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La bambina dei signori [...] compagnia, di giorno e [...] era bel tempo che si andava ai [...] pioveva che si restava In casa, attaccata [...] del suo stesso corpo, [...] fredda e [...] creatura di un altro [...]. Perchè la bambina non [...] le altre, che sempre ci sono state [...] famiglie: era stizzosa, [...] e piagnucolosa per costituzione, [...] bene quanto fosse figlia di [...] madre, e niente la [...] al sorriso e alla [...]. E proprio questo era [...] Emilia [...] proprio a tal fine [...] pagavano uno . Per merito di [...] stipendio, Emilia [...] non era scappata fin [...] in cui era entrata nella loro casa, [...] e tutta [...]. Emilia rispondeva: « Abbiamo [...] abbiamo fatto tante, corse! La signora guardava incredula [...] quello sguardo ch'era una puntura al cuore [...] Emilia, [...] scuoteva il capo. Diceva: « Vada un [...] cani era, che voglio io restare con [...]. Si rivolgeva quindi alla [...] domandava: « Ti ha fatto divertire? ». In realtà rimuginava il [...] . Che Emilia ci [...] che dicesse chiaro se [...] loro famiglia o no. Altrimenti sarebbe stato costretto [...]. Emilia si spaventava a [...] dissimulando il pianto domandava: « Ma, signore, [...] ho mancato? [...] colpa mia se la [...] nervosismo? ». [...] lei che non la sa [...]. Diverta la bambina, giochi [...] e basta! Già [...] avvertita, e torno a [...] intende stare al nostro servizio. Ma la bambina sembrava [...] nel suo animo segreto e come una [...] al [...] e allo [...]. Perchè dunque la bambina [...] broncio? [...] ripercorreva le fasi della [...] con [...] di scoprire qualche [...] colpa involontaria; ma non [...]. E se sono triste, [...] casa mia, mi rimproverano; dicono che lo [...] per non divertire la bambina. Vantano il loro trattamento [...] me lo danno [...] se non mi accorgessi, [...] stesso caffè della mamma non fosse stato [...]. Oh si, si stava [...] propria casa! La [...] casetta restava isolata, fuori [...] nemico, e dentro un nido [...] di amore. Il suo povero papà [...] te guardava i compiti, sforzandosi di rendersi [...] benché per conto suo avesse così poco [...]. Le domandava qualche cosa [...] di lei, come restava contento! Già la vedeva maestra, [...] sognava per lei! Fu necessario rivedere la [...] mettersi a capo della famiglia. Chi le trovò quel [...] tanto vantaggioso? Il parroco che aveva dato [...] della famiglia. E in realtà, da [...] da obbiettare. Era una famiglia ricca, [...] che poteva pagare bene; ma che fosse [...] dispettosa non lo aveva detto. Ora era [...] di quei padroni, che [...] le contavano, malvagi e tristi tanto da [...] agli altri della propria malvagità e tristezza: [...] fare [...] per [...] Nemmeno se avesse camminato [...]. E cosi com'erano i [...] bambina. Possibile, cosi piccina? O [...] davvero in colpa, se non riusciva a [...] Emilia dubitava talvolta di sé, vedeva il mondo [...] una matassa arruffata e non sapeva a [...]. Forse per [...] non vogliono che io parli [...] altri E se i miei padroni mi cacciano [...] Come farò a ritornare a [...] Cosa dirà mia madre che contava sul mio stipendio? [...] Era [...] era proprio una giovinetta incapace [...] da sé nella grande città [...]. Pensò proprio così, sorridendo [...] di giudizio, mentre il paese natio tra I [...] si configurava come il centro ideale della [...] dei suoi affetti di ragazza ansiosa di [...]