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Egidio «Riapriamo le porte [...] DALLA PRIMA PAGINA [...] e sindacati cati. Forse si sentono delusi, [...] pense-rebbe che è incauto guardare questo governo [...] ce ne fosse uno [...] una nemesi stori-ca, quando le forze di [...] al governo hanno sempre dovuto riparare i [...] deludendo i sindacati. La seconda stranezza è [...] giorni questo «governo amico» è sembrato schierarsi [...] facendo in-furiare gli imprenditori, e contro i [...] ma mettendo [...] la pletora di sigle [...] la categoria [...] assai più che [...]. [...] straniero riterrebbe impossibile che [...] così tanti ministri e sottosegretari sia al [...] dottor [...] e Mister Hyde: deve [...] uno dei due. La terza stranezza è [...] dei ferrovieri escludono con sdegno che la [...] scudi sia motivata dalla perdi-ta di privilegi [...] e quindi paiono impu-tare al governo una [...] stata data [...] euro-pea e che altri [...]. [...] straniero si chiederebbe come [...] che dovrebbero conosce-re bene la situazione mondiale [...] a [...] funzionali tentate o attuate [...] salvare la rotaia e con essa [...]. [...] punto è [...] il nodo della questione. Tut-te le grandi imprese [...] per snellire [...] e ridimensionare le burocrazie; [...] creano nella stessa azienda più aziende dotate [...] alla Fiat sembrava assurdo distinguere auto e [...] si è fatto. Nel settore dei trasporti [...] rapporto [...] internazionale del Lavoro -la [...] di distingue-re le infrastrutture dalla gestione, e [...] articola-zioni funzionali che arrivano a separare le [...] di business dalle biglietterie come luoghi del [...]. Sbaglia chi nega questa [...] ma chi la vuol [...] «tavoli» aperti. Infatti è giusto che [...] le conseguenze di questa ri-strutturazione, fra cui [...] perché le [...] hanno già ridotto, più [...] azienda ferroviaria, organici gonfia-ti da assunzioni incuranti [...] della produttività, e dettate da motivi sociali [...] ma anche politici come la clientela. E [...] bisogna dire che per troppo [...] i sindacati confede-rali, senza dubbio i più responsabili, hanno [...] con [...] quei rapporti aziendalistici che [...] preferiva. Non essendo questa [...] giapponese, troppe implicazioni organizzative [...] a rischio. Né facevano bene ai [...] anche se quel tran tran di relazioni [...] perché così non riuscivano a in-fluenzare le [...] aziendali piazzate lì dal potere politico, che [...] danni di sostanza e di immagi-ne. Così hanno lasciato [...] di essere implicati in [...] scelte. Eppure i sindacati confederali [...] che hanno negoziato le [...] delle belle responsabilità mentre sugli spalti i [...]. Disponendo di forza organizzata [...] con-trattuale, hanno proclamato oltretutto pochi scioperi, che [...] cominciarono per primi ad [...] (mentre adesso pare non [...] preavviso di 10 giorni). Ma la conflittualità persisteva, [...] di conflitti locali e di astensioni corporative, [...] (nato come scheggia della [...] il che convinse i [...] e il Parlamento ad approvare la legge [...] servizi pubblici. E [...] debbo ricordare che [...] sulle prestazioni indispensabili manca [...] perché le intese raggiunte fra azienda e [...] diritto di sciopero dei dipendenti meglio del [...] degli utenti, invece di [...] perciò la Commissione di [...] valutò idonei. Anche questo è un [...]. La partecipazione dei lavoratori [...] molte aziende di-cono di volere invocando [...] del Giappone e della [...] prodotto o del servizio. Quindi non è male se [...] partecipazione [...] stata in aziende pubbliche quali [...] Fer-rovie dello Stato o [...] o [...] dove ha funzionato dando ai [...] più peso che nelle aziende private, in cambio di [...] conflitti. Tuttavia [...] il sospetto che i [...] peso non tanto per la natura pubblica [...] posizione monopolistica di quelle aziende, dove per [...] per fini sociali lo Stato ha fatto [...] ripianando i pas-sivi o aumentando tariffe e [...]