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È stata realizzata qualche [...] esce ora postuma. Maria [...] è morta infatti nel di-cembre [...] di 83 anni. [...] intervistata a Roma, nella [...] via Salaria, un appartamento dove il tempo [...] davve-ro a quel 1938, anno cruciale per [...] e italiana in particolare. [...] in cui Ettore [...] si imbarca a Palermo su [...] traghetto che deve [...] a Napoli. È il momento che [...] italiano sceglie per scomparire, lasciando un mi-stero [...]. Maria [...] in questa in-tervista, aveva [...] di Ettore e soprattutto della [...] famiglia. Ne esce un ritratto esteso [...] una famiglia italiana della borghesia pre bellica, una famiglia [...] intellettuali. Un pez-zo di storia [...]. /// [...] /// [...] incertezza [...] di questo nome. Viene forse dalla maggiorana, [...] «major», maggiore. Non [...] incertezza, ovviamente, [...] geo-grafica. Ci parli allora delle [...]. Il nonno paterno era [...] scambi con Roma, con la Capitale, erano [...]. Era una famiglia [...] intellettuali di idee liberali. Sette figli, cinque maschi [...]. Il nonno te-neva molto [...]. E questi figli ebbero tutti [...] riu-scita. Il grande, An-gelo, fu [...] Finanze, Giu-seppe fu professore di Economia Politica nonché Rettore [...] Cata-nia; un altro ancora, Quirino, fu fisico [...] direttore a Bologna [...] di Fisica [...] e il più gio-vane, [...] ingegnere e architet-to. A lui si debbono [...] stile liberty che ancora oggi si posso-no [...] Catania, fra cui un palazzo vicino al mare, [...] 1905, proprio di puro stile floreale. Mio padre a [...] volta era un esperto di [...] fu per molti anni Direttore [...] privata telefonica di Catania. Eravamo cinque fratelli e [...] tre maschi tutti di fila, poi dopo [...] sono arrivata io. A scuola si andava a Roma, non [...] dubbi. I maschi erano tutti [...] di Roma, in piazza [...] Cinquecento, [...] dei gesuiti, e mia sorella grande al [...] Trinità dei Monti. Io per qualche anno [...] Catania con papà, la non-na e ovviamente la [...] veniva a Roma a trovare i suoi [...]. Quando i ragazzi fini-rono, [...] mamma pensò, come è ambizio-ne di molti [...] nelle grandi città del continente, Roma o Milano. Toccò a Roma e [...]. Mio fratello Et-tore era [...] dei fratel-li, quindi il più vicino a [...]. Ma [...] otto anni di differenza. Mio padre venne al Ministero [...] al Ministero delle Comuni-cazioni. Poi dovette andare a Mi-lano [...] per la Pirelli, per dei cavi telefonici [...] un esperto in materia -quindi stette là [...] tempo, dopo di che si ammalò. La dia-gnosi fu sbagliata, [...] poi venne a Roma, era una malattia [...] fu operato e se ne andò abbastanza [...]. Nella famiglia [...] ci sono questi maschi [...]. Le donne, invece, sembrano un [...] sullo sfondo. Del non-no ho detto. La nonna penso che [...] madre di famiglia: insomma, aveva tirato su [...]. Le sorelle di mio [...] alle arti, suo-navano. Insomma, [...] delle fanciulle per bene [...] allora, questa hanno avu-to tutte. Anche mia madre di-pingeva [...] il pia-no. Ma vorrei [...] di mio padre, che aveva [...] interessi lettera-ri. Io ho un ricordo [...] molto antico: in una casa [...] campagna, [...] dalle parti di Randazzo. Alla sera, le lunghe [...] usava leggere i li-bri ad alta voce [...] ed era una cosa che a me [...] piaceva moltissimo. Gli inte-ressi spaziavano molto [...] Do-stoevskij, Shakespeare, Goldoni. /// [...] /// Queste serate di lettura, [...] papà così simpatico ai suoi figli, io [...] una cosa molto bella. [...] che [...] ho pro-vato a [...] per esempio, con mio nipote [...] libri ad alta voce». Questo le sorelle, il [...]. E i fratelli? E Ettore? «Mio [...] Ettore aveva già da [...] ma anche nelle altre [...]. Fra lui e gli altri [...] uno scambio culturale in-tenso. Mio fratello grande, Salvato-re, [...] il nonno -si interessava molto di filosofia, [...]. Luciano ed Ettore invece [...] Etto-re poi passò a Fisica, in un anno [...] esami. Tra di loro [...]. [...] grande Ettore discuteva molto [...] esempio di Scho-penhauer, Nietzsche, oppure di let-teratura. Salvatore era ingordo di [...] patito di [...]. /// [...] /// [...] di tutte le tragedie di Shakespeare che [...] divorai molto giova-ne». Musica e pittura, assieme [...] punteg-giato la vita di questa grande famiglia. Accompagnava mio padre, che aveva [...] discreta voce. Molto amore per il [...]. Mia ma-dre aveva tutti [...] Puccini e Bizet. Anche Ettore suonava, a [...]