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Infatti, lo sviluppo industriale, [...] tessile, nella [...] fase ascendente trovava molte [...] lavoro femminile: considerata di minore valore perché [...] soggetto «Inferiore», dotata di minori diritti, cittadina [...] del mondo del lavoro, valutata più addomesticabile [...]. Per lungo tempo le [...] Insieme [...] fanciulli, hanno dunque costituito la componente prevalente [...] di riserva» da utilizzare secondo la convenienza [...] produzione capitalistica. La forza lavoro femminile, [...] certo periodo appetita dagli industriali e guardata [...] organizzazioni sindacali di allora: perché temuta come [...] della forza lavoro maschile e considerata rea [...] abbassare i salari e ad incentivare la [...]. Ma la diversità femminile, [...] funzione biologica di riproduzione della specie umana, [...] di limitazioni allo sfruttamento [...]. Fu cosi che attorno [...] alle politiche di «protezione» prima e di [...] accese una discussione tra le donne e [...]. La tutela non contraddice [...] parità? Le esponenti [...] movimento femminista riprendevano positivamente [...] le donne socialiste più vicine alla condizione [...] astratta e si battevano per misure di [...] femminile e giovanile. Nel nostro paese, a [...] realtà, le donne Immesse nella produzione [...] sempre state poco numerose. Fu dopo la [...] guerra mondiale, quando le [...] state immesse brutal-mente In fabbrica per sostituire [...] altrettanto coattivamente ricacciate In casa per restituire [...] chi «spettava di diritto», che cominciò ad [...] operaio una nuova considerazione e valutazione [...] delle donne nel lavoro [...]. Ciò avveniva nel contesto [...] ed innovativa riflessione generale sulla emancipazione femminile. Mi riferisco a «Il [...] da Camilla Ravera e dal gruppo di [...] Nuovo. Si affermava una impostazione [...] principio che considera il lavoro diritto essenziale [...] fonte della loro autonomia e dignità; propone [...] la [...] della maternità; la necessità [...] e valori tra uomo e donna, nella [...]. La verifica sulle coerenze pratiche [...] certo scarti ed Incongruenze ma la questione di principio [...] posta e cominciò ad alimentare nel movimento [...] una nuova cultura, una nuova [...]. Esse si scontrarono ben [...] iniziative del regime fascista che tutelò il [...] leggi protettive 11 cui esito fu il [...] femminile [...]. Dopo la liberazione, le [...] uguaglianza giuridica e la parita della donna [...] sia per ragioni obiettive connesse alla condizione [...] per [...] ed inedita cittadinanza che [...] affermato nella società attraverso la partecipazione attiva [...] Resistenza. La lotta per ottenere [...] e la legislazione di tutela della lavoratrice [...] in Teresa Noce una tenace [...] trice) furono [...] del lavoro le più [...] da quelle per i servizi sociali, per [...]. Vi è nella battaglia [...] al lavoro di quegli anni un nucleo [...] la fase della emancipazione, seppure con arricchimenti [...] il conflitto tra tutela e parità che [...] tra uguaglianza e diversità. Nella [...] vi è infatti la [...] di riposo, dopo / ritmi . Prima di allora, nelle [...] in quelle pre-industriali, la distinzione fra lavoro [...] presentava contorni netti. Il lavoro [...] nei cicli naturali delle stagioni [...] dei giorni, [...] nel periodo estivo e contraendosi [...] quello invernale. I suol ritmi erano [...] agricolo, mentre le occasioni di riposo, nelle [...] sacre si accompagnavano a giochi e festeggiamenti, [...] religioso. Fu la rivoluzione borghese [...] introdusse una cesura netta fra lavoro e [...]. Lo sradicamento dalle campagne [...] classi lavoratrici sconvolsero infatti anche il tradizionale [...]. Al ritmo lento e [...] agricolo succedette il ritmo incessante e diuturno [...]. Come scrisse Paul Lafargue, [...] «Diritto [...] «Sotto [...] le leggi della Chiesa [...] 90 giorni di riposo (52 domeniche e [...] durante 1 quali era strettamente proibito lavorare». La borghesia invece «abolì [...] e sostituì le settimane di sette giorni [...] dieci. Liberò gli operai dal [...] Chiesa per meglio [...] al giogo del [...]. Per il borghese [...] il [...] alacre lavoratore e parsimonioso risparmiatore, [...] Il non far niente, erano doppiamente spregevoli, sia economicamente [...] moralmente. Scandalizzava [...] di nobili e aristocratici, [...] più [...] del poveri. Negli anni delia prima industrializzazione [...] sprecavano le lamentele sulla poltroneria degli operai così come [...] indugiare al gioco del bambini. Se questi ultimi andavano tolti [...] strada e giunti [...] di sei o [...] «naturalizzati al lavoro e alla [...] i primi dovevano essere costretti [...] alla frugalità e [...]. La giornata lavorativa, che [...] era stabilita dalla tradizione, fu aumentata a [...] punte che arrivarono fino alle 20. Il sonno, piacere che [...] anche agli schiavi, agli operai fu rubato. Nel giro di pochi decenni, [...] città, si formò un proletariato di molti milioni di [...] che conduceva una vita miserabile. Soltanto a partire dalla seconda [...] del secolo [...] con 11 progressivo trasferimento delle [...] produttive [...] alle macchine, prese corpo la [...] alla riduzione [...] di lavoro, alla festività di [...] settimana, [...] del lavoro Infantile. La proposta delle «otto [...] limite legale della giornata lavorativa» fu ufficialmente [...] Ginevra nel 1866 dal Congresso [...] internazionale. Per paesi come [...] tale proposta aveva però [...] della provocazione che [...] di un concreto obiettivo [...]. Come scriveva un cronista [...] «È improponibile un confronto fra il nostro [...] e quello inglese perché [...] la nostra dignità di uomini civili, ma [...] si sappia che, mentre i nostri bilanci [...] sulle spese necessarie alla pura alimentazione, quelli [...] contengono per esemplo le spese per i [...] viaggi, escursioni, ecc. Per tutto II periodo [...] alla Prima Guerra Mondiale tutte le lotte [...] avevano come fine 11 soddisfacimento di bisogni [...]. [...] di educazione globale, legata [...] di una precisa coscienza del [...] emancipato rio del tempo libero [...] che già nel 1900 faceva [...] del «programma minimo» del partito socialista, restò a lungo [...] formulazione puramente di principio. A differenza delle classi [...] lavoratori il tempo Ubero aveva connotazioni puramente [...]. II «fenomeno del tempo [...] solo agli inizi degli [...] anche in Italia la durata legale del [...] a 8 ore e presero 11 via [...] di organizzare stabilmente il tempo di non [...]. [...] che rispondeva alla oppia [...] la conflittualità operaia dentro e fuori I [...] e di favorire un «corretto» utilizzo, cioè [...] del tempo libero. Quali che siano le [...] vennero date nei diversi contesti (autoritaria nel [...] imposta» nelle democrazie occidentali) [...] sottolineare è il carattere di massa che [...] periodo compreso fra le due guerre mondiali, [...] tempo libero, contestualmente [...] del tenore di vita [...] e [...] culturale e del [...]. Svaghi, divertimenti, escursioni ed [...] di essere mere appendici del lavoro. Essi non solo si [...] vita ad una vera e propria Industria, [...] luogo di [...] investimenti sociali, attraverso 1 [...] liberazione dal lavoro sembrava diventare una certezza. [...] dopoguerra negli Usa, e [...] anche in Europa, sotto [...] di favorevoli congiunture economiche, [...] di lavoro, della penetrazione nel nuclei familiari [...] fece strada la convinzione che [...] dell'oro fosse ormai prossima. [...] anni sessanta anche in Italia [...] del tempo libero, testimoniata dal [...] Incremento del consumi culturali e ricreativi, dalla massiccia diffusio-ne [...] motorizzazione privata, [...] delle vacanze di massa. Tale fenomeno, che recava [...] segni di progresso e di liberazione per [...] comportava però anche numerose contraddizioni. Prima fra tutte lo [...] a stabilirsi fra il riconoscimento a pieno [...] allo svago, al riposo, alle vacanze, alle [...] condizioni che potevano [...] condizioni che spesso dietro [...] modernità nascondevano nuove schiavitù. /// [...] /// Ma per tutte queste [...] il denaro e allora per trovare il [...] fare quelle gite, per andare in montagna, [...] biglietto per il teatro, ecco [...] qualificato che ha un [...] seconda [...] e cosi ridurre [...] tempo libero che ha [...]. Per potere avere la [...] dieci giorni al mare avviene che le [...] per mesi e mesi in un oscuro [...] mal pagato». Apparentemente trionfa la cultura del [...] e [...] nel fatti invece il «valore [...] accentua decisamente [...] economico. Dovendo scegliere fra «più [...] soldi» a prevalere è ancora e alla [...]. Ne è prova il [...] laddove sarebbe oggi possibile lavorare meno (per [...] Uberi [...] ma pure per I lavoratori dipendenti, attraverso [...] in realtà difficilmente avviene; s questo per [...] che una maggiore quantità di tempo Ubero [...] guadagni e quindi anche minori consumi. In questa prospettiva la liberazione [...] tempo (che significa anche vivere più semplicemente) passa non [...] attraverso la liberazione del lavoro (che significa anche dare [...] a chi non ce [...] ma soprattutto attraverso la [...] che oggi si attribuisce [...] utilitaristico, al [...] al [...] direzione non servono Investimenti economici [...] ideali. Prendendo atto che di [...] riduzione degli orari di lavoro non è [...] lavorando meno si finirà col lavorare tutti, [...] più tempo Ubero la gente riuscirà a [...] Ubera. Libera di fare o [...] piacere e non secondo logiche di potere, [...] di denaro. Concludendo, sono pure convinto [...] si ponga in modo ancor più urgente [...] lavoratrici, per coloro che proprio della lotta [...] lavoro e parimenti «lei tempo di [...]. Non pochi, per non [...] infatti [...] loro (operai, impiegati, pensionati [...] le cui letture preferite sono [...] le quotazioni di borsa, [...] guide agli in vestimenti e al fondi [...]. Con tutti gli aggiustamenti [...] con lo stesso spirito, ci si può [...] non sia il caso di rivedere tutte [...] si sono fatte in questi anni, concordi [...] scomparsa del lavoro nella società post-industriale e [...] individuo univocamente orientato al tempo Ubero. A confutare decisamente [...] che in verità già [...] anni 60 [...] Kenneth [...] definì «un banale argomento [...] possono addurre [...] di argomentazioni ed esempi [...] quotidianità. Primo fra tutti il [...] più [...] tempo [...] anziché essere dedicato al [...] divertimento viene impiegato In attività che hanno [...] riuscita professionale oppure si configurano come un [...] come [...] la comparsa del «numeri [...] dal 1890 il [...] Maggio trova un veicolo [...] arricchire la propria immagine. SI tratta di fogli [...] dal punto di vista dei contenuti che [...]. In essi trova ampio [...] di significati simbolici e variata nel suo [...]. [...] del foglio [...] è importante per comprendere [...] si distacchi a volte dalle tradizioni europee [...] primi esempi autoctoni di satira politica. [...] di solito è satirica, [...] insieme diversi registri. La stampa a colori, [...]. Nella [...] accanto: una illustrazione de [...] del 28 aprite [...] Francia, [...] e il fermento per la [...] operaia del [...] Maggio 1890 [...] data che si stabilirà nella [...] collettiva di una [...] con il passare dei giorni. Il comitato organizzatore viene [...] varie minacce, ma non viene per questo [...] intento e incrementa gli appelli. La manifestazione mobilita gli [...] francesi ed ha un esito eccezionale proprio [...] estensione [...] Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti. Si verificano anche alcuni [...] polizia ma non di grave portata al [...] Francia. In Italia si ebbero [...] Milano, Torino, Livorno. Nello foto in basso: [...] il Primo Maggio [...] funzione riproduttiva della donna; [...] è [...] della diversità femminile come [...]. La funzione riproduttiva, il [...] deve essere «protetto» ma non modificato sostanzialmente [...] messo In discussione. Non veniva cioè affrontata [...] divisione sociale del ruoli In base al [...] costitutiva [...] sociale e della famiglia. Vittorio Foa, [...] libro di Maria Vittoria [...] «Parità ed oltre» cosi definisce [...] paradosso della tutela «ti danneggio in quanto ti [...]. Gli anni 50 fino [...] caratterizzati da un forte sviluppo [...] femminile. Ciò non mise però In [...] divisione del ruoli nella società e nella [...] lavo-ro continuò ad essere vissuto in prevalenza [...] come strumento; più in funzione del reddito [...] attinente allo sviluppo della propria autonomia e [...]. Si consolidò [...] della «doppia presenza» come [...] forzosa del lavoro [...] con quello familiare. Nella seconda metà degli [...] manifestò una riduzione [...] femminile esplicita a vantaggio [...] irregolare, precario, guardato a lungo con sospetto [...]. Si consolidò In quel [...] dello Stato Sociale italiano basato [...] di trasferimenti monetari alle [...] sottoccupazione e del lavoro precario, basso tasso [...]. Venne poi la stagione [...] così feconda del femminismo e della liberazione. Il corpo, la sessualità, [...] della donna vale a dire 1 luoghi [...] è formata [...] e [...] delle donne furono da [...] ambiti politici. Nel frattempo le donne [...] mondo del lavoro e indussero le forze [...] 11 nostro paese di una nuova, avanzata [...] lavoro. [...] fu la legge 903 [...]