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[...] che proprio ieri avrebbe com-piuto [...] anni. Nato a [...] nel Rhode [...] dalla [...] durante il secondo conflitto mondiale, [...] a Ve-nezia, ad Assisi e, dal 1979, al-le porte [...] Milano. [...] era [...] superstite della scuola di New York. Con [...] de [...] era stato uno dei protagonisti [...] senza mai abbandonare, sino agli [...] mesi, questo codi-ce espressivo. Le sue opere de-gli anni [...] e [...] figurano [...]. A Roma Affresco ritrovato Visite [...] Beati i primi 800, perché sa-ranno gli unici [...] il grande affresco del Criptoportico [...] Terme di Traiano, sco-perto lo scorso febbraio nei [...] Domus Aurea, a Roma. Per celebrare il 2. [...] al dipinto, che risale [...] del I secolo d. In Europa Il [...] muore prima dei 65 anni [...] europea un cit-tadino su cinque [...] pri-madei [...]. [...] ogni anno 600. Le case principali dei [...] cancro, le malat-tie cardiovascolari, gli inci-denti e [...]. Questi alcuni dati sullo [...] dei cittadini comunitari che la Commissione europea [...]. Il documento non nasconde [...] per [...] inquietante» sul-lo stato di [...] classi sociali [...] di uno stes-so paese. A titolo di esempio, sottolinea [...] Commissione nel suo documento, «in Gran Bretagna [...] che og-gi nasce in una [...] tra le più agiate può sperare di vive-re cinque [...] di più di un bambino che nasce in una [...]. Stavamo lavorando a Riso [...] aveva visto [...] nel raccogliere fotografie e [...] creazione del cast. Così puntò decisamente sulla [...]. Visconti, infatti, non ave-va [...] film in prepa-razione e Rossellini aveva appena [...] «Germania [...] zero», quindi non aveva sottomano pos-sibili «volti» [...]. [...] era questa: una giovane famiglia [...]. Noi tirammo subito fuori il [...] giornalista de [...] di Tori-no, che avevamo da [...] cono-sciuto. Quando eravamo andati [...] del [...] in Piemonte per cominciare [...] vita delle risaie, sia Lajolo (allora direttore [...] del no-stro giornale), sia Cesare Pavese, ci [...] nome del giornalista. Era lui la persona [...] accompagnarci in quelle zone e [...] storie di mondine (che [...] corso di [...] ecc. Ce-sare Pavese, avrebbe conosciuto [...] a trovare De Santis nelle risaie del Vercellese [...] lavorazione di «Riso amaro» [...] del [...] -, la donna del [...] Constance [...] nostre protagoniste. Ma Constan-ce era innamorata [...] An-drea Checchi. Ma torniamo al manifesto. Il volto di [...] ci aveva subito colpito e [...] decisione di [...] diventare attore. Però, [...] non gli dicemmo nulla. E paradossalmente fu scelta [...] che Antonel-lo conosceva benissimo e che ci [...]. Si trattava del-la mia fidanzata, [...] io avevo in-contrato a Berlino, dove ero stato [...] anno [...] mi aveva seguito a Roma [...] Rossellini. Edith era molto fotoge-nica, [...] amici italiani ne apprezzavano la bellezza ma [...] velleità di attrice. /// [...] /// La [...] tipologia [...] «nordica» da entrare in con-traddizione [...] lo spirito del ma-nifesto, e così nacque la strana [...]. Due volti belli ma [...]. Infatti [...] Vallone avrebbe girato «Riso [...]. [...] (o bambina). La casa di [...] De Santis dove ci [...] per scrivere la sceneggiatura, [...] quella di un altro amico: Antonio Pietrangeli. Ave-vamo adocchiato spesso un [...] sempre sorriden-te e giocoso. Era il piccolo Paolo Pietrangeli, [...] non credo abbia [...] volevamo far di-ventare membro di [...] così memorabile. Ma forse lo giudi-cammo [...] alla fine decidemmo per la figlia di [...] De Santis, quella Luisa [...] diventata più tardi [...] che oggi tanto apprezziamo. Quel manifesto è un [...] la memoria di una sta-gione straordinaria per [...]. Gremita di figure, no-mi, [...] a cambiare non solo il volto politi-co [...] sconfit-ta del Fronte), ma anche il [...]