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Hans Küng è teologo [...] studi e analisi. La [...] ultima fatica pubblicata an-che [...] Italia, [...] in-sieme con lo storico della letteratura Wal-ter Jens, [...] molto scalpore, di-scussioni laceranti («Della dignità del [...] Rizzoli). [...] una morte che non [...] secondo Küng, è quella che vìola la [...] arriva quando si pro-lungano artificialmente le sofferenze [...] della medicina, quando corpo e men-te sono [...]. In questi casi, [...] ha il diritto di [...] morire. [...] fatica non ancora pubblicata, [...] un [...] sulla globalizzazione economica. Si dovrebbe intitolare (in tedesco): «Mondo [...] mondo della politica, mondo [...]. Il suo bersaglio non [...] i trucchi ideologici che [...] termine si accompagnano. È piuttosto la passività [...] del-le persone di cultura, che hanno responsabilità [...] di fronte a questo fe-nomeno di interdipendenza [...]. A [...] il teologo Küng si [...] George [...] lo [...] che ha annunciato la [...] al «capita-lismo del [...] in nome della società [...]. E con imprenditori europei [...]. Come inciderà la globalizzazione [...] La democrazia di mercato soffocherà la [...] E che spazio ha [...] fino in fondo la [...] socialità in mezzo a [...] tecnologici che lo sovrastano? Risponde Hans Küng: «Dobbiamo [...] quattro punti fermi: la globalizzazione è un [...] non se ne cono-sce con esattezza il [...] limiti è con-trollabile con mezzi razionali, cioè [...]. Non voglio rilanciare [...] di piano, di tipo so-cialista [...] che sia potenziata [...] mista seguendo il vostro modello [...] che prevede forme di controllo molto esteso [...] da parte dello stato. Direi che vanno trovate [...] rallentamento, di controllo ad esempio della speculazione [...] il capitalismo del [...] ha ripreso quota dappertutto. Non si può andare [...] la globalizzazione ha effetti drammatici, mar-ginalizza centinaia di milioni [...] persone, perva-de [...] umana. Dobbiamo pre-pararci a conflitti [...] che scop-pieranno a catena ora in un [...] ora in un altro. Due anni fa è [...] Francia, poi [...] stata una dura stagione [...] Ger-mania, poi la Corea del sud». Definirebbe la globalizzazione un [...] Assolutamente no, se fosse autoritario sarebbe evitabile, invece [...] inevitabile. Su questo non bisogna [...]. Piuttosto non sono già [...] le conse-guenze. Non accetto la risposta [...] in voga sia in Europa che negli Stati Uniti [...] i quali la globalizzazione viene considerata come [...] come un terremoto o una inondazione e [...] far nulla. Invece, [...] di questo processo dipende [...] concrete in cui avviene, dal contesto, dal [...] dei gruppi e delle persone coinvolte. Dagli interessi che di [...] prevalgono. Per questo è importante che [...] politica riguadagni terreno rispetto [...] e [...] riguadagni terreno rispetto [...] e alla politica. Solo in questo modo, [...] globalizzazione possa diventare «par-tecipativa» e non sia [...]. [...] soluzione che intravedo è una [...] di cen-trosinistra. Non uso questo termine [...] mi dicono, soprattutto in Italia, che mi [...] partito o per [...] e io non appartengo [...]. Ma di questo si [...] mediana, di equilibrio tra il [...] State e il capitalismo [...]. Il [...] State è esagerato, nessuno può [...] nelle forme attuali. Quanto al capitalismo, que-sto [...] formula della natura. Capi-talismo è un termine [...] mi pia-ce. Per me tedesco, [...] di mercato è [...] cosa rispetto al capitalismo. Senza [...] della componente sociale, grazie [...] Ludwig [...] il miracolo tedesco dopo [...] mondiale non sarebbe stato pos-sibile. Ma anche questa dimensione [...] la formula va aggiornata: economia di mer-cato [...] sociale. La globalizza-zione non ha [...] sociali, sulle fa-miglie, sulle retribuzioni, sul ruolo [...] degli stati, ma sulla natura e i [...] i suoi limiti. In sostanza, ci sono [...] aspettare che la globalizzazione compia il suo [...] effetti il più possibile o [...] con un nuovo patto [...]