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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1901150546.

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Ma è me-glio di [...]. Perché [...] i [...] proprio [...] parlare di storie ope-raie (per [...] «proletariato» equiva-le a una parolaccia non spendibile sul piano [...] poi capita che un film [...] faccia [...]. Il caso di Full Monty, [...] incassi negli Usa e in Gran Bre-tagna, [...] poteva mai immaginare che [...] commedia di Peter Cattaneo [...] a Pasqua distribuita dalla Fox) sarebbe diventato [...] quelle proporzioni? Cer-to, molto è merito della [...] ironia con la quale il giovane regista [...] di quei sei operai di [...] ex capitale [...] che reagiscono [...] disoccupazione improv-visandosi ballerini di [...]. Magari non è una strada [...] su larga scala, ma va benissi-mo usare [...] per [...] sul mercato del lavoro. Sulla non confortante situazione [...] regnavano i conservatori, si sono visti film [...] partire da Piovono pietre di Ken Loach. E sulla stessa linea [...] anche il recente Grazie, signora [...] di Mark Herman (uscirà [...] schermi), che racconta il fiero organizzarsi in [...] un gruppo di minatori ri-masti senza lavoro. Se Hollywood, in questi [...] catastrofici e commedie [...] sem-bra [...] ripudiato definitivamen-te quel filone [...] titoli di pregio come Tuta blu di Paul [...] Norma Rae di Martin Ritt [...] Una strada chia-mata domani di Robert Mulligan (diverso [...] di documentari più militanti come [...] Country Usa di Barbara [...] e Roger [...] Me di Michael Moore), [...] Francia [...] qualche timido passo promuo-vendo a caso nazionale [...] Marius e Jeannette di cui parliamo [...] accanto. E [...] Tramontata [...] di film come Mimì metal-lurgico [...] è stato il trentenne Paolo Virzì a rifondare in toni più realistici -ma [...] divertenti -la cosiddetta commedia operaia. Venendo da Livorno e [...] si-tuazione delle acciaierie Ilva di Piombino, Virzì [...] La bella vita la condizione del cas-sintegrato, [...] vuoto, umiliazione e inutilità sociale che prelude [...]. A pensarci bene non [...] da Full Monty, al-meno nel clima generale, [...] regista toscano punta sul te-ma molto più [...] italiani del «triangolo» amoroso mentre Cattaneo ne [...] per uno spettacolo più accattivante, ma non [...] serio. Chis-sà se il successo [...] ri-porterà in auge, almeno sul piano cinematografico, [...]. In fondo perfino Titanic [...] come una metafora [...] sociale, sulle diffe-renze di [...] che regola i meccanismi di selezione anche [...] morte. In America hanno dato [...] James Cameron, e la cosa è piuttosto [...]. Ma una cosa è certa: [...] non è un reperto della società industriale, [...] antimodernista. E poi, di-ciamo la [...] in techni-color viene sempre bene. Ma se il titolo e [...] fotografico rimandano spiritosa-mente allo stile [...] di un [...] il film di Robert [...] (è il suo settimo) imboc-ca [...] una strada diversa: siamo in zona Ken Loach, ma [...] punte [...] fanno [...] di Nuvole in viaggio e [...] re-trogusto comico squisitamente francese, un [...] alla Renoir. Marius è un capellone [...] zoppo per farsi assumere co-me guardiano in [...] in demolizione, Jean-nette è una giovane vedova [...] licenziata dal supermer-cato dove faceva la cassiera. A uni-re i loro [...] bidoni di vernice che la donna prova [...] ridipingere casa. Amore a prima vista? Quasi, [...] come vuole la tradizione, le cose si [...]. Nel frattempo facciamo la [...] piccolo mondo che fa da cornice alla [...] Jean-nette: [...] Justin che leg-ge Le Monde [...] e fa la corte [...] Camille, an-cora ossessionata dai ricordi del la-ger; la [...] Monique [...] non perdona al marito Dédé, ignorante e [...] fondo tenerone, di [...] votato una volta per [...] Fronte [...] di Le Pen. In un clima di [...] cinepresa innamorata dei colori e dei sapori [...] il film reso-conta [...] legame che si sviluppa [...] operai: con lei, provvida e concreta, impegnata [...] migliore dei modi la figlia con la [...] il figlio che si professa musulma-no; e [...] ma ulcera-ta da un gigantesco senso di [...] di affezionarsi alla nuova famiglia. Ci vorrà una sbronza [...] relativa scazzottata alla John Ford, per propiziare [...]