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I ri-tardi nel nostro [...] si intreccia lo stallo della transizione e [...] politica del-le donne, sono dovuti non solo [...] e alle sue varie tensioni ma anche [...] donne al loro modo di discutere e [...]. Insomma questa de-bolezza della [...] parla Asor Rosa ha avuto un complice, [...] per-ché si considerava decisivo, in quella sorta [...] nello «scavare nicchie e orti conclusi», e, [...] su una rivendicazione ai tavoli del potere. Una fuga che è [...] cosa della reazione della [...] fra voi. È ovvio che, sul [...] politiche di sinistra, [...] di Asor Rosa pone [...] forma della partecipazione politica, le forme democratiche [...] e della selezione della classe dirigen-te (è [...] che ha favorito un esito ne-gativo, non [...] donne, del sistema unino-minale) di fronte alle [...]. Il versante democratico del [...] chiamato a credere, per definizione, nel ruolo [...] nella costruzione di un sistema politico coerente [...] ha can-didamente rimosso e gli ha sostituito, [...] stessa cosa, la difesa delle sigle, [...] su par-titi destinati a [...] partiti destinati a restare o divenire partiti [...] ceto politico. Ancora: pone il problema [...] deri-va [...] e bipolarismo imperfetto, fra [...] decisionale centrato sui tavoli delle oligarchie dei [...] anzi-ché su un movimento politico democratico unita-rio [...] delle sue provenienze storiche, degli assi dei [...] della maggiore o minore radicalità di prospetti-ve. Pone insomma fra [...] la questione dei confini [...] con cui si deve intendere lo stesso [...]. Si può ancora usare [...] per intendere la somma sia pure composita [...] di una storia politi-ca? O «sinistra» deve [...] tutto il versante di governo del bipolarismo [...] sinistra, lo si chiami pure se si [...] almeno senza trattino. Non è una questione di [...] o [...] che chiede Asor Rosa è [...] nel suo insie-me o non [...] sarà costretta a [...] non solo entro le logiche [...] meccanismi esisten-ti ma anche di quelli che sembravano essere [...] disarticolati negli anni recenti. Sul piano della [...] delle donne le cose [...] quelle generali ma sono insieme più complesse [...] riuscire a dire in un lavoro che [...] politica delle donne. La cittadinanza politica femminile [...] solo funzione, sottoprodotto obbliga-to di un recupero [...] o av-verrà nella misura in cui il [...] alla uscita dalla transizione si qualificherà, anche [...] al suo interno, per una co-scienza non [...] cioè non fondamentalista, delle novità che rappresentano, [...] e dunque devono rappresentare? La risposta non [...] non è al-la portata solo di singole: [...] ciò che in-tendiamo come natura della politica, [...] ci dice la storia e [...] delle donne, alla let-tura [...] presente. Ma il nesso posto [...] Asor Rosa [...] e va analizzato fino [...]. Forse fra i limiti [...] politica femminista [...] stata proprio la doppia [...] parte è mancato il nesso fra condizioni [...] protagonismo femminile, [...] stata la demonizzazione ideologica [...] la politica democratica, definita come [...] nel suo essere nata [...] essere fondata su categorie maschili, nel suo [...] praticabile e nemmeno inte-ressante per le donne. Lo scontro fra queste [...] come schiacciato anche le iniziative e le [...] non si riconoscevano né [...] e né [...]. La stessa occasione [...] in cui le donne [...] ruolo di avanguardia aggregante, meno segnato dalla [...] sigle proprio perché meno interno alle vecchie [...] vecchi poteri -e lo si è visto [...] anticipatrici di è stata come congelata fra [...] potere e la pres-sione [...]. Giocare la propria parte [...] tran-sizione significa invece agire su un doppio [...] alla riflessione della donne e quello legato [...] attuali difficoltà della democrazia, che non deve [...] perduto. Non si tratta infatti [...] sacrificale, di devozione femminile a un dovere [...] si è detto con sufficienza. Si tratta della consapevolezza [...] obiettivi non possono che marciare insieme e [...] quadro di una politica rinnovata e re-cuperata [...] sfondo di una storia femminile e insieme [...] che nuo-ve leadership politiche femminili o sono [...] «erga [...] verso uomini e donne, [...] cruciale o non si legitti-mano verso nessuno. Non è forse questo il [...] del [...] don ENZO MAZZI [...] dei poveri A [...] dalla morte, don Lorenzo Milani [...] più vivo che mai. [...] una grande atten-zione verso le [...] esperienze, il suo messaggio, la [...] figura. Fioriscono pubblicazioni su di [...] convegni, si aprono dibattiti sui media ed [...] anche il sipario del grande schermo. Ma è ambigua questa [...]. Ripropone [...] pro-blema della mitizzazione. Cen-trare tutta la luce sulla [...] per-sona oscura ancora una volta i poveri, la gente [...]. Era que-sto che voleva [...] No di certo, anzi [...]