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Un libro fa la [...] movimento non solo letterario ma politico e [...] Cd [...] INTERVISTA «Quei trasgressivi che hanno modificato il [...] fenomeno letterario collegato a fer-menti di cultura [...]. In questo senso allora [...] di un movimento [...] italiano. Qualche esempio: la rivista [...] -«Codici immaginari», o i collettivi [...] da cui è nata [...] Luther [...]. Ma soprattutto Decoder. Un magazine -ancora oggi [...] interessanti del settore -, una casa editrice, [...] «ShaKe», [...] un Bbs (anche questo si chiama Decoder). Il primo vero Bbs dei [...] italiani. E fra i suoi ani-matori [...] e [...] «Gomma», alias Ermanno Guarneri. La vostra «comunità» telematica [...] come una delle esperienze «più poli-tiche» del [...]. Una definizio-ne che ti convince? Io sono convinto che tutto il [...] abbia una chiara connotazione politica. Nè potreb-be essere altrimenti, [...] sul terre-no delle comunicazioni, delle informazioni. Che sono oggi il [...] definizione. Certo, Sterling in un convegno [...] sosterrà mai di far parte di un movimento letterario [...]. Ma che i suoi [...] è altrettanto evidente. Movimento politico, dici. E allora si può [...] un bilancio di questa esperienza? Non so [...] fare un bilancio. So che il [...] aggiunto ai movimenti sociali, [...] alle culture underground già esistenti. Diversi, ovviamente, da paese [...]. Ciascuno con una propria storia, [...] con le proprie esperienze. In Italia ci sono [...] più radicali? Non so se nean-che questo [...] per esempio che in Ger-mania gli hacker [...] intesi come pirati informatici, ma come «trasgressivi [...] contro il monopolio delle infor-mazioni, [...] hanno costretto la [...] a scendere a patti [...]. E ora il co-losso [...] i loro con-gressi. So che il gruppo [...] ora è stato chiamato [...] rete civica di Am-sterdam. Vuoi dire che il [...] comun-que dei segni? Dico che la rete, [...] state diverse senza le battaglia sui diritti [...]. Ma che è rimasto [...] quella che voleva la democrazia elettronica a [...] uno scontro, dipenderà dalle [...] di forza. Ma bada che non [...] scontato. Guarda gli Stati uniti, [...]. Lo sai, lo sanno [...] ha passato dei guai [...] suo sistema di crittografia, che serve a [...] della posta elettronica, era ac-cusato di favorire [...] messaggi cri-minali. Bene [...] stata una forte mobilitazione in [...] e [...] è stato assolto. [...] ha deciso che è [...] rischio di fornire uno strumenti a gruppi [...] mettere a rischio il diritto alla riserva-tezza. Una vittoria sulla quale nessuno [...] scommesso eppure [...] stata. O pensa a Bill Gates [...] suoi progetti per far soldi su Internet. Bene, ora il suo [...] è of-ferto gratuitamente: la rete altrimenti gli [...] spalle. Come andrà a finire, [...] noi. Si potranno esplorare gli [...] ville, ricostruiti in modo piut-tosto spettacolare con [...] video e immagini foto-grafiche. Il Cd si «legge» [...] storico in cui sono state realizzate le [...] oppure ricercando diretta-mente autori e luoghi. I Greci sono stati [...] otto secoli prima della nascita di Cristo, [...] nostra penisola. Una presenza, quelle delle [...] el-leniche, che è stata fondamentale e che [...] tanta parte [...] Meridionale. Per chi vuole [...] di più, con-sigliamo Magna Grecia (Pc, [...] 59. Il primo elemento pregevole [...] Cd è [...] di navigazione mol-to intelligente. Si può così proce-dere [...] cultu-ra, colonie, sport, vita sociale, ar-mamenti, artigianato [...]. Ci sono immagini di [...] scritti e una scelta di poesie recitate, [...] originale, con ef-fetti molto suggestivi. [...] «colo-nie» rappresenta la parte [...] Cd, con numerosi [...] sugli insediamenti greci. Uni-co neo è [...] di una funzione «taglia e [...] sui testi, e la mo-notonia delle musiche di accom-pagnamento. E passiamo a La Pietra [...] (Pc e Mac, distribuzione Leader, [...]. È un Cd della [...] che trasporta su dischetto [...] su carta. [...] è la storia di un [...] indiano, Orso Blu, che per di-ventare guerriero deve superare [...] serie di prove. Il racconto è ben [...] origi-nale è la parte interattiva. [...] su uno dei tanti oggetti [...] ap-paiono nelle schermate non si ha mai la risposta [...] ci si potrebbe attendere. Ma la parte più [...] quella in cui ciascuno si costruisce la [...]