. Lo scrittore Athos [...] Alato una veduta di Marina [...] Pisa DALLA REDAZIONE FIRENZE. Era [...] caldissima della fine degli anni Cinquanta, non pioveva da due mesi, e una do-menica, una [...] domenica, trecento operai della Fiat di Marina di Pisa [...] videro recapitare una lette-ra di licenziamento. Erano gli stessi operai che [...] anni Trenta aveva-no costruito gli idrovolanti divenu-ti famosi per [...] permesso la cele-bre spedizione con la quale il co-mandante [...] raggiunse il [...] operai orgogliosi del loro lavo-ro, [...] di [...] partecipato con il lo-ro sudore [...] di [...] moderna. [...] soltanto il posto di lavoro [...] lo sti-pendio, ma la dignità. E subivano una profonda ingiustizia, [...] il licenziamento non era motivato da una crisi produttiva. Quei trecento operai, spesso quelli [...] bravi, con più esperienza, erano stati mandati a [...] sociali-sti, e iscritti alla [...]. Insom-ma la ragione era [...] non provocò reazioni clamorose. I pochi cortei che segui-rono [...] e nel clima da villeg-giatura [...] regnava sul litorale pisa-no. Fra gli spettatori di quel [...] fuoco di protesta [...] però, un bambino che [...] lo scrittore, il pisano Athos [...]. [...] di quella brutta storia in [...] parte [...]. E un giorno avrebbe deciso [...] di nuovo, a [...] brechtiano, che esce in questi [...] Ballata per [...] calda (Giunti, 22. E solo [...] cioè [...] dopo quei fatti, una legge [...] riconosciuto loro lo sta-tus di perseguitati e licenziati per [...] politica e sindacale». Seguendo la loro memoria [...] ha intessuto la storia degli [...] con quella di un gruppo di ragazzi che cerca [...] la villeggiatura [...] che segnerà il passaggio [...] del dopoguerra a quella industriale, [...] 1957. Perché ha scelto di [...] così lontana [...] «Vuol sapere [...] la molla che mi [...] scrivere: scoprire che la lettera di licenzia-mento [...] agli operai di domenica. Una scelta cal-colata. I padroni sapevano bene [...] consegnate di giorno feriale, gli operai avrebbero [...] fabbrica. Invece il lunedì nei [...] i carabinieri che li aspet-tavano. E la reazione morì [...] pochi giorni. Ma [...] che eb-be [...] pubblica fu [...]. [...] diretto allora [...] Moravia, [...] cinquanta pa-gine sulla vicenda, citando no-me, cognome [...] famiglia di quei trecento operai». La voce narrante del [...] quella di un ragazzino, [...] personaggio del suo libro [...] nome. Come mai [...] «Perché quel ragazzino sono io, [...]. Mi ricordo benissimo di [...]. Io, che venivo da una [...] che non avevano: la televisione ad esempio, o [...]. Ma anche [...]. In parallelo con la [...] lei racconta la storia di un gruppo [...] com-batte la noia di [...] anomala, cal-dissima. Quasi uno spaccato sociologico sulla [...] degli anni [...] siamo alle soglie del boom [...] anni [...] dilagano il cali-pso melody e [...] ape-ritivi sulla terrazza chic, si respira già in piccolo [...] clima da «Sorpasso», il film di Risi. Come si legano le [...] «Io vedo in una la metafora [...]. Il dramma sociale degli ope-rai [...] la metafora di [...] sconfit-ta, quella che vede [...] del rapporto [...] tra la ragazza proletaria e [...] giovane ricco. /// [...] /// Mi sembra di [...] usato una scrit-tura cinematografica, forse [...] mentre lavoravo al libro guardavo molti film di quegli [...]. Ci sono [...] De Sica: il cane si [...] come in Umberto D. In «Una città proletaria», il [...] primo romanzo pubblicato da [...] una specie di [...] città. E [...] parla di quella che per Pisa è ancora oggi «una ferita aperta». Sembra quasi che voglia [...] dei traumi colletti-vi. Quando ho raccolto il [...] romanzo, mi sono reso conto di toccato [...] dolo-roso dopo quaranta anni. Ne è ve-nuto fuori [...]. E [...] può parlarci di al-tre ingiustizie, [...] di og-gi. Nella postfazione lei scrive [...] giallo che lega i capelli di Fiore, [...] è di quel colore perché rimanda al [...] per la libera-zione di [...] Bompressi, [...] detenuti, non a caso, [...]. E che sia necessario [...] più presto. Anche oggi, come nel [...] si vedono discriminazioni di ogni [...]. Comunque raccontando la storia [...] non ho cer-to voluto rispondere al [...] nero [...]. Al di là di [...] «Ballata», [...] un filo comune che lega le storie [...] «Sono [...] vicende di persone dimenticate: un patriota irlandese, [...] primi comunisti, un prete cattolico che va [...] lebbrosi in [...] sperduta del pa-cifico. /// [...] /// Non mi ha mai interessato [...] una storia ambientata in un salotto. Ma dare voce a chi [...] attenzione, ma-gari [...]