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I comunisti governavano un [...] soprattutto nelle regioni industriali del nord e [...] pa-rigina. Cooperative, circoli, [...] vacanze, sport: tutto era immerso [...] nebu-losa [...]. Tra i tanti, in [...] un ragazzino già paffuto e [...] allegro. In ca-sa nessuno aveva [...] sarebbe spunta-to, bello grande [...]. Il non-no ferroviere era [...] nel 1920, al congresso di Tours, aveva [...]. Papà era muratore e [...] Soccorso rosso fin da-gli anni [...] brigatista interna-zionale in Spagna, [...] nel settembre [...] poi resistente. Mamma era di origini [...] il co-munismo le pareva lo sbocco naturale [...]. Il fratel-lo grande, André, sarebbe [...] nel [...] della [...] agli accordi di Parigi del [...] gennaio di [...] vigilia della pace. La so-rella Mireille militava [...]. Per quel ragazzino -Ro-bert [...] -il dubbio non era [...]. [...] politica cresceva come i [...] unghie, con paca-ta naturalezza. Di-rà più tardi: «Ave-vo aderito [...] della Russia di [...]. È fi-glio di [...] anche perché «avevo sei [...] Stalin morì». Tanto che in casa [...] proprio per seguire la visi-ta di [...] in Francia: «I vicini [...] della regina Elisabetta», [...]. Paffuto sì, ma anche [...]. A sette anni lo [...] un [...] di judo e diventò [...]. A sedici anni si [...] comuni-sta. Avrebbe voluto [...] medico. Il [...] gli passò accan-to. Aveva 21 anni, [...] giusta per le barricate. Ma quei bor-ghesi che [...] a Saint Michel gli pare-vano di un [...] pre-diche di Sartre episodi di [...]. Abbandonò la medicina e [...] corso per corri-spondenza per diventare infer-miere, e [...]. Ma il partito [...] nelle sue spire ancora vigorose. Scuola quadri, vita di [...]. Dice oggi: «Oh, non [...] quelli che vedevano più lon-tano degli altri! Nel [...] provò alle elezioni comunali. Centrò [...] e venne eletto sin-daco di [...] ventimila abitanti che da allora [...] sempre rieletto. Poi il percorso classico. [...] nel comitato centrale, nel [...] al vertice, [...] politico ancora gover-nato dalle manate [...] tavola di Georges [...] reduce [...] lettura della [...] vita, [...]. I media nazionali non [...] lui, nemmeno nel [...]. E nemmeno nel [...] quan-do [...] era sul punto di [...] troppa attenzione. I candidati alla suc-cessione [...]. [...] verso la fine [...] chiamò [...] nel suo uffi-cio: «Vorrei che [...] tu a [...]. Perché in quel che [...] il segretario generale era [...] il papa. E non gli pareva [...]. Il 29 gennaio del [...] il congresso [...]. Qualche mese dopo mi [...] ufficio nella mitica sede di vetro e [...] Fabien. Nel «suo» ufficio, [...] di [...]. Trovai un uomo di [...] non esitò a confessarsi timoro-so davanti [...] eredi-tato. Gli feci torto perché [...] vertebrato per rendere di [...] politica quel matusalemme anchilosato che era il [...]. Non pareva [...] rottura, e neanche della discontinuità. Forse di una [...] quindi inutile, evoluzione. Quasi nes-suno lo stette [...] nel gennaio del [...] a parlare di [...]. Bisogna sapere che nel [...] i socialisti e [...] accusati di [...] svuo-tato lo storico [...]. Quasi nessuno, perché un [...] Lionel [...] comin-ciò a drizzare le [...]. Nel maggio del [...] le pre-sidenziali. Fu in quella campagna [...] Robert [...] acquistò forma e identità, [...] il partito. Il segretario allegro e [...] in tv e nei comizi. La [...] barba da fratac-chione fece [...] sopraccigli corruschi di [...]. Ma erava-mo ancora nel [...]. Al primo turno [...] evitò il fondo del barile, [...] era il 6,7 per-cento [...] ma non toccò, pur [...] 10 per-cento. Acquisì pe-rò autorità. [...] cominciò a intravvedere una nuova [...]. In molti iniziarono a [...] aperta-mente. In pochi restarono nel [...] bre-zneviano. Era venuto il tempo [...]. Con [...] era stato leale al secondo [...] delle [...] comunista era mancato [...] (cosa non scontata: [...] parola perché si votasse [...] in odio a [...]. I contatti tra i [...] continuati. [...] lo scorso aprile ebbe [...] di scioglie-re [...] nazionale. [...] e [...] non erano del tutto impre-parati: [...] comu-ne» che assomigliava come una goccia [...] ad un pro-gramma, sistema perfetto [...] desistenze. JO S PIN divenne [...] per [...] fu logico, a quel [...] go-verno. In pochi lo criticaro-no [...]. Il [...] torna-va a far politica in [...] perso-na. Pareva destinato [...] o al museo delle [...] invece governava il paese. Non [...] spazio per le pulsioni «antagoniste». Tanto più che [...] non era il diabo-lico [...] ma un socio leale [...]. Intendia-moci: a Robert [...] tremano [...] deve digerire la privatizzazione di France [...] un accordo con i camionisti [...] la [...] rifiuta. Ma è indub-bio: per [...] al di là degli equilibri negli organi [...] qualcosa si muo-ve sul [...] politi-ca. [...] ha capito che governa-re vivifica, [...] che il rischio [...]. [...] è stato fatale, [...] della Rivoluzione [...] di «un mostro da condan-nare [...] appello», come del-la «perversione di una grande avventura». È cresciuto a [...] e [...] non a Stalin e Beria. /// [...] /// Finita [...] del leghismo «soft» Bossi ha [...] CARLO BRAMBILLA VARESE. Nella domenica del voto [...] del centra-lissimo [...] lì per [...] aperitivo di mezzogiorno, os-servavano [...] Umberto Bossi nei pressi del gazebo sistemato [...] Podestà. Qualche risa-tina divertita, qualche [...] «ragioni del Nord», qualche ovvia sottolineatura circa [...] leghiste ma soprattutto una considerazione unanime: «Quando [...] Varese [...] ter-ranno le elezioni vere, quelle per il [...] la Lega non ce [...]. Nel via vai del bar [...] centro, mentre Bossi titilla [...] pada-no affinché [...] il gazebo il primo, vero, [...] di rivolta», quasi nessuno concede soverchie chance di successo [...] Carroccio nelle urne, [...] 16 novembre. Ne è convinto il [...] sta conver-sando con [...] commerciante, ne è convinto [...] ri-storante chic lì vicino, ne è [...] il gip Ottavio [...] che chiacchierando con un [...] anche lui nel gioco dei prono-stici: «Francamente [...] andrà a finire, ma sento raccontare in [...] Lega potrebbe addirit-tura [...] fuori anche dal ballottag-gio». È [...] conclu-da davvero così? Difficile ma [...] improbabile. [...] dalle parti del Carroccio [...] respira aria da «assalto al bunker». Ad alimentare i funesti pensieri [...] «complotti di regime» ha contribui-to non poco il blitz [...] ordinato [...] carabinieri mandati [...] le abitazioni di una quarantina [...] leghisti. La sindrome da accerchiamento [...] acuta perché in Lega avvertono che il [...] intende fare sul serio, intende davvero mordere [...] come confer-ma anche la mobilitazione dei pezzi [...] Fini e Berlusconi per il Polo, il presidente [...] Consiglio Ro-mano [...]. Ovviamen-te a difendere dagli [...] della Lega ci pensa il suo lea-der. Bossi non nasconde il [...] che cova sotto questo voto amministrativo varesi-no: «Dire Varese, [...] dire Le-ga. Quindi noi [...] si corre per vin-cere senza [...] storie. Ancora una volta sarà la [...] di Varese a dare la sveglia». Così spera il [...] anche se, per la [...] Varese [...] momento non sembra percorsa da alcun brivido [...]