[...] dell'albero di [...] tempo fa, un certo Ciccio Maestà, [...] della maestà non aveva nulla, anzi era [...] con la faccia lunga e rognosa, con [...] forma di [...] pera, insomma brutto oltre [...] lasciato sempre in disparte e indicato ai [...] figlio del Mammone e alle fanciulle, se [...] retta strada della virtù, come [...] probabile sposo [...] ricorrendo la festa della Natività, [...] comprare un albero di Natale, nella speranza [...] bambini del vicinato e [...] amici. Cominciò a pensarci un [...] a una dura economia e a molti [...]. Nel novembre, nonostante fosse [...] addirittura tra la folla del Mercato, offrendosi [...] porci, come [...] per guadagnare di più [...] più denaro accumulava, tanto più gli sembrava [...] di Natale che aveva [...] che avrebbe dovuto essere grande quanto un [...] Cuna, scintillare col carico dei doni come [...] sole e sonare come la cupola del [...]. Ma [...] fatica, non sopportata dalla [...] ridussero al letto ammalato proprio nei primi [...]. Si provò ad uscire, [...] terra e, se non fosse intervenuta la [...] come al solito, [...] lapidato sotto gli sguardi [...] degli adulti. Giacque nel letto solo [...] consumandosi lo spirito; e sarebbe morto [...] se donna Beatrice, fattucchiera [...] fiatare non si fosse [...] fosse entrata di prepotenza nella tana, che [...] del povero Ciccio Maestà. Donna Beatrice, dalle fattezze [...] dalla voce di fata, lo rincuorò, gli [...] con la speranza, ma gli disse anche [...] doveva curarsi. Gli preparò un brodo [...] delle polpette di rane appena nate e [...]. Il giorno seguente ci [...] di uccello mosca, una pastetta di orecchie [...] Sarno e certi impacchi di unguento ottenuto [...] un bimbo morto per cattiveria. Ciccio Maestà seguì la [...] punto perchè egli pensava solo di guarire [...] pensiero dell'albero che lo faceva smaniare [...]. Guarito che fu, per [...] ammalava di nuovo apprendendo che la guarigione [...]. E) lui ne aveva [...] per [...] appena quattro. Propose a donna Beatrice [...] pagamento rateale. Ma quella fattucchiera si [...] e minacciò di [...] gettare in prigione. Intanto il Natale, tra una [...] di ore, sarebbe passato. Che doveva fare Ciccio Maesta [...] Andò a curiosare al mercato dei giocattolai. Gli alberi più striminziti [...] ottocento grani. Gliene sarebbero restati altri [...] quali avrebbe dovuto acquistare le palle di [...] d'argento, le candeline, ecc. Pensò di andare alla [...] Cuma, lontana trenta chilometri : scavalcare il muro, [...] e [...] nella tana. Ma non era forza [...]. E non aveva mai rubato [...] vita [...]. Tornò a casa e [...] guardare dalla porta [...] che passava, trascinandosi gli [...]. Di lì a poco passò [...] serva, che era stata amica di una [...] ella morta e che era [...] ad acquistare appunto un grosso albero di Natale per [...] figli del suo padrone. Ciccio Maestà confidò alla [...] affanno e costei, [...] le propose di accettare [...] suo albero. Le avrebbe fatto un [...] casa del padrone era lontana e [...] assai pesante. Non ce la faceva [...]. A Ciccio non sembrò [...]. Con un coltellaccio ne [...] inferiore, sentendosi rinascere con tutti e sette [...] nel corpo. Era un tozzo avanzo [...] appena quattro rami, mezzi morti, ma in [...] potuto [...] di palle, di bottigliette, [...] uccelli, di ananas, di spighe è di [...]. Lo ficcò subito in [...] di umida e soffice terra e andò [...] grani di doni. Ne venne fuori un [...] ridere. E chiunque lo vide [...] un commento di scherno. I ragazzini, che lui [...] rubarono due doni e gli moncarono uno [...]. Ma che cosa poteva [...] Bastava a lui e, con [...] occhi [...] lo vedeva enorme e luminoso. Non si stancava di [...] degli oggetti e di [...]. Rincasava anelante per [...] quasi dimenticato dalla commozione. E quando passò la [...] dei doni che conservò nella paglia sotto [...] in un angolo. A febbraio, in un [...] giorno, dovette, vendere il vaso di terracotta [...] di pino in una cassetta di lamiera. Nel far questa operazione [...] il pino era cresciuto, che le radici [...] adunche come zampe di galli guerrieri. [...] dunque viveva, gli voleva far [...]. Lo annaffiò, lo curò, [...] sole della primavera e [...] seguenti. Le radici ben presto [...] e Ciccio Maestà gli dovette fare una [...]. Il Natale seguente, a [...] pino sarebbe costato un ducato e mezzo. Lo apparecchiò con un [...] doni ; e la gente provò rabbia, [...] gli stavano accanto per ascoltare la storia [...] di [...]. Passato il Natale e [...] si fece robusto e [...] del doppio. ///
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Passato il Natale e [...] si fece robusto e [...] del doppio.