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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1615814542.

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[...] di arrivare quando i [...] irreparabili. Il cammino di Maa-stricht [...] ben note priorità e non contempla un [...] disoccupazione [...]. [...] lo ha proposto da [...] vertice di [...] a [...] il fenomeno e ad [...] per creare la-voro. Il problema della [...] che dovrà [...] come è fatto il [...] patto [...] continua a rima-nere soltanto letteratura, [...] se di ot-tima qualità. Il [...] libro di [...] La fine del [...] comincia a ingial-lire insieme al [...] gemello [...] fine dello [...] di [...]. Sono diventati luoghi comu-ni, [...] in atto. Lo scarto fra il [...] dire e il [...] fare si vede bene [...] di Tony [...]. Anthony [...] ha tracciato, ormai da qualche [...] il disegno ispiratore delle politiche sociali [...]. Anche grazie a quelle [...] Nuovo [...] ha vinto le elezioni [...] già in dicembre [...] Dahrendorf scriveva che si [...] problemi ma non un pro-gramma per il [...]. E aggiungeva che è ormai [...] di passa-re alle [...] e a forme di [...] di base garantito dal siste-ma [...]. In Italia il passaggio dalla [...] alla [...] si presenta anco-ra più arduo [...] altrove. Dal momen-to che da [...] dello stato sociale era modellata integralmente sulla [...] lun-ghissimo il salto verso politiche socia-li basate [...] categorie ma sulla universalità della cittadinanza. Anche in altri paesi [...] un cambiamento radicale, ma [...] la Francia e la Germania [...] da tempo misure di difesa dei red-diti [...] di giovani di-soccupati in quanto tali. La differenza è grandissima. [...] spiegato bene Dino Rizzi e Nicola Rossi, fin dal loro articolo sul Mulino nel [...] italiano non ha mai posto [...] centro della propria attenzione il bisogno economico e non [...] mai conosciuto quindi misure [...] di dife-sa dei redditi minimi [...] per esempio al [...] benefit ingle-se, alla [...] minimum [...] francese (quello attualmente oggetto del [...] scontro sociale in Francia), alla [...]. E si sa che questo [...] tra [...] e le categorie produttive risente [...] sue origini [...] corporativista del Ventennio. Riformare il nostro [...] spiega Nicola Rossi, vuol [...] strumento di prote-zione disegnato per una società [...] maschi, capifa-miglia di nuclei monoreddito, a stru-mento [...] vita di nu-clei [...] con necessità diverse in [...] loro ciclo [...]. [...] del futuro [...] è allora il [...] di [...] Qualche anno fa lo pensava [...] Antonio Martino, [...] ministro del Polo, [...] di scuola [...]. Lo scrisse anche in [...] contro i critici di questa tesi. Preferisco un sistema di [...] alle famiglie in modo che lo Stato [...] meno abbienti [...] a servizi come la [...] sanità ed in modo che i cit-tadini [...] i diversi [...]. Secondo Rossi il giudizio [...] cittadinanza [...] da che cosa intendiamo [...] persone diverse la usano per indicare cose [...]. [...] del Pds respinge la variante [...] di questa idea, quella ora sostenuta da Martino: [...] non è che una scorcia-toia [...] la privatizzazione della scuola e della sanità e di [...] il resto. La proposta del [...] che ho avanzato insieme [...] Rizzi, [...] invece nella creazione di una rete di [...] bassi con cui mettere tutti in condizioni [...] conseguenze della flessibilità e della mobilità ma [...] del sostegno a una serie di condizioni [...] individui al [...] alla partecipazione attiva, a [...] per uscire da una condizione di [...]. Il [...] di Rossi e Rizzi, [...] reddito universale di cittadi-nanza escogitato da André [...] non è [...] ma è combinato con [...] delle ali-quote fiscali ed è mirato al [...] produttivo di coloro che ne cascano temporaneamente [...]. Rifiuta insomma la scelta [...] condizione [...] di outsider come perma-nente [...] chi esce dal mercato [...] teoria può anche felicemente installarsi in un [...] attività sociali) e mette in atto incentivi [...] costituzione della famiglia e alla riproduzione, sostituendo [...] assegni [...] e detrazioni fiscali. Dunque il [...] di [...] non è una panacea [...] può essere tuttavia il tema di avvio [...] di sofisticate riforme del [...] capaci di fronteggiare uno [...] problemi emergenti: invecchiamento, denatalità, rigidità del lavoro, [...] così via. Soprattutto, metterebbe fine a [...] cui in Italia, se non si è [...] se non si ha mai avuto un [...] lo si è abbandona-to, si è di [...] sistema assi-stenziale. Per Giorgio Lunghini, un altro [...] economista della sinistra, autore di [...] dello [...] le politiche basate sul [...] di [...] e simili non sono convincenti [...] al-lontanano [...] essenziale che deve rimanere quello [...] dare un reddito da lavoro ad ogni cittadino. Non si deve rinunciare [...] alla piena occupazione. E se proprio si [...] rivedere i vec-chi strumenti di protezione sociale [...] allora bisogna evita-re i rischi del modello [...] vale a dire un assegno di di-soccupazione [...] da costringere il lavoratore espulso dal mercato [...] propo-sta gli faccia il collocamento, anche la [...] di non perdere il di-ritto a [...] anche in [...]. Per il [...] Lunghini la leva principale [...] abbassare il tasso di disoccupazione è [...] politica industriale [...]. Siamo per di più in [...] fase che [...] la funzione dello Stato, chiamato [...] promuovere attività lungo indirizzi che gli [...] del capitalismo non [...] di per sé, non [...] un ritorno di profitto a [...]. Gli spazi da coprire [...] si spalancano tra una occupazione che cala [...] produzione è in ripresa e i bisogni [...]. Giulio Tremonti, economista tra [...] Polo, sa benissimo che le linee di [...] sul reddito di cittadinanza non sono una [...] sinistra e hanno ascendenze liberali, ma vede [...] di [...] nella [...] (ovvero un trasferimento monetario [...] cittadino che non raggiunge certi li-velli minimi [...] da Dahrendorf. Per lui il problema [...] italiano, [...] ve-ra riforma dopo gli [...] nel prendere atto di una realtà economica [...] enor-memente allontanata dalle basi su cui si [...] mussoliniano per marchio di origini, dello stato [...]. I grandi processi che [...] le basi sono due: il primo è [...] che riduce dram-maticamente le basi contributive per [...] è il discostarsi progressivo tra il sistema [...] previdenziale. [...] venuta meno una strut-tura della [...] italiana basata su tre segmenti: capitale, lavoro, ceto me-dio. E sono venute meno [...] e politiche dello stato sociale del dopoguerra. [...] al-lora che la coperta [...] mantenuta sopra la parte più debole, ma [...] un salario di cittadi-nanza bisognerà affiancare politiche [...] (incentivi economici e detassazione del passaggio di [...] della famiglia) e costruzione di un sistema [...] risparmio privato. Senza queste gran-di manovre [...] le risorse per iniziative [...]. Difficile capire quanto il [...] universale di cittadinanza spo-sterà [...] di governo in Italia [...] tra destra e sinistra. Certo non dipende solo [...] dimo-stra il precedente delle 35 ore. ///
[...] ///
Certo non dipende solo [...] dimo-stra il precedente delle 35 ore.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(216)


(272)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(254)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(266)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .