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Ci si è messa [...] che si è posata in cielo tranquilla, [...] portato dal vento su [...] ben sistemata; se la [...] anche più assurdo il gran parlare che [...] fine del millennio. Apoca-littici e no, la [...] es-sere spiritosi è facile, ma nem-meno il [...] parete [...] intellettuale: se qualcuno chiedesse [...] bruciapelo, qual è il modello ideologico o [...] questo preciso momento, non so quanti [...] una risposta decisa. Con una cru-deltà irridente la [...] prov-vede tutti i giorni a far crollare le ultime [...] delle speran-ze collettive. Capitalismo socia-lismo colonialismo mescolano [...] per il male di tutti, un male [...] e sangue e un male intel-lettuale, la [...] che si accompagna -pre-cede? segue? -a quella [...]. E così, come accade [...] bilanci rovinosi, si cerca di di-menticare. La moda delle mo-de è [...] malattia in ogni settore: scrivete [...] bal-late tango, [...] nonne. È di una malinconia [...] e [...] e quanto mesto conforto, [...] saggezza biblica: niente di nuo-vo sotto il [...] sugli abissi e di minuetti tra le [...] una serie; co-munque meglio muovere i pas-si [...] in quelli [...]. Però che malinconia! Dalla ca-sta Claudia [...] sepol-crale, sempre vissuta in casa, [...] Lesbia catulliana che [...] delle vie e dei bassifondi [...] ai magnanimi ni-poti di Romolo», [...] apriva un tempo un mare di donne e si [...] oggi, ma oggi [...] una no-vità. È avvenuta una rivoluzio-ne, [...] e operante, an-che se ancora tenuta a [...] pubblico rilievo da donne di comando o [...] stata vissuta da molte che sulla scia [...] fatto loro, più timide o più pigre, [...] condotto negli anni un loro privato discorso [...] portate a liberarsi da ruoli imposti e [...] una ricerca interiore che non è per [...] volon-tà distruttiva, di disperazione e di caos [...] casi eccezio-nali, ma di recupero di sé [...] di una verità castiga-ta dalla storia. Credo, spero, che [...] di un im-magine diversa, [...] a trovare nel vivere prossimo una carica [...] consapevole e più ricca per mettere a [...] propri talenti. Le don-ne che hanno [...] recuperando la loro lin-gua perduta o sommersa, [...] Canetti, riusciranno forse a far emergere dal coro [...]. Dovrebbero esse-re voci di [...] maschi travestiti, accanto ai compagni che hanno [...]. È [...] la mia, quasi augurale, [...] perché, certo, tra Dolly e affini, schizoidi [...] esserci anche donne che decidano di eliminare [...] mutazione la figura del padre. Non sarebbe una gran trovata [...] le generazioni che verranno. Per quel che so, non [...] vita senza dialettica, non [...] armonia senza compo-sizione di diversità; [...] una legislazione immediata di ge-netica, un ordinamento bioeti-co saldo [...] è necessario al più presto. E che ci lavorino [...] esperienza e di qualità. A MILLE GIORNI dal [...] in Europa i timori per la di-soccupazione [...] uno sviluppo stentato che non crea posti, [...] difficol-tà dello Stato sociale. Torna di attualità quel che [...] Hanna Arendt [...] fa: «Viviamo in una società [...] dal la-voro, ma che non ha abbastan-za lavoro per [...] appaga-ta». La situazione fa rimpiange-re [...] quando il pieno impiego era dietro [...]. È vero che chi [...] non è più alla fame come negli [...] che molti sono «inoccupati», giovani cioè che [...] genitori aspettan-do il primo lavoro vero (in Ita-lia, [...] vita dalla Corte co-stituzionale). Questa inadem-pienza verso il [...] al lavoro è meno dramma-tica di ieri, [...] subdola. Per esempio, ragazze e [...] braccia e menti inutilizzate, ma sono uti-li: [...] poiché quasi tutti fanno lavo-retti precari e [...] e come consuma-tori dipendenti, poiché dispon-gono quasi [...] soldo, magari guadagnato nei lavoretti, per pagarsi [...] una camicia, un com-pact, e tanti beni [...] paiono fabbricati apposta per loro. Ma siccome il numero [...] e la durata della disoccupazione pure, si [...] con ansia. La cara vecchia Europa, [...] beni materiali e di valori col-lettivi, e [...] stan-dard sociali, sta perdendo pro-dotto e reddito, [...] primo produttore ed esporta-tore al mondo. Insieme allo sconcerto, vi [...] vago dubbio che gli Stati Uniti e [...] Oriente se la stia-no cavando meglio di [...] fatto (o nonostante il fatto) che hanno [...] da disuguaglianze sociali, o da au-toritarismi politici, [...] due. E [...] non si placa, per-ché [...] è fra cambiare modello o [...] i disoccupati. Però, mentre diciamo un [...] flessibilità e al mercato, fac-ciamoci almeno venire [...]. IL GUAIO È che [...] validi né idee nuove. Un coro di lo-di [...] «Piano [...] ma i vari [...] sono ser-viti a poco. [...] i gover-ni snocciolano promesse ma, [...] della di-soccupazione è soltanto un [...] resta un dogma; e per [...] più rischioso, perché porta [...] a una deflazione senza sviluppo. Altro guaio è che [...] i leader diffondono retorici allarmi sociali ma [...] che la disoccu-pazione sia tale da condiziona-re [...] parte le falle nei bilanci pubblici: chi [...] fatidici parametri di Maastricht doveva [...] appunto così. Per cui, mentre le [...] i telefonini [...] le statistiche registrano [...] di chi non riesce [...] lavoro o a ritrovare un impiego. Il rapporto fra produzione e [...] «non è chiaro», afferma il Jobs [...] quindi il male non sarebbe [...] neppure con lo sviluppo? E con [...] ridotto, o [...] creativo? Tanto meno, visto che [...] guadagno non (troppo) ridotto occorre pure a loro, così [...] a chi cerca un lavoro. Viene quindi da [...] (co-me facevo in un [...] 10 anni fa) perché una situazio-ne che [...] scoppia: è «disperata ma non seria»? E [...] non è praticabile, o non [...] proprio, perché non [...] Dalla politica ai media [...] Scenari di fine millennio Avete presente le [...] le angosce da fine del mondo che [...] state sempre sovrastimate dai libri di storia. La maggior parte della [...] paure «straordinarie» e non si accorse assolutamente [...]. Il capodanno [...] mille lo tra-scorse come [...] giorni della vita, perchè i più, per [...] di mezzi di comu-nicazione e di calendari, [...] in che anno vivevano. Condizione irripetibile e, verrebbe [...] quasi invidiabile. Guarda-tevi intorno, e sentite [...] venturi di qualche esperto: esat-tamente tra mille [...] in un nuovo millennio ma sarebbe [...]. [...] per [...] mille: sconvolgimenti astrofisici non [...] guerre mondiali nemmeno, ma, semplice-mente, è destinata [...] di-mensione dei problemi che stiamo vivendo. Il primo gennaio del 2000, [...] di esperti, scopriremo che [...] certa è stata [...] i grandi problemi che ci [...]. Il [...] ma [...]. Alla [...] dei grandi interessi, ad [...] ruotano intorno alla ricer-ca scientifica, non corrisponderà [...] diritti. Saremo più «computerizzati», si [...] e forse meglio, ma la disoccu-pazione sarà, [...]. Saremo più «interattivi» nel [...] ma i nodi pla-netari, con il corollario [...] miseria e [...] sa-ranno, se possibile, più [...]. Quanto alle cose di [...] inu-tile nascondersi dietro un dito: chi potrebbe [...] sul fuoco [...] Il conto alla rovescia [...] (parte, per [...] da stanotte a mezzanotte). Ed ecco lo scenario [...] della comunicazione e [...] ossia quello che sembra [...] novità positive e che, in fondo, rappresenta [...] tutto? Il quadro delineato dal mas-smediologo Enrico Menduni [...] di [...] al duemila la comunica-zione [...] interat-tiva. Aumenterà in modo esponen-ziale [...] scelta, [...] di televisione, telefono, com-puter [...] qua-dro. Se il nuovo millennio [...] liberi dipenderà da molte cose, ma almeno [...]. La legge di queste due [...] è sempli-ce: da una parte [...] un centro che trasmette in [...] verticale, [...] una pluralità di soggetti può [...] ascoltare. Così probabilmente sarà anche [...] 2000. Però, e non da [...] sta cambiando. Nel matrimonio tra telecomunica-zioni [...] dal linguaggio digitale del computer, la comunicazione [...] del soggetto uten-te è [...]. Può darsi che la [...] inesistente, [...] di [...] continuerà a usare la [...] alla vecchia manie-ra, ma il cambiamento [...]. Il proble-ma della diseguaglianza [...] porrà in termini diversi». Tutto ac-cadrà velocemente. [...] possibilità di scelta, anche [...] possibilità di interazione che grazie al computer [...] fetta di popolazione renderà meno potente, direi [...] della comunicazione te-levisiva. Insomma la tv diventerà [...] dei [...] non più [...] luogo della risto-razione, ma [...] possibili». Scenario numero due, il [...]. Tutto ciò che vedia-mo [...] giorni a livello internazionale, a cominciare dalla [...] destinato a ripe-tersi, e aggravarsi. Non è ottimista, anche [...] lo sarebbe, il so-ciologo Franco Ferrarotti: [...] duemila verranno al dunque, [...] di massima incande-scenza, le contraddizioni del nostro [...]. Vivremo il dramma incro-ciato [...] quello che si può definire la bomba [...] della iniqua distribu-zione delle risorse pla-netarie. I paesi poveri saranno [...] anche i più popolosi, i paesi più [...] più ricchi e [...] avanzati, ma deboli dal [...] de-mografico. Già anni fa prevedevo [...] di uno scatto [...] politica, la soluzione che [...] avrebbero trovato sa-rebbe stata quella di una [...] agli assalti del terzo e quarto mondo. Le cose sono andate [...] stata adottata la via più stupida ed [...] e tutto peggiorerà nei prossimi anni, per-chè [...] da parte dei paesi opulenti. Le nazioni ricche non [...] di al-cuni fatti inesorabili. Il primo è che [...] mano [...] per tanti lavori che [...] non vorranno fare (cosa che accade già [...] è che i paesi ric-chi sono ricchi [...] tra loro, e quindi avrebbero bisogno di [...] per massimizzare i vantaggi [...] e [...] i costi. Terzo, i paesi ricchi dimenticano [...] esiste una sorta di diritto natu-rale che alla fine [...] valere le sue ragioni. Parlo del diritto naturale [...]. Nessuno, nel mondo, è [...] la di-struzione di sè e della propria [...] fronte a questo è legittima-to a fare [...] può per mi-gliorare». /// [...] /// Nessuno, nel mondo, è [...] la di-struzione di sè e della propria [...] fronte a questo è legittima-to a fare [...] può per mi-gliorare». (0) (0) ![]()
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