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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1632173332.

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Egidio «Riapriamo le porte [...] DALLA PRIMA PAGINA [...] e sindacati cati. Forse si sentono delusi, [...] pense-rebbe che è incauto guardare questo governo [...] ce ne fosse uno [...] una nemesi stori-ca, quando le forze di [...] al governo hanno sempre dovuto riparare i [...] deludendo i sindacati. La seconda stranezza è [...] giorni questo «governo amico» è sembrato schierarsi [...] facendo in-furiare gli imprenditori, e contro i [...] ma mettendo [...] la pletora di sigle [...] la categoria [...] assai più che [...]. [...] straniero riterrebbe impossibile che [...] così tanti ministri e sottosegretari sia al [...] dottor [...] e Mister Hyde: deve [...] uno dei due. La terza stranezza è [...] dei ferrovieri escludono con sdegno che la [...] scudi sia motivata dalla perdi-ta di privilegi [...] e quindi paiono impu-tare al governo una [...] stata data [...] euro-pea e che altri [...]. [...] straniero si chiederebbe come [...] che dovrebbero conosce-re bene la situazione mondiale [...] a [...] funzionali tentate o attuate [...] salvare la rotaia e con essa [...]. [...] punto è [...] il nodo della questione. Tut-te le grandi imprese [...] per snellire [...] e ridimensionare le burocrazie; [...] creano nella stessa azienda più aziende dotate [...] alla Fiat sembrava assurdo distinguere auto e [...] si è fatto. Nel settore dei trasporti [...] rapporto [...] internazionale del Lavoro -la [...] di distingue-re le infrastrutture dalla gestione, e [...] articola-zioni funzionali che arrivano a separare le [...] di business dalle biglietterie come luoghi del [...]. Sbaglia chi nega questa [...] ma chi la vuol [...] «tavoli» aperti. Infatti è giusto che [...] le conseguenze di questa ri-strutturazione, fra cui [...] perché le [...] hanno già ridotto, più [...] azienda ferroviaria, organici gonfia-ti da assunzioni incuranti [...] della produttività, e dettate da motivi sociali [...] ma anche politici come la clientela. E [...] bisogna dire che per troppo [...] i sindacati confede-rali, senza dubbio i più responsabili, hanno [...] con [...] quei rapporti aziendalistici che [...] preferiva. Non essendo questa [...] giapponese, troppe implicazioni organizzative [...] a rischio. Né facevano bene ai [...] anche se quel tran tran di relazioni [...] perché così non riuscivano a in-fluenzare le [...] aziendali piazzate lì dal potere politico, che [...] danni di sostanza e di immagi-ne. Così hanno lasciato [...] di essere implicati in [...] scelte. Eppure i sindacati confederali [...] che hanno negoziato le [...] delle belle responsabilità mentre sugli spalti i [...]. Disponendo di forza organizzata [...] con-trattuale, hanno proclamato oltretutto pochi scioperi, che [...] cominciarono per primi ad [...] (mentre adesso pare non [...] preavviso di 10 giorni). Ma la conflittualità persisteva, [...] di conflitti locali e di astensioni corporative, [...] (nato come scheggia della [...] il che convinse i [...] e il Parlamento ad approvare la legge [...] servizi pubblici. E [...] debbo ricordare che [...] sulle prestazioni indispensabili manca [...] perché le intese raggiunte fra azienda e [...] diritto di sciopero dei dipendenti meglio del [...] degli utenti, invece di [...] perciò la Commissione di [...] valutò idonei. Anche questo è un [...]. La partecipazione dei lavoratori [...] molte aziende di-cono di volere invocando [...] del Giappone e della [...] prodotto o del servizio. Quindi non è male se [...] partecipazione [...] stata in aziende pubbliche quali [...] Fer-rovie dello Stato o [...] o [...] dove ha funzionato dando ai [...] più peso che nelle aziende private, in cambio di [...] conflitti. Tuttavia [...] il sospetto che i [...] peso non tanto per la natura pubblica [...] posizione monopolistica di quelle aziende, dove per [...] per fini sociali lo Stato ha fatto [...] ripianando i pas-sivi o aumentando tariffe e [...]. Non è detto che [...] lavoro sia il solo responsabile dei conti [...] incide poco mentre in-cide [...] e le ferrovie sono in deficit quasi [...]. Resta il fatto che [...] notevolmente più delle metalmeccaniche. Ora, anche se il [...] è né da svendere né da mantenere [...] principio, occorre in ogni caso [...] rendere al meglio, e [...] possibile con una struttura monolitica, elefantiaca e [...] Ferrovie, e con rela-zioni industriali che producono [...] aziendalistico sebbene nazionale, e una contrattazione senza [...] fi-ne. Finalmente si esce dalle [...]. Mario [...] è il presidente delle Comunità [...]. Se vogliamo che il [...] non esploda, nei prossimi [...] avremo bisogno di almeno [...] immigrati». ///
[...] ///
Mario [...] è il responsabi-le delle [...] Co-munità di [...] una delle or-ganizzazioni più [...] caldo [...]. È per-plesso, in primo [...] sulla base di indiscrezioni, quelle pubblicate in [...] giornali. ///
[...] ///
Certamente la stesura definitiva [...] dalle cose che si sanno è già [...] spirito della legge. Ci dia un suo [...]. È uno sforzo apprezzabile [...] entrare nella fase del diritto e uscire [...] discrezionalità assoluta. Si esce dalla logica [...] Una [...] che ha provocato danni incalcolabili. Perché [...] non è un fenomeno [...] uno dei dati epocali della nostra vita [...]. Per questa ragione [...] di ar-rivare a un [...] e ricono-scimenti degli immigrati in Italia mi [...] di grande civiltà. [...] mi sembra molto chiaro [...] sociale, abbastanza innovativa, si accompa-gni alla parte [...] sulle sanzioni per chi non è in [...] prima vista, sembra piuttosto dura e restrittiva. Su questo aspetto ci [...] si contesta [...]. Credo che molte delle [...] questa proposta saranno de-mandate ad un regolamento [...]. I «centri» potrebbero essere [...] -dei [...] la-ger, oppure dei servizi civili [...] è giusto [...] voce al timo-re che [...] sanzione non concedano ai cittadini stranieri suffi-cienti [...] della digni-tà. Io credo che bisogni [...] ultima [...] solo a quegli immigrati [...] pericolosi per il nostro paese, mentre per [...] da valu-tare se in tutti i casi [...] vera e propria ovvero [...] di sanzione. Siete [...] con la verifica dei [...] per chi vuole entrare in Italia, con [...] valichi di frontiera ap-positamente definiti, e sui [...] permessi di soggiorno? In questi giorni mi [...] altre associazioni e abbiamo trovato forti convergenze. Ci acco-muna un punto [...] lo schema del ragionamen-to e dire subito [...] un valore positivo per il nostro pae-se, [...] di svilup-po. Questo è il punto [...] che dovrebbe animare qualunque prospettiva legislativa. In secondo luogo, [...] è una respon-sabilità. Per chi? Per [...] un grande paese civile [...] centro [...]. Si deve capire che [...] migratorie si esercita anche un intervento positivo [...] pa-ce e sui processi di interdipendenza nel Mediterraneo. Non vedo questi processi [...] varie parti del mondo verso il nostro [...] rischio di perdita di identità [...] ma al contrario come [...] identità dinamica sul-la scena internazionale. Infine, riten-go [...] di immigrati una neces-sità, un [...] per [...]. Un bisogno? Molto prima, aggiunge [...] le persone non in [...] lavoratori e contribuenti. A questo punto, una [...] stima in otto milio-ni gli immigrati che [...] dei prossimi 50 anni per contrastare in [...] fenomeno che [...] non può reggere pena [...] sistema pensionistico. Brutalmente: gli immigrati servo-no [...] casse [...] Se preferisce usiamo pure [...] è così: a di là del dibattito [...] è alla bancarotta. Questo vuol dire che [...] gente che lavora in [...] che versa contributi, forza lavoro fresca e [...]