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Leoluca Or-lando lascia che [...] il posto della preposizione [...] cara ad Antonio Di Pie-tro. Ma lo scrupolo serve [...] la riscoperta sintonia con [...] simbolo di Mani puli-te [...] un ruolo ben più corposo di quello [...] del [...]. Già sindaco per otto [...] anni: dal disfacimento della prima Repubblica al [...]. [...] più unica che rara. La prenda pure come una [...] «Vogliamo [...] tutta? Sono [...] sindaco democristiano nelle grandi città. Lo rivendico il paradosso: [...] da [...] a restare democristiano. Perché io non ho [...] mia storia [...] di qualche altra identità, [...] si erano trin-cerati in quella [...] hanno dovuto poi scappa-re, [...]. Sì, proprio per-ché ho contribuito [...] distruggere la [...] sento [...] di [...] difeso i valori democristia-ni». Perché, allora, non mette a [...] questo or-goglio nel [...] che della [...] rivendica la mi-gliore eredità, visto [...] la [...] creazione [...] «Marini è convinto che i [...] democratici cristiani si debbono difendere in un recinto. È [...] contrario del progetto, avviato [...] Rete, di mettere insieme identità diverse lungo un [...]. Abbiamo sognato che [...] fosse non la sommatoria [...] più uno più uno, ma [...] luogo dove [...] di ciascuna forza politica si [...] il valore di un progetto. Di fatto, la Rete si [...] sciolta [...] tanto da non presentarsi neanche [...] la quota proporzionale, ma [...] stenta a di-ventare una grande [...] è ancora il Pds più il [...]. Ma io continuo a [...] mia iden-tità possa essere garantita, rispettata, presente [...] dentro questa logica». Non le [...] è la stazione di partenza, [...] di ar-rivo. Già [...] delle amministrative del 1997 non [...] più [...] delle politiche del 1996, co-struito [...] una cittadella per difendersi ri-spetto allo strapotere [...]. È diven-tato un campo [...] di governo ma anche punto di riferimento [...] personalità amareggiate e deluse dalla caduta libera [...] che ancora stentano a ritrovare le proprie [...]. È un limite che [...] questa campagna elettorale». Non lo si recupera con [...] ritorno a una [...] «Nessuno può sospettare che io [...] Di Pietro possiamo avere particolari nostalgie della [...] e del Psi quando diciamo [...] una innaturale [...] del filone cattolico de-mocratico e [...] quello socialista. Eppure costi-tuiscono culture che, [...] nel male, han-no fatto la storia del [...]. /// [...] /// Si sono divise, frammentate: [...] e [...] il [...] il [...] di là, il [...] e le esperienze di Dini [...] Di Pietro di qua; e altrettanto vale per [...] che fioriscono e appassiscono. Can-cellato il male, bisogna [...] por-tando a sintesi tutto questo». È un discorso per [...] a [...]. [...]. Ci può essere una [...] quale questo processo pas-si attraverso [...] di forze, ma lo [...] in una ridefinizione degli spazi tra la Cosa [...] Pds e la Cosa bianca del [...]. È la Cosa comune. Che sia il Grande Ulivo [...] Grande Rete poco conta». Elei ha impostato [...] elettorale come se Palermo [...] di [...] Cosa? «E [...] e [...] e [...] cosa crede che abbiano [...] E [...] che se il signor Mario Rossi espressione [...] con [...] si fosse candidato nel Mugello [...] di Di Pietro avrebbe preso i voti [...] Di Pietro ha conquistato mettendo la [...] storia personale al servizio [...] La [...] esperienza prece-de e segue questo filone, nel [...] di leggere in filigrana il percorso della [...] paese: [...] ai partiti, la rot-tura [...] crisi dei partiti tradizionali, [...] di idealità e di [...] innovativa». Anche a costo di [...] le forze politiche già artefici di una [...] «Se non lo sa, ho ricevuto una lunga [...] con cui [...] riconosce con onestà e [...] lavoro fatto a Palermo e mi conferma [...] e del partito». E lei, dopo [...] paragonato -ed è tutto dire [...] «Ma la mia era ed [...] politica che niente aveva e [...] a che fare con la questione morale che ha [...]. Altra cosa è ri-chiamare [...] quel personaggio di introdurre e condizionare la [...] il partito del leader». Nonè il modello che [...] lei [...] «Quel modello, che è [...] -an-che il mio modello, oltre un certo [...] lo stesso leader. [...] reso prigio-niero [...] sta imprigionando Berlusconi, im-prigionerebbe [...]. Sì, stava imprigionan-do anche [...] si dia atto che me ne so-no [...]. Adesso quel poco o tanto [...] Rete che [...] cammina con le sue gambe. Ma pro-prio perché, pur [...] dei vantaggi ad essere il leader di [...] scelta [...] compiuta, la discussione può [...] sul piano della cultu-ra politica». [...] parte, Leoluca Orlan-do riscopre i [...] della [...] che fu. E che non è [...] -un merito che gli va riconosciuto -ai [...] ragazzone del-la buona borghesia palermitana. Orlando sopravvive a se stesso: [...] stato il sindaco dello strappo con il vecchio sistema [...] al [...] è tornato ad [...] nella fase più acuta del [...] dal proporzionalismo [...] diretta, dal [...] ad oggi. Ha attra-versato indenne la [...] separa la prima Re-pubblica dalla terra promessa [...]