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Mi sembra giunto il [...] del fenome-no delle occupazioni [...]. Si tratta, naturalmente, di [...] e di una forma di lotta non [...] lede fondamentali diritti individuali sia perché infrange [...]. Per queste ragioni non [...] non andrò in alcun istituto occu-pato, a [...] può essere stato fatto in passato. Ciò non significa, però, [...] politica, in primo luogo, e il mondo [...] debba-no discutere con serietà di un fe-nomeno [...] diffusione e la portata che conosciamo. Di fronte ad esso [...] tempo di unire la condiscendenza per le [...] a una sostanziale sordità alle esigenze degli [...]. A me sembra di [...] ragioni alla ba-se delle occupazioni delle scuole, [...] non sempre, im-plicite, non dette, non elaborate. La prima di queste [...] fare con la redistribuzione intergene-razionale delle risorse [...]. Il governo e le [...] giustamente imposta-to la ridefinizione di quel patto [...] tra classi che è lo Stato sociale, [...] discus-sione è rimasta in ombra la neces-sità [...] assetto delle for-me di protezione e di [...] i suoi obbiettivi princi-pali la costruzione di [...] sicuro e [...] aperto per i più [...]. Pensiamo a quanto pesano [...] scolastico e professionale di ognuno, le condi-zioni [...] provenien-za. Io credo che una [...] sul futuro o, peggio, la sensazione di [...] un orizzonte chiuso sia fra le cause [...] scuole, e possa spiegare anche il verificarsi [...] di vandali-smo. Una seconda ragione delle [...] che vedere con la qualità della scuola, [...] ragione stessa dei processi di rifor-ma che [...]. Tuttavia tali processi da [...] pro-dotto finora solo alcuni effetti concreti nella [...] scuola, [...] hanno ulte-riormente accresciuto la [...] di innovare e la richiesta pressante di [...]. Un terzo problema consiste nella [...] delle [...] che si sviluppano [...] della scuola. Individuare questo problema non [...] responsabilità agli insegnan-ti, che [...] del quadro istituzionale, a [...] fatica e senza alcun riconoscimen-to sociale, in [...] costruito importanti esperienze di innovazione e di [...]. E però oggi nella [...] spesso una difficoltà di relazione che ha [...] della differenza di età fra inse-gnanti e [...] dei cambiamenti sociali, [...] nel mutamento dei saperi [...] domande impro-prie che si sono rovesciate sulla [...]. Ancora, pesa il fatto [...] avvertono di essere esclusi dalle scelte relative [...] degli istituti. Spes-so questo corrisponde al [...] no; e [...] parte esiste an-che una [...] da molti presidi e insegnanti (ma, se [...] attenzio-ne gli studenti, anche da molti di [...] chiamare «fuga dalla responsabilità»: capita che gli [...] via della contestazione anche quando hanno a [...] più faticosa, della com-partecipazione alle scelte e [...] della scuo-la, con la relativa assunzione di [...]. Da ultimo, certo non [...] le occupazio-ni e, in modo più costruttivo [...] le autoge-stioni si manifesta il bisogno di [...] come luogo pro-prio, dove sperimentare relazioni diverse [...] grado di coin-volgimento e responsabilizzazio-ne e persino [...] differente. Inoltre alla debolezza politica [...] propositivo di queste frange si accompagnano, anche [...] di vandalismo e qualche caso, che tutti [...] di vera devastazione degli istituti. Di fronte a questo [...] elementi preoccupanti ed elementi positivi, e che [...] movimento, dob-biamo fare uno sforzo per cogliere [...] positive sia le negati-ve e per tentare [...] società e della scuola che sia capa-ce [...] fermezza e [...] nella difesa delle rego-le [...] di tutti con la capa-cità di accogliere [...] e persino di stimolante viene da-gli studenti, [...] di conservatore si annida in alcune proteste. Per cui [...] della polizia nella scuola [...] restare un fatto del tutto eccezio-nale, che [...] in presenza di gravi reati e di [...] la sicurezza. Anche quan-do sia inevitabile, infatti, [...] rap-presenta un fallimento per la co-munità scolastica, perché denun-cia [...] educativa di risolvere i problemi [...] una via diversa [...] della forza. Mi conforta constatare che [...] comune a moltissime persone, compresi molti di [...] sono stati costretti dalle circostanze a chiedere [...] pubblica. [...] di queste coordinate, tuttavia, [...] una distinzione di fronte a comportamenti di [...] i quali nessu-na indulgenza può essere tollera-ta. Il primo è la [...] danneggiamento di materiali e strutture della scuola. Nei casi in cui [...] danni, quin-di, come abbiamo scritto nella Carta [...] rompe paga. E se la rottura [...] è frutto di una deliberata volontà, come [...] scuole deva-state -per fortuna [...] nel panorama delle occupazioni [...] riparazione del danno è necessaria una sanzione: [...] che non sempre è possibile identificare i [...] bisogna evitare procedure sommarie; ma i responsabili [...] e, se individuati, devono essere puniti. È questo un compito [...] magistra-tura. Il secondo fatto che [...] tollerato è che venga fisica-mente impedito [...] alla scuola del preside, [...] di altri studenti della scuola. In que-sti casi io [...] essere garantito con ogni mezzo [...] nella scuola del preside, [...] di tutti gli studenti che lo vogliono. Quando questo è av-venuto, [...] porre fi-ne a situazioni di prevaricazione di [...] alcun ri-corso alla forza. Bisogna dire francamente che [...] pure espres-se nella forma non condivisibile e [...] sono in sé non solo legittime ma [...] al tempo stesso ciò che ci chiede [...] ci consente di costruire una scuola più [...] aggiornata: la scuola [...]. Non è un caso [...] sia cer-cato di favorire [...] della scuola alle esperienze [...] ai bisogni espressivi degli studenti attraverso iniziative [...] sulle attività integrative o la giornata [...] e della crea-tività studentesca. Ora, il punto fondamentale [...] far sì che anche e soprattutto [...] diventi uno strumento per [...] e positive a queste istan-ze?, atteso che, [...] della vita sco-lastica e nonostante gli strumenti [...] non riescono a trovare sufficiente ascolto. Io credo di sì, anzi [...] convinto che [...] si presenti [...] di fare [...] un grande momento di discussione, [...] sperimentazione e di riconqui-sta della fiducia nella scuola. Un primo problema consisterebbe [...] pause per un lungo periodo. Una riorganiz-zazione del [...] scolastico [...] preveda [...] dei lavori per una settimana [...] di novembre può costituire una ri-sposta a [...] fisiologica. Ma forse anche la [...] corta consente di recuperare un equilibrio [...] del tempo scuo-la. Non voglio con questo [...] istituzionali, ma suggerire percorsi autonomi. Un altro problema, in [...] dato dal fatto che gli studenti non [...] suffi-cienti e credibili elementi per va-lutare gli [...] lavoro fino al mese di febbraio, e [...] collaterale e indesi-derato di [...]. Non vorrei tuttavia Il [...] Luigi Berlinguer A destra studenti che protestano «Dietro le [...] ma anche [...] di avere davanti un [...]. Ciò spiega alcuni fenomeni [...]. /// [...] /// Ciò spiega alcuni fenomeni [...]. 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