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Un bambino mi è [...] gli occhi [...]. Non po-tevo immaginare che [...] la stessa situazione a Parigi! Così so-no andata alla [...]. [...] alcuni giornalisti, pochi fotografi e [...] televisio-ni. Eppure erano più di [...] erano lì e che dieci di loro [...] scio-pero della fame. Per prima, ho incontrato Valé-rie Lang. Mi ha abbracciata [...] «Sono contenta che tu ci [...]. È fantastico». Subito ha ag-giunto: «Rimani [...]. Ero molto sorpresa, quasi [...]. Sapevo che erano nati sei [...] della chiesa e avevo inte-so [...] come una madre. Ho una bambina di [...] un altro bambino di tre mesi. Ero andata per aiutare [...]. Non vole-vo andare oltre. Inoltre, mi senti-vo a [...]. Gli africani hanno molto [...] osavo osser-vare tutte quelle famiglie ammas-sate le [...] temendo che ciò fosse scambiato per voyeurismo. CON I BAMBINI era [...] con gli adulti ero imba-razzata, nella chiesa [...] casa loro, e non era facile irrompere [...] a casa della gente. Il primo africano con [...] parlato era un ragazzo, un uomo sui [...] molto cordia-le e mi ha detto con [...] presenterò la mia famiglia. Aveva una moglie e [...] sorri-so alla donna e mi sono inchinata [...] automatici, che si fanno senza pensarci, e [...] qualche cosa ho chiesto da quanto tempo [...] Fran-cia, mi ha risposto da 8 anni [...] continuato sulle diffi-coltà a vivere [...] si è indignato. Un giorno mi hanno [...] dove mi hanno comunicato che ora basta [...] più i documenti! Sono rimasta stu-pefatta dalla [...] ho chiesto se vi erano altre persone [...]. Tutte queste persone, senza [...] lavorato regolar-mente e legalmente in Francia. Al-cune famiglie vi si [...] dieci anni, alcune persone sole vi avevano [...] tasse, vissuto in case. Ero indignata e spa-ventata [...] la defini-zione di «clandestino» era una bu-gia. Non ho mai accettato la [...]. Per due ragioni. La prima, è che [...] può gestire in un regi-me democratico. La seconda è di [...] si può incitare delle persone a rimanere [...] come dei fuorilegge, dove ri-schiano di essere [...] in prigione da un momento [...]. Ma questi africani rifugiati [...] erano dei clandestini. Erano stati esclusi dalla [...] misura amministrativa in-giusta e assurda. Fu in quel momento [...] reagire. Non potevo più tornare [...] quello che avevo visto e saputo: ho [...] la notte in quel rifugio insieme a [...]. Il mio primo contatto [...] con i bambini. Letteralmente mi so-no saltati [...] sui 5-6 anni, che avevano voglia di [...]. Uno di loro mi [...] «Io posso difendermi dalla polizia. Sono molto forte». Mi ha mostrato i [...] stesso tempo potevo sentire il suo piccolo [...] contro il mio pet-to. Allora, durante il giorno, [...] con questi bambini per liberare le loro [...] pau-re. Ma ho visto anche [...] le staffe. Soprattutto tra gli uomini [...]. È incredibile, un uomo [...] di un metro e ottanta o novanta [...] lacrime tra le braccia di una donna [...] e [...]. È brutto da vedere. Credo che fosse la reazione [...] una grandissima stanchezza. Avevano avuto il coraggio [...] la loro situazione irregolare ma sapevano quale [...] da pagare per il loro coraggio. Un ragazzo mi ha [...] «Sono [...]. Mi sento vecchio». Eppure aveva 20 anni! /// [...] /// Nessuna si è mai lamentata [...] fronte a me. Quando chiedevo: come va? Mi [...] un gran sorriso. Ho sentito che mi [...] prima sera: [...] dagli occhi blu rimane [...]. Questo è gentile da parte [...]. Non avevo idea che [...] giorni e nove notti assieme a loro. I giorni passavano veloce-mente. /// [...] /// Poi tornavo a [...] a giocare coi bambi-ni, [...] madri un poco. Poi tornavo a casa [...] le [...] faccende, telefonare agli amici [...] di me stessa e [...]