] romano (antico! Iato «che solo il Rinascimento [...] a col-mare». Russo è critico con [...] Riforma [...] Berlinguer: «La filosofia come di-sciplina annegherà negli [...] la storia antica verrà compressa, e già [...]. Sic-ché il lodevole recupero [...] intere fasi. Regnerà sovrana la tecnologia didattica, [...] una visione eclettica della scuola dove ognuno compra ciò [...] vuole». E a [...] Russo diagnostica: «Vincerà la logica [...] coerente con una società [...]. ///
[...] ///
Agli antipodi [...] di Roberto Maragliano, pedagogista a Roma e [...] dei «saggi» incaricata di [...] scuola del prossimo futuro: «A [...] di molti, sulla crisi [...] coltivo innanzitutto il dub-bio. Ciò detto, la crisi [...] una sfasatura tra due [...] quello spontaneo che avvolge [...] addestrati dai media, e quel-lo tradizionale, scolastico. Mentre se-gni, suoni e [...] in-scindibili, la scuola torna a [...] a [...]. Bisogna aprire le aule [...] rompe-re le barriere disciplinari e modellare [...] su questa realtà per-vasiva». Un esempio didattico? Ecco-lo: «Richiesti [...] un testo come Blob, gli alunni di [...] furono incapaci. Funzionò benis-simo quando si chiese [...] di produr-re [...]. [...] delineata [...] pedagogica di Maragliano: «Al posto [...] una scuola, che privilegia la scrittura testuale, de-ve affermarsi [...] il sapere co-me rete: un sapere empirico, [...] intuitivo, intertestuale». Ma non si rischia [...] il sa-pere, di [...] estensivamente si-no a [...] «No -replica [...] aree disciplinari rimango-no: come [...] legate e at-traversate da saperi portanti, veicola-ri, [...] la nozione di [...] e poi dalla lin-gua [...] universale. Naturalmente si tratta di [...] nella scuola, [...] aderente ai saperi. E al sapere spon-taneo, [...] di cui i ragazzi sono [...]. [...] il sapere come ipertesto, per [...] scuola e vita. Una tesi sulla quale An-na Oliverio Ferraris, docente di Psico-logia a Roma, dissente fortemente: «La [...] -afferma -dimostra che i bambini non tratten-gono [...]. Sono in grado di [...] di [...] la logica, ma saltano da [...] file [...] e ignorano le parti scrit-te. È un approccio erroneo, [...] ma cancella la ri-flessività». Oliverio Ferraris tra [...] nonè certo una [...] afferma: «La Tv? Meglio farla [...] ai bambini. Con esperienze ad hoc. Quello sarebbe già un [...] potenzia le [...] tempo, spazio, racconto, scelta [...]. Invece, esaltando a scuola [...] si celebrerebbe una cultura [...] ludica, [...]. [...] slegato, quello che ha già [...] purtroppo: la maggior parte degli studenti è incapace di [...]. Dunque, studiosi concordi sul [...] del sapere, divisi sui rimedi. La scuola deve pie-garsi punto [...] basta agli «alfabeti» [...] globale? Oppure deve [...] filtrare le domande? E poi [...] tempo familiare [...] deve essere così diviso, come [...] tra «mamma Tv», gratificazioni e «adde-stramenti» vari, senza racconti, [...] e il sapere dei giovani si [...] da lontano: [...]. ///
[...] ///
Bruno [...] degli [...] 4. I giovani sono fluttuanti, [...] i contenuti fra di loro. Mancano modelli critici forti Vecchia [...] media separati in classe MARAGLIANO. Deve affermarsi [...] il sapere come «rete». Facendo entrare la tecnologia e [...] computer nelle aule [...] 1. Con questa riforma la [...]. ///
[...] ///
Con questa riforma la [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .