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Oggi la sinistra è [...] misure non certo popolari, eppure Massimo [...] e Fausto [...] sono accolti tra gli [...] degli ora-tori. Le centinaia di migliaia [...] sollevano striscioni e lanciano slogan dedi-cati quasi [...] quella parte degli imprenditori che non intende [...]. Il governo non è [...] come è sempre successo in tutte le [...] metalmeccanici. Le immagini di questa [...] San Giovanni appaiono così lontane anni luce da [...] in questa stessa piazza, non molti giorni [...] Forza Italia e Alleanza nazionale avevano chiamato [...] che è stato chiamato il ceto medio [...] dissertazioni sul supera-mento delle diverse classi sociali [...] classifiche Irpef dimostrino [...] di masse di benestanti). Eppure le misure fiscali, [...] dedicate [...] han-no morso e morderanno [...] buste paghe operaie. Perché non gridano la [...] Forse [...] hanno capito la necessità del sacrifi-cio e [...] caratteristiche di equità: questa volta non saranno [...] pagare. È pos-sibile però leggere sui [...] dei manifestanti uno stato [...] prevalente: la preoccupazio-ne per il [...]. Ecco un altra differenza [...] passato, spesso improntate al tra-volgente entusiasmo. Erano tempi in cui [...] a portata di mano e gli ideali [...] avevano subito in-crinature. I metalmeccanici erano in [...] la punta di diamante di [...] sfida politica che sembrava inarrestabile. Eppure un elemento di [...] passato persiste. Qualcosa che resta non [...]. Non riguarda quelli che stanno [...] piazza, ri-guarda [...] parte. È [...] di una buo-na parte [...] tesa a stabilire un proprio ordine nei [...] dei salariati. Tale ordine dovrebbe cancellare [...] ad avere un contratto nazionale o il [...] anche in fabbrica le condi-zioni di vita [...]. È da almeno trenta anni [...] pretendono una simile semplificazione. E questo diritto hanno [...] decine e decine di cortei come questi, [...] un principio fondamentale: quello di non essere [...] ma come esseri pen-santi, riconosciuti come interlocutori [...] di lavoro. Ecco perché questa manifestazione [...] duemila, dalle caratteristiche così stretta-mente sindacali, diventa [...] politica. [...] a quel diritto alla [...] respinto anche in oc-casione del [...] del 23 luglio 1993 [...] ristabiliti, accanto al superamento della scala mobile, [...] di con-trattazione. Quelli che oggi vengono [...]. Non è una cosa [...] un settore sep-pure importante di lavoratori. Tocca [...] mondo del lavoro e [...] la pre-senza sul campo di pezzi di [...] dirigenti confederali, ma anche di dirigenti po-litici, [...] sensibili esponenti della cultura italiana. Spiega [...] di [...] scioperi come [...] il 3 dicembre, come quello di tutte [...] 13 dicem-bre. E [...] il governo viene chiamato in [...]. Perché non può fare [...] Salomone. È sta-to il garante [...] Ciampi) [...] che nel 1993 ha contribuito a risanare [...] può permettere il rientro nello [...]. Non può non farla rispettare. Così come, alla stessa [...] non far rispettare e introdurre nella legge Finanziaria [...] del lavoro» concordato con i sindacati, insidiato [...]. Ma esso potrebbe rappresentare [...] a compimento -una prima ri-sposta a quella [...] negli animi dei metalmeccanici e riferita ad [...] ancora incerto. I metalmeccanici affra-tellano -per [...] hanno ragione -ma mica più di tan-to. [...] Fausto [...] ad esempio, che freme [...] quasi non si tie-ne. E [...] che, ovviamente, pur appoggiando i [...] in lotta («Sono [...] perchè sono [...] con i metalmeccanici, che hanno [...] ad avere un contratto nazionale di lavoro», spiega nella [...] sta bene attento a pesare le parole sul governo Prodi e la verifica: «Non [...] con calma -dice -. La pa-rola verifica è [...] orren-da. Chissà come sembra, invece, [...] Rifondazione, che la so-gna, nientemeno, «di piazza». E su [...] come questa anche sinistre [...] la nostra e il Pds, possono [...]. Cento metri più in là, [...] fa sapere: «Io penso che [...] neces-sario fare una discussione politica [...] e poi magari tra [...] e Rifondazione. En-trambi, però, il segretario [...] Pds [...] quello neo-comunista, chiedono a Palazzo [...] di intervenire sulla vi-cenda [...] metalmec-canici. Sono patti che i [...] ora è venuto il momento che vengano [...] imprenditori», che «parlano di reces-sione ed esagerano [...] perchè magari pensano di sollecita-re qualche sostegno». Le tute blu, [...] operaia» della sinistra italiana, [...] mito di mille lotte, si affollano intor-no [...]. Pochi passi [...] «Fausto! /// [...] /// Da [...] «Sta duro, Massimo, Dio bono! Da [...] «Fate tutti gli interessi [...]. [...] chi si danna [...] per mettere su, almeno per [...] una [...] personale [...] chi si fa [...] dai due la tessera sindacale, chi il cappellino della [...]. Claudio Amato, un [...] che lavora al-la [...] Italia, riesce a scucire [...] sulla [...] copia di Liberazione, che [...] «Lunedì la met-to in bacheca. E se il segretario [...] Pds [...] ritrova in braccio una pic-colissima bimba per [...] di Rifondazione si concede a Dona-tello e Andrea, [...] fan del Trentino. Ma camminano separati. Finchè, [...] di piazza San Giovanni, [...] che tanti in-torno richiedevano a [...] voce, al-ternando la richiesta a quella del contratto. Abbraccio caloroso, e for-se [...] il «piantagrane» e quello costretto a mettere [...] piantate. Si riprende a camminare [...] da dove si annuncia «la pre-senza di Sandro Curzi». [...] la com-pagna, [...] problemi informatici, devo parlare con [...] che prova a superare il [...] viene respinta la prima volta, [...] e che cazzo! [...] chi loda [...] per le prestazioni televisi-ve, «a Porta a porta sei stato gran-de! [...] processione, fino al fon-do alla [...]. E poi, se vanno [...] metal-meccanici, come al solito va in sce-na [...]. La grande pidies-sina e [...] quelli che tornano a sventolare -orgoglio? affetto? [...] del Pci, e i «coriandoli» estremisti, mille [...] con tut-ti, sindacati in [...] ai margini del corteo ti infilano in [...] con: uno, [...] di Stalin recante due [...] «Dittatura di Agnelli o ditta-tura del proletariato?»; [...] «Battaglia comunista» che medita su quando «il [...] abbattuto e sostituito da quello proletario»; tre, [...] «Comitati di appoggio alla Resistenza per il Comunismo», [...] sapere ai partecipanti, giustamente dubbiosi, che «in [...]. Pare che vada via [...] la richiesta. Seguono i Cobas di [...] slogan, diciamo così, piuttosto trucidi, genere «Fossa [...] oggi maiale, domani pro-sciutto» o «Padroni, governo/ [...] denti». /// [...] /// Minoranze della minoranza della [...]. Lì in piazza, [...] è sì di lotta, [...] cupa. Pure il tempo, che pro-metteva [...] è stato clemente. I leader sono tutti [...]. Con [...] ci sono i capigruppo Mussi [...] Salvi, che viene coccolato con un «Vai, [...]. Poi squilla il telefonino: «È Visco». Chissà che curiosità avrà, [...] Finanze. [...] comun-que, nonostante le buone [...] slogan contro il go-verno, Cobas urlanti a [...] ce ne sono. Il corteo da «separati [...] a piazza San Giovanni. Massimo [...] e Fausto [...] alla mani-festazione dei metalmeccanici. Il segretario del Pds: «I [...] rispettato i patti, ora tocca agli imprenditori». E sulla verifica di governo, [...] «Nessuna [...] sarà una riflessione sul lavoro [...] nella maggioranza. E sulla vicenda del contratto, [...] chiede al governo di «rendersi [...] di [...]. /// [...] /// Trecentomila «meccani-ci» a Roma. Uno sciopero cui nelle [...] altri con il coinvolgimento, [...] tutti i lavoratori. Ma i vertici [...] non si scompongono. E ribattono colpo su [...]. Anzi, numero su numero. Parla il presidente, Gabriele Alberti-ni. Cosa cambia, dopo questa [...] tra [...] e sindacato? Il primo [...] grande amarezza perchè si attribuisce allo sciopero [...] purtroppo non ha. E perchè [...] que-sto potere si alimentano [...] non si possono sbloccare. Gli scioperi cioè non [...] di sostanza che sono il motivo del [...] impedisco-no di firmare il contratto. Quali sono questi aspetti di [...] Dal punto di vista [...] il fatto che il sindacato [...] una lettura parziale [...] bibli-co accordo del luglio [...]. Considera cioè lo scarto tra [...] effettiva e programmata senza [...] con gli altri due elementi [...] valuta-zione che sono chiaramente indicati dal protocollo agli effetti [...] recupe-ro salariale: [...] della varia-zione del cambio sui [...] e [...] effettivo delle retribuzioni. Se consideriamo -come vogliamo fare [...] coerenti esecutori di [...] -che il contratto del [...] è stato impo-stato su [...] programmata del [...] che [...] reale è 9,9 e che [...] fatto le retribuzioni sono cre-sciute del 6,1 per effetto [...] auto-matismi oltre a un [...] legato [...] di tutti gli altri elementi [...] escluso il premio di risultato arrivando così [...] qualcosa da re-cuperare ci sarebbe. Ma ecco che entra in [...] della va-riazione del cambio sui [...]. Se-condo le tre fonti [...] ammonta al [...]. Se lo to-gliamo dal [...] 7,9 ed ab-biamo un saldo attivo dello [...]. Questi sono i numeri [...] non può cambiare. Quindi mi sta dicendo [...] nessun recupero? Se sbagliamo a fare i [...]. Vorrei rimettermi al tavolo [...] interlocutori naturali comple-tando il lavoro che è [...] tre anni precedenti e di cui vediamo [...] con [...] che si ab-bassa. Mentre in questo momento [...] una specie di voglia di rivincita su [...]. Ricordiamo quello che affer-ma [...] Banca [...]. Se per compiacere il [...] e i [...] metalmecca-nici in piazza facciamo [...] Fazio i tassi di sconto. E tut-to si sballa. Quindi? Nessun riavvicinamento? Chiediamo [...] ripresen-tarsi al tavolo con volontà coerente col [...]. Invece ci chiede una [...] il solito giro di negoziato e poi [...]. No, servono altri in-tenti. Sulla questione del salario [...] dare un salario in-flattivo significa avere aumenti [...] provocare dei licen-ziamenti veri. E questo non lo [...]. Riavvicinamento? Mi piacereb-be, ma [...] solo su ba-se volontaristica, bisogna pensare al [...] modo. [...] Albertini [...] «Ma lo sciopero non cambia [...] numeri» [...] «I lavoratori sanno che il [...] sta facendo la [...] parte» ANGELO FACCI N ETTO [...]. La guarda con un [...] il sottosegretario al Lavoro, An-tonio [...] la giornata romana delle [...] lui, in fondo, è sempre rimasto sindacalista. Ma qualche motivo di [...] comunque. [...] in corteo e niente slogan [...] nei confronti del governo. Un fatto per certi [...] se paragonato alle manifestazioni del passato. Come lo interpreti? Significa [...] lavoratori hanno ben chiaro da dove vengo-no [...] rinnovo del loro contratto; hanno chiaro cioè [...] presenza di un contraente che non rispetta [...]. Ma anche in passato a [...] di no [...] sempre una controparte pa-dronale. Eppure il governo finiva [...] dei manifestanti. Ci sono due aspetti [...] vanno considerati. Il pri-mo è che [...] la prima volta, ha dato attuazione ad [...] fondamentali [...] del luglio [...] quello relativo al patto [...] ed ora sta fa-cendo uno sforzo per [...]. Il secondo è che, [...] ha fatto [...] la linea guida delle proprie [...] economiche. E si è mosso [...] due obiettivi [...] e del lavoro. Non è semplice benevolenza [...] lavoratori, nei con-fronti del «governo amico»? Ho [...] prima parte di un corteo che, in [...] obiettivi e punti di con-trasto. Il conflitto di oggi [...] fatto che la parte im-prenditoriale non rispetta [...] momento in cui il go-verno ne dà [...]. Più in generale, come [...] membro del governo e da ex sindacalista [...] manifestazione operaia nel tempo [...] Ulivo? Come un momento [...] credo debba far riflettere an-che il governo, [...] è già pronunciato negli incontri con le [...] mandato al ministro del Lavoro -nel caso [...] -di avviare la mediazione. Questa manifestazione aumenta le [...] nel ri-spondere alle problematiche che riguardano i [...]. Hai detto di [...] visto il corteo: nostalgia? Meglio [...] là o di qua? Nostalgia, sì. Ma pure occasione di [...] si stanno muo-vendo le organizzazioni imprendi-toriali di [...] solenni assunti. Impegni che hanno dato [...]. Non bisogna mai [...] tutti i giornali parlano del [...] ma senza [...] del [...] e la coerenza con cui [...] sono mossi i sindacati avremmo oggi [...] sotto il tre per [...]. /// [...] /// Non bisogna mai [...] tutti i giornali parlano del [...] ma senza [...] del [...] e la coerenza con cui [...] sono mossi i sindacati avremmo oggi [...] sotto il tre per [...]. (0) (0) ![]()
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