. /// [...] /// IL NOSTRO RUOLO era [...]. A parte la propria [...] definire correttamente in quale misura la nostra [...] utile ai [...]. Ho ten-tato di capire [...] queste persone, di interessarmi profonda-mente ad un [...] a quel momento mi aveva creato di-sagio [...] aveva impedito di vivere. I miei rapporti con [...] quindi più complessi. Allo stesso tempo facevo [...] intervenendo alla radio, alla televisione, rispondendo alle [...] e allo stes-so tempo, quando prendevo un [...] braccia e i flash scat-tavano, avrei preferito [...] qualunque. Era chiaro tut-tavia a [...] nostra presenza aveva attirato i media e [...] mezzo per ritar-dare [...] della polizia o per-ché [...]. Infatti è ciò che è [...]. Questa angoscia di un [...] dal tramonto e raggiungeva il parossismo verso [...] mattino. Inutile spiega-re che erano [...] bian-co, durante le quali ogni rumore esterno [...] di pa-nico. Trascorrevamo le notti a [...] sigarette, parlare pia-no per non svegliare i [...]. Una notte, alle cinque [...] falso allarme ci ha fatto alzare tutti [...]. I bambini svegliati urlavano, [...] cercavano [...]. Alcuni bagagli furono messi [...] uo-mini tremavano, le donne piange-vano e poi [...] terribile paura della violenza. Il panico era tale, [...] ho perso le staffe. Ho chiamato [...] per fare un ultimo tentativo. Mi hanno dato il [...] di [...] (residenza estiva del capo [...] Stato), [...] qualcuno mi ha rispo-sto: «Non possiamo svegliare [...] questo! Ho lasciato il numero [...] ma non sono mai stata richiamata. È [...] volta in cui ho tentato [...] intervenire direttamente. Vi era un accordo [...] uomini politi-ci, le personalità e la gente [...] nostro intervento potesse svolgersi senza [...] dei delegati africani. Che io sappia, questa fiducia [...] è mai stata tradi-ta. Era un movimento africano, [...] africani. Quando dovevano prendere delle [...] tra di loro, in famiglia, cioè con [...]. [...] la dimostrazione di questa [...] il mo-do «maldestro», ingenuo, in cui hanno [...]. Nel senso che essi [...] ricorso a nes-suna malizia politica di fronte [...] che ha utilizzato cinicamen-te tutti i mezzi [...] fine di [...]. Durante questo finto dialogo [...] ha voluto instaurare hanno preso per buono [...] veniva loro promesso senza capire che veniva [...] trappola. Alcuni uomini politici come Alain [...] o altri che godevano [...] avrebbero potuto tentare di [...] al contrario. Tuttavia [...] non lo hanno fatto e [...] è fantastico. Anche se la tentazione era [...] soprattut-to prima [...] quando il governo sembrava [...] adottato un atteggiamento più umanitario. Io stessa ho detto [...] al ge-sto compiuto dal governo bisogna-va rispondere [...] della fame. Ma sono con-vinta che [...] tutti celibi, tranne uno, i quali erano [...] dal rimpatrio, erano pronti ad andare fino [...]. Cre-do che questi uomini [...]. Li capisco, capisco [...] che li spingeva al [...] di salvare la «famiglia». Ma, io, non volevo [...]. Non avevano tattica di [...] che invece aveva una strategia. Così verso le 2 [...] le voci di un intervento della polizia [...] confermate, hanno finalmente lanciato il mes-saggio di [...] sciopero a certe condizioni. Allora io sono crollata. Ho preso un tran-quillante [...] prima volta ho dormito. Il mio ultimo pensiero [...] verrà di nuovo tutto rin-viato. Sono stata svegliata da [...] porta. /// [...] /// Alcuni ragazzi tentavano di erigere [...] barricata con delle panche. In quanto agli africani, si [...] uniti [...] accanto [...]. La parola [...] era di non resi-stere. Nel panico un bambino [...] i suoi genitori si è but-tato tra [...]