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Gaetano Giunta, [...]. /// [...] /// Una panoramica di Enna [...] ALDO VARANO ENNA Enna è [...] della Si-cilia, il suo centro geometrico. So-spesa [...] a [...] mille metri, domina simbolica-mente tutta [...]. Una centralità che racconta [...] contraddizioni che avvolgono [...] Sicilia. Enna è il più picco-lo [...] italiano [...] abi-tanti), guida una provincia di [...] anime, e, insieme, quello dove [...] miseria è più grande. La [...] indicatori economici ufficiali. [...] e fiero [...] intessuto di miniere di zolfo [...] sali potassici, non esiste più. [...] i pa-rametri della legge [...] elencano 1333 famiglie sotto [...] po-vertà: singoli con meno di mezzo milione [...] familiari con poco più; famiglie di cinque [...] costrette a [...] con meno di un [...] li-re. Se dal reddito si allunga [...] sguardo [...] il qua-dro peggiora. I disoccupati di En-na [...] gli elenchi del collocamento, nel no-vembre del [...] 31 per cento [...] popolazione, il 57 di [...]. Ma [...] scorso il quadro è [...] si parla del 41 per cento: mille [...] marcia [...] persone senza lavoro. È per questo che [...] che la mafia abbia [...] Enna, non se ne [...] la fame [...]. Altri dati, però, dicono di [...] storia diversa. I depositi bancari nel 1997, [...] una, hanno sforato quota tremila [...] per [...] 3. E [...] chi dice -per esempio Salvatore La Terra, se-gretario della [...] -che forse, se si [...] e altre forme di risparmio, la cifra [...]. Nella bella piazza [...] ultimi cinque anni, accanto [...] hanno aperto: [...]. Possi-bile che siano tutti [...] la miseria? Fatti i calcoli, [...] uno sportello bancario ogni [...] e disoccupati com-presi. Sigfrido Fadda, un sardo [...] seguito della vec-chia Cassa del Mezzogiorno e [...] è ironico: «Ben-venuto nella [...] lavora». Amai [...] segreta-rio [...] è al 41 per cento. Disaggre-gando la popolazione per [...] su dati Istat, si sco-pre che i [...] 24 e i 54/55 anni, quelli attivi, [...]. [...] retta a loro, [...] nessuno lavo-ra». Poi sbotta: «Come si [...] capire che col 41 per cento di [...] nean-che un paese del Terzo mondo?». E aggiunge: «A Enna [...] cen-to delle famiglie ha la casa di [...]. Il 60 ha la [...]. Il 40 la terza: le [...] i dati della [...]. [...] Fadda: «Vogliamo [...] la veri-tà? Questa non è [...] città più pove-ra [...] ma la capitale italiana del [...] nero». E gli elenchi dei [...] «Mio [...] con la legge 23 (un prolungamento de-cennale [...] Lavori [...] utili gestito dalla Regione Sicilia, [...] ha [...] lire al mese. Ma i [...] più di trentamila in [...] Sicilia, restano iscritti al collocamento. Se gli offrono a [...] e [...] lire un [...] o uno dei [...] sa che, pagati casa [...] resta mezzo milione: perché [...] in Ve-neto o in Emilia [...] me-no? Mia figlia fa supplenze a scuo-la [...] al collocamento. E poi ci sono [...] si iscri-vono subito per guadagnare an-zianità di [...] ca-salinghe, e tutto il mare del lavoro [...] degli assisti-ti». Quanti sono i disoccupati [...] che non lavorano e non hanno alcuna [...] Non si sa. La Terra butta lì: «Forse [...] per cento». [...] massimo con-cede il 15. Il problema ve-ro? La Terra [...] Fadda concor-dano: «Non ci sono impren-ditori ma solo [...]. Capitali di ri-schio, niente. Imprenditori che [...] i quattrini creando ricchezza [...] se ne vedono. Ecco per-ché [...] non vogliamo [...] ma infrastrutture, ordine e certez-ze [...] chi investe. Per questo [...] a Enna [...] patto territoriale per creare lavoro [...]. Prefetto, questore e presi-dente [...] lo sanno, ma loro vivono in uffici [...] puliti col lavoro ne-ro». Così capita che a [...] 2,-2 cittadini su dieci versano [...] con-tributi mentre [...] una pensione, su dieci, [...]. E i poveri della città [...] povera [...] vittime di una società or-ganizzata [...] lavoro nero, preca-rietà e [...] Saranno loro i beneficiari della [...] sul reddito minimo [...]. Il sindaco di Enna, [...] An-tonio Alvano, riconosce: «1333 famiglie sotto la soglia [...]. La Terra mette le [...] «Mi sta stretta la formula Enna città più [...]. Non [...] la modernità». Fadda è netto: «Sono [...] poveri. Ex edili espulsi dai [...] minatori, artigiani anzia-ni. Magari è gente che [...] i figli a scuola. [...] tutta: si arrangiano coi parenti [...] soprattutto, non ho timore a [...]