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Martedì 9 aprile [...] Ano [...] a una mosca io. /// [...] /// Torta e bottiglie cadono [...]. /// [...] /// Ha rubato! No, la mia roba! Ci mangio per una settimana [...]. I fascisti [...] trascinato via, oltre [...] della villa. Ora il silenzio di [...] è rotto solo dai lamenti di Avanzini [...] cadavere del figlio. Ada e Ottavio aiutano Olmo [...]. È ferito, ma ce [...] camminare e si allontana zoppicando verso la [...]. Ottavio si avvicina ad Alfredo [...] indica Olmo. /// [...] /// [...] com'è ridotto. Perché non li hai [...] ALFREDO. E il bambino? Com'è [...]. Ma Olmo è innocente. Te [...] detto! Io e te parliamo [...]. /// [...] /// Stai diventando come loro. Alfredo non gli risponde. Si gira, [...] le spalle. Ottavio si avvia verso [...]. Ada lo segue e [...]. /// [...] /// Ottavio non fare cosi, [...]. OTTAVIO, lo [...] non ci metto più piede! Gli occhi le si [...] mentre la sagoma magra di Ottavio si [...] contro gli ultimi raggi del tramonto. [...] giorno Urla tremende e [...] umane. Ne buio del porcile, [...] finestre, basso, oscuro e maleodorante, ogni anno, Con [...] di un rito pagano, si compie il [...]. È [...] rapida e violenta. [...] urla e si dibatte [...]. È una fatica d'Ercole padana [...] una lotta cruenta che dura [...] secoli: la vittima tenta inutilmente di salvarsi, di sgusciare [...] soffiando, ansimando, agitando a fatica, [...] sulle sue quattro zampette, le [...] spropositate. Fuori sulla porticina del [...] di volti contadini accatastati uno accanto [...]. Trattengono il fiato, spettatori [...] gli occhi curiosi e avidi, spalancati a [...]. Ecco: il punteruolo acuminato [...] rosee, affondando fino al manico, fiotti di [...] mano esperta del norcino muove la punta [...] cuore, un ultimo colpo decisivo. Il maiale si affloscia [...] sangue con lo sterco. /// [...] /// Ne ho visti pochi [...] come te, te lo dico io. [...] che ha aiutato il [...] il maiale, [...] dal buio del porcile. La prima neve dell'anno scende [...] generale. Tutti sanno che non [...]. C'è chi prepara le [...] appendere i maiali e c'è chi cura [...] il pentolone dell'acqua bollente. [...] è sulla trentina, rosso [...] di sangue. /// [...] /// Porco Giuda che mano, gente, [...] lac e via. /// [...] /// Come il protagonista di una [...] viene accolto cor, simpatia dal suo pubblico. Una vecchia gli offre [...] vino. /// [...] /// E pensare che ci [...] non [...] lavorare, che meno vai [...] meglio è per tutti. /// [...] /// Sai chi li ha [...] Attila. /// [...] /// Già, ti han cacciato [...]. Nel podere ho deciso [...] ci lavoravo più. Una bambina sugli otto ann [...] correndo. /// [...] /// Papà, papà, è arrivata [...]. Nella villa è [...] la luce elettrica! Vedessi che bello, papà! Esterno sera ATTILA. Guardate ignoranti, il fascismo [...]. /// [...] /// Ce n'è tanta che fa [...] agli occhi. /// [...] /// [...] da dove viene. /// [...] /// Attila, tutto [...] della novità, si muove [...] lungo la facciata della villa seguendo con [...] le accensioni [...] varie finestre. Regina intanto intona: REGINA. Duce, tu sei la [...]. /// [...] /// La mano di Alfredo [...] stipite della porta del soggiorno. /// [...] /// Lo trova, lo gira. È seduta in una poltrona. /// [...] /// Che facevi al buio? Sei [...] si è avvicinato e si china su [...] ai due braccioli della poltrona. Gli occhi di Ada faticano [...] adattarsi, a [...] di luce. E allora lui la [...] palpebre. /// [...] /// Hai visto com'è diverso? Ada [...] sottraendosi ai baci del marito. /// [...] /// Voglio cambiare i mobili, i [...] tende. Tutto nuovo! /// [...] /// Mi mandi in rovina. Ada s'è avvicinata a [...] ha preso in mano un lume a [...]. /// [...] /// Questo non serve più. Scaglia a terra il [...] in mille pezzi. /// [...] /// Sei impazzita? Come tutta [...] Ada [...] un altro lume e lo scaraventa contro [...]. /// [...] /// Tutto nuovo, tutto nuovo! /// [...] /// Ma si, cambiamo tutto! Ada, immobile, tra i [...] s'è fatta improvvisamente seria. /// [...] /// Alfredo, voglio un figlio. Esterno giorno Questa volta [...] sono quattro. Penzolano dalle forche a [...] che raccolgono il sangue che cola). Vengono raschiate via le [...] bollente), Si squarta (grandi lame insanguinate), Olmo [...]