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PIETRO LARIZZA «Priorità a riforme [...] sviluppo» [...]. /// [...] /// Confindustria va [...] sulle 35 ore «Il nuovo [...] fermi la legge». [...] non sarà Fossa a decidere DA UNO DEGLI INVIATI PIER FRANCESCO BELLINI ISEO [...] Le 35 ore e la [...] di [...] riforma delle pensioni [...] sulla formazione del nuovo go-verno. [...] il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Ci-polletta: sì a [...] ma niente legge sulle 35 [...] e poi -dice [...]. Sergio [...] e Giorgio Fos-sa, seduti [...] monastero di Rodengo Saia-no [...] come «Scon-figgere la disoccupazione in Eu-ropa», non [...] di fronte [...] politica. Un faccia a faccia, [...] presidente di Confindustria e il segretario della [...] che confer-ma la divisione [...]. Sulla proposta di Cipolletta di [...] mano da subito alle pen-sioni, Sergio [...] se la cava con una [...] «Non mi pare [...]. Giorgio Fossa, di contro, [...] sono due dei punti che do-vranno essere [...] -precisa secco -ma è ovvio che le [...] spie-gate nel dettaglio solo nel primo incontro [...] del Consiglio. Sempre che ci sia [...]. Posso anticipare che chiederemo [...] Gover-no uno sforzo immediato sul te-ma della concertazione; [...]. Per quanto riguarda una nuo-va [...] delle pensioni, poi, il pensiero di Cipolletta non è [...] novità. Ne parleremo, ma come [...] ufficiali di Confindustria le stabiliranno gli imprenditori [...] Comitato [...]. [...] gli out out proposti da [...] divide Fossa e [...]. E per fortuna non [...] il segretario della [...]. Poi [...] il governo lo si [...] e non con Confindu-stria». Fossa, invece, appare irre-movibile: «A [...] prezzi, anche alla stabilità del governo, [...] un limite. A quel che mi [...] politiche, che in un nuovo governo avrebbero [...] o superiore a quello del partito di [...] sono schiera-te su posizioni [...]. Il resto sono schermaglie, [...] la figura di Massimo [...] e il governo prossimo [...]. [...] sorprende tut-ti dimostrando una cautela [...] sulla possibilità che il nuovo esecutivo rappresenti una [...] istituzionale e politica è un [...] vantaggio per [...]. Non mi pare però [...] arrivati alla fine del nostro calvario». Poi, incalzato dai giornalisti, [...] precisa: «Per noi [...] a [...] non cambia nulla; quel [...] è il merito delle questioni. Quando ci verrà presentato [...] le prio-rità da indicare. A nostro parere, in questo [...] è indispen-sabile [...] della Fi-nanziaria e [...] corret-ta e rapida dei provvedimenti [...]. Il presidente di Confindustria lancia [...] al segreta-rio dei [...] una sfida che in con-troluce [...] essere interpretata anche come una cauta apertura di credito: «Molte [...] anno, [...] ha fatto dichiarazioni impronta-te al [...]. Adesso è arrivato il momento [...] anche nei fatti. [...] tante volte che nel [...] Prodi [...] troppo forte il ruolo svolto da [...] e che ritene-vamo opportuno [...] prima persona del segretario del partito di [...]. Ora giu-dicheremo il governo sui [...]. [...] curiosità la regala [...] persona, smentisce la pos-sibilità di [...] impegno diretto di [...] prestigio (Pietro Marzotto) [...]. Quanto basta a [...] per [...] replicare: «In un governo di [...] le persone sono [...]. Più flessibilità del salario, [...] del-la forza lavoro, più mobilità [...] una politica monetaria ed [...]. Flessibilità che comprenda una [...] rapporto tra i costi del licenziamento e [...]. In sostanza si tratta [...] più le imprese [...] dipendenti a tempo inde-terminato. Il licenziamento deve [...]. È una svolta liberista [...] viene auspicata da econo-misti che in gran [...] non sono. Ma si tratta di una [...] addolcita da una serie di [...]. I «professori» si rendono [...] politici, sindacali e so-ciali di una misura [...]. Se-condo [...] Lester [...] per [...] liberalizzazione dovesse essere in-trodotta [...] al domani in Italia la [...] salirebbe al [...]. Perciò queste riforme pur [...] rimandate ad un momento più [...]. Motivo: [...] in un momento in [...] è depressa, la disoccupazione è ele-vata, [...] scarsa disponibilità di po-sti [...] una gran quan-tità di lavoro in eccesso [...] «condannerebbe molti lavoratori a ingrossare le fila [...]. Le riforme devono essere [...] le condi-zioni nel mercato del lavoro [...]. Preliminare è che le [...] politiche mone-tarie espansioniste per facilitare la crescita [...]. Il [...] imprenditori e governi dovrebbe-ro accordarsi [...] strategie. Ciò le renderebbe più [...] -già adesso -gli impren-ditori ad assumere più [...]. Oltre alla minore difficoltà [...] riforme riguardereb-bero la riduzione del salario mini-mo [...] però uno standard di vita minimo), la [...] a tem-po parziale e definito, la mobilità [...] a comin-ciare dai sussidi per la casa, [...] un sussidio ai disoccupa-ti che non scoraggi [...] un posto di lavoro, imposte negative sul [...] di assunzione o di formazione. Non tutti gli economisti [...] il Manifesto con-cordano con [...] delle pro-poste. Il francese [...] ha di-chiarato la [...] opposizione ad un eccesso [...] mercato del lavoro, essendo in so-stanza contrario [...]. [...] si inserisce per-fettamente nel [...] politico in Europa, da quan-do il governo [...] ha dato uno scrollone [...]. /// [...] /// Il segretario della [...] Sergio [...] e il presidente della Confindustria Giorgio Fossa [...] INTERVISTA [...] ROBERT [...] «Sul lavoro niente falsi [...] DA UNO DEGLI INVIATI ANTONIO POLLIO SALIM BENI ISEO [...] Non prendete per buo-na [...] e non cre-diate che per ridurre la [...] soltanto procedere speditamente sulla strada della deregolamentazione [...] del potere dei sindacati. [...] Robert [...] Pre-mio Nobel [...] ritiene che in Europa ci [...] troppi equi-voci irrisolti e si inseguano falsi miti. [...] in ordine cronolo-gico, riguarda le [...] ore. [...] in Francia e in Italia [...] errore madornale perché chi le sostiene guarda [...] ad un fe-nomeno irri-solvibile, inevi-tabile. È vero invece che [...] la quantità di lavoro non è un [...] essen-zialmente dal livello [...] produtti-va». [...] insieme con Franco Modigliani, [...] Beniamino Moro, Dennis [...] Alfred [...] e Paolo Sylos Labini, [...] manifesto internazionale contro la disoccu-pazione che smonta [...] delle tesi del «pensiero uni-co» e attacca [...] delle strategie economiche e di politica monetaria [...] Europa. Non ha assoluta-mente senso [...] fun-zionamento del mercato del lavoro». [...] si preoccupa troppo poco [...] della di-soccupazione e in particolare [...] «Sì, ed è drammatico. Negli Stati Uniti, questo [...]. Nel 1997, meno del [...] era disoccupato da più di [...] an-no mentre in Germania era il [...] in Francia il [...] in [...] europea la metà esatta. Quando un paese tollera [...] cittadini in grado di lavorare dieci siano [...] che il sistema produce squilibri che alla [...] costo sociale ed economico eleva-tissimo. Purtroppo la disoccupa-zione di [...] tolle-rata, dunque è molto facile [...]. Ma questa non è [...]. Nel vostro «manifesto» rifiutate [...] politiche [...] centrate sulla flessi-bilità del [...] più facile, e la politica mo-netaria condotta [...] finora utilizzata solo [...]. Ma bisogna intendersi anche [...]. Per tutti gli anni [...] la maggioranza dei paesi europei [...] seguito la politica monetaria della [...] e non [...] stato un go-verno e non [...] stata una banca centrale in grado di contrastare le [...] della banca centrale tede-sca. Il gruppo che ha [...] Ma-nifesto è molto critico nei con-fronti della politica [...] Europa: i banchieri centrali ricordano molto da [...] che utilizzano ar-mi e uomini per combattere [...] non esiste più. E [...] è sempre più evidente, è [...]. Avete lanciato una sfida [...] europei chie-dendo che tra le missioni della [...] ci sia anche [...] di te-nere sotto controllo [...] accade negli Usa. A Francoforte si pensa [...] è una nuova istituzione [...] motivo deve dimostrare e rafforzare la propria [...] particolare [...]. Più [...] bisogna dire che una [...] credibile se è in grado di fare [...] date le circostanze del momento. Guar-diamo come agisce la [...] in America: è mossa [...] dal dogmatismo. Se al posto di [...] ci fosse stato [...] due anni fa la [...] avrebbe aumentato i tassi [...] chissà quale prezzo avrem-mo pagato in termini [...]. Ma il mondo non [...] la defla-zione. La caduta dei prezzi [...] materie [...] si tratta di prezzi [...] alti e bas-si. Oggi, comunque, siamo in pre-senza [...] un calo [...] ed [...]. /// [...] /// Torniamo alla disoccupazione: [...] «È molto probabile che [...] mercato del lavoro, [...] di minimi salariali, la [...] la manodopera, il peso del fisco soprattutto [...] la-voratori a bassa qualificazione, scoraggino la creazione [...] lavoro. Ma va detto che negli [...] in Europa [...] stata una forte ondata di [...] che non ha risolto il problema fondamentale: la bassa [...] di lavo-ro. Se si agisce solo [...] della maggior flessibilità nel mercato del la-voro, [...] grandi passi [...]. Ci sono altri due fattori [...] importanti sui quali si deve di-rigere [...] pubblica: il livello [...] produttiva e la [...]. [...] della domanda, si può calcolare [...] in Francia e Ger-mania la [...] può esse-re ridotta del [...]. Per quanto [...] concorrenza sia [...] sia soprattutto nei servizi creerebbe [...] occupazio-ne». /// [...] /// Per quanto [...] concorrenza sia [...] sia soprattutto nei servizi creerebbe [...] occupazio-ne». (0) (0) ![]()
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