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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Calendario del Popolo-Serie unica-ed unica - numero di periodico»--Id 182562519.

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Guai a chi si [...]. Alcune donne caddero e [...] tragitto. Quelli che resistettero giunsero [...] e qualcuno ebbe un collasso. [...] era intanto scomparso; giunti [...] che il treno sarebbe partito dopo qualche [...]. Quando [...] ricomparve, poco prima della partenza, [...] facile pensare ciò che avvenne: le donne, infuriate e [...] ,volevano [...] la faccia e [...] i capelli. ///
[...] ///
Dopo dieci ore di [...] de Fora, ch'era allora [...] Stato di Minas [...] e dalla stazione proseguimmo [...] una località della lontana periferia, che era [...] « La [...] », dove, su di [...] margini della foresta, era stato costruito un [...] ad ospitare gli emigranti per [...] sosta, prima di essere [...] fissate destinazioni [...]. La mia famiglia era [...] avrebbe seguito le sorti delle altre, perchè, [...] un accordo con un fratello di mio [...] emigrato in Brasile, avremmo dovuto [...] per proseguire verso una [...] San [...] do [...] dove lo zio [...] sposato a una negra [...] bottega di fabbro. Passarono i giorni e [...] lo zio Giorgio, chissà perchè, non si [...]. Che fare? Mia madre, [...] in Italia, ma mio padre reagì duramente, [...] stata una vergogna e che bisognava prima, [...] tentare di raggiungere suo fratello. Per [...] notizie, egli si recò [...] dove fece conoscenza con una famiglia italiana [...] anni; da essa apprese che il viaggio [...] San [...] do [...] richiedeva due giorni di [...] due giorni a dorso dì mulo, attraverso [...] ogni sorta di bestie e nelle quali, [...] con qualche esagerazione, esistevano ancora alcune tribù [...] talvolta esercitavano il cannibalismo. Raccontarono anche [...] di un italiano che [...] era stato catturato dai cannibali e divorato. Bastò questo per indurci [...]. Altri italiani incontrati successivamente, [...] padre era un bravo musicista, lo consigliarono [...] in quel viàggio e di trattenersi sul [...] potuto trovare una buona sistemazione. E così facemmo, andando [...] bicocca trovata ai piedi della collina dov'era [...] di concentramento degli emigranti. E fu la liberazione [...] malgrado tutto. Mia madre desiderava, con [...] abbandonare quel triste e [...] scoppiavano spesso tremende epidemie, per la mancanza [...] di igiene. Qualche tempo dopo, infatti, [...] una nuova e maggiore ondata di emigranti, [...] il tifo petecchiale, che ne mietè oltre [...]. Vedemmo seppellire le salme [...] gente in una radura ai margini del [...]. Dalla piccola finestra della [...] vedere il passaggio delle successive torme di [...] che salivano quel doloroso calvario, e mi [...] udire la voce di mia madre esclamare: [...] Siamo [...] alla schiavitù e alla morte! Intanto, bisognava vivere. Mio padre trovò lavoro in [...] piccola fabbrica di birra. Si trattava di far girare [...] braccia un grosso volante per far funzionare non so [...] apparecchio. Egli resse per quindici [...]. Ci mettemmo in giro, [...] ed io. Lui aveva poco più [...] e mezzo, ed io due in meno. In un sobborgo della [...] Mariano Procopio », a due chilometri di [...] catapecchia, trovammo da lavorare presso un cotonificio [...] mano [...] femminile [...]. Le condizioni di lavorò [...] in Inghilterra nella prima metà [...] descritte così crudamente nelle [...] di Fabbrica del governo [...] periodo. Orario di dodici ore di [...] giornaliero; salario mensile di 6000 reis; pari a circa [...]. Lo staffile piombava spesso [...] dei fanciulli che si distraevano o si [...]. [...] apparteneva, infatti, ad una [...] aveva a suo tempo trasferito parecchi dei [...] paesi coloniali e [...] per sottrarsi alle leggi [...] in Inghilterra dopo i risultati delle suaccennate [...]