. Storie diverse, [...]. Domitilla Marchi Ballata per [...] calda Athos [...] Giunti [...]. Tariffe di abbonamento Italia Annuale Semestrale [...] numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Roma -Via Carlo Pesenti 130 [...] Industria Poligrafica, Paderno Dugnano (Mi) -S. Statale dei Giovi, 137 [...] S. Tutto era cominciato [...] della sdrammatizzazione, nel dibattito [...] Luciano Violante su [...] in Renzo De Felice» [...] Roma nella sala del Cenacolo della Camera. Ma la figura di Renzo De Fe-lice, biografo di Mussolini, divide an-cora gli storici [...]. Sic-ché, nonostante [...] play dei partecipanti, il dibattito [...] ieri [...] si [...]. Dunque, oltre a Violante, [...] Elena [...] Claudio Pavone, Giovanni [...] Pietro Scoppo-la e Francesco Piva, [...] romano per la storia [...] dal fascismo alla resistenza. Edè stato proprio [...] dopo i conve-nevoli di [...] in dubbio uno dei punti chiave [...] Einaudi di De Felice: [...] alla «zona grigia» [...] solo farla franca, senza [...] minoranze armate in «guerra civile» fra di [...]. Subito dopo è la [...]. Parla di un De Felice [...]. Della polarizzazione fascismo -antifascismo [...] di un distacco dal regime avve-nuto solo [...] guerra quasi persa e di una «zona [...] partigiani a motivo delle «razzie» e delle [...]. [...] prima sempre [...] così riassu-meva il merito [...] De Feli-ce: «ha infranto il tabù del [...] e per questo è stato osteg-giato». In [...] sulle «foibe». Non frutto della vendetta «antifascista» [...] ma «pulizia etnica in linea con le po-litiche comuniste [...] europa». Le ha risposto Claudio [...] che De Felice non [...] ma «un accademico im-portantissimo e riconosciuto». Quanto al consenso al [...] Pavone era commisto a «costrizio-ne», quindi per nulla [...]. E an-cora sugli «indecisi»: [...] la zona grigia in De Felice. Lui rifiutava la [...] che non era fatta solo [...] gente [...]. E poi [...] settembre 1943, «un abisso senza [...] per lo stori-co. Teso a evocare un [...] e ignavo degli [...]. [...] «È un ritratto moralista [...] fatto da De Felice. Affine ai discorsi azionisti che [...] stesso [...]. Giovanni [...] ha invece lo-dato «la [...] mito resistenziale: della resisten-za come guerra di [...] fe-nomeno unitario». E ha sostenuto la [...] relativa al biennio [...] «nessuna criminaliz-zazione dei partigiani, [...] crisi nazionale in cui la borghesia da [...] di-sfattista, senza catarsi: un deficit di [...] ha avuto il torto [...] termini tropo deprecatori». È la volta di Scoppola, [...] attacca a testa bassa [...] Felice ha anticipato i temi [...] suo ul-timo volume: [...] come [...] come ideo-logia da superare con [...] fine della guerra fredda». E invece? «E invece proprio [...] non ultimata [...] rivela, a [...] in controluce, che nella società [...] maturava [...]. [...] e democratica secondata [...] durevolmente la repubblica nascente». E [...] arriva una conside-razione interessante: «De [...] della nazione. Era questa che lui rimpiangeva, [...] era stato proprio il fascismo a [...] con la guerra [...]. Tocca a Violante, le [...] «storia comune» e «memoria divi-sa», culminate [...] con Fi-ni, hanno sollevato [...] storici: «Bisogna fissare alcuni paletti -dice -per [...]. [...] non deve [...] di discutere con chi, a [...] livelli, ha contestato le basi delle repubblica». [...] carattere fondativo di resistenza [...] religione civile degli italiani. E la non [...] tra i fronti in lotta [...]. Dunque il messaggio di Violante [...]. [...] la discussione invada anche i [...] istituzionali». A che scopo? Per [...] e più che mai bisognose [...] incor-porare la memoria degli «eventi [...] che le generarono». Insomma un programma ambizioso. Che non arretra di [...] ai possibili usi politici o strumentali del [...]. /// [...] /// In cui ci si [...] da sé, con la «memoria divisa», coi [...]. Ma per riscoprire la [...]. /// [...] /// Ma per riscoprire la [...]. (0) (0) ![]()
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