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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1866293030.

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Il mercato ha vinto [...] politica e finan-ziaria. [...] di prendere le decisioni [...] riducono ormai a poche istituzioni finanziarie mondiali [...]. Esse muovono ogni giorno [...] obiettivo del guadagno massimo [...]. È il trionfo della [...] speculazione, del denaro per il denaro. La vi-ta, il benessere [...] delle imprese, la ricchezza reale, lo scambio [...] democrazia, i diritti uma-ni, tutto questo ha [...] relativo; è come si di-ce, variabile dipendente. I loro operatori si [...] propria logica, che non è quella della [...] di un patrimonio finanziario nel minor tempo [...] (René Passet su Le Monde [...]. Tutto questo significa la [...] su tutti i fronti. ///
[...] ///
Resta aperto il fronte della [...] la [...]. Perché la memoria fonda [...] sociale e finché vive tale [...] obbligato [...]. Per la strategia liberista, [...] dimenticare il suo passato sociale e ripartire [...] un duemila [...] ideale e identità che [...] denaro. Sono da seppel-lire le aspirazioni [...] di una vita felice per tutti senza confini, il [...] di compiutezza umana provato nel lottare in-sieme per la [...] lo stupo-re sempre rinnovato nello sco-prire che il proprio [...] so-ciale ha una diffusione planeta-ria, la consapevolezza della consonanza [...] e [...] con le grandi espe-rienze storiche [...] sociale di tutti i tempi tipo [...] generativa del Vangelo, la constatazione [...] seme [...] contro ogni speranza, [...] che il pane condiviso è [...] moltiplicato e fonte di vi-ta per tutti. [...] liberi-sta esige che la memoria [...] tut-to questo sia annullata. Se ciò accadesse, sarebbe il [...] totale. Perché il pianeta non [...] di reggere la guerra li-berista di tutti [...] sul piano economico né ecolo-gico né psicologico [...]. Per questo è importante [...]. [...] sociale, in quanto grande processo [...] sfugge a tutti i tentativi di [...] dal di fuori, di [...] di farne una dottri-na. È come la stella polare [...] culturale. Non ha «né padri [...] dotto-ri» come dice il Vangelo. Siste-mi politici quali il socialismo, [...] comunismo, la sinistra; sistemi economici quali [...] di piano o lo stato [...] posso-no orientarsi a quella stella po-lare, sebbene non di [...] il po-tere che diceva di richiamarsi al [...] della [...] abbia semplicemente usato per [...] e nascondere una realtà politica [...] mai sistemi [...] non esauriscono le potenzialità e [...] ricchezza [...] sociale. E il fermento vivo [...] della socialità umana è precisamente la me-moria. Ebbene, è proprio la [...] generatri-ce che si tenta di disarticolare e [...]. Dico disarticolare e non [...] meglio [...]. DISARTICOLARE la me-moria vuol [...] processo stori-co in un insieme scoor-dinato di [...] loro. La resistenza, ad esempio, [...] come un episodio a sé, quasi senza [...] futuro. E in quanto episodio [...] alla stregua di altri episodi. [...] alla resistenza e [...] di «tanti giovani» alla Repubblica [...] Salò, ad esem-pio, sarebbero due episodi di-versi da [...] di-stacco per giungere alla pace sociale. E così il processo [...] scom-pare per far posto a un indistin-to [...] cui tutte le vacche sono grigie. E la memo-ria è trasformata [...] ricordo, [...] del caro estinto posta sulla [...] tomba, accanto alla tomba del suo avversario, nello steso [...]. Il liberismo si nutre [...] della memoria. Perché è creatore di [...]. Ha bisogno di pro-duttori [...] sociale. E quando la si-nistra [...] regole del liberismo ha accettato anche questa [...]. Per condizionare dal didentro [...] mercato e magari produrre le condizioni per [...] storia diversa: ma ha accettato che la [...] in una ag-gregazione di smemorati. Nes-suno scandalo moralistico. Su-bire il ricatto del [...] trionfante può essere vi-sto come una condizione [...] in quanto lotta di potere. Ma io dal basso [...]