Ne nacquero poi i «Gruppi [...] della donna e per [...] ai combattenti della libertà», [...] in buona parte [...] occupata e che furono [...]. [...] del [...] avevo abbandonato il mio lavoro [...] divenire funzionaria di partito. La guerra di liberazione [...]. Non penso, quindi, di [...]. Certo è che coloro [...] vissuta la Resistenza, in qualche modo se [...]. Almeno cosi è per [...]. Negli ultimi mesi della [...] di rappresentare i [...] nei Comitati di agitazione [...] formati nelle fabbriche in vista [...]. Questi Comitati divennero poi [...] Commissioni [...]. Cosi mi trovai, a [...] Camera del lavoro. Anche in questo caso [...] facevo parte della Commissione femminile e [...] lavoravo al sindacato dei [...]. Ancora [...] fortunata; quantomeno nel senso che [...] meglio la vita di fabbrica e una categoria allora [...] le più arretrate. Andare a «fare il [...] anni non era [...] facile; tantomeno trattare le [...] uno dei miei compiti). Per il tesseramento si [...] attese nei pressi delle fabbriche, mettere in [...] ogni genere per riuscire a parlare con [...] disposte a [...] (la categoria era in [...] quando necessario lo scontro con i [...] o con le loro [...]. Posso dire di avere [...] di questi padroni autoritari e paternalistici che [...] cacciavano, a volte invitavano con tono mellifluo [...] signorina, a passare dal magazzino e scegliersi [...] prima di andare via. Ne ricordo uno che una [...] scendendo dalle scale [...] del lavoro, dove avevamo trattato [...] vertenza, mi disse: «Lei è una ragazza intelligente, è [...] laureata mi hanno detto, non le piacerebbe un bel [...] da impiegata?». Come si vede i [...] erano a livello elementare. Rimasi al sindacato fino [...] il personaggio che mi colpi più di [...] Teresa Noce. Mi ripetè più volte, [...] affettuosa che le era propria: «Non sei [...] la sindacalista. Vai a fare [...]. Intanto era accaduto qualcosa [...] molto colpita, la sconfessione di Tito: leggendario [...] jugoslava, e grande dirigente politico fino a [...] dopo traditore. Nella riunione di sezione [...] doveva discutere [...] chiesi la parola: «Vorrei [...] di una condanna cosi improvvisa». La risposta, generica, non [...]. Questo fatto, non irrilevante, [...] mi indussero a lasciare [...]. Avrei continuato a militare [...] nel sindacato, ma fuori [...]. Che fare? Perché non utilizzare [...] mia laurea in giurisprudenza? Compiuto [...] di pratica, diedi [...] da procuratore legale e cominciai. ///
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Il salottino di casa, [...] e uno scaffale, divenne il mio studio. Non fu facile, proprio [...]. E non lo fu [...]. Però, per me, era [...]. Malgrado le difficoltà che [...] infatti, il mio mestiere [...] molto amato. E credo non sia [...] amare il proprio lavoro. ///
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E credo non sia [...] amare il proprio lavoro.