. /// [...] /// Questa è una grande famiglia, [...] uomini, donne e bambini e vecchi saranno almeno una [...]. Nel pentolone gorgoglia un [...] bollente. Vengono trangugiate manciate di ciccioli [...] croccanti. C'è anche un tredicenne, [...] tonaca, che si sta ingozzando e guarda [...] di carne che galleggiano. /// [...] /// In seminario entrate galletti [...]. /// [...] /// [...] Carlino, che noi siamo [...] preti ti mantengono e ti [...] studiare e poi Ira [...] anni gli dài un bei calcio nel [...] Lenin! Ma quale Lenin? Non [...] hanno ridotti? Che non c'è più Casa [...] c'è più giornale, non c'è più tessera. Come si fa a [...] la lega, senza nessuno che ci dice [...]. DI la verità, Olmo, [...] Dov'è il partito? Tutti aspettano che Olmo [...]. Lo fa con calma, [...] sicuri della [...] arte, senza retorica. /// [...] /// Tu, Dorino, la Rina, [...] Marta, Santino, Pilade, Cartone, Carlino, Mariano, di là del [...] i Branchi, là in fondo c'è la [...] Guercio, dove c'è un [...] che lavora c'è il [...] la sbarra della galera con dentro tanti [...] il partito. Nel silenzio una vecchia [...] si [...] Che li vengano tre [...] fatto venire la pelle d'oca. Ricomincia la sinfonia di [...] parole a bocca piena. Una figura entra correndo [...]. È una donna sui [...] senza scialle, vestita come se [...] abbandonato la cucina di corsa. /// [...] /// [...] la Stella come corre! /// [...] /// Poverini, la fame è [...]. Ecco lì Stella, gli [...] pianto e un fiatone che non riesce [...]. La vecchia la accoglie [...]. /// [...] /// Cos'è stato, Stella, perché [...]. /// [...] /// Stella si lascia guidare su [...] cavagna rovesciata. Ha gesti automatici. Le mettono anche in [...] di rósso. Finalmente la donna vede [...] che sta continuando a [...]. /// [...] /// Li hanno portati via. /// [...] /// Chi è [...]. /// [...] /// Olmo si sta togliendo [...]. /// [...] /// Maremma cane! /// [...] /// Il colpo è in [...]. Gli vanno lutti intorno. /// [...] /// [...] via, oh, non scherzare! Dammela che me la [...]. Olmo lì scosta. /// [...] /// Basta incatenare la gente! Sei diventato matto? OLMO. Sono compagni, dobbiamo [...]. Ci metti tutti nei [...] pistola! Il cerchio attorno a [...] di colpo. /// [...] /// Tutti bravi a parlare, [...] Chi [...] con [...] Stella per un braccio [...] a passare in rassegna tutte le facce [...]. /// [...] /// [...] tu, impara cos'è la genie! Proprio tu fai cosi? Sei [...] giù di testa. Trascinandosi dietro Stella, Olmo [...]. Minaccia i contadini con [...] si allontana: OLMO. A voi dovrebbero mettere [...] siete bestie anche se sembrate uomini. Esterno giorno La strada [...]. Cinque o sei carabinieri, [...] divisa e due prigionieri in catene. Camminano veloci, guardandosi intorno, [...]. Il cagnetta dei prigionieri, [...] e gli insulti delle guardie, non si [...] e chiude il piccolo corteo continuando a [...]. /// [...] /// OLMO (fuori campo) Martino. OLMO (fuori campo). Siamo [...] con voi! Ci siamo tutti! Con uno strattone alle [...] spinta, vengono costretti a [...] a proseguire. /// [...] /// OLMO (fuori campo). Tenete [...] che vi tiriamo fuori! Gli si aggrappa addosso, [...]. /// [...] /// Non fare così, è [...] diventano più cattive. /// [...] /// [...] patria vigliacca! [...] andare! Ma cosa vuoi tare? Non [...] sei [...] si libera della donna [...] scoperto. /// [...] /// Siamo in tanti! Non vi bastano tutte [...]. Ormai ha una voce irriconoscibile, [...] dalla rabbia e dalla disperazione. /// [...] /// Resistete che il partito non [...]. Sì, ma le catene fanno [...]. /// [...] /// Li vuoi rovinare, li [...] Olmo, [...] la pistola con le due mani, scarica [...] il caricatore e la [...] rabbia. Sulla cresta [...] ora è rimasta solo [...] Stella, che s'è messa a singhiozzare, alternando [...] fermate improvvise, Anche Olmo sta piangendo: si [...] e cerca di vincere la [...] impotenza strofinando la faccia [...] tra i singhiozzi, continua a ripetere. /// [...] /// Ci siamo tutti. È il vagabondo che [...] lo ha salvato dalle botte dei fascisti. /// [...] /// Sei [...] attorno a Olmo che [...] ginocchio. /// [...] /// M'hanno fatto uscire con [...] mesi che cammino. /// [...] /// Non ho mai capito perché [...] sei messo in mezzo. /// [...] /// Eri lì, per terra, [...] ammazzavano di botte. /// [...] /// Tutti questi anni di [...]