. O meglio, [...] collaboro, seppure so-lo comprando [...] pa-ne quotidiano, quel pane che è violentemente [...] terzi [...]. Non accet-to però di [...]. Vo-glio [...] la consapevolez-za e la memoria. Lo dice con [...]. [...] quando, nel 1930, getta [...] lo sguardo nel lungo periodo e si [...] delle «Prospettive eco-nomiche per i nostri nipoti»: «Tutti [...] di usanze sociali e di pratiche economiche [...] della ricchez-za e dei salari, e tutte [...] che per il mo-mento manteniamo ad ogni [...] spiacevoli e ingiuste esse siano per se [...] utili nel favorire [...] del capitale, verranno fi-nalmente [...]. Almeno per altri cento anni [...] fingere noi tut-ti gli altri che ciò che è [...] è cattivo e ciò che è cattivo è giu-sto; [...] il male è utile men-tre ciò che è giusto [...] lo è . [...] e [...] debbono essere i nostri dèi [...] per un certo tempo, [...] dal tunnel del bisogno econo-mico [...] portarci verso la luce del giorno» (da «Esortazioni e [...] Il Saggiatore, Milano 1968). Questa «religione della ipo-crisia» [...] economista illuminato non è forse la strategia [...] in Europa? Ma proprio perché la politica [...] vita quotidiana si piegano alla «fin-zione», la [...] lucida e la [...]. PAOLO SOLDINI A confronto [...] designazione alle elezioni nelle maggiori democrazie, dagli Usa [...] Germania alla Francia [...]. Possono avere senso le [...] Italia? Rispondono Giovanni Sartori In Germania dove [...] regole un [...] a tutto, la cosa [...] lo-cale di un partito [...] candidare alle elezio-ni, convoca [...] nella quale si vota [...] e alla presenza di un pubblico ufficiale. La direzio-ne federale del [...] vuole, cassare la decisione, ma se [...] vota nello stesso modo [...] volta, il candidato è quello, punto e [...] pubblico ufficiale si accerta che la scel-ta [...]. Così vuole una leg-ge [...] dopo una storica sentenza della Corte di [...] (la corte costituzionale) sul [...] partiti tedeschi. Faremo così anche noi? Chiameremo [...] a vigilare sulle assemblee in cui [...] o il Polo decideranno [...] collegio, mettiamo, di Lodi o (ahi, ahi) [...] Mugello? Forse non si ar-riverà a tanto, e però [...]. Chi decide chi votare? Esisteva [...] prima, ma [...] del maggioritario [...] reso ancora più acuto. Con quali criteri si [...] a un seggio parla-mentare? Chi decide che [...] schieramento sia il Tale [...] il [...] E come si tiene [...] e [...] degli elettori? In fondo, [...] la de-mocrazia non comincia pro-prio soltanto nel [...] si va a votare: in qual-che modo [...] concorrere alla scelta su chi votare. [...] il discorso rischia di farsi [...] troppo difficile. Perciò rimaniamo con i [...] e vediamo come funzionano i meccanismi di [...] negli altri paesi e se, per caso, [...] imparare da loro. Della Germania, in parte, [...] detto. Il sistema del doppio [...] noto sia per le elezioni federali che [...] Länder ogni elettore te-desco ha a disposizione [...] per il collegio e una su una [...] sì che le candidature venga-no decise dai [...] doppio livello: quelle per il collegio a [...] quelle delle liste a livello re-gionale. In sostanza, dunque, sono [...] par-tito a decidere, pur sotto [...] vigile della legge, il [...] che negli organismi elet-tivi sia presente un [...] degli stessi par-titi alquanto sproporzionato rispetto alla [...] questa molto partico-lare categoria di cittadini. Anche in Francia il [...] è forte, ma [...] una maggiore attitudine a [...] che [...] da noi chiamiamo la [...] in quel notabilato che costituisce, come si [...] anti-co ma ancora abbastanza so-lido, della struttura [...] nella provin-cia. Più attenti, almeno appa-rentemente, [...] così preventivo dei po-tenziali elettori sono i [...] Gran Bretagna. [...] le candidature vengono presen-tate spontaneamente [...] basso». Chi ritiene di avere [...] piacere [...] del proprio colle-gio si [...] del partito prescelto e sarà la commissione [...] i vari pretendenti, quello che si ritiene [...] migliori per vincere le elezioni. Nel novanta per cento [...] organismi dirigenti nazionali dei partiti rispettano le [...] locali e quando non lo fanno [...] di combinare un pastic-cio. [...] accaduto, pochi giorni fa, [...] dove il candidato imposto, [...] dei locali, dai dirigenti nazionali del partito [...] ai laburisti la prima sconfitta [...]