. Tutti i fratelli studiarono [...]. Non erano particolarmen-te portati, [...] Ettore [...] era un [...] di più, aveva orecchio, [...] tanto andava al piano a suonare qualcosa». Ma questo Ettore che [...] che cantava e che ascoltava suo padre [...] Shakespeare [...] Dostoevskij, quando rivela il genio per la [...] «Lui [...] sempre stato molto bra-vo in matematica. Anche da bambino, a [...] padre gli dava delle moltiplica-zioni da fare [...] attimo lui le faceva, anche di tre [...]. Insom-ma mostrava una sorta di [...] naturale. Questo non vuol di-re [...] un fenome-no in famiglia, assolutamente. Non veniva presentato, non [...] ma nemmeno agli amici, come un fenomeno [...] le moltiplicazioni in un attimo. Era una cosa che [...] e che faceva molto piacere, e basta». Quando arrivò la scelta [...] fisico? Come ho detto, i due ragazzi, Luciano [...] Ettore [...] fecero Ingegneria insieme. Erano quegli gli anni [...] grande Orso Corbino aveva fondato la scuola [...] Fisica Teorica, che allora era più che altro [...]. Negli anni Trenta la [...] più piede e al-lora gli allievi migliori [...] a Fisica. Ettore fu uno di [...]. In un anno lui [...] esami necessari. Poi frequentò [...] di via [...] ed ebbe una borsa di [...] per la Germania. Lì stabilì la [...] amicizia con Fermi. È stata [...] forte, reciproca, an-che se ovviamente [...] es-sere critici [...] con [...] ma sempre senza rancore né [...]. Regnava [...] mera-vigliosa». Abbiamo visto che [...] un fisico in famiglia, lo [...] Quiri-no. Quanto può [...] influito sulla scelta di Ettore? «Lo [...] Quirino fu poi il suo interlocutore preferito, [...] colloquio su svariate questioni scientifiche. Un altro interlocutore era [...] e anche il fratello Lucia-no. Con Salvatore aveva più [...] letterarie. Quanto al carattere particolare [...] era sì un [...] astratto per via di [...] umanamente lo definirei as-solutamente normale, anzi parti-colarmente [...] per gli amici avrebbe fat-to qualunque cosa». In qualche libro, nel [...] «Ragazzi di via [...] viene descritto come chiuso, [...]. Non è così, allora? «Ma [...] affatto scon-troso, o, che so io, troppo [...]. È vero che dopo il [...] dalla Germania, dove non era stato bene in salute [...] preso una brutta gastrite, forse curata male -era un [...] cambiato. Un dettaglio che mi [...] il suo bere molte tazze di the, [...] casa nostra era un [...] inconsueto, perché, da buo-ni [...] caffè. Forse lui si convinse [...] malattia da cui non poteva usci-re, pensava [...] doves-se essere trattata così. In ogni ca-so sì, [...] Germania, lui era, ecco, un [...] depresso, più solitario, si [...] in se stesso. Noi rispettavamo que-sto suo [...] appunto che sarebbe stato pas-seggero. Poi smise di frequentare [...] dove invece prima andava sempre, stava al-zato [...] che altro a stu-diare, riceveva molte lettere [...] rimandava indie-tro. Aveva scritto già parecchie cose [...] il [...] una rivista scientifica, che erano [...] tradotte in tedesco e in in-glese. Poi in Germania si [...] amicizia con Heisenberg, aveva conosciuto anche [...] a Copenaghen. Durante questo periodo dei [...] Germa-nia lui scriveva moltissimo, non solo allo [...] a casa, al padre, alla madre. Voglio dire era un [...]. Si ricordava di tutti, [...] tutti. Insomma una persona sensibile [...] affettuosa, anche se dota-ta di molta ironia. Soprattutto faceva [...] su stesso». Saltiamo in [...] arrivia-mo [...] mesi del 1938. Ettore vince il concorso, va [...] insegnare [...] di Na-poli e lì fa [...] prolusione. Che cosa accade? «Noi [...] la fa-miglia andammo, come era giu-sto che [...] que-sta prolusione, che fu bellissima. Non verteva solo su [...] fisica teorica, ma spaziava anche in campo [...] grande apertura mentale. Mi colpì moltissimo, ero [...] pensavo fra me: come parla bene. Andò be-nissimo, [...] molta gente. Noi poi ripartimmo e [...] Roma». Poi venne la crisi, [...]. E quella decisione di [...] Palermo. E di non tornare. Lo so, lo ha [...]. Ma ci parli di [...]. Poi quei tre giorni [...]. La [...] scomparsa e noi che apprendia-mo [...] notizia da Napoli, perché [...] cercarono Ettore a casa nostra. Noi rispondemmo allarmate: [...] non [...] è a [...]. Ma ci risposero che [...] non si era presenta-to alla lezione. E così sapemmo. Allora i fratelli si [...] Napoli e là, nella [...] stanza [...] trovarono la famosa lette-ra, [...] Carrelli, che era il Rettore [...] e questi mostrò le [...] ricevuto da Ettore. Tutto mi emoziona, nel [...] ma soprattutto gli avvenimenti degli ultimi tre [...]