|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
Quello della spia o [...] un mestiere serio. Da sbirro, ap-punto». Lo diceva con molto auto-compiacimento, Umberto Federico [...] il più grande e il [...] noto « fascicolatore» [...] quello che, per anni, aveva [...] affari riservati del ministero [...]. [...] che aveva ficcato il [...] le tragedie italiane e in tutti i [...] strage di Piazza Fontana, strage di Piazza [...] Loggia, [...] sequestro e uccisione di Aldo Moro, [...] di Calvi, storia di Licio Gelli e [...] ca-so Sindona, spionaggio telefonico, [...] Reggio, trame nere e trame rosse. [...] è morto qualche anno [...] fascicoli continuano a « galleggiare» tra Procure [...] Que-sture, [...] servizi segreti istituzionali e caserme dei carabinieri. Furono messe insieme dai [...] carte ritrovate in un deposito fuori mano [...] Polizia, [...] via Appia e quelle scovate, qualche giorno [...] in una cassaforte del Mi-nistero [...]. Se [...] una polizia nella polizia, una [...] di «Gladio» del [...] un vertice segretissimo che indagava [...] tutto e tut-ti, non può che [...] capeggiato lui. Qualcuno, negli anni, aveva [...] ufficio, « quel-lo delle stragi». Altri, lo avevano soprannomina-to [...] vecchio». Gli amici lo chiamavano [...] Umbertino» [...] i nemici, con mille ovvie allusio-ni, «il [...]. Gli uomini dei servizi [...] Nato, invece, lo avevano battezzato « il pa-drino» [...] della Cia « il cuoco». I ca-pi dei servizi [...] semplicemen-te «il dottor [...] con molto rispetto e [...] Un vero professionista dello spionaggio, lui, ma [...] colta, pronta alla battuta e persino ridanciana. Amava citare gli autori [...] grandi romanzieri, ma senza af-fettazione o esibizionismo. Certo, era sempre formalmente [...] «superiori», ma durissi-mo sul lavoro e con [...] conoscere a fon-do il mestiere. Porgeva, ap-punto, una battuta, ma [...] gli occhi diventava-no freddi e distaccati. Signifi-cava che il prefetto, [...] era al lavoro an-che se stava semplicemente [...] una pietanza al posto di [...]. E allora faceva paura. Non sopportava i militari [...] non evi-tava le sparate [...]. Il generale del [...] De Loren-zo? Un pallonaro [...] veline e ritagli di giornale da utilizzare [...] i politici e in par-ticolare i presidenti [...] Re-pubblica [...]. Il generale Santovi-to capo [...] Sismi? Un ubriacone che molti fur-bastri menavano per il [...]. Licio Gelli? Un [...] personaggio che ripeteva banalità [...] e che pure era riuscito a farsi [...] da un sacco di gente. Roberto Calvi? Un uomo [...] vissuto, fino alla morte, in un suo [...] aveva più niente a che vedere con [...]. Negli ultimi anni, come [...] tutti, il pre-fetto ed ex capo degli Affari [...] anda-to in pensione per la verità) si [...] del « [...] e curava una rubrica [...] con lo pseu-donimo di [...] e [...] suoi grandi maestri del [...] e asparagi, antipasti e vi-ni di marca. Oggi, se lo «sbirro» [...] si-curamente riderebbe dei vari ritrovamenti di carte [...] Ministero [...] o in uno dei de-positi della polizia, [...] tanti, troppi misteri [...]. Tutta [...] soltanto io sarei in [...] capire e interpretare. Ovviamente, i magistrati inquirenti [...] Roma [...] di Milano non la pensano così. /// [...] /// Umberto Federico [...] figlio di un que-store [...] a Marsiglia( per tutta la vita amerà [...] Francia [...] considerava la [...] se-conda patria), si era [...] pochi giorni dopo [...] settembre, quando tutti cercava-no, [...] di [...]. Era riusci-to a non [...] militare perché, come disse qualche anno fa [...] una intervista, « non voleva in nessun [...] morire per Mussolini». Dunque scelse il regno [...] Sud [...] ebbe subito un incarico delicatissimo che, guarda [...] fascicoli e lo spionaggio. Ven-ne infatti spedito a Nord, [...] della [...] insieme ad alcuni ufficiali [...] coinvolti nelle vicende del bandito Giuliano. Si trattava di recuperare [...] la polizia politica fascista. Ovviamente, ci riuscì ed [...] contatti con il prefetto Leto per sottrarre [...] alla « go-losità» nazista. Nella Roma ancora occupata dai [...] era già riuscito a scoprire [...] spionisti-ca [...] tedesca e per questo motivo [...] americani lo avevano insigni-to della [...] star». Poi aveva conosciuto un [...] capacità. Quel James [...] capo stazione [...] a Roma che aveva [...] mettere le mani negli affari politici interni [...]. Risalgono, dunque, al 1944 [...] fra [...] e i servizi segreti [...]. Il prefetto, agli ordini [...] Mario [...] era stato poi incaricato [...] piedi [...] Affari riservati, utilizzando a [...] e gregari degli apparati di spionaggio fascista. [...] parte, ha sempre detto, [...] era convinto che solo gli [...] fascisti avrebbero potu-to combattere in modo adeguato i comunisti. Da quel momento, «lo [...] ad organizzare la più efficiente e la [...] di spionaggio italiana. La prima volta lo [...] da Palazzo San Macuto, dopo una lunga [...] Com-missione parlamentare [...] sulla [...]. Non aveva gradito di [...] ai fotogra-fi e ripreso. Non voleva che la [...] faccia finisse sui giornali. Aveva risposto, a qualche [...] sorriso silenzioso. Un altro giorno, per [...] incontrato in un paesetto del Lazio dove [...] a fare incetta di casta-gne per i [...]. Ne era nata una chiacchierata [...] tra gentiluomini». Gelli? I parla-mentari della Commissione [...] non avevano ca-pito nulla. Il «venerabile» non faceva [...]. Era felice di vivere [...] per fare af-fari e soldi a palate. Non voleva i [...] ma per il resto [...] dei mon-di. [...] era iscritto alla [...] ma per moti-vi di lavoro. Gli elenchi di Castiglion Fibocchi? Non [...] certo completi. Anzi, i nomi più [...]. Sulla strage di Piazza Fon-tana? Non era vero che lui avesse fatto sparire delle prove [...] agli [...] di far saltare in aria [...] borsa che avrebbe potuto far arrivare agli attentatori. Era vero, invece, che [...] volte Stefano Delle Chiaie, il «caccola», uno [...] Ordine Nuovo. Aveva tentato di « [...] ma [...] non era riuscita. Era il suo lavoro. Allora era scattata la [...]. La conversazione si era protratta [...] per un [...] di tempo. Poi, il prefetto aveva [...] così. Pochi giorni dopo era [...] di lamentele per un articolo ritenuto offensivo. [...] non chiedeva precisazioni, ma [...] modo pesante, al fatto che lui conosceva [...] vita dei redattori del giornale, ma che [...] tenute sempre per sé. Insomma, un « io [...] non lo faccio, alquanto minaccioso. Tutto era finito li. In realtà, il prefetto, [...] sui« mi-steri italiani», era sempre uscito formalmente [...]. Ma sapeva, eccome se [...]. Su Piazza Fontana, cer-to. Ma anche sul caso Moro, [...] secondo lui, condotta con i piedi da [...] di militari imbecilli». Insomma, dilettanti e non [...] seri. Quando lo aveva detto, [...] era aperto ad un sorriso ineffabile e [...] erano fatti pic-coli come fessure. Su [...] bisogna dire che erano [...] uomini di [...] ad arrivare per primi [...] «OP». E quando Calvi era [...] sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra? Il [...] a [...] era stato proprio il [...] era precipitato ad una riunio-ne del Consiglio [...] avvertire personalmente il ministro. Puntuale, preciso, sempre informato. Umber-to Federico [...] era poi diventato, nel [...] mesi, amico strettissimo di Francesco Pazienza, il [...]. Secondo alcuni era stato [...] a mettere, vicino al [...] Santovito, [...] personaggio dai mil-le legami e dalle mille [...]. E Pazienza ave-va inventato [...] che aveva finito per [...] il povero generale. LO «SBIRRO», insomma, aveva [...]. Dicono che [...] si sia portato nella [...] « italiche [...] forse non è vero. Su questo, Francesco Cossiga, ex [...] ed ex presidente della Repubblica, [...] estimatore e amico di Umberto Federico [...] ha sicuramente una qualche opinione. Probabilmente, una volta o [...] ne parlerà. Anni fa, a Cattolica, [...] personaggio (tutti simpatici i grandi spioni) noto [...] mondo: William Colby, ex capo della Cia. Era in Italia per [...] della città. Maglietta sportiva e gran [...] Coca Cola ghiacciata in mano, accettò di fare [...] tra gentiluomini». Lar-go sorriso e signorilità. E un italiano passabile. Cominciò subito con un [...] Certo, [...] comunisti italiani sono sempre sta-ti organizzati alla [...]. Hanno preso soldi dai [...] Cooperative, sotto il naso del governo. Noi sapevamo tutto, ovviamente. Però non posso dimenticare [...] dato alla Democrazia cristiana. Ma quelli che ci [...] più sono stati i [...]. Non lo scriva, ma [...] mai di chiede-re soldi e poi non [...]. Una im-presa incredibile trattare [...]. La conversazione era andata [...] lungo, tra una battuta e una risata. Povero Colby, finito annegato [...] da casa, lui così atletico e sportivo. Ad un certo momento [...] Quel vo-stro [...] un vero mago. Uno con due c. Da noi rispettato al [...]. Non ne sba-glia una. Certo, ha quella mania [...] Francia. Ricorda? Ha avuto la [...] per la cattura di quei [...] fascisti [...]. /// [...] /// Certo, certo, [...] e [...]. La Francia ha sempre [...] lui». Poi an-cora, aveva aggiunto:« E [...] libro sulle pas-sioni culinarie dei politici italiani? Proprio [...]. Già, quel libro. Il titolo era:« Menù [...]. I maligni dicono che [...] aveva sistema-to qualche microfonino sotto i tavoli [...] ristorante, a due passi dalla Camera dei Deputa-ti, [...] le « chiacchiere dei politici a ta-vola». Così aveva anche saputo [...] Berlinguer e De Mita, [...] e Fanfani e tanti, [...]. Gli amici hanno sempre [...] Balle. Il prefetto ha solo [...] e intelligenza. Non è colpa [...] se tutti hanno paura di [...]. /// [...] /// È pericoloso salire sul [...] binario 8 di Napoli Centrale. Quaranta minuti di viaggio, [...] napoletana poi nel fango delle campagne dove [...] con un bastone bufa-le nere. Quaranta minuti che ti [...] palude degli uo-mini, nella «terra [...] e della confusione», dove [...] so-gni si dimenticano, i progetti ven-gono abbandonati. Christian ha [...] e arriva dal Ghana. Per lui il binario [...]. [...] poi si è messo [...] trafficanti di clandestini, per attra-versare le frontiere. In Italia è arriva-to [...] camion, «vicino a Trieste». [...] ai suoi, in Ghana, prima [...] salire sul treno. In piazza Garibaldi a Napoli, [...] internazionale. /// [...] /// Telefona a casa, risparmierai il [...]. Su un cartello, le [...] di parole con la Nigeria, 2. Per Ghana, Zaire, Ugan-da, [...]. Il [...] è in fondo ad [...] in discesa, accanto ad [...] in italiano e arabo. [...] la fila di se-negalesi e [...] che vengono a comprare «scarpe donna uomo om-brelli guanti [...] portafogli [...]. In tasca, Christian ha [...] il nome di un amico, che abita [...]. [...] i nomi di altri [...] a Modena, a Brescia, a Vicenza. Mi hanno detto che, [...] si trova da lavorare in campagna». In Ghana, [...] Senegal, paesi come [...] o Villa Literno sono [...]. Correvano di bocca in [...] giovani che volevano emigrare. Era vero, fino al [...] ne rac-coglievano per un milione di ton-nellate. Poi è arrivata la [...] pianta, ed ora le tonnellate sono soltanto [...] in campagna). Anche se il lavo-ro [...] gli africani continuano ad arrivare. Sono fra i tre [...] solo a [...] e secondo uno studio [...] ogni cento «regolari» ci [...]. /// [...] /// Un pullman carica Christian [...] sulla [...] fermata Pineta Mare. Alle undici del mattino [...] Gha-na e della Nigeria aspettano clienti. Più [...] le facce [...] e delle albanesi. Christian cerca «padre Antonio», perché [...] gli ha detto di fare, nella [...] ultima [...] che [...]. /// [...] /// [...] Pineta Mare, non si stupisce [...] esse-re così «famoso». Andate da padre An-tonio [...] vi darà un aiuto». La parrocchia distribuisce ri-so [...] e scarpe. Mi consegnano il [...] lo hanno, perché hanno [...] o di essere rapinati. Io con-segno loro un [...] foto-grafia, e questo serve anche quando [...]. In ufficio, ho diecimila [...] nomi. Tutte ragazze e ra-gazzi arrivati [...] dopo il 1990. Pri-ma non tenevo questa [...] che questo feno-meno sarebbe diventato storia. I giovani [...] grande fiducia. Mi affidano anche i [...] li mandi alle loro famiglie: quando sono [...] e non possono nem-meno fare un vaglia [...] lettera. Lo so che tanti [...]. Ma se viene un povero [...] mi chiede [...] faccio di tutto per [...]. Se viene un africano, gli [...] il [...]. Non farebbe fatica, Christian, a [...] una casa. [...] villet-te -tutte abusive perché [...] demaniale -usate un mese [...] dai proprietari di Napoli [...] Caserta, [...] rendono quasi un mi-lione al mese, o [...] letto. Farà più fatica, Christian, [...] lavoro. In campagna puoi fare [...] nessuno vuole più fare, come [...] delle bufale. Ma anche chi ha il [...] di soggiorno fatica a trovare [...] perché se tu non accetti [...] condizioni del padrone, [...] sem-pre [...] pronto [...] il tuo posto. /// [...] /// Alberghi di lusso, che [...] come possano vivere, visto che nessuno ha [...]. Bar di lusso, anche [...] sterra-te. Spesso i mattoni sono [...] soldi della camorra. Fra quelli che [...] sono anche alcuni che [...] una tappa, prima di prendere un aereo [...] Stati Uniti o il Canada. Poi tanti si fermano, [...] a guadagnare i soldi necessari, o perché [...]. [...] del Ghana». /// [...] /// [...] del Ghana». (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||