. Così la stessa campagna di [...] degli aspiranti sinda-co [...] al punto che perfino un [...] «Radio [...] libera» riesce ad assomigliare a [...] e [...] tribuna politica. [...] questa partita elettorale a [...] solo la Lega, anche perché [...] rappresentativo di questi anni: [...] Raimondo Fassa, il «bravo e stimato» sin-daco che ha [...] Giunta dal [...] prima [...] esterno del Pds e [...] variabili cer-cate e trovate su questo o [...]. Anche il numero due [...] Roberto Maroni ammette: «Con Raimondo non ci sarebbe stato [...]. Ma Fassa ha scelto [...]. Lui il «sindaco in [...] chiedeva Bossi, non intendeva [...]. In apparenza si tratta [...] consumato su una in-compatibilità ideolo-gica. Ma le cose non [...]. Fassa [...] trattare con la Lega, [...] garanzia: la quasi tota-le riconferma della Giunta [...] Giunta del sin-daco, il risultato visibi-le di [...] genti-luomini durato cinque anni. Bossi ha risposto di [...] percor-sa [...] del vec-chio sistema elettorale [...] è più praticabile. In altre parole: se [...] Le-ga [...] da sola, la Giunta se la fa [...] Lega. Fassa ha preso atto e [...] cullato per un [...] di presen-tarsi con una lista [...] dopo [...] preso contatti sia col Polo [...] ha deciso di farsi da [...]. E con lui escono [...] protago-nisti amministrativi di questi anni: caso abba-stanza [...] comunale di Varese si è così ricandi-dato. [...] di Fassa, del moderato Fassa, [...] che non andava a Pontida o alle [...] Po, segna la fine an-che del capitolo molto [...] fra il Pds e la Lega. Se non ci fu [...] di sicuro molti esperimenti sono stati esegui-ti [...] definito «il labora-torio di Varese». Per capire meglio i [...] «relazione perico-losa» è necessario fare un passo [...]. Alla fine del [...] la classe poli-tica varesina [...] in galera, falcidiata da tangentopoli: Psi e [...] sono distrutti e anche [...] viene sfiorato dal ciclone [...]. Insomma nulla è più [...] della procura e ogni [...] in piedi un governo della città salta [...] que-sto o [...]. Il ricorso [...]. Nel [...] la Lega fa il pieno. Si vota [...] non esistono [...] Carroccio conquista 17 seggi [...]. Il Pds met-te a [...] i suoi tre seggi, la Rete e [...] Pri [...] altrettanto e nasce la maggioranza [...]. Ricorda [...] anche [...] mettemmo subito le cose in [...] redigendo e facen-do sottoscrivere un programma di rilancio della [...] che corrisponde-va ai nostri obbiettivi. Non solo, ma nei [...] già chiarissima la scelta federalista [...] la conseguente inaccettabilità di [...]. [...] punto di vista Fassa non [...] mai tra-dito le premesse, [...] col totale appoggio di Bossi, [...] a [...] aveva benedetto così [...] «Va bene, la [...] Consumato il divorzio con il Pds [...] sindaco ha deciso di non [...] sfida la fortezza con una [...] civica Città in cifre dalle auto [...] Varese città: 85 mila abitanti, [...] 75 auto immatricolate ogni 100 abitanti. Intense attività industriali: tessili, [...] calzature, [...] della carta, del vetro, [...]. Terziario commerciale molto sviluppato. Per qualità della vita [...] posto nella graduatoria italiana, mentre per tenore [...] passata in breve tempo dal quinto al [...]. La microcriminalità è piuttosto [...]. Grandi progetti in corso: Malpensa [...] la tangenziale cittadina. Provincia di Varese: 800 [...]. Territorio: 1199 chilometri quadrati [...] 141 comuni. È sviluppata [...] specializzata. Attività industriali: tessili, [...] chimiche, aeronautiche, carta, ceramica. Disoccupati in provincia: 45 [...]. Export varesino: in quattro [...] da 5600 miliardi a 10600 miliardi. /// [...] /// Export varesino: in quattro [...] da 5600 miliardi a 10600 miliardi. (0) (0) ![]()
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