. Un primato che sollecita [...]. Non tanto quella della [...] per molti aspetti scontata, per i prossimi [...]. Ma, proprio perché questi [...] per portare a compimento la difficile transi-zione [...] Palermo [...] ad Orlando [...] per risalire la china [...] regiona-le e nazionale. Solo che non può [...] cavalcando il suo partitino. Può contare, però, su [...] credito acquisito lungo il percorso ad ostacoli [...] personale di coinvolgere [...] e il po-polano, sul [...] delle città», altrimenti definito della [...]. Ancora, [...] delle personalità, come con Di Pietro, [...] cui ha offerto il nucleo dei parlamentari [...] Rete [...] zoccolo duro per un possibi-le gruppo parlamentare [...]. Ma soprattutto sulla ridefini-zione [...]. Non a caso la parola [...] di Orlando è «aprire». Dove [...] non cade sul carattere [...] primo citta-dino, ma proprio sul [...] a una rappresentanza politica onni-comprensiva. È la forza di Orlan-do. Ma, paradossalmente, questa spinta ad [...] rischia di comprimere le potenzialità [...] una dialettica politica vera tra gli schieramenti e [...] dello stesso centrosinistra. Più di quan-to non sia [...] stato pagato con [...] sussultorio del voto nella stessa Palermo: la vittoria al-le comunali del [...] addirittura con il [...] per Orlando, la scon-fitta alle [...] del [...] i succes-si nelle nuove elezioni [...] del [...] la sconfitta alle regionali qualche [...] dopo. [...] non basterà a Orlando. E a Palermo potrà [...]. Ma in provincia nemmeno [...] sui sei Comuni in cui [...] vota solo in uno [...] si pre-senta come tale. [...] dunque da la-vorare sodo per [...] intan-to il centrosinistra. È il compito che [...] che più av-vertono la necessità del radica-mento, [...] Pds e il [...] ma stentano, soprattutto nelle [...] imporre sulle proprie le ragioni comuni [...]. Il popolare Sergio [...] cerca la via [...] in «un asse politico [...] successo del centro-sinistra dalle grandi città come Pa-lermo, Catania, Agrigento, faccia avanzare un modello di governo del [...] del centrodestra alla Regione». [...] quella del Polo, che ha [...] logica, do-vendo fare i conti [...] vo-cazione degli eredi delle passate [...] alla spartizione partito-cratica del potere dove lo si ha [...] al consociativismo dove manca. Si spiega anche così [...] alla candidatura di Miccichè. In Sicilia la legge [...] del premio di maggioranza al primo turno [...] al sindaco a condizione che questa raggiunga [...] quella concor-rente non abbia superato il [...]. È [...] di quella parte del Polo [...] soltanto un anno fa in città superò il [...] che dà per scontata [...] di Or-lando e lavora soltanto [...] i pro-pri candidati, così da [...] poi al tempo stesso regolare [...] conti [...] del Polo e provare a [...] il sindaco. Un rischio che Orlando [...] tanto per la frammentazione delle candidature (corrono [...] il palazzo di città, dal [...] «sindaco Isidoro» al capofila [...] passando per un nostalgico [...] per [...] di trascinamento di una [...] riuscita a rapportarsi a quel-la nazionale. Non è stato facile. È costato anche duri [...] si è cominciato a mette-re su [...]. È dunque servi-to anche [...] Orlando lo scontro con il Pds in Consiglio [...] anno sulla mol-tiplicazione delle cooperative so-ciali. È il nodo del [...]. La ricomposizione parte dalla [...] tutte le energie politiche e sociali necessa-rie [...] ai nodi strutturali della città. La sfida, dunque, si [...] del normale, quotidiano e concre-to governo del [...]. A ben guardare è [...] alta an-che al nemico occulto di questa [...] mafia. Ci si scontra sul [...] (Miccichè) [...] sul tram (Orlando), ma non sulla minaccia [...] di Palermo. La spiegazione di Orlan-do [...] della cicala e della formica: «La cicala [...] formica forte opera. Io so che il [...] scende in campo perché capisce che il [...] non può fare la differenza tra la [...] sconfitta, e non vuole associarsi alla sconfitta. Ma so anche che [...] operando perché la parte viva e vitale [...] il posto della mafia nel controllo cultura-le, [...] del territo-rio». [...] si trincea dietro uno [...] «Da con-tro la mafia a senza la [...]. Ma dice molto di [...] di Forza Italia di mettere la sordina [...] cui Berlusconi in prima persona aveva aperto [...] di Palermo, quello [...] politico della ma-gistratura, di [...] scontro istituzionale aperto a Palermo dalla mafia [...] resistente o pentita. Un ru-more assordante rispetto [...] campagna elettorale. Dice che la resa [...] arrivata. Ma è la città [...] dire che la mafia non è più [...]. /// [...] /// Ma è la città [...] dire che la mafia non è più [...]. (0) (0) ![]()
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