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[...]. /// [...] /// Piazza Montecitorio, la guerra [...] Tensione [...] del voto, poi fischi, [...] di rissa MARISTELLA IERVASI ROMA Elicotteri immobili [...] Montecitorio [...] Campidoglio. Un [...] nella testa e obbliga [...] sguardo fino alla rotta: [...]. [...] è in piazza, sotto le [...] del go-verno. Ci sono gli striscioni [...] Ri-fondazione, [...] bandiere [...]. Visi preoccupati e tesi [...] in cagnesco. Restano lì per ore in [...] di notizie. Mentre gli elicotteri continuano [...] sulle loro teste. Poi [...] spuntano le jeep di polizia [...] carabinieri. Tutte le vie [...] al «Palazzo» vengono transennate. Non è più una nor-male [...] di ottobre, a Roma. /// [...] /// [...] surriscalda. Grida di gioia e di [...] di Bandiera Rossa. [...] momenti di tensione e [...] cittadini di partiti diversi. E non sono mancati [...] folla e deputati. Con fischi e [...]. Cronaca di una giornata di [...]. Senza più Prodi, Veltroni, [...]. Militan-ti [...] con le lacrime agli oc-chi. /// [...] /// Così, non appena i [...] lasciare la Camera, tutti se la prendono [...]. /// [...] /// Il Parlamento vota la [...] folla attende, impazien-te. [...] i disoccupati di Napoli ma-nifestano [...] il lavoro. I giovani comunisti sono [...]. Quaranta persone per reggere uno [...] «In lotta per il la-voro» e alzare al cielo [...] a for-ma di moneta con su scritto: [...]. Chiara Medici, della se-zione [...] di Testaccio, ha un [...]. Non riesce a [...]. Ma è fiduciosa: «Il [...] Prodi [...] cadrà», dice. Leda e Paolo in-vece [...]. Dicono: «Siamo di Rifondazione Comuni-sta [...] quelli. Sa come [...]. Che [...] sarebbe stata brutta [...] capito. Perché [...] però? [...] avvicina Mas-similiano [...] del circolo di [...]. Spiega: «Non mi defini-sco un [...] per motivi di stile. Non è vero che [...]. Il discorso cade: esce [...] «Pa-lazzo» [...] deputato di [...] Valter De Cesaris. Cerca i suoi «compagni»e [...] «Ragazzi, [...] andate via -dice -. Prodi mi sa che ha [...] male i suoi conti». Marco Consoli del diparti-mento esteri [...] vuole dire la [...] «Provo do-lore per la scis-sione [...]. La sue parole cadono nel [...]. La [...]. /// [...] /// I [...] chiamano: «Fausto, Fausto». Poi cominciano gli slogan: «Caro Prodi [...] chiediamo/ quanto costa un [...]. Amalia Leonardi, 70 anni, di [...] non ne può [...] in festa: «Pezzi di merda, [...] vostri. /// [...] /// Si è alleato con Berlusco-ni». La donna trema, ha una [...] di nervi. Ma i comunisti non [...] «Ministro [...] sei li-cenziato/ Lavoro ai [...]. Volano parole sempre più grosse [...] tra [...] e [...]. I due gruppi si [...] toccarsi. Ma la polizia li [...]. E loro di rimando: «Trenta [...]. La polizia è costretta a [...] la fronda davanti allo striscione di [...] per evitare risse. I neocomuni-sti festeggiano la caduta [...] gover-no Prodi cantando [...] del centro-destra. Così le contestazioni di [...] e [...] non hanno tregua. Intanto dal [...] usci-re i parlamentari. Il primo a varca-re [...] Rocco Buttiglione, [...]. Che viene salutato così: «Si [...]. E, qua-si ai suoi piedi, Assunta, una mili-tante [...] del Tiburtino, cade a terra [...]