. Semmai [...] dei poveri lo voleva [...] le Espe-rienze pastorali fatte a Calenza-no e [...] seppellire vi-vo don Lorenzo nel deserto di [...]. Il prete inquieto fu [...] osava dare alla luce, nella Chiesa e [...] culture e alle aspirazioni popolari che erano [...] e tali dove-vano rimanere; perché scopri-va e [...] ai valori umani ed evangelici di quelli [...] atei e scomunicati. Fu colpito come era [...] Mazzolari e come saranno colpiti padre Balducci, [...] Lercaro, il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, [...] dom Fran-zoni e mille [...]. La società, la cultura, [...] la Chiesa dovevano restare blindate rispetto a [...] degli operai e contadini comunisti. E chi osa-va [...] ponti doveva essere bloccato con [...] mezzo. Le culture popolari Non si [...] dunque don Milani enfatizzando [...] sulla [...] persona. Si valoriz-za solo [...] inserito nel processo storico [...] di emersione delle culture popo-lari da secoli [...] di denominazione; emersione che avviene, in questo [...] è la nostra epo-ca, grazie a un [...] una fusione con le culture, [...] separate, di élite in [...]. Insomma la grande intuizione [...] Mila-ni è che la borghesia come classe separata [...] farsi da parte e doveva invece porre [...] al servizio della emersione delle classi popolari. Da questo in-treccio fra [...] sarebbe nata una sintesi nuova di vita [...]. È quello che lui [...] pri-ma a Calenzano e poi a [...]. [...] dei «lontani» Già in seminario Lorenzo si distingueva per la [...] attenzio-ne verso i cosiddetti lontani. Seminarista anomalo, rispetto a [...] da un la-vaggio del cervello iniziato per [...] di undici anni, «il Milani» metteva a [...] più aperti, per cercare fra le pieghe [...] quel tempo i pas-saggi che ci consentissero [...] nostro bisogno di superare la frattura che [...] la Chiesa e i poveri. Il Vangelo stava rischiando [...] nel mercato ca-pitalista: non poteva più essere [...] credibi-le dal vecchio [...] ma nemmeno dalla emergente [...] manager, salvatore dei poveri con le elargizioni [...]. Negli interminabili pomeriggi di [...] che chiedeva solo di imparare a memoria [...] vec-chi di oltre mezzo secolo, sco-primmo i [...] dalla gente del [...] dai cosiddetti lontani, [...]. Fu una sco-perta a [...] di esperienze e letture più o meno [...] come gli scritti di don Mazzolari o [...] teologia teori-ca e pratica che venivano [...]. Si traduceva ad esempio [...] libro di un parroco francese intitolato «Parrocchia, [...]. La tesi di fondo [...] pastorale ivi descritta era [...] operaia avreb-be in sé, nei suoi valori [...] di cambiare il mondo ingiusto solo che [...] valori col Vangelo e con la fede [...]. È in fon-do la tesi [...] in-tegrale» di Maritain. Invece, di-ce il libro, [...] si attarda in pontificali, elargi-zioni benefiche e [...]. E così i poveri, privi [...] Paro-la, sono attratti [...] comunista. La Francia è scri-stianizzata, [...] missione. Per il libro è [...] è così. Ridiamo ai po-veri la Parola. Potranno così avvicinarsi al Vangelo. E que-sto intreccio far [...] dai poveri e Vangelo raddrizzerà il mondo [...]. Con un tale desiderio [...] «mondo dei pove-ri», uno dopo [...] uscimmo di seminario e [...] vita. Giovani preti nel crogiolo Ci [...] in un crogiolo che andava ben oltre [...] e i nostri progetti. Il boom della industrializzazione, [...] sviluppo dei media avevano rotto i compartimenti [...] le premesse per un generale rimescolamento delle [...]. Si preparava la me-tafora [...] quei magici tempi della evoluzione della specie [...] un essere nuovo. La posta in gioco [...] perché quel crogio-lo aveva due possibili sbocchi. Uno sbocco, che ritenevamo [...] dubbio dram-maticamente distruttivo, era quello del consolidamento [...] mondo sot-to il dominio della borghesia, nel [...] della tecnica, del danaro, della com-petizione di [...] della violenza, del terrore; [...] sbocco, che giudicavano positivo [...] quale ci dove-vamo impegnare, era [...] del mondo nel segno [...] come autarchia delle classi popolari, ma come [...] delle migliori energie umane, cultu-rali e religiose, [...] poveri. Ci accorgemmo ben presto, [...] esperienze di pratica pastorale, che non si [...] una questione di preti, di Chiesa o [...] Vange-lo. La società intera era investi-va [...] una trasformazione pro-fonda e ambigua. Proprio per questo però [...] apriva per il Vangelo e per la Chiesa [...] incalcolabile va-lore. Bisognava scommettere la vita [...] stessa fede. Ed è quello che [...] giovanissimi preti, realiz-zando esperienze che insieme a [...] avrebbero Lo [...] ai privati, bene ma [...] pendolari? MASSIMO [...] DICEVA QUALCHE tempo fa [...] una società europea di trasporto ferro-viario: «Il [...] mezzo di trasporto del XX secolo. Esso è destinato ad [...] declino in tutti i paesi europei. Tra 50 anni vedremo [...] solo nei musei». Per i Verdi invece [...] uno sviluppo del trasporto su ferro di [...] è un elemento strategico del modello economico [...]