. Li viveva quel compagno [...] un giorno le aveva fatto tanta simpatia; [...] la prediligeva in mezzo alle altre. Forse Giorgio [...] benché mai una parola d'amore [...] uscita dalle sue labbra: era cosi timido! Ricordava le gite che [...] In montagna, lo vedeva volare sugli [...] ella gli andava dietro [...] accorta: Giorgio allargò le braccia per [...] quella stretta dolcissima era [...] suo cuore. Si strappava alle sue [...] rimetteva a quello che era il suo [...] presente: divertire la bambina. [...] IL MESE di maggio, la [...] serena. Cosa ci sarebbe voluto di [...] per essere contenti, nel giardino [...] aveva accompagnato la bambina? -La [...] a cavalcioni sulle gambe e la faceva saltare, ora [...] per le ascelle ora [...] per [...] del rischio e del soccorso [...] fine di [...] piacevolmente, mentre i suoi gridi [...] scherzo detti in tedesco avrebbero dovuto [...] in [...] di giocondità infantile. La bambina [...]. Corse la governante napoletana [...]. La governante si affannava [...] disgrazia con esuberanza di [...] Farò in tempo a lavare il pezzo insudiciato? Oh [...] non farò. E [...] lo lavo, non potrà [...] bambino, con l'acqua ancora cosi fredda? Non [...]. Da uri momento [...] arriverà [...]. Mi rimprovererà, mi dirà [...] bambino! O hai freddo? Non [...] proprio come rimediare. Disse semplicemente: « No, [...]. [...] peggio! E non si spaventi [...]. O che non lo [...] bambini corrono e cadono? ». Ma se verrà [...] cosa gli dirò?». [...] anch'io, se sarò presente [...] giovane. La governante tacque, ed [...] continuò a giocare col bambino. Venne [...] e non accadde nulla [...]. [...] sorrise, accarezzò it bambino [...] licenziò, sempre cortese con la governante. [...] pensò: [...] Non tutti sono come il [...] padrone! Il giovane parve di [...] da fare qualcosa, si alzò pensieroso e [...] presenti. Emilia mosse appena le [...]. Non credeva di [...] più rivedere, non ci pensava [...] più. /// [...] /// [...] GIORNI successivi, i due giovani [...] incontrarono ancora. Pareva che il giovane [...] frequentare il giardino. Emilia pensò che dovesse [...] certamente non sembrava un giovane ricco, che [...] meno di lavorare; e nemmeno le pareva [...] studente. Emilia si accorse ch'era [...]. Emilia si sentì tentata [...] di lui e pensò un giorno di [...] sulla panchina, mentre con la. Il giovane le disse: [...] che ho avuto [...] di premiere , la [...]. [...] ora si era voltata [...] e parlava con la bambina. Non vo-leva dare retta più [...] quel giovane. In [...] fondo non lo conosceva. Che le [...] va di lui?« Chiedo scusa [...] disturbata [...] parole. E [...] del rigore [...] nella famiglia, dove faceva la [...] rispose: « MI lasci, devo pio-. Il giovane non capi bene [...] la ragazza avesse voluto intendere [...] con [...] parole; si allontanò timidamente; ed [...] offeso. Il giovane "le chiese: [...] Come [...] che :ha lasciato il suo Tirolo? Non [...] ». Dopo la morie del [...] le scuole e son venuta [...] » . Mi trovo [...] per sollecitare [...]. Pascano però i giorni [...] promesse che mi sono state fatte, viene [...]. Siamo in troppi! Si rivolse al . Ma a casa, prima [...] bambina avesse potuto parlare, fu assalita dalle [...]. Le donne di strada [...] Torà agli sconosciuti, per intrattenersi con loro. [...] di Leo [...] MI LI A TACQUE: e [...] pensava: [...] Che il padrone non sia [...] di me? Che cosa pretenderebbe da ine? [...] Vedeva la [...] figura massiccia e ne . Credette opportuno [...] deviare i sospetti e [...] per la passeggiata con la bambina nel [...] più nei giardini. Fu accontentata Ma le [...] essere frenate, le facevano quel giorno velo [...]. La bambina sorpresa la [...] dava; ed Emilia per non [...] scoprire, [...] « Un bruscolino mi s'e [...]. Dio quante [...] mi salirono! Per quelle [...] palesi od occulte non era [...] possibile rinunziare da sé [...] col giovane, e [...] coi padroni, fu lieta di [...] con la bambina al giardino. Lo vide, [...] solita, e il cuore le [...] nel petto. Il suo volto divenne [...] sfavillavano. Il giovane -si avvicinò [...]