. [...] poi il sistema america-no. Negli Usa, come sanno [...] vengono de-signati con le primarie che a [...] interve-nire i cittadini con un voto (potenzialmente) [...] scelta di chi concorrerà alla corsa, appaio-no [...] più sem-plice e più democratico di tutti. Le cose, in realtà, [...] semplici, come ve-dremo subito, perché il siste-ma [...] anche gravi di-fetti, ma ciò non toglie [...] vengano indicate da molti come una soluzione [...] noi. Più [...] le ha evocate, per [...] della que-relle sulla candidatura di An-tonio Di Pietro [...] Mugello. Barbera: perché no? Abbiamo pensato, [...] di chiedere [...] il parere di due [...] politologi: Augusto Barbera e Giovanni Sartori. Il primo, pur con molte [...] e qual-che esplicito dubbio, ritiene che le primarie siano [...] so-luzione, anzi [...] soluzio-ne praticabile [...] et [...] cioè [...] di oggi con la legge [...] che si ritrova. Il secondo, invece, lo [...] più assoluto. Se dovessi scegliere il [...] che le candidature le debbono indi-care i [...] fin dei conti insieme con quella di [...] di trarre la gente [...] e [...] intorno a un progetto [...] scelta di chi rappre-senterà i cittadini è, [...] una delle fun-zioni primarie di un partito. Infatti, là dove il [...] ha una [...] solidità, una presenza, un [...] esempio in Germania o in Gran Bretagna, [...] e le candidature na-scono, per così dire, [...] naturale. [...] quanto succedeva un tempo [...] Italia, dove le candidature venivano indicate sulla base [...] democrazia di base nei partiti, come av-veniva [...] Pci [...] se si può legittimamente dubitare sulla reale [...] oppure sulla base di quel singolare meccanismo [...] italiano e del quale [...] ancora un resi-duo nel [...] le Regioni, che era il voto di [...] che finiva inevitabilmente per premiare il denaro, [...] sempre più costose e fonti di corruzio-ne». Crisi dei partiti «La [...] com-plicata dove e quando i parti-ti hanno [...] Barbera -. Prendiamo gli Stati Uniti. [...] dove le due grandi [...] sempre più a dei contenitori vuoti, negli [...] tutte le for-mule di designazione partiti-ca, tipo [...] andati declinando e [...] stata una esplosione del [...] aperte (quelle cioè in cui chiunque può [...] il candidato di uno dei due partiti) [...] in cui votano solo gli iscritti o [...] di quel partito). Proprio per-ché il sistema partitico [...] in crisi [...] bisogno di ricorrere direttamente [...] il che favorisce poi [...] di gruppi di interesse e [...]. Alla fine, [...] mo-mento «di partito» è [...] quale, in realtà, non è altro che [...] scelte già compiuta». Insomma, il giudizio di Barbera [...] delle pri-marie è [...] che positi-vo (e quello [...] Sartori, [...] vedremo, è ancora più drasti-co), eppure, secondo [...] almeno provare a [...] in Italia. E questo per almeno [...]. Il primo è che [...] Italia, [...] non esistono partiti con una legittimazio-ne abbastanza [...]. Si pensi solo al [...] tutti i partiti italiani presi [...] hanno meno di un [...] ovvero circa la metà di quanti ne [...] Pci nel 1975. ///
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Si pensi solo al [...] tutti i partiti italiani presi [...] hanno meno di un [...] ovvero circa la metà di quanti ne [...] Pci nel 1975.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

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Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

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Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .