Fermat è un magistrato [...] matematico, non ama pubblicare, scrive in margine [...] legge, quindi in forma oracolare, per enigmi, [...] lettore, preferisce gioire in solitudine e appartarsi [...] sue ricerche e le sue scoperte. In questo personaggio trova espressione [...] ciò che costituisce [...] personale -più o meno inconscia [...] Colli: la concezione aristocratica della cultura, [...] di una [...] diffusione limitata e circoscritta; la [...] della cultura stessa come hobby, non come professione. Una concezione aristocratica. Che si pone in [...] esigenza espressa da Colli, cioè la comunicabilità [...] attraverso testi [...] chiara e limpida, dal [...] anche ai profani -qualità tutte che concordano [...] i gerghi astrusi, i tecnicismi, i compiacimenti [...]. Ma egli ama anche [...] lettura difficile, coloro che, almeno in apparenza, [...] le « gallerie buie », i « [...]. Da un lato dunque [...] alla comprensione comune, [...] un sapere elitario che [...] essere più indovinato che comunicato. Alla base un sogno, [...] un mondo scomparso, ed esteso a visione [...] aspirazione universale: una comunità di eletti, una [...] viva voce [...] cicaleccio accanto al focolare [...] -un linguaggio complice, ambiguo, lontano da ogni [...] delle verità da tenere segrete, nascoste ai [...]. Perché bisogna tacere le [...] pochi, non « mettere tutto in piazza [...] i sospetti e le persecuzioni (« Bisogna [...] con questa astuzia: di [...] tra noi la verità, [...] soggiogare i molti »; « Che cosa [...] del mondo? Ciò che è importante è [...] certi uomini, ben differenziata dagli altri » -La [...]. Coerente è quindi il [...] « che offre a molti le espressioni [...] », che pone fine alle aristocrazie della [...] dominio della plebe con « paurose conseguenze [...]. La scrittura inoltre -come [...] antico [...] è una astrazione che [...] intendendo per vita quella cultura autentica, vitale, [...] -di cui il libro offre solo un [...]. Ma nella realtà odierna [...] anche [...] cosa che rimane, al [...] sogno e del miraggio, [...] mezzo -come riconosce lo [...] Colli [...] avvicinarsi alla cultura vera. Quella cultura che bisogna comunque [...] dopo [...] intravisto il sostrato terribile e [...] dopo [...] misurato [...] e la crudeltà della vita, [...] dal dolore di questa conoscenza [...] mezzi per la [...] della civiltà. ///
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Quella cultura che bisogna comunque [...] dopo [...] intravisto il sostrato terribile e [...] dopo [...] misurato [...] e la crudeltà della vita, [...] dal dolore di questa conoscenza [...] mezzi per la [...] della civiltà.