. Opto per la seconda [...]. Si deve esigere da [...] le parti qualcosa. Dal [...] del [...] è necessario il consenso [...] che può essere anche dolorosa. Un uomo e una [...] preparati per una certa professione, hanno una [...] svolgano un la-voro inferiore alla loro qualificazione [...] sovvenzio-nati con gli assegni della disoccupazione? È [...] di disoccupazione ab-bia pressoché lo stes-so valore [...] effettivo? Il ca-pitalismo del [...] deve rinunciare ai suoi [...] un limite in no-me [...] so-ciale più generale. In-tanto, [...] un problema che è insieme [...] e morale: [...] esempio. Go-verno, parlamentari, dirigenti di [...] i loro appannaggi, i loro privilegi che [...]. Se si dice alla [...] non ci sono risorse, allora la regola [...] per tutti. La sobrietà implica re-sponsabilità. Non è lecito aumentare [...] manager quando nello stesso momento si ridu-cono [...] lavoratori o si cancellano i posti di [...]. Visto che si parla di [...] e a proposito di ri-sposte alla globalizzazione, che ne [...] europea [...] Come teologo non voglio entrare [...] nel dettaglio, [...] è un fatto complesso. Sono piuttosto scettico sulla [...] senza un più elevato coordinamento della politica [...] politica estera è destinata a infrangersi sugli [...]. Il problema è che [...] europea è una catastrofe, basta ricor-dare la Bosnia. Senza un alto livello [...] la mo-neta unica condurrà tutti allo sfa-scio. Guardiamo i francesi: ora [...] contrappeso politico al potere delle banche cen-trali [...] contro lo spirito e la lettera di Maastricht. Sappiamo be-ne che questi [...] sono neppure legittimati [...]. Per la verità sono [...] dei banchieri centrali poiché sono passati attra-verso [...] parlamenti. La differenza è che [...] non devono essere rieletti, non hanno il [...] politico, hanno una missione da svolgere e [...]. Io ho grande rispetto [...] e anche da voi in Italia i [...] dalla banca centrale si rivelano più capaci [...]. In Europa ci si [...] tedeschi nutriamo la massima fidu-cia nei confronti [...] e invece non [...] nulla di cui stupirsi. Non sono scettico sui [...] di principio, però non vedo grandi leader, [...] di Erhard o Karl Schiller. I ministri che conosciamo spesso [...] solo vincere una battaglia politica. Che cosa [...] tra [...] e la globalizzazione, il [...] Se [...] ruolo dei partiti politici è in crisi, [...] di valori condivisi è d ricostruire, siamo [...] di fronte a un fenomeno di scala [...] grande del quale sfuggo-no i termini stessi [...]. Questo è il problema [...] vuoto ha spazio il darwinismo sociale, la [...] con-tro tutti. [...] come tale non riesce [...] correnti, sviluppi politici o economici di grande [...]. Non ci sono soluzioni [...] problema. [...] si deve vedere che [...] fare ai diversi livelli della società civile [...]. Direi che bisogna ricostrui-re [...] delle priori-tà, delle cose [...] e si devono fare e delle cose [...] possono e non si devono fare. Ecco che torniamo [...]. La crisi della vostra Prima Repubblica non è stata in ultima analisi una crisi [...] pubblica? Eppure tutti i politici, [...] di essere coinvolti in quella crisi che ha spazzato [...] classe dirigente di un paese importante come [...] negavano che [...] fosse una questione che li [...] inte-ressare. Un consenso minimo su [...] sarebbe già molto. Il proclama «non rubare» [...] moda, naif. Se lo applicassimo come [...] dirigente nelle istituzioni, nelle banche, nelle imprese, [...] gli effetti. Essere onesti per un uomo [...] un enorme capitale politico e morale da spendere? Lo [...] in una grande corpora-tion. Nel mio libro ci sarà [...] capitolo dedicato a questi temi. Sono nettamente contrario alla [...] economisti fanno tra la mo-rale dei grandi [...] morale dei piccoli gruppi come se la [...] bene divisibi-le. Dicono: no, alcune regole [...] nella vita civile non si possono applicare [...] grandi dimensioni, le multinazionali de-vono avere le [...] lavorare in patria e [...] devono fare i conti [...] delle decisioni, delle mosse e delle contromosse. Come è noto le [...] non sono etiche. Sono tutti alibi. La globalizzazione [...] non è un terremoto o [...] inondazione. È un fenomeno ambivalente, [...] vissuto usando tutti i mezzi della ragione. Purché la politica abbia la [...] e [...] abbia la meglio sulla politica [...]. Il teologo Hans Küng, [...] propone la [...] visione di «etica globale» [...] nuovo ordine alle cose». Un com-promesso tra [...] state e capitalismo del [...]. /// [...] /// In vari articoli usciti [...] questi giorni Luigi Manconi ed altri com-mentatori [...] su diverse cose. Lascerei da parte le [...] chi sia oggi più o meno ambientalista. [...] voleva solo dire che [...] Pds ci sono molti ambientalisti: e il se-gretario [...] perché spesso fa i conti con le [...] accendono dibattiti, anche duri, [...] del partito. Partirei invece da due [...] grande rilevanza: se sia fondamentale o no, [...] forza della sinistra italiana ed europea, avere [...] cultura che parta dalla qualità sociale e [...] (sviluppo sostenibile); se sia utile alle ragioni [...] Partito Ver-de pretenda una sorta di «protettorato» [...] al confronto, al rapporto e alle ragioni [...] che crescono anche altrove e in altre [...]. Alla prima domanda rispondo [...] grande partito della sinistra italiana se non [...] sviluppo sostenibile rischia di perdere la sfida [...] alla seconda mi sento di rispondere che [...] oggi meno di ieri, può preten-dere [...] sui temi ambientali. Fare ciò signifi-cherebbe stringere in [...] recinto le contraddizioni ecologiche. Proprio questo mi pare sia [...] negli anni trascorsi, il limite più serio [...] italiano. È sicuramente vero che [...] riguar-da [...] delle politiche strutturali del [...] che non hanno, per ora, scelto la [...] sostenibile e della riconversione eco-logica. Certo è utile un Consiglio [...] anche noi lo abbiamo [...] Prodi con un ordine del giorno approvato alla [...] Assemblea [...] e soprattutto con la presentazione in aula [...] firmata anche da [...] sul te-ma strategico del [...]. Ma io pre-tenderei qualcosa [...]. Vorrei che in tutte [...] Consiglio dei mini-stri ci si ricordasse [...] quando si parla di [...] economiche, di Piano del Lavoro, di trasporti. Altrimenti, con un Consiglio dei [...] una volta [...] si accontenta qualcuno ma non [...] risolvono le con-traddizioni del nostro sviluppo. SULLE DOMANDE che Manconi rivolge [...] al Pds posso dire che il Parco [...] è oramai una realtà, la Variante di Valico si farà come volevano coloro (an-che noi [...] non solo i Verdi) che la pensava-no necessaria solo [...] tratto del Valico, le nomine alle [...] non le ritengo esaltanti e [...] che una nuova politica [...] è neces-saria soprattutto a partire [...] revisione del progetto di Alta Velocità. Manconi però non può [...]. È vero che, come Pds, [...] a queste scelte anche dividendoci, ma ci [...] perché ab-biamo discusso! Quella ambientalista si sta [...] fare ancora tanta strada. Siamo noi i primi [...]. Si sostiene inoltre che [...] del mio partito che resistono a scelte [...] si dice mai che ve ne sono [...] queste scelte le compiono con grande convinzione. Questa è la realtà! Mi sa-rebbe piaciuto, ad esempio, [...] da lui, in queste settimane, un segno di soddisfazione [...] con-gressuale [...] ambientalista. Se cre-scerà il numero [...] più grande partito della sinistra italiana sarà [...] otte-nere risultati per tutti coloro che hanno [...]. Che Manconi fatichi un [...] a [...] co-scienza mi dispiace. Giovanna Borgese [...] Stato sociale è esagerato, [...] funziona Cerchiamo una via mediana [...] Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Vicedirettore: Marco Demarco (vicario) Giancarlo Bosetti Redattore [...] Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Ne vien fuori una su [...]. Non [...] le-zione, gita scolastica, visita [...] di ginnastica, ora buca (senza insegnante), in [...] segreti o dichiarati, di ragazzi e ragazze [...] scatto in [...] di storie come questa [...] da Matera, da Na-poli, da Genova. La scuola è un [...] due livelli: sot-to, in basso, scoppiano questi [...] sbagliati, che spezza-no la vita dei ragazzi, [...] rivoluzionano i rapporti col padre e la [...] compagni; so-pra, in alto, nessuno vuole o [...] conto. Eppure, è [...] cosa che agli studenti interessi [...]. Tutto il resto (materie [...] musi-ca, gite) gli interessa come corolla-rio. A fine agosto, quando [...] non vedono [...] di tornare a scuola: [...] per la scuola, è per gli amori [...] riprendere. Quando invecchie-ranno, di tutta [...] gli [...] (anche quelli che han [...] soprattutto gli anni delle Superiori: perché sono [...] primi amori. [...] è come un esploratore [...] mon-do ignoto, dove tutto è sbalorditivo; perciò, [...] esplora-tore o navigatore, è portato a scri-vere [...] nulla di quelle scoperte eccezionali vada perduto. Il diario segreto è [...] dialoghi pubblici, con padre, madre e professori: [...] la verità, nei dialoghi [...] il dovere. Quando i genitori scopro-no [...] tiene un diario, ca-piscono che la verità [...] in quel quaderno, non in quel che [...] a tavola e parla con loro o [...] dal diario si capisce se è vergine [...] ha un amore, se è corrispo-sto o [...]. La tentazione è di [...] quel diario. Errore pericoloso: rovina il [...] sempre. Quando il padre morrà, [...] suo capezzale, si ricorderà ancora che è [...] spiato nei suoi segreti». Il giovane ha bisogno [...]. I segreti sono le sue [...]. Senza se-greti non cresce. [...] dei segreti fa [...] voglia di urlare: le scritte [...] muri delle Superiori, del tipo «Paola ti amo», le [...] proprio quello che ama Paola, ma che a Paola [...] mai detto. Ha la for-za di [...] a tutti, non il coraggio [...] a lei. Anche il suicidio è [...]. /// [...] /// A [...] modo, anche la droga. /// [...] /// Nelle famiglie con figli [...] Supe-riori, [...] spesso, di pomerig-gio (nelle ore dei compiti), [...] fa il numero e non parla, i [...] chi sia, ma la figlia sì. Le ragazze sono in [...] vive di più, e chi vive prima. Confessano di perdere la [...] anno delle Superiori, qualcuna per iniziativa, le [...]. O per ven-detta, se [...] sta con [...]. La vendetta è un [...]. [...] per cui [...] qualcuna si pre-senta in classe [...] minigonna, è spesso una vendetta: la ragazza pensa a [...] che pensa a [...] e lei si vendica catturando [...]. La scuola è un [...] che apre ogni ora, [...] che chiude le le-zioni. Vietare la minigonna, sospende-re [...] una ragazza che si tengono per mano, [...] che si baciano, riman-dare a casa le [...] jeans con i tagli, portare le ragazze [...] dove i ragazzi non possano [...] sono modi per mantenere [...]. [...] serve a contenere il tumulto [...] a impedire che scoppi. Il risultato è che [...] trascinati dalla vita, ma nessu-no gliela spiega. Quando, diventati adulti, ripasseranno [...] dove han trascorso anni de-liziosi e tremendi, [...] quegli edifici, ricordano i compagni e le [...] vi sentono ampie zone di miste-ro, e [...] rimasti, per loro, un analogo mistero. /// [...] /// Quando, diventati adulti, ripasseranno [...] dove han trascorso anni de-liziosi e tremendi, [...] quegli edifici, ricordano i compagni e le [...] vi sentono ampie zone di miste-ro, e [...] rimasti, per loro, un analogo mistero. (0) (0) ![]()
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