Sembra invece che Cesare Viviani [...] con [...] delle parti (Milano, Mondadori) uscire [...] per cosi dire, [...] della parola e tentare una [...] più distesamente poetica. Dopo [...] scrutato le profondità del [...] linea di ricerca?) di [...] realtà esteriore o interiore che sia, accettando [...] gioco della [...] complessità, e se ne [...] là immagini non prive di vivacità e [...]. Le reticenze, le sospensioni, [...] continuano a denunciare la mancata armonizzazione dei [...] la coscienza linguistica, e [...] di raggiungere [...] compenetrazione fra le due [...]. Significativo è che a volte [...] affidi ai versi finali di una sequenza la scintilla [...] di gettare [...] un [...] di luce; una razionalizzazione a [...] in un certo senso, che non è certo lontana [...] nostra quotidiana esperienza della realtà. [...] tuttavia, anche questo volume [...] Viviani [...] di troppa indulgenza nei confronti di labili [...] abbandoni alla disorganicità delle sensazioni [...]. E se dovessi indicare [...] una sezione fra le altre, [...] forse Romana, proprio perché il motivo [...] (rivissuta) si presta ad una [...] più distesa (diminuiscono notevolmente i puntini di sospensione abbondanti [...] e [...] nel tentativo di interpretare [...] altro » e di rivivere [...] stesso attraverso [...] nasconde il suo narcisismo. Perché è il narcisistico [...] stessi (e su se stessa) che mina [...] della poesia giovane; narcisistico in quanto limitato [...] quanto contemplazione di un privato che non [...] simbolo. Le capacità non mancano, [...] altro che devono misurarsi: con la razionalità [...] attraverso cui avviene la comunicazione umana, con [...] e delle forme del nostro esprimersi. In questo senso, libro [...] nel panorama poetico di [...] è quello di Giovanni Giudici (Il [...] dei morti, Milano, Monda-dori), sia per la [...] componimenti o sequenze, sia per [...] scelta di linguaggio che [...]. Vorrei almeno segnalare la [...] Persona femminile, tanto struggente quanto priva di [...] La definizione, constatazione amara delle contraddittorietà [...] e della vanità della [...]. Ma non posso che [...] che a questo volume ha dedicato Claudio [...] nello scorso fascicolo novembrino [...] », e [...] a sottolineare [...] della scelta stilistica di Giudici, [...] tra poesia e prosa [...] che vuole essere « medio » e [...] possibilità poetiche di questa medietà. ///
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Ma non posso che [...] che a questo volume ha dedicato Claudio [...] nello scorso fascicolo novembrino [...] », e [...] a sottolineare [...] della scelta stilistica di Giudici, [...] tra poesia e prosa [...] che vuole essere « medio » e [...] possibilità poetiche di questa medietà.