. Il Cd-Rom mette a [...] og-getti, animali, sfondi e situazioni. Il resto sta al [...]. /// [...] /// Ma anche qualcosa di [...] movimento [...] Anto-nio Caronia e Domenico Gallo [...] libro per la [...] spiegano che Gibson, Sterling, [...] postmoderni, così come [...] hanno proposto temi e [...] animano le nostre società. In qualche modo hanno [...] ci riguardano tutti. Una storia critica di [...] anni. STEFANO BOCCO N ETTI [...] di tutto le date: 1984, [...] e 86. Poi i fatti, in [...] libro di William Gibson, [...] che inaugura la definizione [...] costruito [...] delle reti dove Case, [...] Robin [...] ruba dati alle multinazionali [...] lunario). Dopo, [...] se-guente, il successo del libro [...] infine, [...] dopo ancora, [...] di racconti [...] di Sterling. Che dà una sistemata a [...] la -«scombi-nata» -produzione [...] dei vari Shelley, [...]. È nato, insomma, il [...]. Dove la rabbia «musicale», la [...] dei giovani londinesi fine degli anni [...] -il punk -si sposa con [...] immer-so [...] della tecnologia ha deciso di [...] per far esplodere il siste-ma. Questo tanti anni fa. Ma da allora il fe-nomeno [...] fermato. In qualche mo-do è [...] cyberspazio di Gibson è diventato uno dei [...] abusati), le trasposizione [...] dei temi e delle [...] del giorno (e a [...] genere ora ci provano addi-rittura registi italiani) [...] Case vie-ne «citato» nelle sfilate di moda. Eppure Neal [...] -per citare solo uno [...] di scrittori [...] -va più [...] dello [...] Gibson. E arriva a disegnare non [...] scontro fra un grup-po di «ribelli» telematici e [...] tec-nocrazia, sempre citata ma mai [...] una tecnocrazia senza icone, [...] stato fino ad ora. [...] ora racconta invece la battaglia [...] i [...] e un aspirante [...] che vorrebbe controllare [...] rete delle comunicazioni. Un personaggio che tan-to [...] Bill Gates. Il [...] è cresciuto, insomma. E dopo 13 anni [...] di bilanci. An-che [...] la parola -«bilanci» -non [...] giusta, visto che in un genere lette-rario [...] comunicazione è diffi-cile tracciare una linea e [...]. In ogni caso, però, è [...] tempo di una sto-ria critica. Antonio Caronìa e Domenico Gallo [...] studiosi di questi feno-meni -ci provano con [...] Baldi-ni e Castoldi: [...] e Faust, breve sto-ria [...]. Fatte le debite propor-zioni [...] non possono [...] a male -i due [...] opera-zione di Sterling di 11 anni fa: [...] materia, [...] i tratti comuni, leggere [...] più usati. È una lettura critica dei [...] di questi tredici anni. Non tanto e non [...] di vista letterario. I due autori di-cono di [...] che [...] di uomini che si «interfacciano» [...] le reti telematiche, che si iniettano droghe tecnologiche, che [...] rimodellano il corpo con la [...] sono [...] di problemi, di atteggiamenti, di [...] (e non senso) di quel che [...] fuori della fantascienza. E in questa accezione [...] è paradossalmente paragonata ad [...] che per convenzione segnarono le tappe della [...] scoperta [...] o [...] delle fab-briche in Inghilterra. La «letteratura postindustriale» di Gi-bson [...] altri testimonia, insomma, che [...] megalopoli, grande quanto il Giappone [...] o le altre, rigi-damente [...] «centro» per norma-li e periferie per sbandati [...] per scelta) è [...] a due passi da [...]. Il [...] ci racconta che la società [...] ha già superato la frattura fra corpo e tecnologia. Certo, ancora oggi esistono [...] (pacemaker), altre meno. Ma i [...] scrittori [...] esplodere [...] mentale fra ciò che [...] artificiale, inserendo chip direttamente nella testa e [...]. E si domandano, come [...] allora la tecnologia e qual è la [...] chi sta divenen-do cyborg (organismo cibernetico)? E [...] che si spinge verso la [...] macchina che va verso [...] E [...]. Sono stati (e sono) Gibson [...] altri a scrivere delle violente, nuove tec-nocrazie [...] a imporre il loro ordine ad un [...] aveva fatto sognare governi libertari. Ma sono sempre loro [...] isole -«recintate» quanto si vuole, ma inaccessibili [...] comunque ha vinto il contro-potere -, a [...] dove i [...] marginali organizzano la loro [...]. In nuove tribù. Ma non sono tribù come [...] abituati a [...] lì, nelle comu-nità, convivono [...] e donne che, sep-pur ai [...] sono dentro [...] simultanea. Sono a con-tatto con [...] li devono possedere e rielaborare, non fosse [...] sopravvivere. E li devono rielabo-rare [...]