Di fronte a testi [...] interessata più agli aspetti verbali che a [...] morali, storici, oltre che a occuparmi, [...] della storia delle idee, [...] questione della lingua nel Rinascimento spagnolo. Mentre mi sentivo annegare nella [...] approssimativa degli studi letterari negli anni [...] e [...] mi rendevo conto che me [...] poteva salvare appunto la concretezza [...] linguistico. Per la mia formazione [...] che le letture ebbe dunque un ruolo [...] biografia famigliare costituito da mio zio Benvenuto, [...] casa. La conoscenza delle sue posizioni [...] in una specie di osmosi, [...] un contatto che dapprima era ingenuo e solo più [...] divenne meditato e riflessivo. La circostanza famigliare, a [...] consenti poi uno stretto contatto in Italia [...] colleghi (Contini, Avalle, il cui studio sugli «Orecchini» [...] Montale lasciò allora in me tracce indelebili) e [...] (Segre, Maria Corti, Beccaria, Bice Mortara Garavelli, [...] mantengo stretti rapporti di amicizia). Da loro -come più volte [...] stessi hanno teorizzato -si sono sviluppati uno strutturalismo e [...] semiotica [...] con fondamenti in parte [...] nel cui alveo mi sono [...] con naturalezza. Come ho scritto prima, [...] in Argentina mi ero sottratta -ancora oggi [...] sia stato un bene o un male [...] del pensiero di Croce. Credo che ciò abbia avuto [...] me, come netto residuo, la mancanza di sofferenza [...] le posizioni idealistiche. [...] di più; credo che [...] venuta, più tardi e ancora oggi, una [...] alle posizioni di certa critica francese e [...] -, che, affidando alla [...] nella [...] reazione personale, [...] del significato del testo [...] a loro insaputa, modi di critica idealistica. Per me, come per [...] mia generazione, ci fu la grande svolta [...] con [...] del formalismo, lo strutturalismo, [...]. La accolsi con alterne [...] (tutto da rifare, tutto da ristudiare) e [...]. Ad increspare questa mia [...] sé bifronte, concorrevano inoltre almeno due altri [...]. Da un lato, un [...] rinnovamento, quasi di liberazione; e a ciò [...] universitari del [...] col loro vento rivoluzionario [...] passato accademico. Inoltre [...] in me una sensazione gioiosa [...] recupero personale riguardo alle [...] tendenze scientifiche giovanili, rimaste abbandonate [...] latenti. La mia adesione alle [...] avveniva cosi su sedimenti indelebili della mia [...] certo più psicologici ed esistenziali che pienamente [...]. Ma, [...] lato, ci fu pure [...] consapevolezza che su alcuni piani non occorrevano [...] tutto, che non tutto era da [...] via. La tabula rasa col [...] piano dello studio della letteratura in senso [...] non era del tutto necessaria per quanto [...] filologico, la storia della lingua, [...] linguistica per i testi [...]. ///
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La tabula rasa col [...] piano dello studio della letteratura in senso [...] non era del tutto necessaria per quanto [...] filologico, la storia della lingua, [...] linguistica per i testi [...].