. Ma anche dopo es-sere [...] donna ri-prende la [...] lotta: piange e urla: «Perché [...] fatto questo -di-ce -. Voglio sfogarmi con qualcu-no». Esce Massimo [...] se-gretario dei [...] accolto da un lun-go applauso. Fischi invece per il [...] Livia Turco. Poi tocca a Silvio Berlusconi [...] un pa-rapiglia. Militanti del centro-sini-stra lo [...] pugno al-zato, [...] «ladro, mafio-so, in galera». Il cavaliere viene protetto [...] che lo acclamano a gran voce: «Bravo, Silvio». Nel frattempo Domenico [...] di An «attacca» alcuni [...] «Andate a casa con Prodi», mentre [...] e Ulivo uniti rincorrono Cesare Previti [...]. Le ore passano, la folla [...] va via. [...] un [...]. Arriva Prodi, la gente [...] ricambia con un sorriso. Poi tocca al leader [...] che dice ai compagni: «Abbiamo [...]. /// [...] /// Una signora gli mette nelle [...] una monetina da 200 lire, dicendo: «Da parte di [...] compagna pen-sionata». [...] cerca di [...] una carezza sul [...] sbotta: «Non mi toccare, ti [...]. /// [...] /// Epperò nello staff tecnico, [...] fattore di età o sarà per-ché [...] e Riva sono davvero [...] Generazione, con la G maiuscola, quello che è [...] lasciato il segno. Il più ar-rabbiato è Riva. Mai visto così [...] di tutti i tempi: «Sono [...]. [...] infa-stidisce maggiormente è che [...] progetti allestiti dal governo. Prodi aveva ricevuto il mandato [...] questa [...] nel rispetto delle regole era [...] che [...] arrivasse al tra-guardo. Ho visto politici applau-dire [...] scene squallide perché in questa vicenda hanno [...]. La politica ha dimo-strato per [...] esse-re lontana dal resto del [...]. Ma poi, dico, come [...] come [...] che è an-dato dai [...] gli applau-si? Questa è politica da stadio. Ri-peto, dispiace perché siamo [...] effettiva unione euro-pea e ci presentiamo come [...]. Dino [...] figlio di contadini, nonno [...] gli au-striaci nella prima [...] e babbo che alla [...] («quando an-cora si faceva la diffusione»), è [...] sport che segue con at-tenzione la politica. [...] di presidente della Lazio ha [...]. [...] politica anche in funzione [...] e il suo giudizio è [...] proprio perché esprime [...] aspettavo che finisse [...] che Prodi riuscisse a scolli-nare. Però a questo punto [...] positivo della [...]. La maggioranza del resto [...] che sarebbe stato [...]. Il [...] Totti è imbaraz-zato: «Mah. La maggior parte dei [...] il Polo, il Prodi che cade fa [...] di un governo di centrodestra. Paolo Maldini, [...] a tutto tondo, è [...] «Adesso [...] aspetto le elezioni». Anche Deme-trio Albertini è [...] è andata, mentre Gigi Di Biagio, anima [...] prendere le distanze dalla politica: «Ho le [...] non ho mai voluto [...] alla mia attività. Mi limito a fare questa [...] gli eventi, sono sorpreso per [...] del voto». [...] è [...] ma non gioisce: «Non [...] il governo Prodi fosse sfiduciato. Le elezioni avevano espresso [...] Prodi aveva ricevuto il mandato per una [...]. Era corretto che potesse [...] fondo, poi si sarebbe giudicato [...]. No ha un gran torto MARIA ANNUNZIATA [...] ROMA [...] previsioni si incontrano via etere [...] un pomeriggio difficile e infuo-cato: la vox [...] di Italia Radio condanna Fausto [...] ma non risparmia critiche [...]. [...] chi si dice di [...] di votare a destra «perché questo governo [...] e chi si chiede cosa succederà da [...]. Ecco il quesito al quale [...] chiamati a rispondere gli ascoltatori: [...] è morto, è [...] Consoli, risponde: «Il go-verno [...] era il migliore che [...] era riuscita a darsi negli [...] 