. Un numero ben al [...] tetti ipotizzati. Badi bene: stiamo parlando [...] minimo, non del modo di ri-spondere seriamente [...] internazionale. Diciamo che questi sono [...] do-vrebbero nascere da un sano egoi-smo nazionale. Aprire le frontiere, quindi? Questo [...] primo punto: aprire seria-mente i flussi di [...] è pre-liminare, o è contestuale [...] in vigore di qualsiasi [...]. [...] di questa misura renderebbe prevalente [...] tasso di persecuzione. Cosa intende per apertura [...] Sono quasi sette anni che i flussi so-no [...] là dei [...] familiari, dichiarati pari a [...] ha creato illegalità. Bisogna fare il piano di [...] triennale e stabilire nei decreti an-nuali [...] persone come quota di ingresso [...] in corso com-prensivi dei [...] che saranno circa [...] e altri [...] ingressi anno per anno. Poi è secondario da [...] è riaprire i flussi, altrimenti stabilire dei [...] pubblica: «guardate, stia-mo coi [...]. Non [...] dubbio: il primo modo di [...] clandesti-na è quello di rendere [...] e fi-siologico [...] regolare. [...] quota che andrà fissata [...] anno non può essere total-mente rappresentata da [...]. Cioé non si potranno [...] in base alle esigenze del mercato del [...] No, [...] il nostro mercato del la-voro non ha [...] ci consenta di stabilire con [...] di un anno che [...] in quali zone e in quali settori, [...]. Per questa ragione so-no [...] la prima è che per gli ingressi [...] conservata una percentuale per persone in cerca [...]. Quindi va bene il [...] temporaneo? Sì, ma da riconfermare nel momen-to [...] trova il lavoro. La seconda è che [...] nei primi tre anni di attuazione di [...] debbono [...] avere accesso in quota [...]. Tutto bene, ma non [...] parte dei nostri datori di lavoro usa [...] perché sono irregolari, e quindi costano di [...]. Questo è un problema [...] difficile soluzione, perché oggi il lavoro nero [...] anche gli italiani. Noi dobbiamo di-fendere gli [...] anche ricorrendo a forme ini-ziali di flessibilità [...] la-voro. E per i clandestini? La [...] portato alla luce po-co più di [...] persone entrate [...] o col permesso di [...]. Nel giro di qual-che [...] queste persone -senza alcuna sanatoria -potessero rientrare [...] anche [...] sacca di irregolarità po-trebbe [...]. Ecco perché è molto [...] sanzione ultima [...] non riguardi sempli-cemente chi [...] posizione di irregolarità, ma chi effettivamente è [...] gravi. Come lo sfruttamento della [...]. Sono [...] con le pene gravissi-me [...] motivi di lucro sfrutta i clandestini, mentre [...] è vittima di questi traffici. [...] della ministra Turco di [...] di uscire dai giri della prostituzione è [...]. In conclusione lei dà [...] sulla bozza di legge qua-dro del governo, [...] patto che. Sì, ci sono molti [...]. Ma so-prattutto eviterei di [...] un eccesso di illuminismo finen-do di essere [...] papa, e tutto per entrare in Europa. È un rischio che [...] Certo, pensi che in Francia e in Ger-mania [...] almeno un milione di clandestini, da noi [...] se li tengono, decidendo nel tempo co-sa [...]. Eppure incolpano [...] di avere frontiere colabrodo. Gianni [...] Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Vicedirettore: Marco Demarco (vicario) Giancarlo Bosetti Redattore [...] Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. ///
[...] ///
Hitler, infatti, viene al [...] depressione degli anni 30 con il suo [...] di massa, non durante [...] degli anni 20, ma [...] tedesco considerasse [...] più grave della disoccupazione [...] Hitler, ci sarebbe da [...] pau-ra. Io non ci credo. A differenza del presidente [...] e del ministro delle Finanze [...] i te-deschi (e il [...] Kohl) [...] bene che una loro obiezione alla nostra [...] Monetaria suonerebbe discrimi-natoria, e diversa [...] francese, brutta ma comprensibi-le, [...] semplice calco-lo di interessi di bottega. [...] mi sembra un eco-nomista educato [...] vecchia scuola storica tedesca. Sembra di capire, infatti, [...] obiettivo è una specie di mercantilismo mo-netario, [...] buona è quella forte (e per qualche [...] moneta cattiva), dove il surplus è un [...] deficit è un male, dove la disoccupazio-ne [...] sfaticati. Secondo la [...] nella Unione Monetaria rendereb-be [...] più debole del marco. Ma perché [...] deve essere for-te? E perché [...] dovremmo favo-rire un dollaro e uno yen deboli? Un Euro forte implica perdita di competitività [...] e per-ciò minor crescita e [...] di-soccupazione. E poi: perché [...] vuole un Euro forte, quan-do [...] oggi operando per ottenere un marco debole e un [...] for-te? Si è anche detto che [...] renderebbe [...] insta-bile, [...] dalla [...] forza o debolezza. [...] non è facilmente comprensibile: [...] Usa han-no Stati deboli e Stati forti, econo-mie [...] e in decli-no, finanze statali e locali [...] sono questi gli ele-menti che determinano la [...]. Vogliamo nobilitare [...] Che sia, senza [...] un segua-ce di [...] versione tarda, e di [...] Penso invece che la [...] più forte dei suoi estremisti, e che Kohl [...] di-mostrato di non avere le insensibi-lità della [...] o del suo ministro [...] Finanze [...] a tenere a freno la bestia che [...]. Se queste considerazioni dovessero [...] troppo remote, ba-sta riflettere sulle convergenze del [...] di dare il massi-mo della coesione e [...] euro-pea; il rifiuto di [...] altri Stati della Unione; lo stesso impegno [...] nel migliore dei modi quei «compiti a [...] fine di costituire pun-tualmente la moneta comune. Per-ché, allora, il nervosismo, le [...] sempre più insistenti di patti segreti che escluderebbero [...] dal pri-mo scaglione di aderenti [...] , che riguardano specificamente [...] della Germania nei no-stri confronti, [...] questo proposito? Ecco [...] il paradosso. Non vi è alcun [...] autenticamen-te europea con cui il Cancelliere af-fronta [...]. Egli vuole, non può [...] Euro forte e stabile quanto il marco [...] ripetutamente espresso la [...] ammirazione non solo per [...] anche per [...] del governo Prodi a [...]. Altrettanto importante è la [...] convinzione che il progetto sa-rebbe [...] da adesioni esclusivamente legate [...] del marco. Eppure, un pericolo esiste. Che tensioni di politica [...] Germania possano costringere il suo governo a cedere [...] chi fin [...] ha visto di maloc-chio [...] unilate-rale di un potere monetario già vi-gente, [...] a chi, in ultima [...] il sacrificio di legittime aspira-zioni [...] e di altri paesi [...] a causa di inadempienze rispetto ai parametri [...] nome di stereotipi na-zionali ormai smentiti da [...]. Per scongiurare una tale [...] fasciarsi la testa prima di [...] rotta, moltiplicare gli al-larmismi [...] piegarsi alla volontà di quelle forze, pubbliche [...] in Italia non aspettano altro per chiedere [...] che equivale ad affos-sare un progetto politico [...] di modernizzazione del paese. In questo contesto fanno [...] Parlamento italiano a tirare dritto per la [...] offrire alibi a nessuno, in Italia o [...]. [...] con i conti in [...] deve chiedere non solo a se stessa, [...] altri, il rispetto dei patti convenuti, impegnarsi [...] decisivo nella costru-zione di istituzioni e politiche [...] da un potere -monetario, ma non solo [...] di essa, non sarebbe con-forme [...] disegnata ieri da De Gasperi [...] e oggi de-siderata da Kohl [...] Prodi. ///
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[...] con i conti in [...] deve chiedere non solo a se stessa, [...] altri, il rispetto dei patti convenuti, impegnarsi [...] decisivo nella costru-zione di istituzioni e politiche [...] da un potere -monetario, ma non solo [...] di essa, non sarebbe con-forme [...] disegnata ieri da De Gasperi [...] e oggi de-siderata da Kohl [...] Prodi.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(312)
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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(286)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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