. [...] nella produzione con la [...] del propri diritti ma della propria «differenza [...] donne a riconsiderare II proprio rapporto con [...] la parità. Cominciarono a non sentirsi [...] luoghi di lavoro, non solo perché si [...] produttivo ma sopratutto perché non volevano più [...] scisse, separate. Da un lato, 11 [...] con distacco, quasi un esilio, seppure foriero [...] e sociali; [...] la famiglia, luogo di [...] «appartenenza»: la costruzione del mondo privato, la [...] membri, le relazioni affettive. Nei lavoro «tutta Intera» [...] pieno titolo»: questo è il doppio percorso [...] In [...] anni dalle donne. Il lavoro occupa nella [...] soprattutto delle giovani, una nuova centralità, difforme [...] a quella maschile. Se [...] totalizzante ed esclusiva, quella [...] non vuole limitare lo spazio ed il [...] sfere di vita: gli affetti, [...] sociale, la conoscenza. Da questo nuovo valore [...] è derivata [...] di nuove politiche: le [...] orari di lavoro e quelli relativi [...] sociale, [...] di lavoro, [...] delle nuove tecnologie. Lineare, irenico dunque il [...] con il lavoro? Certamente no. Anzi, si acutizzano oggi [...] e qualità del lavoro. La disoccupazione femminile è [...] affliggerà i prossimi anni; per la mancanza [...] anche per la tenace ed estesa richiesta [...] donne. Essa riguarda soprattutto le [...] Mezzogiorno. La mancanza di lavoro, [...] consapevoli dei propri diritti con [...] di guardare e costruire [...] risulta ad essi inaccettabile, insopportabile. Dovrà questo scarto essere vissuto [...] così sarà, quali potranno [...] gli [...] è il ruolo della politica: [...] volto e voce a quelle anonime cifre che riferiscono [...] ricerca del lavoro, della [...] mancanza, per farla diventare [...] contrattuale», «forza [...]. Le donne che lavorano [...] segnate dalla «segregazione [...] verticale ed orizzontale. Significa che nel 1970 il [...] delle donne che lavoravano erano concentrate nel [...] delle mansioni esistenti. [...] rande quantità della forza lavoro [...] in pochi settori, di [...]. Le donne In carriera [...] Italia solo 15. Vi è una riduzione della [...] lavoro femminile nel settore [...] ed una [...] concentrazione nel settori più dequalificati; [...] grande sviluppo [...] femminile si è avuto nel [...] (1977-1983: [...] di occupazione femminile), collocata al [...] medio bassi ma con significativi spostamenti verso i livelli [...]. Questa situazione è in [...] particolare struttura del percorsi formativi e le [...] ancora oggi compiute, per cui [...] degli Iscritti alla Facoltà [...] Magistero [...] Lettere sono donne mentre ad Ingegneria esse [...]. La segregazione formativa e [...] causa essenziale che provoca lo svantaggio femminile: [...] del lavoro nel mercato e nelle famiglia. [...] semplice e ragionevole espressa [...] tutte», per diventare un obiettivo realistico comporta [...] dato strutturale, affinché siano rimossi gli elementi [...] la disuguaglianza femminile e per stabilire nuove [...] lavoro nel mercato ed il lavoro familiare. Ma soprattutto, «lavorare tutte» [...] «doppia presenza», oltre la fissità del ruoli [...] una cultura più ricca e complessa di [...] gli elementi essenziali [...] 11 lavoro è fonte [...] umana; occorre [...] ed [...] e produttività del lavoro [...] «sociale», applicata al soddisfacimento di bisogni qualitativi [...] contesto sociale, al perseguimento di [...] standard [...] lavoro utile non è solo quello retribuito; [...] i lavori svolti; in particolare occorre restituire [...] sociale al lavoro [...] in un contesto di [...] lavoro occorre anche redistribuire 11 lavoro familiare [...] forme per una [...] occorre rivedere il [...] che il lavoro occupa [...] individui e nella organizzazione sociale; occorre favorire [...] piena e paritaria espressione di tutte le [...] individuale e [...] occorre realizzare una nuova [...] incentrata [...] della [...] soggettiva di autogoverno del [...] del lavoro, con un suo rigido modello; [...] lavoro. Questa è la sfida del [...] tutte», la [...] utopia. Il luogo in cui [...] state storicamente afasiche, 11 lavoro, [...] oggi [...] parlare un discorso nuovo [...] per sé, e per tutti. /// [...] /// Il luogo in cui [...] state storicamente afasiche, 11 lavoro, [...] oggi [...] parlare un discorso nuovo [...] per sé, e per tutti. (0) (0) ![]()
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