Voi comprendete che cosa [...] frase: « ecco, quello sono io ». Vuol dire essere già [...] in quella semplice costatazione, essersi modificato. Essere un altro significa [...] buoni o più caritatevoli, o più giusti [...] o più altruistici o più socialisti, a [...] ma sempre per modificazioni successive che procedono [...] al più buono. Siccome possiamo immaginare che [...] di modificazione avvenga in ogni osservatore [...] d'arte [...] e forse a questo [...] dire consumatore . Perchè se accettiamo come [...] consumatore si modifica osservando l'opera d'arte, come [...] concetto che indica nel produttore stesso queste [...] che [...] produttore entra in contatto [...] e ce la offre trasfigurata in [...] il realismo. Ed ecco perchè il realismo [...] in ispecie, (così impegnato a modificare la realtà mentre [...] ne serve come materiale) suscita tante apprensioni, e perchè [...] gente, non [...] uccidere, [...] a [...] al seno, nella speranza, [...] da balia, di [...] (e forse [...]. Giusto quindi preoccuparsi delle [...] tanti medici ed infermieri gli si fanno [...]. Perchè se è vero [...] cinematografico è in crisi, è anche vero [...] crisi sono apparsi film come Due soldi [...] Roma ore 11, Anni facili, i Vitelloni, i Vinti, [...] Guardie e ladri, che in varia misura sono [...] allorquando c'è un interesse morale, c'è del [...] nel prossimo, c'è una spinta sincera alla [...] non dico il genio artistico ma [...] buonsenso narrativo, i buoni [...] ed escono. Cadrà qualcosa per la [...] vi fu messo qualche cosa di buono [...] qualcosa pur sempre resterà, e quel che [...] sempre [...] a vergogna della censura [...] commerciale e produttiva, come disse ottimamente in [...] Convegno, [...] Chiarini. Quel che mi ha [...] fu il fatto che la maggior parte [...] o' allusivamente era diretta contro Zavattini, cioè [...] è tra i maggiori artefici della nostra [...] delle fortune del neorealismo italiano. [...] vero che dov'è molta [...] molta ombra, è vero che il suo [...] alla discussione, è vero che tutta la [...] teorico si nutre di polemica, starei per [...] giorno, ma è anche vero che da [...] si deve attendere una dimostrazione di stima [...] per l'opera di Zavattini in campo cinematografico. Quanto alla difesa delle sue [...] in fatto di cinema, Zavattini [...] ottimamente da se. Io mi limiterò ad [...] al suo ultimo film: [...] in città. Ho udito molte critiche [...] film; ma nessuno ha notato ciò che [...] e cioè uno strappo alla regola, volevo [...] del giuoco, del giuoco consueto, nel mondo [...]. Esso è un grido, [...] un manifesto che ci indica una strada. C'è in esso furor [...] di rottura; e perciò va salutato con [...] rispetto come ogni opera che a proprie [...] quieto vivere. Certo che vi son [...] pericoli in Amore in città! Basterebbe osservare però che [...] Zavattini [...] responsabile sì del film nel suo insieme, [...] di partenza, ma che il risultato va [...] responsabilità, quante sono le regìe per i [...] concludere: date a Cesare quel che è [...] Cesare! Sino a che punto ciò [...] possibile? (Mi riferisco alla poetica [...] più che [...] del suo [...] e non tutto suo [...] ultimo film). Voglio dire, sino a [...] possibile accostarci alla realtà, in una siffatta [...] la realtà come un tutto dato esterno, [...] ipostasi tutta data, che si accosta a [...] ad [...] cosa? Mi spiego: è [...] artista che ci fa il dono dì [...] realtà, senza avvederci che in quanto uomo [...] parte della realtà, e soltanto per un [...] ne era distaccato e allontanato? Perciò nella [...] Zavattini io intravedo un pericolo, ed è [...] non si faccia [...] di quanto si fece [...] realtà, per ottenere poi [...] risultato (pur rendendomi conto [...] che presiede a queste discussioni) e cioè [...] di accostarsi troppo alla realtà si finisca [...] per [...] parte. Se non vi annoio [...] da me fatta da [...] d'altri giovanissimi e avventurosi amici napoletani; allorquando [...] la [...] o il nuovo oggettivismo, [...] dovrebbe [...] di origine tedesca. Si è parlato del [...] o inglese, ma di questo oggettivismo di [...] è finora taciuto. Allora ricordo che noi [...] questa scoperta con tal furia romantica e [...] fremiti [...] che ci facemmo addosso [...] ad essa a tal punto che ne [...] i contorni, la totalità, la ricchezza [...]. E ci stimolammo [...] poeti e pittori, ad [...] ad essere più che disgustati di particolari [...] per cui alla fine qualcuno di noi [...] segno un minuscolo frammento di volto di [...] luogo di pori e di peli, fummo [...] scoprire un orrido paesaggio lunare. ///
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E ci stimolammo [...] poeti e pittori, ad [...] ad essere più che disgustati di particolari [...] per cui alla fine qualcuno di noi [...] segno un minuscolo frammento di volto di [...] luogo di pori e di peli, fummo [...] scoprire un orrido paesaggio lunare.