. Disse che [...]. /// [...] /// Non dia loro retta! E si cerchi un [...]. /// [...] /// Ma come si chiama codesta [...] che sa cosi bene approfittare della [...] inesperienza per [...] ». Ma subito pentita aggiunse [...] Non sarebbe prudente [...]. E se fosse amico [...] andasse a riferire ciò che ho detto [...]. /// [...] /// Ma ora mi lasci, [...] posso farmi vedere con lei! Il giovane si accorse [...] indugiava davanti a un negozio di confetti, [...] dai giardini conduceva [...] al corso: aveva calcolato [...] di là e [...]. Emilia entrò liei negozio [...] per la bambina; uscita, con un lampo [...] vide; e subito, con un moto involontario [...] raggiunse. Aveva tanta paura di [...] tanta gioia di sorprendere i suoi sentimenti. Il giovane, dopo un [...] appassionata comprensione, non volle mostrarsi indiscreto [...] si allontanò. Inutile precauzione, anche quella [...]. Davvero che ci doveva essere [...] a spiare, [...] dalle [...] della bambina. O che non lo [...] siamo informati di tutto? E poi non si [...] come mi riporta la bambina? Venne il padrone e [...] Ma si può [...] sapere chi è quel [...] va dietro? Noi non possiamo affidare [...] delicata a persone che non hanno alcuna [...]. Due giorni dopo il [...] e le disse: « Stamani vada al [...] noi. [...] non sarebbe altrettanto buona. Ma pazienza! [...] che non deve anelare ai Giardini! Ma era tanto triste! Emilia non riusciva a [...] dolore. Con lei [...] non ci vengo più! La bambina a tali parole [...] gli occhi, come una grande. [...] tanto di [...] e non lo vide! Che si sia annoiato [...] me, che non può disporre affatto di [...]. /// [...] /// Tornò a casa: la [...] di camminare. Alfine furono a casa [...]. Domandò, brusca: « Dove [...]. Ecco come . Dica la verità, signora! La vecchia nonna esplose: [...] Zotica, [...] civetta! Guarda, guarda come parla! Via dalla casa nostra! /// [...] /// Il figlio intimò la [...] Mamma non ti arrabbiare così, che poi ti [...]. IL PADRONE volle fare [...] scrupolo. Non era nei patti che [...] il viaggio di ritorno. Ci dispiace soltanto per [...] mandata. Ma al parroco scriverò [...] cosa. [...] capi che tutto ormai [...]. Dove andare per chiedere [...] Era troppo inesperta per rivolgersi [...] ài sindacato o a [...] di collocamento. Aveva paura di tutti [...] città selvaggia. Anche del giovane che [...] di lui no, di [...]. Lo amava tanto più. Non pensò che avrebbe [...] città alcuni giorni, finché non lo avesse [...] come per tacita intesa era stabilito. Si sentì vinta [...] destino, strappata crudelmente a una [...] che avrebbe potuto essere felice. Pensò alla mamma, [...] porto di salvezza che avesse. Era ancora tanto giovane, [...] infelice. [...] umiliata brutalmente, [...] cacciata. Il padrone le aveva [...] Vuole che venga ad [...] in carrozza alla stazione? [...]. So la strada da [...]. Prese la pesante valigia [...] ripiena del suo corredo di ragazza povera. Chi la spingeva da una [...] chi [...] nessuno avendo occhio per il [...] carico; ed ella invece camminava incantata. Piegata sotto il peso, [...]. Vedeva la notte scendere dal [...] nera come la [...] disperazione E la [...] passione di [...] momento le appariva più eterna [...] morte. Alla svolta della strada [...] era una figura che nessuno [...] La [...] mano 1939-17 dicembre [...] ri I-. /// [...] /// Alla svolta della strada [...] era una figura che nessuno [...] La [...] mano 1939-17 dicembre [...] ri I-. (0) (0) ![]()
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