. Non è detto che [...] lavoro sia il solo responsabile dei conti [...] incide poco mentre in-cide [...] e le ferrovie sono in deficit quasi [...]. Resta il fatto che [...] notevolmente più delle metalmeccaniche. Ora, anche se il [...] è né da svendere né da mantenere [...] principio, occorre in ogni caso [...] rendere al meglio, e [...] possibile con una struttura monolitica, elefantiaca e [...] Ferrovie, e con rela-zioni industriali che producono [...] aziendalistico sebbene nazionale, e una contrattazione senza [...] fi-ne. Finalmente si esce dalle [...]. Mario [...] è il presidente delle Comunità [...]. Se vogliamo che il [...] non esploda, nei prossimi [...] avremo bisogno di almeno [...] immigrati». /// [...] /// Mario [...] è il responsabi-le delle [...] Co-munità di [...] una delle or-ganizzazioni più [...] caldo [...]. È per-plesso, in primo [...] sulla base di indiscrezioni, quelle pubblicate in [...] giornali. /// [...] /// Certamente la stesura definitiva [...] dalle cose che si sanno è già [...] spirito della legge. Ci dia un suo [...]. È uno sforzo apprezzabile [...] entrare nella fase del diritto e uscire [...] discrezionalità assoluta. Si esce dalla logica [...] Una [...] che ha provocato danni incalcolabili. Perché [...] non è un fenomeno [...] uno dei dati epocali della nostra vita [...]. Per questa ragione [...] di ar-rivare a un [...] e ricono-scimenti degli immigrati in Italia mi [...] di grande civiltà. [...] mi sembra molto chiaro [...] sociale, abbastanza innovativa, si accompa-gni alla parte [...] sulle sanzioni per chi non è in [...] prima vista, sembra piuttosto dura e restrittiva. Su questo aspetto ci [...] si contesta [...]. Credo che molte delle [...] questa proposta saranno de-mandate ad un regolamento [...]. I «centri» potrebbero essere [...] -dei [...] la-ger, oppure dei servizi civili [...] è giusto [...] voce al timo-re che [...] sanzione non concedano ai cittadini stranieri suffi-cienti [...] della digni-tà. Io credo che bisogni [...] ultima [...] solo a quegli immigrati [...] pericolosi per il nostro paese, mentre per [...] da valu-tare se in tutti i casi [...] vera e propria ovvero [...] di sanzione. Siete [...] con la verifica dei [...] per chi vuole entrare in Italia, con [...] valichi di frontiera ap-positamente definiti, e sui [...] permessi di soggiorno? In questi giorni mi [...] altre associazioni e abbiamo trovato forti convergenze. Ci acco-muna un punto [...] lo schema del ragionamen-to e dire subito [...] un valore positivo per il nostro pae-se, [...] di svilup-po. Questo è il punto [...] che dovrebbe animare qualunque prospettiva legislativa. In secondo luogo, [...] è una respon-sabilità. Per chi? Per [...] un grande paese civile [...] centro [...]. Si deve capire che [...] migratorie si esercita anche un intervento positivo [...] pa-ce e sui processi di interdipendenza nel Mediterraneo. Non vedo questi processi [...] varie parti del mondo verso il nostro [...] rischio di perdita di identità [...] ma al contrario come [...] identità dinamica sul-la scena internazionale. Infine, riten-go [...] di immigrati una neces-sità, un [...] per [...]. Un bisogno? Molto prima, aggiunge [...] le persone non in [...] lavoratori e contribuenti. A questo punto, una [...] stima in otto milio-ni gli immigrati che [...] dei prossimi 50 anni per contrastare in [...] fenomeno che [...] non può reggere pena [...] sistema pensionistico. Brutalmente: gli immigrati servo-no [...] casse [...] Se preferisce usiamo pure [...] è così: a di là del dibattito [...] è alla bancarotta. Questo vuol dire che [...] gente che lavora in [...] che versa contributi, forza lavoro fresca e [...]. Un numero ben al [...] tetti ipotizzati. Badi bene: stiamo parlando [...] minimo, non del modo di ri-spondere seriamente [...] internazionale. Diciamo che questi sono [...] do-vrebbero nascere da un sano egoi-smo nazionale. Aprire le frontiere, quindi? Questo [...] primo punto: aprire seria-mente i flussi di [...] è pre-liminare, o è contestuale [...] in vigore di qualsiasi [...]. [...] di questa misura renderebbe prevalente [...] tasso di persecuzione. Cosa intende per apertura [...] Sono quasi sette anni che i flussi so-no [...] là dei [...] familiari, dichiarati pari a [...] ha creato illegalità. Bisogna fare il piano di [...] triennale e stabilire nei decreti an-nuali [...] persone come quota di ingresso [...] in corso com-prensivi dei [...] che saranno circa [...] e altri [...] ingressi anno per anno. Poi è secondario da [...] è riaprire i flussi, altrimenti stabilire dei [...] pubblica: «guardate, stia-mo coi [...]. Non [...] dubbio: il primo modo di [...] clandesti-na è quello di rendere [...] e fi-siologico [...] regolare. [...] quota che andrà fissata [...] anno non può essere total-mente rappresentata da [...]. Cioé non si potranno [...] in base alle esigenze del mercato del [...] No, [...] il nostro mercato del la-voro non ha [...] ci consenta di stabilire con [...] di un anno che [...] in quali zone e in quali settori, [...]. Per questa ragione so-no [...] la prima è che per gli ingressi [...] conservata una percentuale per persone in cerca [...]. Quindi va bene il [...] temporaneo? Sì, ma da riconfermare nel momen-to [...] trova il lavoro. La seconda è che [...] nei primi tre anni di attuazione di [...] debbono [...] avere accesso in quota [...]. Tutto bene, ma non [...] parte dei nostri datori di lavoro usa [...] perché sono irregolari, e quindi costano di [...]. Questo è un problema [...] difficile soluzione, perché oggi il lavoro nero [...] anche gli italiani. Noi dobbiamo di-fendere gli [...] anche ricorrendo a forme ini-ziali di flessibilità [...] la-voro. E per i clandestini? La [...] portato alla luce po-co più di [...] persone entrate [...] o col permesso di [...]. Nel giro di qual-che [...] queste persone -senza alcuna sanatoria -potessero rientrare [...] anche [...] sacca di irregolarità po-trebbe [...]. Ecco perché è molto [...] sanzione ultima [...] non riguardi sempli-cemente chi [...] posizione di irregolarità, ma chi effettivamente è [...] gravi. Come lo sfruttamento della [...]. Sono [...] con le pene gravissi-me [...] motivi di lucro sfrutta i clandestini, mentre [...] è vittima di questi traffici. [...] della ministra Turco di [...] di uscire dai giri della prostituzione è [...]. In conclusione lei dà [...] sulla bozza di legge qua-dro del governo, [...] patto che. Sì, ci sono molti [...]. Ma so-prattutto eviterei di [...] un eccesso di illuminismo finen-do di essere [...] papa, e tutto per entrare in Europa. È un rischio che [...] Certo, pensi che in Francia e in Ger-mania [...] almeno un milione di clandestini, da noi [...] se li tengono, decidendo nel tempo co-sa [...]. Eppure incolpano [...] di avere frontiere colabrodo. Gianni [...] Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Vicedirettore: Marco Demarco (vicario) Giancarlo Bosetti Redattore [...] Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Hitler, infatti, viene al [...] depressione degli anni 30 con il suo [...] di massa, non durante [...] degli anni 20, ma [...] tedesco considerasse [...] più grave della disoccupazione [...] Hitler, ci sarebbe da [...] pau-ra. Io non ci credo. A differenza del presidente [...] e del ministro delle Finanze [...] i te-deschi (e il [...] Kohl) [...] bene che una loro obiezione alla nostra [...] Monetaria suonerebbe discrimi-natoria, e diversa [...] francese, brutta ma comprensibi-le, [...] semplice calco-lo di interessi di bottega. [...] mi sembra un eco-nomista educato [...] vecchia