. Più che lo stile, [...] appesantito da un uso un [...] pedestre della colonna sonora [...] sole mio di Pavarotti [...] La [...] di Vivaldi), si impo-ne lo sguardo fresco [...] quella comunità operaia minaccia-ta dalla nuova povertà. Tra allegri paradossi e [...] ironie sulla stampa comunista in crisi e [...] religiosa, si precisano i contorni di una [...] ai «mi-lioni di operai senza nome» di-menticati [...]. E gli inter-preti, soprattutto Ariane Ascaride [...] Gérard Meylan, si intonano al contesto sorridente [...] chi non ha avuto bisogno di cam-biarsi [...]. Operai in amore Nella [...] Ariane Ascaride e Gérard Meylan in una scena [...] «Marius [...] Jeannette» [...] accanto, Sabrina Ferilli e Claudio Bigagli [...] «La bella vita» di Paolo Virzì ROMA. Fa cinema comunista, Ro-bert [...]. ///
[...] ///
Ma-rius e Jeannette, la storia [...] proletaria che ha vinto [...] festival di [...] sezione «Un [...] ha [...] per dire, che suona più [...] meno così: «I muri dei poveri [...] sono dipinti da Cezanne su [...] che finiscono fatalmente sui muri dei ricchi». Che poi [...] sarebbe un quartiere di Mar-siglia, [...] un [...] ab-bandonata a se stessa [...] porto e fabbriche ormai in disuso, dove [...] film e do-ve Robert, figlio di padre [...] tedesca, è cresciuto. Co-me la stragrande maggioranza [...]. Anzi, nel caso di Gé-rard Meylan, [...] fa Marius, non attori. Fa [...] ma so-no riuscito a [...] tutti i miei film e dopo ha [...] Claire Denis in [...] e Boni», racconta. Per il re-sto tutti, [...] Ariane Ascaride, attrice e regista di teatro, [...] troupe, formano una spe-cie di cooperativa. O meglio una tribù. Insieme da diciassette anni e [...] progetti, sei per [...] con un occhio a Pasolini [...] a Frank Capra. E qualche citazione da Ken Loach, [...] è for-se [...] più vicino in assoluto [...] ma anche pie-no di voglia di vivere [...] di Marius e Jeannette. Il film, di-stribuito dalla [...] esce oggi a Milano, [...] settimana prossi-ma a Roma e nel resto [...]. Stavolta, diversamente dal pas-sato, [...] tiro con soldi di Arte e Canal Plus. [...] anda-ta? «È andata che Arte [...] pro-posto di fare il film per la [...]. Questo ci ha permesso [...] fila, da marzo a metà agosto, con [...]. Però, a fine riprese, [...] conto che Marius e Jean-nette aveva un [...]. Abbiamo resti-tuito i soldi [...] Arte [...] ha passa-to la palla ad Arte Cinéma, [...] struttura giuridicamente se-parata, e Canal Plus». Le secca definire il [...]. ///
[...] ///
Il cinema [...] secondo me, parte sempre da [...]. Marius, Jeannette e gli [...] lavorano, alle-vano figli, discutono di politica, litigano, [...] mano e sanno anche divertirsi. Il che ci porta [...] cine-ma di [...] alla [...] do-ve la protesta è [...]. Ci so-no anche molte [...]. La nostra è una scelta [...]. Oggi la politica deve [...] posi-tive. E io vorrei tanto che [...] realtà [...]. [...] sulla fine del comunismo, la [...]. Soprattutto quella della tolleranza. Per voi, magari, i rischi [...] sono [...] molta gente che non ha [...] le idee chiare [...]. Op-pure su Le Pen: dico [...] che [...] anche una sola volta è [...]. Perché avete scelto [...] sole [...] «Perché è la canzone più [...]. [...] paesi, in Francia ha avuto [...]. Alla fine ha avuto [...] di [...]. È un segno positivo [...] indipendenti. E io mi sono [...] come Davide contro Go-lia». [...] parlano del reale e delle [...] reali [...] vuole emozionarsi e ridere. Ecco, io cerco di far [...] la [...] usare gli stereotipi e, in [...] sen-so, Marius e Jeannette è una favola, perché nella [...] le cose non si ri-solvono tanto facilmente. Ma è importante anche [...]. I personaggi hanno un [...] con la fabbri-ca. Per esempio, Jeannette è [...] cementificio dove ha lavorato suo padre sia [...]. Cristiana Paternò Da Marsiglia [...] lotta e sentimenti TEATRO Successo a Roma [...] conquistata a fatica» del [...] «Attenti [...] tirannia della stupidità», parola di Gaber Coerente [...] vena anarchica, [...] ha costruito uno spettacolo [...] ma graffiante e intelligente. Tariffe di abbonamento Italia Annuale Semestrale [...] numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. ///
[...] ///
Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. ///
[...] ///
Statale dei Giovi, 137 [...] S. Il signor G, [...] Gaber per tutti, è [...] scena. Tito-lo dello spettacolo, [...] con-quistata a fatica. E Giorgio Gaber continua [...] stesso. A di-spetto degli anni, [...] degli umori. Parlare di politica si [...] privato. [...] è [...] cambiare veramente. Si stancherà mai di [...] di [...] vedere la nascita di un [...] nuovo lo pervade sin dalle prime prove teatrali. Un uo-mo nuovo che [...] e niente, basta che non sia «ideolo-gico». ///
[...] ///
Non rassegnato ma scettico, forse [...] più duramente cinico. In quello che potrebbe [...] grande, enorme librone dei buoni e dei [...] da fare e quelle da non fare, [...] mati-ta blu vanno in tutte le direzioni. Non era docile, Gaber, in Dialogo fra un impegnato e un non so (1972), e [...] meno nel [...] quando con Polli [...] atterrito [...] clima di violenza politica, «abbandona» [...] po-litico per concentrarsi completa-mente [...]. Che è poi, questo individuo, [...] intorno a cui si avvolgono le sue ballate, i [...] monologhi. Già in quella bel-lissima [...] Chiedo scusa se parlo di Maria, anno [...] Gaber [...] della difficoltà del crescere [...] (a si-nistra e da sinistra). Si può obietta-re che [...] società di quegli anni, [...] cose più im-portanti a [...]. Ma gli spet-tacoli, «scomodi», [...] Gaber, [...] e individualisti, erano un pezzo della realtà [...] giorni. E non era docile [...] Gaber, quando nel 1980 cantava Io se fossi Dio, [...] momento più alto del-la [...] incazzatura civile, in cui [...] (nean-che i morti come Moro). Dopo tanto tempo eccoci di [...] ad ascoltare alcune cose che [...] vorremmo sentire, a [...] lon-tani, ancora, [...] uomini [...]. Ci sono tutti i vecchi [...] in questo spettaco-lo: dalla filosofia [...] in grado di infrangersi sul [...] rifiuto della donna amata, [...] tendenza a perdere le cose, [...] desiderio di vo-lare, molto spesso [...] (Anche per oggi non si [...] è del 1974), in altri casi semplicemente invocato, come [...] lungo pezzo Il mercato, Dio e demonio che ci [...] prigionieri e soffoca le coscien-ze, mentre [...] per [...] «non muore cerca [...] ideali [...] riprova [...] emozione di avere le ali». [...] verso il potere che [...] non potrà mai esse-re un buon potere (Il [...] più buoni) e la rampogna verso la [...] chi fa del bene solo per sentirsi [...] senza amo-re. Non sfugge, questa idiozia con-quistata [...] fatica, alle contraddizio-ni [...] Gaber, [...] oc-cidentale compresso tra rivolta e [...] ragione e sentimento. Ma se è vero [...] non si comanda, figuriamoci al cervello. E allora i pensieri, [...] asso-ciazioni mentali rotolano a valan-ga nel corpo [...] sfiorando, come in tanti altri casi del [...] il sospetto del qualunquismo [...] di comicità intelligente come nel caso di Spettacolo [...] elen-co impietoso di fatti realmente ac-caduti in [...] menzo-gna e verità in cui anche «la [...] morte diventano spettacolo pu-ro. [...] allora, questo spettaco-lo? Dipende. Uno spettacolo di Gaber [...] chi lo vede e da come lo [...]. Se lo spet-tatore è [...] no, se nella vita accetta critiche o [...] immune, se gli piace [...] dire quello che già [...] pensa che quello che si dice sia [...] altri. Dipende dal grado di [...] spi-rito. Altro tema caro al [...] G. ///
[...] ///
Ma preoccupante se non [...]. È in questa chia-ve [...] della schiavitù», [...] a quella «cen-sura» che [...] di invocare, ironicamente, per libe-rarsi di qualche [...]. Ma aggiunge e conclude: «Se [...] domandasse se sia meglio una società repressiva [...] possa essere isolato e conside-rato un imbecille [...] società libera dove qualsiasi imbe-cille pericoloso possa [...] sceglierei sicuramente la se-conda. Ma con un [...] di preoccu-pazione. Perché se abbiamo già sperimentato [...] faccia male una dittatura militare, non sappia-mo ancora quanto [...] far male la dittatura della stupidità». ///
[...] ///
Perché se abbiamo già sperimentato [...] faccia male una dittatura militare, non sappia-mo ancora quanto [...] far male la dittatura della stupidità».

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(262)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .