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Il mercato ha vinto [...] politica e finan-ziaria. [...] di prendere le decisioni [...] riducono ormai a poche istituzioni finanziarie mondiali [...]. Esse muovono ogni giorno [...] obiettivo del guadagno massimo [...]. È il trionfo della [...] speculazione, del denaro per il denaro. La vi-ta, il benessere [...] delle imprese, la ricchezza reale, lo scambio [...] democrazia, i diritti uma-ni, tutto questo ha [...] relativo; è come si di-ce, variabile dipendente. I loro operatori si [...] propria logica, che non è quella della [...] di un patrimonio finanziario nel minor tempo [...] (René Passet su Le Monde [...]. Tutto questo significa la [...] su tutti i fronti. /// [...] /// Resta aperto il fronte della [...] la [...]. Perché la memoria fonda [...] sociale e finché vive tale [...] obbligato [...]. Per la strategia liberista, [...] dimenticare il suo passato sociale e ripartire [...] un duemila [...] ideale e identità che [...] denaro. Sono da seppel-lire le aspirazioni [...] di una vita felice per tutti senza confini, il [...] di compiutezza umana provato nel lottare in-sieme per la [...] lo stupo-re sempre rinnovato nello sco-prire che il proprio [...] so-ciale ha una diffusione planeta-ria, la consapevolezza della consonanza [...] e [...] con le grandi espe-rienze storiche [...] sociale di tutti i tempi tipo [...] generativa del Vangelo, la constatazione [...] seme [...] contro ogni speranza, [...] che il pane condiviso è [...] moltiplicato e fonte di vi-ta per tutti. [...] liberi-sta esige che la memoria [...] tut-to questo sia annullata. Se ciò accadesse, sarebbe il [...] totale. Perché il pianeta non [...] di reggere la guerra li-berista di tutti [...] sul piano economico né ecolo-gico né psicologico [...]. Per questo è importante [...]. [...] sociale, in quanto grande processo [...] sfugge a tutti i tentativi di [...] dal di fuori, di [...] di farne una dottri-na. È come la stella polare [...] culturale. Non ha «né padri [...] dotto-ri» come dice il Vangelo. Siste-mi politici quali il socialismo, [...] comunismo, la sinistra; sistemi economici quali [...] di piano o lo stato [...] posso-no orientarsi a quella stella po-lare, sebbene non di [...] il po-tere che diceva di richiamarsi al [...] della [...] abbia semplicemente usato per [...] e nascondere una realtà politica [...] mai sistemi [...] non esauriscono le potenzialità e [...] ricchezza [...] sociale. E il fermento vivo [...] della socialità umana è precisamente la me-moria. Ebbene, è proprio la [...] generatri-ce che si tenta di disarticolare e [...]. Dico disarticolare e non [...] meglio [...]. DISARTICOLARE la me-moria vuol [...] processo stori-co in un insieme scoor-dinato di [...] loro. La resistenza, ad esempio, [...] come un episodio a sé, quasi senza [...] futuro. E in quanto episodio [...] alla stregua di altri episodi. [...] alla resistenza e [...] di «tanti giovani» alla Repubblica [...] Salò, ad esem-pio, sarebbero due episodi di-versi da [...] di-stacco per giungere alla pace sociale. E così il processo [...] scom-pare per far posto a un indistin-to [...] cui tutte le vacche sono grigie. E la memo-ria è trasformata [...] ricordo, [...] del caro estinto posta sulla [...] tomba, accanto alla tomba del suo avversario, nello steso [...]. Il liberismo si nutre [...] della memoria. Perché è creatore di [...]. Ha bisogno di pro-duttori [...] sociale. E quando la si-nistra [...] regole del liberismo ha accettato anche questa [...]. Per condizionare dal didentro [...] mercato e magari produrre le condizioni per [...] storia diversa: ma ha accettato che la [...] in una ag-gregazione di smemorati. Nes-suno scandalo moralistico. Su-bire il ricatto del [...] trionfante può essere vi-sto come una condizione [...] in quanto lotta di potere. Ma io dal basso [...]. O meglio, [...] collaboro, seppure so-lo comprando [...] pa-ne quotidiano, quel pane che è violentemente [...] terzi [...]. Non accet-to però di [...]. Vo-glio [...] la consapevolez-za e la memoria. Lo dice con [...]. [...] quando, nel 1930, getta [...] lo sguardo nel lungo periodo e si [...] delle «Prospettive eco-nomiche per i nostri nipoti»: «Tutti [...] di usanze sociali e di pratiche economiche [...] della ricchez-za e dei salari, e tutte [...] che per il mo-mento manteniamo ad ogni [...] spiacevoli e ingiuste esse siano per se [...] utili nel favorire [...] del capitale, verranno fi-nalmente [...]. Almeno per altri cento anni [...] fingere noi tut-ti gli altri che ciò che è [...] è cattivo e ciò che è cattivo è giu-sto; [...] il male è utile men-tre ciò che è giusto [...] lo è . [...] e [...] debbono essere i nostri dèi [...] per un certo tempo, [...] dal tunnel del bisogno econo-mico [...] portarci verso la luce del giorno» (da «Esortazioni e [...] Il Saggiatore, Milano 1968). Questa «religione della ipo-crisia» [...] economista illuminato non è forse la strategia [...] in Europa? Ma proprio perché la politica [...] vita quotidiana si piegano alla «fin-zione», la [...] lucida e la [...]. PAOLO SOLDINI A confronto [...] designazione alle elezioni nelle maggiori democrazie, dagli Usa [...] Germania alla Francia [...]. Possono avere senso le [...] Italia? Rispondono Giovanni Sartori In Germania dove [...] regole un [...] a tutto, la cosa [...] lo-cale di un partito [...] candidare alle elezio-ni, convoca [...] nella quale si vota [...] e alla presenza di un pubblico ufficiale. La direzio-ne federale del [...] vuole, cassare la decisione, ma se [...] vota nello stesso modo [...] volta, il candidato è quello, punto e [...] pubblico ufficiale si accerta che la scel-ta [...]. Così vuole una leg-ge [...] dopo una storica sentenza della Corte di [...] (la corte costituzionale) sul [...] partiti tedeschi. Faremo così anche noi? Chiameremo [...] a vigilare sulle assemblee in cui [...] o il Polo decideranno [...] collegio, mettiamo, di Lodi o (ahi, ahi) [...] Mugello? Forse non si ar-riverà a tanto, e però [...]. Chi decide chi votare? Esisteva [...] prima, ma [...] del maggioritario [...] reso ancora più acuto. Con quali criteri si [...] a un seggio parla-mentare? Chi decide che [...] schieramento sia il Tale [...] il [...] E come si tiene [...] e [...] degli elettori? In fondo, [...] la de-mocrazia non comincia pro-prio soltanto nel [...] si va a votare: in qual-che modo [...] concorrere alla scelta su chi votare. [...] il discorso rischia di farsi [...] troppo difficile. Perciò rimaniamo con i [...] e vediamo come funzionano i meccanismi di [...] negli altri paesi e se, per caso, [...] imparare da loro. Della Germania, in parte, [...] detto. Il sistema del doppio [...] noto sia per le elezioni federali che [...] Länder ogni elettore te-desco ha a disposizione [...] per il collegio e una su una [...] sì che le candidature venga-no decise dai [...] doppio livello: quelle per il collegio a [...] quelle delle liste a livello re-gionale. In sostanza, dunque, sono [...] par-tito a decidere, pur sotto [...] vigile della legge, il [...] che negli organismi elet-tivi sia presente un [...] degli stessi par-titi alquanto sproporzionato rispetto alla [...] questa molto partico-lare categoria di cittadini. Anche in Francia il [...] è forte, ma [...] una maggiore attitudine a [...] che [...] da noi chiamiamo la [...] in quel notabilato che costituisce, come si [...] anti-co ma ancora abbastanza so-lido, della struttura [...] nella provin-cia. Più attenti, almeno appa-rentemente, [...] così preventivo dei po-tenziali elettori sono i [...] Gran Bretagna. [...] le candidature vengono presen-tate spontaneamente [...] basso». Chi ritiene di avere [...] piacere [...] del proprio colle-gio si [...] del partito prescelto e sarà la commissione [...] i vari pretendenti, quello che si ritiene [...] migliori per vincere le elezioni. Nel novanta per cento [...] organismi dirigenti nazionali dei partiti rispettano le [...] locali e quando non lo fanno [...] di combinare un pastic-cio. [...] accaduto, pochi giorni fa, [...] dove il candidato imposto, [...] dei locali, dai dirigenti nazionali del partito [...] ai laburisti la prima sconfitta [...]