. Lo stringevo contro di [...] quando ho sentito il [...] urlare di-verse volte: «Fate [...]. Fate uscire i bianchi! Sentivo questo corpicino tremare contro [...] me e [...] tremavo. Una donna con [...] mi ha ordinato di [...] fuori. Le ho chiesto come [...] dei gas lacrimogeni in un luogo chiuso [...] dei bambini. Mi ha risposto che [...] il suo compito. Avevo deciso di non [...] rifiutato di separar-mi dal bambino fintantoché non [...] i suoi genitori. La confusione era completa. Una ma-dre ha tentato [...] far re-spirare il suo bambino di tre [...]. Un agente della celere [...] ma fermamente chiesto di sedersi di nuovo. NON VOLEVO lasciarmi an-dare [...] sen-tivo molta rabbia, una vo-glia di prendere [...] urlare. Questo disprezzo nei lo-ro [...] beffardi. E questo orrendo commissario [...] fatta uscire col bambino che si aggrappava [...] «Non [...] con gli uomini, le [...]. Non vo-lendo [...] del male [...] lasciata fare. Mi hanno fatto salire [...] della polizia e sono stata portata al [...]. Mi sen-tivo vuota. Oggi, e questo mi [...] sconforto, ho guar-dato il telegiornale. Non faccio parte di [...] ma sono stata male nel vedere Jacques [...] e Alain [...] esposti al sole sorridenti, [...] che non sarà cambia-ta la politica [...] e le leggi Pasqua. Mi sentivo allo stesso [...] Claire [...] finire il telegiornale con [...] «Alla fine, la storia dei [...] finisce piuttosto bene». Oggi, provo solo dolore. Anche la gente di [...] le leggi Pasqua sono inapplicabili, assurde! Ho visto alcuni magistrati [...] a pratiche in-complete, manomesse, manipola-te [...] momento dalla que-stura. Questa è la legge, [...] legge nel quale il governo ha tentato [...] piccole manovre! Che vergogna! Per quanto mi ri-guarda, [...] il co-raggio di questi uomini e di [...] la lezione di dignità che ci hanno [...]. /// [...] /// E voglio che sappiano [...] occhi blu» non li ha abbandonati. Come stanno le cose, [...] fortemente che il Parlamento elabori entro il [...] quella discipli-na che non è riuscito a [...] già trascorsi. Il pro-blema si ripresenterà [...]. Quanto ai criteri della [...] e la [...] mag-gioranza sembrano [...] di-menticato che il tema [...] legislatu-ra è stato quale soluzione da-re al [...]. Vi-sto come questo conflitto [...] si potrebbe [...] sia che, avevano ragione [...] Po-lo, era un tema sollevato sol-tanto per [...] e politica di Ber-lusconi, sia che [...] di un conflitto di [...] utilizzata stru-mentalmente per ostacolare [...]. Se dopo il de-creto, [...] non esulta è soltanto [...] ancora di più. Quanto ai negoziati, [...] di Let-ta, non nelle [...] sedi parlamentari (i presidenti dei due rami [...] Parlamento [...] i presidenti del-le due commissioni di merito [...] sentire la loro opinione al riguardo [...] scavalcamento effettuato delle loro [...] incompren-sibile se non fosse stato fina-lizzato alla [...] testo accettabile per Berlusconi. [...] vicenda è, da un lato [...] emblema-tica. È triste perché rivela [...] agisce [...] vale a dire tenen-do [...] in volta del-le opportunità e non del [...]. Nel caso in esa-me, ha [...] a rendere [...] arrendevole, a co-sto di stracciare [...] impor-tante sentenza della Corte Costituzionale e di lasciare [...] sistema radiotelevisivo nella precarietà. È emblema-tica perché rivela [...] di darsi le priorità giuste. Ha fatto riemergere di-visioni [...] e le ha, almeno [...] e temporaneamente, ricompat-tate soltanto [...] Uli-vo. Costituisce la prova che [...] di fondo del gover-no è [...] da risposte insicure e tentennanti [...]