. Mi angoscia ancora ades-so [...] deve avere passato [...] suo, perché aveva preso [...] drastica, eppure non volle o non poté [...] nel viaggio di andata. E il ripensa-mento, la [...]. Quindi il sipario cala [...] che il silenzio». Ma Lei pensa di [...] qualche modo la sorella pre-ferita di Ettore? «No, [...]. Voleva bene a tutti. Certo, io ero la [...] sì. Lui era molto carino [...] gentile, mi aiuta-va ovviamente nei compiti di [...]. Una volta mi fece [...] un tema bellissi-mo, che io poi, molto [...] scuola. Naturalmente si capì subito che [...] scrit-to io. In quella casa di [...] estive, quando [...] era limpida e pulita [...] stellato, lui mi parlava delle stelle, mi [...] mi diceva i nomi e io ero [...]. /// [...] /// Da sinistra, in piedi: [...] Luciano, Salvatore, Ettore e [...] sedute: Maria, la nonna, [...] Dorina e Rosina, la sorella maggiore. A fianco al titolo [...] Maria suona il piano Ettore [...] sparisce sulla nave [...] nel 1938 Una vita [...] Dal precoce amore per i numeri al [...] Enrico Fermi: i misteri di un genio. E scomparve tra Palermo [...] Napoli [...] notte tra il 25 e il 26 [...]. Tra queste due date [...] di un genio assoluto che non ha [...]. Ettore, quarto dei cinque [...] mondo [...] Fabio Mas-simo e dalla [...] Dorina Corso, mostra fin da bambino una forte [...]. [...] familiari narrano di un [...] che, a quattro anni, si nasconde sotto [...] concentrarsi e risolvere, a mente e in [...] tra numeri a tre cifre. I ricordi dei suoi [...] un libero (nel senso di volontario, senza [...] faccia al muro, risol-ve complesse equazioni differenziali [...] velocità con cui non uno qualsiasi, ma Enrico Fermi, [...]. Già, perché nel 1928, [...] Et-tore, [...] a Roma con la [...] quelli di fisica teorica che da due [...] Eccellen-za, il ventottenne Enrico Fermi. /// [...] /// E pronto a percorrere una [...] ancorché brevissima, car-riera. Nel giro di quattro [...] pubblica 9 lavori scientifici. Tre dei quali (quello [...] di scambio che tengono uniti protoni e [...] quello relativo alle equazioni [...] a infinite componenti e, [...] alle proprietà del neutrino) lo proiettano nel [...] fisica nucleare e subnucleare. Nel 1934 ha già [...] ricerca. O, almeno, di rendere [...]. Quanto ha fatto non [...] a tutti (alcuni suoi lavori verranno pienamente [...] anni dopo). Ma è sufficiente per [...] ancora oggi, un fisico attuale. Ed è ritenuto suffi-ciente [...] per [...] meriti speciali e [...] senza concorso e al [...] ogni prassi consueta, la cattedra di Fisica Teorica [...]. [...] inizia le sue lezioni il [...] gennaio del 1938. Due mesi e [...] dopo, il 25 marzo, alle [...]. Prima ha fatto in [...] due lettere in cui annuncia alla fa-miglia [...] di Fi-sica, [...] suicidarsi. Ma la mattina successiva, [...]. [...] Carrelli un [...] di Napoli. Quindi [...] Grand Hotel Sole scrive, sempre [...] Carrelli, una lettera in cui sostiene che «il ma-re [...] ha rifiutato». Alla Tirrenia risul-ta che [...] 27 marzo, si imbarca sul Postale da Palermo [...] Napoli. Da quel momento, di Ettore [...]. La scomparsa, così teatrale, lascia [...] una serie di interrogativi cui molti, dallo scrittore Leonardo Scia-scia al fisico Erasmo [...] cerche-ranno di dare una risposta. Il giovane fisico si [...] è scappato? E perché? Echi era, in [...] I motivi e le [...] erano e restano un mistero. Il personaggio, uomo e [...]. [...] era timido, introverso. /// [...] /// Con mille sfaccettature. [...] secondo alcuni. /// [...] /// Uno come Galileo o Newton, [...] Enrico Fermi, tipo [...] che di-sponibile alle valuta-zioni [...]. [...] tendeva a [...] la [...] limpida genialità. Uno che aveva una estrema [...] a ren-dere pubbliche le sue intuizioni, sorrette pe-raltro da [...] dimo-strazioni matematiche. Una ritrosia espressa con una [...]. È in questa ritrosia, [...] che va cercato il motivo che ha [...] di esprimersi in maniera completa. Che va cercato il [...] alla fisica italiana straordinarie [...]. Edè in questa ritrosia, [...] che va ricercato, al di là di [...] il motivo della [...] misteriosa e prematura scomparsa. /// [...] /// Edè in questa ritrosia, [...] che va ricercato, al di là di [...] il motivo della [...] misteriosa e prematura scomparsa. 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