[...] si può leggere alla pagina [...] di Grazie per le magnifiche rose, là dove [...] sin [...] 1963 -Arbasino raccontava le sue [...] «fra deliranti botteghe che vendono ugualmente di tutto. Vimini giapponesi, paccottiglie messicane, [...] di crèpe de Chine, telefoni della Belle [...] tiare nuziali di Mandarini, [...] Montecatini, cassette di [...] maté, rane francesi in [...] bavaresi, pale [...] gotiche, elmetti da pompiere, [...] zenzero, [...] manifesti del cinema muto, [...] morto, di Elvis Presley [...] Gilda Mignonnette impiumata». [...] gli spostamenti, gli inserimenti sono [...] in queste poche righe [...] (per un ulteriore confronto si [...] tenere presente la versione 1976, alle pagine 257-258); Arbasino, [...] come altrove, non altera in sostanza il materiale [...] ma lo circonda di una [...] trama di pizzi, lo «impiuma», gli conferisce una nuova, [...] vitalità, [...] in una strana creatura iridescente [...] conturbante, alla Max Ernst, che ostenta e al tempo [...] pare [...] nascondere la [...] natura antica. In questa scrittura convivono [...] (rispetto ai materiali precedenti) e il massimo [...]. Un esempio: quei «dischi ribaldi» [...] ancora presenti nel [...] (dove sono seguiti [...] forse per assonanza, da «carte [...] sembrano scomparire [...] edizione: li troviamo invece inseriti, [...] pagine più giù, ad aggiungere un tocco musicale ad [...] squarcio narrativo. Tra tanto lavoro di [...] alleggerito grazie ad un maggiore ricorso al [...] volto [...] subisce qualche trasformazione: ma [...] che il naturale accumulo dei segni del [...] intenso e ormai rugoso di una persona [...] visto e vissuto. Sempre della stessa America si [...] insomma, con qualche migliaio in più di opere al [...] di mostre al [...] di [...] a [...] e tra una [...] e [...] Arbasino infiltra accenni scettici e [...] al «postmoderno», al [...] al nuovo culto narcisistico per [...] forma fisica e alla centralità sociale di luoghi come [...] palestra (fruita con spirito [...] che «ginnasiale»). Nuove o rinnovate letture [...] Melville [...] Conrad), riscoperte di musicisti e registi -non [...] infine nuove esperienze, perlopiù a sfondo erotico. La differenza principale tra [...] i libri di critica culturale risiede infatti [...] dei [...] gay al largo di Manhattan. America, allora, come terra della [...] e della tolleranza, ma ancor più di una candida [...] della felicità individuale, compiuta [...] di quella dimensione tutta statunitense [...] dei gruppi sociali [...] a partire dalle più svariate [...]. ///
[...] ///
America, allora, come terra della [...] e della tolleranza, ma ancor più di una candida [...] della felicità individuale, compiuta [...] di quella dimensione tutta statunitense [...] dei gruppi sociali [...] a partire dalle più svariate [...].