. Infine, la vicenda preoccupa [...] del lavoro che il governo sembra avere [...] la [...] attività e quella del Parla-mento. Non dovrebbe essere il [...] le leg-gi conformemente al suo pro-gramma e [...] Parlamento, [...] la [...] maggioranza in Parla-mento, che [...] con [...] in maniera pubblica e [...] tempi brevi e certi? Se nulla di [...] il meto-do è, come hanno notato amaramente [...] favorevoli [...] già visto, e già [...]. /// [...] /// Lo stesso Polo di [...] totalmente prigioniero di questa situazione e se [...] si vuole dare a Gianfranco Fi-ni per [...] le elezioni in aprile, [...] questa: il lea-der di An, più ancora [...] centro-sinistra, voleva certifica-re con il voto la [...] Berlusconi. Così non è stato [...] Sil-vio Berlusconi può a buon diritto continuare ad affermare [...] Polo, fino a quando i voti andranno come [...] resta lui. E gli altri, per [...] traina-re. Berlusconi si è messo [...] perché aveva tre fantasmi da esorcizzare: una [...] sotto la quale parec-chi suoi collaboratori sono [...] una situazione debitoria al limite della bancarotta; [...] concessioni televisive parzialmente sanate dal voto refe-rendario [...] che la Cor-te Costituzionale ha ben precisato. È ragionevole credere che Berlu-sconi [...] a palazzo [...] i sette mesi peggiori [...] ma è anche ragionevole credere che ogni [...] denti stretti il lavoro, magari attana-gliato da [...] di nau-sea, egli abbia trovato la spinta [...] tre spettri che se-guitavano a [...] sulla scriva-nia. [...] è perfettamente con-sapevole [...] che rap-presenta, sa di essere [...] poco capace se è al governo, po-liticamente nullo se [...] sa quindi di costituire un peso per la [...] stessa coalizione oltre che un [...] per [...] vita politica del paese. Ma [...] non avrebbe fatto la fortuna [...] ha fatto se non fosse anche perfettamente consapevole della [...] rendita che può ricavare [...] che la [...] figura rappresenta. Il risultato di tutto [...] oltre il decreto sulla tv, il risultato [...] a quando Berlusconi conti-nuerà ad essere il [...] dei due Poli tra i quali dovrebbero [...] della nostra energia politica, non potremo di-ventare, [...] titolo a [...] un paese normale. Infatti non è normale, [...] anormale, che un alto dirigente [...] diventi [...] del presidente del Consiglio [...] provvedimento del governo. Ed è ancora più [...] leggi vengano preparate pensan-do non alla generalità [...] al destino di una singola impresa. Rispetto al marzo del [...] di Berlusconi è peraltro molto migliorata. Un altro dei suoi [...] essendo politicamente così poco dotato, sia riuscito [...] questa attività in un altro investimento positivo: [...] è una solida realtà [...] Borsa, [...] casse è affluito danaro fresco, [...] di nuove tecnologie ren-derà [...] i limiti impo-sti dalla Corte, e quelli [...] norme antitrust finiranno per in-trodurre. Ci si può scandalizzare, [...] che tutto sia stato così facile. Si può addirittura so-spettare [...] oscu-ri scambi sotterranei per facilitare il nuovo [...]. Io non so se [...] siano stati, so però -lo suggerisce il [...] si-tuazione ereditata da [...] era, e in gran [...] insostenibile. Oggi, almeno due dei [...] sono ridotti a povere lar-ve. Resta il terzo, quello [...] sorte è legata a [...] que-stione, la più difficile: [...] ancora disposti a pagare, noi tutti [...] Berlu-sconi torni ad occuparsi serena-mente delle sue aziende [...] vita politica torni finalmente alla normalità. /// [...] /// Resta il terzo, quello [...] sorte è legata a [...] que-stione, la più difficile: [...] ancora disposti a pagare, noi tutti [...] Berlu-sconi torni ad occuparsi serena-mente delle sue aziende [...] vita politica torni finalmente alla normalità. (0) (0) ![]()
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