. /// [...] /// In galera, in un [...] albero. /// [...] /// Il vagabondo fa un [...] impaurito. OLMO, Eppure qualcuno [...] ammazzato. /// [...] /// Uno di quelli che [...]. [...] visto io che usciva [...] la faccia smorta. /// [...] /// [...] visto? E non hai [...]. Col fieno si toglieva [...] mani. /// [...] /// Chi [...] vagabondo tenta un mezzo [...]. /// [...] /// Ne ho abbastanza, ne [...]. /// [...] /// Chi [...]. [...] andare, che a Genova c'è [...] mare. Olmo lo lascia di [...]. /// [...] /// Devi parlare! /// [...] /// Cosa vuoi denunciare? VAGABONDO, lo cammino, io [...] dov'è? 2-1 Villa [...]. /// [...] /// Un salottino sul retro, [...] di Villa [...]. È la tana di Ada, [...] piccolo universo, sistemato come piace a lei. Un gran disordine: pile [...] un pianoforte, e una selva di vasi [...] là, con ghirigori di foglie e rampicanti [...] il loro verde il bianco polare delle [...]. Unici mobili, un tavolinetto [...] di vimini imbiancate dove siedono Ada e [...]. La bambina sta recitando [...] una poesia, con gli occhi fissi su [...] si dibatte impazzita contro il soffitto, cercando [...]. /// [...] /// Quello che fingo [...] e non sono. Ada richiude un libro [...] poi alza gli occhi, anche lei ipnotizzata [...] falena. C'è un attimo di [...] le sbattere [...] del povero insetto. Poi un lontano scoppio [...] un punto imprecisabile della casa, viene a [...]. /// [...] /// Adesso un po' di [...]. Solaio Villa [...]. /// [...] /// Attila e Regina salgono [...] gradini della scala di servizio e si [...] buio. Come per abitudine Regina [...] su un vecchio tavolo e si sistema [...]. Attila in piedi di [...] si scioglie i pantaloni e incomincia a [...]. Fanno tutto in silenzio. Lui appare tutto concentrato nei [...] virili. Lei partecipa con distacco. Finché di colpo il [...] paralizza in una espressione di paura. Sì aggrappa con braccia e [...] come una bambina al collo [...] padre. Sussurra: REGINA [...] sentito? /// [...] /// REGINA Dietro i sacchi! ATTILA Sta ferma, porca Eva! REGINA È lui, viene sempre [...]. Patrizio, vai via! [...] stare! /// [...] /// Barcollando, frastornato per il [...] quasi inciampando per via dei pantaloni [...] si avvicina a un [...] di grano [...]. Con rabbia e con [...] cadere due o tre, mettendo a nudo [...] stanza. ATTILA [...] guarda?. /// [...] /// Sei contenta adesso? Regina, al [...] dietro una [...] lo guarda, [...]. REGINA Lo odio, me [...] notte, tutto insanguinato. Io odio! ATTILA Basta! Ho i coglioni pieni, [...]. Attila s'è tirato su [...] ha stretto la cintura. Poi si butta, stremato, [...] un sacco. Regina gli si avvicina [...] a sedere accanto a lui. REGINA Dài, non arrabbiarti. Ci vuole una casa, un [...] per lare i nostri comodi. REGINA È una vita che [...] sopportano, me. Una casa g sarebbe. ATTILA E [...] La casa dei Pioppi. Attila sorride alzando lo [...]. ATTILA Te [...] io e te, come [...] cinesi, una bottiglia di marsala [...]. REGINA La marsala [...] tu, bifolco, che io berrò [...]. /// [...] /// È impossibile sbagliarsi, sono [...]. Se ne stanno appollaiati [...] rialzati da cui riescono a dominare il [...]. Sparse qua e là [...] bicchieri, salame, pane. C'è una grande tensione: tutti [...] occhi. Un grido di vittoria. Il vincitore si tuffa [...] fosse un letto. [...] Benedetto! /// [...] /// Tutti ridono, tranne il [...]. Deve [...] perso molto, da come [...] bicchiere di rosso. PRIMO PROPRIETARIO E adesso [...] dà ii coraggio di tornare da tua [...] violenza il bicchiere. FERRARI Voglio la rivincita! SECONDO PROPRIETARIO Ferrari, stà [...] già perso tutta la stalla! QUARTO PROPRIETARIO E siccome [...] ne han tanto e di lire ne [...] podestà si gioca la moglie. [...] ii perdente, si avvicina [...] il vincitore, che è [...]. FERRARI Lasciate stare i [...]. BERTOLI [...] non è questione di camerati, [...] è questione di cornuti. Dai suo angolo Alfredo [...] ALFREDO E viva [...]. /// [...] /// Dai suo angolo Alfredo [...] ALFREDO E viva [...]. (0) (0) ![]()
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