. Se riguardato sotto [...] dello sfruttamento, non si [...] in quel periodo, le condizioni nelle fabbriche [...] Italia fossero molto migliori. Anche a Schio, come [...] entravano a lavorare in fabbrica fanciulli, fra [...] i dieci anni, proprio quando, il corpo [...] bisogno di formarsi le ossa. [...] prolungato, ch'era allora anche [...] circa dodici ore in media, [...] del nutrimento (si viveva [...] e il companatico era un mozzicone di [...] salame), [...] delle pur minime comodità [...] piccoli esseri ad una esistenza bestiale. Ne derivava sovente imo [...] fisica, per cui [...] percentuale di essi andavano [...] caratteristica deformazione delle gambe, diffusa allora fra [...] e ad una [...] toracica ben nota agli [...] del tempo, per [...] numero di riformati. Erano proprio questi tristi [...] sovente nei giovanissimi operai tessili, oltreché uno [...] prostrazione, forme di abbrutimento e di demoralizzazione, [...] quali si davano [...]. Tra le donne, erano [...] tubercolosi che svolgevano la loro deleteria ed [...] si credevano semplicemente anemiche, mentre erano già [...]. Non è da [...] naturalmente, che tutto ciò potesse [...] degli industriali. ///
[...] ///
Il grande senatore Rossi, [...] del Lanificio omonimo, ebbe un giorno a [...] ricordo bene in quale occasione [...] che « [...] tessile, malgrado ciò, occorrono [...] e delicate delle donne e dei fanciulli, [...] operazioni di filatura ». Naturalmente, nè la legge, [...] dominante, nulla avevano da ridire per questo [...] scempio umano; e si dovette solo ed [...] socialismo e delle lotte operaie, se quello [...] sfruttamento del lavoro [...] venne nei primi anni [...] abbandonato. Crescevano così, miseri e [...] nostri « [...] » (così si chiamavano [...] Veneto), con le stigmate [...] fisica, morale ed intellettuale; [...] soprattutto, intellettuale, poiché ad una notevole parte [...] praticamente inibita la prima istruzione elementare, talché, [...] avevano ben poco da invidiare ai piccoli [...] inglese di « Mariano Procopio ». Ma ciò che differenziava [...] fabbrica nel Brasile [...] era il regime pressoché [...] nei rapporti di lavoro. La corruzione e la degradazione [...] delle fabbriche del tempo. Diffusi erano, fra i [...] la pederastìa. [...] quando entrava in fabbrica un [...] assunto, di [...] ad una ripugnante operazione. Si conduceva la piccola [...] in un angolo sottratto alla vista del [...] tuttavia doveva sapere e non si opponeva, [...] costringeva a masturbarsi, o a farsi mastUrbare. Nella mia ignorante ingenuità [...] tanto più che queste sconcezze si svolgevano [...] e [...] dei presenti; ma col [...] sempre con grande ripugnanza, mi abituai ad [...]. Nel reparto carderia, poi, [...] la filatura dove lavoravano gli adulti, uomini [...] avvenivano a questo riguardo cose non meno [...]. Ricordo che [...] di un giovane e [...] quella di esibirsi fra il sollazzo di [...] esercizio [...] consistente nel reggere col [...] secchio pieno d'acqua; mi resi conto, in [...] questo era il prodotto dì condizioni di [...] livellò animalesco. I Non esisteva che [...] un certo senso del pudore. Vissi e lavorai in [...] circa due anni, e non stentai molto [...] clima tropicale. Non altrettanto fu per [...] prima di abituarsi andò soggetta ad una [...] malanni. Il clima aveva operato [...] abbigliamento. Dopo pochi mesi, i [...] letteralmente distrutti, per cui dovemmo accontentarci di [...] con un misero straccetto di camicia ed [...] calzoncini bianchi, tralasciando ogni sorta di scarpe. A piedi nudi si [...] lavoro, nei boschi per legna, fra i [...] rettili di ogni specie. In breve tempo i [...] rosi da un ben noto insetto, una [...] locale, che si inseriva fra le dita [...] ogni qualvolta poi, si andava nella vicina [...] legna da ardere, il nostro magagnato corpicino [...] altri schifosi insetti, ch'erano conosciuto sotto il [...] ». Mi abituai a tutto, [...] da prendere a poco a poco [...] di una scimmietta. Solo in una circostanza, [...] me la nostalgia del paese natio, e [...] vigilia delle feste pasquali. La cosa si spiega [...] in quella ricorrenza, nel mio paesello, si [...] Sagra annuale; vi arrivano la giostra ed il [...]. I bambini si vestono [...]. Il mio cervello infantile [...] questo con vivo rimpianto. Mi rimirai tutto, dalla [...] e scoppiai in un pianto dirotto. Andai da mia madre, [...] letto piena di piaghe, e le dissi: [...] Mamma, [...] è Pasqua, e al paese tutti i [...] vestiranno a nuovo e andranno a divertirsi [...] io mi trovo [...] senza scarpe e con [...] ». Mia madre mi guardò [...] grossi lacrimoni le sgorgarono dagli occhi. Riflettè un poco, e [...] « Senti caro, per il vestito non [...] fare, ma per le scarpe, se vuoi, [...] cassoni e troverai le scarpe di tua [...] Maria [...] (mia cugina Maria non aveva potuto [...] momento partire con noi, [...] quali formalità burocratiche incompiute, mentre la [...] roba era già stata [...]. Trovai le scarpe nel [...] dei due cassoni, le guardai perbene e [...] il puntale scucito. La mamma mi disse [...] Antonio, un vecchio ferrarese che faceva a [...] calzolaio, e di [...] cucire. Proprio in quel momento [...] maggiore, il quale, chiesto e saputo di [...] cominciò a pestare i piedi per terra [...] rivendicando le scarpe anche per lui. Per quanto spazientita, mia [...] di mettersi le scarpe di nostra zia. E così fu fatto. Si trattava di scarpe [...] tipo alquanto antiquato e di tacco piuttosto [...] i nostri piedini spaziavano [...] fummo ugualmente contenti. La mattina di Pasqua [...] di casa con le scarpe così rimediate, [...] lì sembrò che nessuno se ne accorgesse, [...] mettemmo a camminare i tacchi alti fecero [...] e più si andava, più le cose [...]. La gente, specialmente i [...] conoscenza, ridevano, ma noi non cedevamo. Rovesciando i piedi or [...] ed or [...] giungemmo a [...] de Fora, e vi [...] po' e ne ritornammo imperterriti. Avevamo i piedini malconci, [...] soddisfatti. Poi per tutti i [...] permanenza in Brasile, le nostre scarpe furono [...] piedi. Noi piccoli ci adattammo [...] abbastanza presto, senza farci più gran caso. Essenziale era sopravvivere. I bisogni erano tanti [...] assai miseri. Mio padre [...] dato attorno per trovare una [...] sistemazione nelle località vicine, ma con assai scarsi risultati. Nel cotonificio, per le [...] incidenti di carattere meccanico, mancanza di materia [...] non sempre si lavorava. Quando si verificavano fermate [...] fratello ed io cercavamo di recuperare il [...] guadagno perduto andando a far legna nel [...]. Non occorreva fare molta [...] in piena foresta, infestata dai rettili. Quelli maggiormente temuti non [...] più grossi, quanto i più velenosi; tra [...] era quello chiamato [...]. I negri ne avevano gran [...] e ne facevano una descrizione da far gelare il [...]. Si trattava di un rettile [...] e insidioso, che si [...] sulla vittima senza [...] il tempo di mettersi in [...]. Si immagini dunque quale [...] paura, tanto più che si andava nel [...] e quasi ignudi. Nei primi tempi, nulla mai [...] accadde; ma una volta che ci inoltrammo più del [...] nel sottobosco, fra gli alberi, ci capitò una tremenda [...]. Poco discosta dal ripido [...] percorso, trovammo una piccola radura piena di [...] fermammo là e ci mettemmo a [...] lavorando il più speditamente [...]. Mentre stavamo legando la [...] portare a casa, premurosi di [...] da quél luogo che [...] andava, udimmo uno sibilo acuto, proveniente da [...] basso. Ci voltammo di scatto [...] il sibilo veniva emesso da un piccolo [...] il quale, appena [...] con noi, deviò e [...] lungo il tronco di un albero inclinato [...] il fogliame. Era inseguito da un [...] lo voleva divorare e che apparve quasi [...] fauci spalancate a pochi metri da noi. Lo spavento fu tale, [...] attimo restammo immoti. Poi, ci salvò [...] di conservazione. Balzammo come scoiattoli in [...] sentiero, e fu una fortuna che fosse [...]. Mettemmo il sederino per [...] giù di volo fino al piano. Avevamo perduto la favella, [...] pantaloncini, non soltanto di fuori. Quando arrivammo a casa, [...] ci vide in quello stato, si impressionò [...]. Noi, pallidi ancora per [...] non riuscivamo ad [...] parola. La mamma ci diede [...] e ce ne spruzzò parecchia sul viso. Finimmo per riaverci, ma [...] rettili da allora rimase assai forte in [...] mai più da soli a far legna [...] non ci recammo neppure a riprendere la [...] abbandonati sul posto. Io raccontai il fatto [...] negro (un ex schiavo, si chiamava [...] che [...] legato a noi da [...] lui debbo di avere ripreso il coraggio [...] foresta. Egli mi accompagnava facendomi [...] scongiuri per fugare i rettili. ///
[...] ///
Egli mi accompagnava facendomi [...] scongiuri per fugare i rettili.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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