In altre parole [...] o accentuarsi della stitichezza. Picchi insegue, nel suo [...] 1939 il dilagare di questi giudizi medici, [...] del tutto la polemica familiare, ma che, [...] forzata (pazzo e malato è il Leopardi [...] malati erano tutti i suoi familiari) si [...] volta sui quattrini, [...] angoscioso e capitale: Ranieri [...] Leopardi, o non è stato, malgrado tutto, [...] Leopardi [...] mantenere il Ranieri proprio con i soldi [...] Monaldo? [...] anche una storia di [...]. Picchi, come abbiamo visto, [...] indagine, il suo « romanzo familiare » [...] « cronaca italiana », ancora una volta [...] la tomba dimenticata, la casa abbandonata, e [...] decreti, delibere, prese di posizioni [...] e del comune di Torre [...] Greco, che sembrano prolungare e rendere infinita la [...] tentazione di [...] come un episodio del [...] rileggere sorridendo. La bibliografia leopardiana è [...] di titoli ragguardevoli. Eppure non esiste ancora [...] leopardiana più importante, Lo Zibaldone dei pensieri, [...] concentrata una delle riflessioni più profonde e [...] modernità, in cui si configura un superamento [...] » soltanto « ragionante » che « [...] passo e [...] ragionando con la più [...] nella direzione di una ragione che, non [...] lucidità e al controllo concettuale, si muova [...] proponendo una strategia di pensiero aperta, al [...] ogni « pessimismo », al possibile. E, lasciando pur perdere [...] Leopardi [...] ancora confitto nella « storia familiare », [...] fra un improbabile « Leopardi [...] e un Leopardi sentimentale non possa essere [...] opposizione fra « vecchio » e « [...] Monaldo e Giacomo? E quel curioso [...] fra Leopardi e Manzoni, [...] anche di recente, la critica italiana, è [...] estraneo a [...] fra « decoro » [...] », quando è evidente una comune radice [...] del Leopardi e del Manzoni, non a [...] moderni e [...] di Picchi, che non [...] come si è detto, [...] di Leopardi, finisce per [...] importante di critica leopardiana, in quanto ci [...] le radici di quella che io considero [...] cecità nei confronti della sostanza [...] leopardiana, che, come ha [...] Giorgio Colli, sembra avere avuto una sorta di santificazione [...] la totale incapacità di leggere dentro il [...]. ///
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E, lasciando pur perdere [...] Leopardi [...] ancora confitto nella « storia familiare », [...] fra un improbabile « Leopardi [...] e un Leopardi sentimentale non possa essere [...] opposizione fra « vecchio » e « [...] Monaldo e Giacomo? E quel curioso [...] fra Leopardi e Manzoni, [...] anche di recente, la critica italiana, è [...] estraneo a [...] fra « decoro » [...] », quando è evidente una comune radice [...] del Leopardi e del Manzoni, non a [...] moderni e [...] di Picchi, che non [...] come si è detto, [...] di Leopardi, finisce per [...] importante di critica leopardiana, in quanto ci [...] le radici di quella che io considero [...] cecità nei confronti della sostanza [...] leopardiana, che, come ha [...] Giorgio Colli, sembra avere avuto una sorta di santificazione [...] la totale incapacità di leggere dentro il [...].