scuola storica tedesca. Sembra di capire, infatti, [...] obiettivo è una specie di mercantilismo mo-netario, [...] buona è quella forte (e per qualche [...] moneta cattiva), dove il surplus è un [...] deficit è un male, dove la disoccupazio-ne [...] sfaticati. Secondo la [...] nella Unione Monetaria rendereb-be [...] più debole del marco. Ma perché [...] deve essere for-te? E perché [...] dovremmo favo-rire un dollaro e uno yen deboli? Un Euro forte implica perdita di competitività [...] e per-ciò minor crescita e [...] di-soccupazione. E poi: perché [...] vuole un Euro forte, quan-do [...] oggi operando per ottenere un marco debole e un [...] for-te? Si è anche detto che [...] renderebbe [...] insta-bile, [...] dalla [...] forza o debolezza. [...] non è facilmente comprensibile: [...] Usa han-no Stati deboli e Stati forti, econo-mie [...] e in decli-no, finanze statali e locali [...] sono questi gli ele-menti che determinano la [...]. Vogliamo nobilitare [...] Che sia, senza [...] un segua-ce di [...] versione tarda, e di [...] Penso invece che la [...] più forte dei suoi estremisti, e che Kohl [...] di-mostrato di non avere le insensibi-lità della [...] o del suo ministro [...] Finanze [...] a tenere a freno la bestia che [...]. Se queste considerazioni dovessero [...] troppo remote, ba-sta riflettere sulle convergenze del [...] di dare il massi-mo della coesione e [...] euro-pea; il rifiuto di [...] altri Stati della Unione; lo stesso impegno [...] nel migliore dei modi quei «compiti a [...] fine di costituire pun-tualmente la moneta comune. Per-ché, allora, il nervosismo, le [...] sempre più insistenti di patti segreti che escluderebbero [...] dal pri-mo scaglione di aderenti [...] , che riguardano specificamente [...] della Germania nei no-stri confronti, [...] questo proposito? Ecco [...] il paradosso. Non vi è alcun [...] autenticamen-te europea con cui il Cancelliere af-fronta [...]. Egli vuole, non può [...] Euro forte e stabile quanto il marco [...] ripetutamente espresso la [...] ammirazione non solo per [...] anche per [...] del governo Prodi a [...]. Altrettanto importante è la [...] convinzione che il progetto sa-rebbe [...] da adesioni esclusivamente legate [...] del marco. Eppure, un pericolo esiste. Che tensioni di politica [...] Germania possano costringere il suo governo a cedere [...] chi fin [...] ha visto di maloc-chio [...] unilate-rale di un potere monetario già vi-gente, [...] a chi, in ultima [...] il sacrificio di legittime aspira-zioni [...] e di altri paesi [...] a causa di inadempienze rispetto ai parametri [...] nome di stereotipi na-zionali ormai smentiti da [...]. Per scongiurare una tale [...] fasciarsi la testa prima di [...] rotta, moltiplicare gli al-larmismi [...] piegarsi alla volontà di quelle forze, pubbliche [...] in Italia non aspettano altro per chiedere [...] che equivale ad affos-sare un progetto politico [...] di modernizzazione del paese. In questo contesto fanno [...] Parlamento italiano a tirare dritto per la [...] offrire alibi a nessuno, in Italia o [...]. [...] con i conti in [...] deve chiedere non solo a se stessa, [...] altri, il rispetto dei patti convenuti, impegnarsi [...] decisivo nella costru-zione di istituzioni e politiche [...] da un potere -monetario, ma non solo [...] di essa, non sarebbe con-forme [...] disegnata ieri da De Gasperi [...] e oggi de-siderata da Kohl [...] Prodi. /// [...] /// [...] con i conti in [...] deve chiedere non solo a se stessa, [...] altri, il rispetto dei patti convenuti, impegnarsi [...] decisivo nella costru-zione di istituzioni e politiche [...] da un potere -monetario, ma non solo [...] di essa, non sarebbe con-forme [...] disegnata ieri da De Gasperi [...] e oggi de-siderata da Kohl [...] Prodi. (0) (0) ![]()
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