50 anni. Mi dispiace dover usare [...] forse troppo forte -premette -ma [...] sembra davvero una [...] quella mes-sa a segno dai [...] di stra-da, i compagni di Rifondazio-ne». Mino [...] direttore [...] radiofonica, fa la [...] diagnosi: «Questo Ulivo troppo [...] ed è desti-nato ad aggravarsi ancora di [...] di governi tecnici». Ren-zo Foa torna indietro, [...] «Allora non morì il Polo, perché oggi [...] Ha subìto un gran col-po, ma non [...] coali-zione di governo, era qualcosa di più». /// [...] /// Il [...] di Italia [...] solo toni gravi. E lancia inviti: si faccia [...] della coalizione. Massimo Ferrazza da Fara Sabina, [...] giovane di sinistra. Dice: «Biso-gna [...] in questo Ulivo». [...] sindaco di San Vito [...] Normanni, Lorenzo Caiolo, commenta: «Siamo di fronte ad uno [...] non esiste più niente a comin-ciare dal [...]. Il governo ha lavorato [...]. Non si può continua-re [...] conse-gnare il Paese alla destra e incosciente [...]. È stupito dal risultato del [...] alla Ca-mera [...] Claudio Amendola. Era convin-to che il governo [...] fatta e invece. Subito do-po un ascoltatore [...] Prato [...] di-ce convinto della necessità delle elezioni, «un [...] per la sinistra, che nei me-si scorsi [...] mo-menti molto difficile e che alla fine [...]. Il lungo [...] sulla crisi italiana si [...] sulla crisi nel Kosovo. /// [...] /// Penso a mio padre, [...] mentre [...] andava al gover-no. Era contento, oggi preghe-rebbe [...] non avesse più alcun contatto con lui. Intanto Cristiano Buc-chi, della [...] Italia Ra-dio, continua il suo peregrinare per le [...] a caccia di commenti. I «Sono felice», gli «era [...] si alternano ai «è davvero una brutta notizia, [...] ne dovrà rispondere». Ed ecco Bruno Vespa [...] del lungo travaglio di Prodi: «Vorrei capire [...]. Non me lo aspettavo [...] del genere. [...] di alchimia messa in piedi [...] presidente del Consiglio dei Ministri ero certo che sa-rebbe [...] invece è esplo-so [...] ed è andato [...] tutto il laboratorio. Adesso -ag-giunge -è diffi-cile [...] prossimo governo, qua-lunque sia, possa fare una [...] sinistra di quel-la presentata da Prodi». E [...] di una nuova maggioranza? «Prodi [...] una persona coerente, non la cambierà». È sorpresa anche Patrizia Angelini, [...] e addolorata, che lancia una provocazione: [...] presi-dente del Consiglio, Marini vi-ce-premier, [...] a qualche ministero». Giorgio Bocca, si lascia [...] lunga riflessione: «Non capisco tutto questo ri-spetto [...] delle due sinistre: a me sembrano soltan-to [...]. È un caso di [...] può spiegare con la paura della sinistra [...]. Bocca non risparmia una frecciatina [...] re-sponsabile «di [...] remato contro [...] anziché [...]. E arriva a Fausto [...] «questo giovane ex sinda-calista, [...] solo un gran pasticcio». Che risultato ha ottenuto? [...]. È la stes-sa domanda [...] fatti molti ascoltatori. Ha spaccato il suo [...] cadere il gover-no. Ci sarebbe bisogno di [...] che preveda un forte premio di maggioranza. Adesso è tutto di [...] e temo che possa fra-nare tutto, compreso [...]. Daniele Bassi, sindaco di Massa [...] prova una «gran-de rabbia» [...] se questo nuovo scenario politico possa partorire [...] vol-to per il Paese, come era succes-so [...] del 1996». Ales-sandro Benvenuti premette: «Di [...] capisco molto». Poi, aggiunge: «Esprimo la [...] Armando [...]. Mi dispiace che sia [...] e vorrei dire a [...] che quando uno accetta [...] del governo deve [...] fi-no alla fine. Tocca agli elettori, molto [...] elet-ti, dare un voto complessivo, anche sulla [...]. E le ore scivolano [...] di chi questa crisi non la voleva [...]. /// [...] /// E le ore scivolano [...] di chi questa crisi non la voleva [...]. (0) (0) ![]()
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