. Il [...] allora, ci antici-pa [...] una direzione: che ai rischi [...] società massificata possa subentra-re una società [...]. Dove co-munque possa esistere, magari, [...] della diversità». E quindi minoranze, diffe-renze. Di cultura, di sesso, [...]. [...] come lettura di quel che [...] avvenendo. Con un suggerimento in [...] che sa liberarsi di [...] nelle situazioni limite, e [...] Faust, che prova a [...] definito col [...] è preferibile scegliere il [...]. [...] rischia, ma si libera dei [...]. Lo «spi-rito del [...] straccione, colorato, ri-belle e nichilista. E piuttosto diffiden-te nei [...]. La tecnologia era una [...] il futuro, e i punk non ci [...]. No future era il refrain [...] un pezzo dei Sex [...] the [...] eleva-to a slogan, perché i [...] del [...] non credevano nel concetto di [...] idea falsa e [...] non sognavano un mondo mi-gliore [...] utopie pacifiste erano roba da [...] -ma predicavano cinicamente e rumorosamente [...] prossima ventura. E in questa visione apocalittica [...] posto per la tecnocrazia. Tecnocrati erano le [...] che avevano soldi e [...] grandi studi di registrazione dotati di apparecchiature [...] per i loro concerti, televisioni e riviste [...] i loro prodotti. Alla tecnocrazia delle [...] il punk dei Sex [...] degli [...] 69, dei [...] X, rispondeva con il [...] mezzi usati (chitarre elettriche, [...] moog o sintetizzatori), la [...] canzoni fatte su tre accordi, i ritmi [...] per combattere i tirannosau-ri del rock, noiosi, [...] vecchi («Nel corso di [...] tutte le persone ritratte [...] avranno 30 anni o più», recita-va il [...] articolo del New Musical [...] del gennaio [...] e nella foto [...] quasi tutte le personalità [...] del rock di [...]. Il rock tornava così [...] faccenda di adole-scenti che suonano per altri [...] come loro, vesto-no come loro, sputano come [...]. Il discorso ovviamente si [...] comunicazione. E [...] cominciano a saltare fuori [...] evidente le analogie tra il movimento dei [...] Settanta e il movimento [...]. Allora la comunicazione era [...] fatte in casa, ciclostilate, [...] che puntavano ad una informazione al-ternativa e [...] da gruppi editoriali, o «corrotta» da interessi [...]. E la que-stione del [...] del rovesciamento dei meccanismi gerarchici della comunicazione, [...] sappiamo, è un tema centrale del [...]. Insomma, sarebbe solo questio-ne [...] anni Settanta era la fanzine, negli anni Novanta [...] Internet. Ma non è proprio [...] la consa-pevolezza politica è più forte, lo [...] è più reale, come ben sanno gli [...] da oltre un decennio nel-la rete. Per cui il rapporto [...] Punk [...] è un [...] un parados-so, con molti [...] tra le due «subculture», ma una diver-sa [...]. La musica affine [...] è notoriamente la [...] che fa uso abbondante di [...] tastiere computerizzate tan-to aborrite dai [...] originari; ma il contrasto è [...] di apparenza, perché [...] di fondo è sempre quella [...] produrre musica sganciati dal sistema [...] major, e la tecnologia ha aperto la strada a [...] miriade di giovanissimi mu-sicisti indipendenti (da [...] ai Future Sound [...] London), in grado di produrre [...] in pic-coli studi casalinghi usando cam-pionatori, [...] e com-puter. Come i punk amavano [...] era innaturale, artificiale, di scarto, così i [...] o dalle perfor-mance dei [...] Compa-ny, giocano con il [...] industriale, con le mu-tazioni del corpo, i [...] mutilazioni corporali sono [...] comune ad entrambe: i [...] con le lamette, i [...] trafficano con [...] e altre pratiche), una [...] come ha ben pun-tualizzato lo studioso di [...] giovanili Ted [...] è co-mune a entrambi [...] differenza: che per i [...] le tribù, non più [...] per il territorio, possono fi-nalmente «comunicare e [...] tecnologie post-indu-striali, per creare una struttura al-ternativa [...] gerarchie». Sottoculture a confronto: i gruppi [...] e quelli del [...] alla [...] Dove [...] di più Ecco i numeri [...] indirizzi per [...] di più sul movimento: Decoder Bbs (02/29527597) Ed inoltre gli indirizzi web: [...]. /// [...] /// Sottoculture a confronto: i gruppi [...] e quelli del [...] alla [...] Dove [...] di più Ecco i numeri [...] indirizzi per [...] di più sul movimento: Decoder Bbs (02/29527597) Ed inoltre gli indirizzi web: [...]. (0) (0) ![]()
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