. La spietata affermazione, appena [...] induce a controllare da vicino e sempre [...] vicissitudini delle ferrovie italiane ed il modello [...] stanno assumendo. E da questo punto di [...] è [...] utile una qualche riflessione sul [...] piano [...] delle [...]. Chi ha criticato [...] «finanziaria» o «ragionieristica» del [...] Cimoli [...] il suo limi-tato orizzonte strategico, dovrebbe probabil-mente [...] sguardo. Per esempio verso la [...] un piano genera-le della mobilità e dei [...]. Come possono [...] 7000 miliardi [...] per dieci anni in [...] cioè a impattare sul sistema dei trasporti [...] anni) senza avere a riferimento piani complessivi [...] la mobilità è un mistero che attende [...] (insieme alla convocazione della Conferenza nazionale dei [...]. Concentriamoci dunque sugli aspetti «indu-striali» [...] piano, i soli su cui [...] de-legato delle [...] ha una effettiva capacità [...] quelli in definitiva su cui [...] valutato il management delle [...]. Nel piano vengono solle-vati [...] la destrutturazione della ri-gidità e dei costi [...] la nuova organizza-zione strategica [...]. La certezza che esi-stano [...] miglioramento degli stan-dard produttivi del personale [...] e che ciò debba [...] rimozione di rigidità anacro-nistiche ed anche tramite [...] costo del lavoro, non dovrebbe essere oggetto [...] con parti sociali responsabili. Così la separazione [...] tra infrastruttura ed [...] di trasporto sarebbe più [...] letta da tutti come [...]. Ciò premesso, va anche detto [...] le soluzioni tecniche proposte [...] delegato delle [...] ci convincono poco. Il progetto di una [...] trasporto, denominata con grande fantasia «New Co», [...] giornali hanno lungamente parlato nei giorni scorsi, [...] soluzione «cerniera» delle due citate cri-ticità. Una nuova società che, [...] contrattuali attuali, andrebbe nel corso del [...] a rilevare il traffico [...] e lunga percorrenza, con una forte (maggioritaria?) [...] gli stessi oggi presenti nel capita-le della [...] ai quali verrebbe richiesto [...] loro attuali [...] di [...] inven-zione in partecipazioni nella [...] tra-sporto. È un modello figlio di [...] Team di Domenico [...]. Ma un figlio con [...]. [...] di una «soluzione [...] per le Ferrovie va presa [...] in considerazione e la costituzione di questa [...] può essere una cosa giusta. E i benefici sociali [...] possono anche sposarsi con un regime di [...] la progressiva riduzione dello Stato nel ruolo [...] trasporto. Dipende però dal come. Quando [...] costruisce [...] Team ci mette dentro, [...] povere, quelle dove maggiore è la concorrenza, [...] o in perdita. Ci mette i voli [...] Bo-ston [...] Chicago non quelli per New York o [...]. E sul mantenimento di [...] il sindacato a fare la [...] parte, pur di ri-manere [...]. Non è una sorpresa se [...] il sindacato non ci sta. [...] apre ai privati a [...] consolidato, e comunque in un ambito concorrenziale [...] esteri che in quelli ita-liani. [...] invece si [...] i 400 treni più [...] lascerebbero alla malora attuale gli altri 6000 [...] lì, che ogni giorno percor-rono la penisola, [...] pendolari. Senza considerare che la New Co [...] di-versamente da [...] in una situazione di [...]. Vale per noi, e [...] un indirizzo opposto: prima si crea la [...] apre ai privati e non viceversa. La verità è che [...] privati non riveste alcun ca-rattere strategico rispetto [...] in realtà Cimoli vuole riportare la costruzione [...] alta velocità [...] delle [...] (co-me abbiamo chiesto da [...] sa dove tro-vare le migliaia di miliardi [...] liquidare le famose [...] delle banche socie. Ma se questo è [...] lo si dica apertamente e si isoli [...] è un problema del governo. Ci preoccupa infine [...] su cui -molto più [...] -si giocherà, per dimen-sioni [...] futuro del sistema ferroviario ita-liano: quello del [...] metropolita-no. [...] -ormai alle porte -della [...] Bassanini [...] da parte delle [...] ben al-tro tipo di [...] allocazione di risorse. Lo svantaggio oggi a [...] in que-sto settore è drammatico. La capacità [...] e progettuale delle regioni -con [...] di una manciata di casi -è assai bassa. Ai dati at-tuali la [...] piuttosto che [...] di sviluppo è il [...] del trasporto su ferro: la legittimazione politica [...] tagli ai «rami secchi». Non è solo colpa [...]. È molto più fascinoso parlare [...] new [...] e free [...] che di pendolari, pul-lman e [...]. /// [...] /// È molto più fascinoso parlare [...] new [...] e free [...] che di pendolari, pul-lman e [...]. (0) (0) ![]()
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