. Nella chiesetta di San Sebastia-no, [...] cuore storico di En-na accanto ai negozi [...] Federico Emma, medi-co pediatra, con Gaetano Anto-nio [...] Antonio Giangreco, sovrin-tendono alla distribuzione del ci-bo. Sono i dirigenti della [...] braccio ennese della [...]. La chiesa è metà [...] un ufficio con la fila. Accanto [...] i pacchi delle eccedenze della Comunità europea. Sono pieni di pasta [...]. Nella fila donne e [...] vaga di disagio aspettano [...]. Alcuni -spiega Emma -vengono regolarmente, [...] e ci sono le facce nuove. Per lo più abbiamo [...] redditi sotto la soglia di povertà. Spesso, però, ci sono [...] e propria so-pravvivenza. Noi diamo pasta e riso [...] 15 chili, due litri [...] e quello [...] per [...]. Poi ci preoccupiamo del [...] corredini per i bimbi. Enna la città più povera [...] Vista da [...] -sostiene Emma -direi pro-prio di [...]. Anche se mi sembrano [...] quindi più di [...] poveri. La legge Tur-co sarà importante: [...] lire al mese sono un aiuto concreto. I [...] poveri? Donne [...] storie di famiglie mono-reddito che si sono [...] un soldo. Famiglie con handicappati. Gente che ha la [...] non riesce a pagare la quota. E non le dico [...] bollette. Lo sa che il conguaglio Enel può mettere in ginocchio una famiglia, [...] Se ti arrivano 4 o [...] lire da pagare di botto che fai? Soccombi e [...] senza luce. Ab-biamo chiesto [...] di [...]. Grazia ha 34 anni, [...] li-ceo classico e vive con [...]. [...] marito le versa [...] lire al mese. [...] lunghi così non mi serve [...] parrucchiere. Non mi sono mai comprata [...] vestito in un nego-zio. [...] non ha mai lavorato non [...] neanche diritto alle medicine. La legge tutela i disoccupati [...] chi non ha mai lavorato. A Enna -so-stiene -ci [...] con-centrici: uno sempre più stretto, con quelli [...] lavoro re-golare; [...] sempre più largo con [...] assistiti e chi il lavoro non lo [...]. Salvatore ha 32 anni [...] è [...]. Sono scritto al collocamento. Studio per diventare ragioniere. Molti miei colleghi, non [...] secondo lavoro: non [...] sono sposati. Ovviamente sono costretti a [...] per non perdere le ottocento mila li-re. Queste più un [...]. Enna, provincia «sommersa» Lavoro nero [...] arte di arrangiarsi per sfuggire alla miseria [...] GONFIATI Per sindacalisti ed osservatori [...] è vero che i senza lavoro sono il 41 [...] degli abitanti LA STORIA Mariarita: «Spero di avere tanto [...] per nutrire il figlio che aspetto» ENNA Massimo e Mariarita, 28 e 22 anni, hanno fatto un [...] prima delle otto di sera [...] chiesetta [...] il quartier generale della [...] una struttura della [...] che distribuisce cibo. [...] la [...] dalle ri-spettive abitazioni il [...] 1997 e si sono sposati il 28 [...] anno. Mariarita è al settimo [...] un sogno: potere allattare il bambino, avere [...] dopo il parto, spera in un fiume [...] non correre [...]. La bombola è finita [...]. Stamattina -dice Massimo -aveva-mo [...] lire: abbiamo compra-to [...]. Una volta siamo rimasti [...] con pane e acqua. Mio padre se [...] accorto perché mi vedeva squagliare, [...]. /// [...] /// Viviamo a Enna e paghiamo [...] lire per la casa che ha i muri di [...]. Ci laviamo a pezzi. Una casa per modo [...]. Io sto studiando. Perché il guaio mio [...] ho la licenza media. Per entrare nei la-vori [...] sono [...] li-re al mese e [...] vuole la licenza. Voglio fare [...]. Ma per i documenti [...] trecentomila lire. /// [...] /// Sono iscritto al collocamento [...] disoccu-pato dal 1989. Da quando sono sposato [...] volta tre mesi e ho preso quasi [...]. Poi, cinque giorni col Comune [...] due giornate, a [...] a [...] lire. /// [...] /// So [...] e contadino. La voglia ce [...] ogni mattina [...]. Ma sempre [...]. [...] con un vecchio: [...] lire per [...] e [...]. Per poco ho fatto [...] in un negozio di giocattoli. /// [...] /// Poi sono andata a [...] altro vecchio. [...] la casa in ordine: dalle [...] alle tre del po-meriggio per [...] lire. Alla fine avevo trovato da [...] una vecchietta a Val-guarnera. Mio marito [...] trasferito con me. [...] era che lavoravo dalle otto [...] mattina fino alla sera tardi, certe volte ho [...] undici. Ma [...] milione. Dopo un mese e [...] ha saputo che ero incinta, mi ha [...] paura che mi potesse accadere qualcosa come [...] lavoravo. Che spero? Che il [...] fortuna, cioè che mio marito trovi la-voro [...] riesca ad [...] così rispar-miamo». /// [...] /// Che spero? Che il [...] fortuna, cioè che mio marito trovi la-voro [...] riesca ad [...] così rispar-miamo». (0) (0) ![]()
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