. [...] poi il sistema america-no. Negli Usa, come sanno [...] vengono de-signati con le primarie che a [...] interve-nire i cittadini con un voto (potenzialmente) [...] scelta di chi concorrerà alla corsa, appaio-no [...] più sem-plice e più democratico di tutti. Le cose, in realtà, [...] semplici, come ve-dremo subito, perché il siste-ma [...] anche gravi di-fetti, ma ciò non toglie [...] vengano indicate da molti come una soluzione [...] noi. Più [...] le ha evocate, per [...] della que-relle sulla candidatura di An-tonio Di Pietro [...] Mugello. Barbera: perché no? Abbiamo pensato, [...] di chiedere [...] il parere di due [...] politologi: Augusto Barbera e Giovanni Sartori. Il primo, pur con molte [...] e qual-che esplicito dubbio, ritiene che le primarie siano [...] so-luzione, anzi [...] soluzio-ne praticabile [...] et [...] cioè [...] di oggi con la legge [...] che si ritrova. Il secondo, invece, lo [...] più assoluto. Se dovessi scegliere il [...] che le candidature le debbono indi-care i [...] fin dei conti insieme con quella di [...] di trarre la gente [...] e [...] intorno a un progetto [...] scelta di chi rappre-senterà i cittadini è, [...] una delle fun-zioni primarie di un partito. Infatti, là dove il [...] ha una [...] solidità, una presenza, un [...] esempio in Germania o in Gran Bretagna, [...] e le candidature na-scono, per così dire, [...] naturale. [...] quanto succedeva un tempo [...] Italia, dove le candidature venivano indicate sulla base [...] democrazia di base nei partiti, come av-veniva [...] Pci [...] se si può legittimamente dubitare sulla reale [...] oppure sulla base di quel singolare meccanismo [...] italiano e del quale [...] ancora un resi-duo nel [...] le Regioni, che era il voto di [...] che finiva inevitabilmente per premiare il denaro, [...] sempre più costose e fonti di corruzio-ne». Crisi dei partiti «La [...] com-plicata dove e quando i parti-ti hanno [...] Barbera -. Prendiamo gli Stati Uniti. [...] dove le due grandi [...] sempre più a dei contenitori vuoti, negli [...] tutte le for-mule di designazione partiti-ca, tipo [...] andati declinando e [...] stata una esplosione del [...] aperte (quelle cioè in cui chiunque può [...] il candidato di uno dei due partiti) [...] in cui votano solo gli iscritti o [...] di quel partito). Proprio per-ché il sistema partitico [...] in crisi [...] bisogno di ricorrere direttamente [...] il che favorisce poi [...] di gruppi di interesse e [...]. Alla fine, [...] mo-mento «di partito» è [...] quale, in realtà, non è altro che [...] scelte già compiuta». Insomma, il giudizio di Barbera [...] delle pri-marie è [...] che positi-vo (e quello [...] Sartori, [...] vedremo, è ancora più drasti-co), eppure, secondo [...] almeno provare a [...] in Italia. E questo per almeno [...]. Il primo è che [...] Italia, [...] non esistono partiti con una legittimazio-ne abbastanza [...]. Si pensi solo al [...] tutti i partiti italiani presi [...] hanno meno di un [...] ovvero circa la metà di quanti ne [...] Pci nel 1975. /// [...] /// Si pensi solo al [...] tutti i partiti italiani presi [...] hanno meno di un [...] ovvero circa la metà di quanti ne [...] Pci nel 1975. (0) (0) ![]()
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