Don Stefano si impermalì [...] alla sveltina. Dopo un certo silenzio, Ovidio [...] a cantare le litanie, e intercalava dicendo [...] fucilavano le funzioni se le sarebbe cantate [...]. Agostino pensava al figlio Mario, [...] non staccava i passi, e diceva adesso [...] e potrei [...] a camminare. Ma il canto e [...] se non chè avevamo [...] della fuga e allora [...] posto per la tristezza. Seppi dopo di tutte [...] il piano. Castellucci era riuscito a [...] di Parma, e dopo tanto girare, era [...] nostra. [...] ferito e le donne lo [...] in [...]. Insieme al cognato Massimo [...] Otello [...] un prigioniero russo, e [...]. Si vogliono procurare cinque [...] per presentarsi a San Tomaso, con la [...] un prigioniero. Poi si dovevano assaltare [...] con la complicità di qualcuno, liberare noi [...] politici. Intanto noi a Praticello [...] Pedrini. Quando ci dice del [...] Aldo [...] un biglietto per casa: fate presto. Di ritorno Pedrini ci [...] per la notte di Natale, chè ci [...] per la festività. Intanto Dante cerca in [...] le divise da carabiniere, mà ne trova [...] bastano. E Massimo, il nipote, [...]. Così la fuga è [...] Capodanno, altra festività propizia. Intanto si poteva profittare [...] accordarsi sul piano di fuga. Dante pensa di mandare una [...] a colloquio, ma alla fine decidono di incaricare [...] sorella di [...] Maria, che si [...] di meno e avrebbe fatto [...] la parte. Tutto era pronto, ma [...] il mattone dei Servi. I fascisti aprono la [...] cella e gridano: [...] Famiglia Cervi, fuori! Ma intanto viene un [...] nuovo nella cella, ancora non è pronto. Ci dicono: tornate a dormire, [...] per domattina. [...] nuova chiamata, ed escono i [...] sette figli e [...]. Chiedo dove li portano. E se li portano [...] faccio in tempo appena a [...]. Siccome sono rimasto solo [...] cella numero 3, insieme [...] Manlio Mariani, Ubaldo Morini [...] Ferrari Mario, Elio [...] contrario al regime, e Bruno [...] che aveva nascosto armi [...]. Io mi feci subito [...] Mariani, perchè volevo parlare del processo di Parma. Gli dicevo: quale che [...] sorte dei miei figli noi abbiamo praticato [...] alloggiare i pellegrini, sfamare gli affamati, vestire [...] e nazione, i miei [...] innocenti davanti a Dio e agli uomini [...] stati uccisi il loro sangue ricadrà sugli [...]. E [...] mi parlava come si [...] state tranquillo, vedrete che tutto si metterà [...]. Ma lui ancora non [...] Cervi, e allora io gli dissi: io spero [...] sia come mi dice lei ma se [...] sono stati ammazzati le giuro che i [...] maschi che stanno a casa cresceranno con [...] e gli stessi ideali che dovranno trionfare, [...] è meglio morire. Intanto era venuto uno [...] nella cella n. Diceva che si era [...] di [...] che riproduce la figura [...] Alcide Cervi, e il partigiano sovietico Anatolio [...]. Egli era tra quei [...] trovarono aiuto e fraterna ospitalità in casa Cervi [...] le famiglie Bonini, Perdetti, Manzotti, [...] Berto-lini e [...] di Argine e Seta. Così anche lui aspettava [...] Parma. Quando entrò ci alzammo tutti [...] sapere, e lui diceva della guerra in Russia e [...] Italia: [...] A primavera, [...] dissi io, e lui mi [...]. Cervi, [...] disse il giovane il Morini [...] la barba ed era un po' pazzo, [...] orecchie e fece uno [...] da animalè. Altre volte cantava « [...] intrepido ». Benedetti si era seduto [...] guardava curioso [...] che mi passava le [...] le mettevo dentro il bicchiere [...] per i carcerati delle [...] non avevano soldi da fumare. Io mi [...] perchè [...] mi mangiava lo stomaco e [...] parlavano del medico del carcere che mi aveva lasciato [...] una mano davanti ed una di dietro, senza riguardo [...]. Oggi è ai galantuomini [...] dentro così. SENZA [...] tacevano e io non avevo [...]. ///
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SENZA [...] tacevano e io non avevo [...].