La psicologia [...] non era lineare, e [...] scrittura ricca di amplificazioni quasi crepuscolari potrebbe [...] di artificio, come se egli si compiacesse [...] tra idealità e realtà. Ma si tratterebbe di una [...] profondamente errata. Il bisogno di azione [...] assolutamente prioritario: scoramenti, incertezze, propositi di ripiegamento, [...] positiva [...] di [...] di lavorare, a suo [...]. Era il momento, quello, [...] la propaganda sulla nazionalità e [...] per la dissoluzione [...] ed è perciò che egli, [...] primi del 1918, darà vita alla rivista «La Voce [...] Popoli», organo della [...]. Ed era il momento [...] lavoro nel Mezzogiorno e in Calabria, forzata-mente [...] degli amici durante gli anni di guerra. Appunto sul [...] per il Mezzogiorno si [...] che lo distingueva, pur nel comune impegno, [...] Fortunato [...] Salvemini, suoi interlocutori privilegiati. Fortunato, a suo tempo [...] pessimista che mai, tanto da ritenere che [...] «ripiombato il Mezzogiorno nella barbarie, per secoli»; [...] Zanotti [...] replicava che questo non era vero, aggiungendo [...] ciò fosse, ragione di più per [...]. Salvemini, da parte [...] aveva ripreso [...] politico diretto, accettando la candidatura [...] Puglia per la lista dei combattenti; e gli chiedeva [...] assumere la direzione [...]. Zanotti rispondeva di no. [...] a Fortunato spiegava cosi [...] «sono troppo [...] per non sentire la [...] critica, di [...] di stato maggiore senza [...] agisce, nessuno scende tra quel [...] per [...] a realizzare qualcosa, sia [...] ma di realmente efficace e duraturo». E direttamente a Salvemini, [...] Che cosa vogliamo? pubblicato [...] «Io non nego tutto [...] propaganda scritta: ma a forza di criticare [...] proporre certe altre azioni abbiamo finito col [...] mondo delle idee che anche [...] non la concepiamo ormai [...] guerra non era riuscita a troncare la [...] in essa «noi recitiamo la parte [...] ma a nessuno è [...] mente di scendere dal palco e di [...] teatro». Un [...] rivoluzionario? Certamente no: la [...] non va «a forza di ghigliottina e [...] fautore di piccole riforme da [...] nel lavoro concreto di [...] più quando la massa dei combattenti vedevano [...] di giustizia e di libertà nutrita in [...]. Tutto sommato, egli si [...] una lotta politica al di fuori dei [...] più difficile, ma non abbandonava la tenace [...] lavoro autonomo di base, se non ristretto [...] avrebbe meglio corrisposto allo sperato cambiamento. Fedele alla [...] scelta egli dunque aveva ripreso [...] educativa e sociale [...]. ///
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Fedele alla [...] scelta egli dunque aveva ripreso [...] educativa e sociale [...].