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Martedì 23 marzo [...] E [...]. E di questa [...] gioventù non amo troppo il Werther, che mi irrita e mi fa commuovere, mescolandomi, dentro [...] pateracchio di una natura tutta vallette amene, zompi di [...] e fiori o procellosi fiumiciattoli sciolti dalla furia di [...] tempesta, fulmini. So bene che [...] preziosa è [...] di molte cose e [...] che scrive il Werther [...] non è certo un gatto» disse Goethe [...] in quanto ad [...] fino in fondo, e [...] ha i suoi gusti, mi tengo altri [...] mano. [...] a me che questi siano [...] segni caratteristici [...] che ne indicano anche la [...] tempestosa e attuale: una fragilità, una tenuità latente che [...] aggruma con una certa cupezza infuocata, per contrazioni improvvise, [...] dentro a un cuore (anche se solitario) ma dentro [...] una intera società; con una pienezza [...] lieve nella scrittura, che scava [...] non preme. Infatti sembra non una [...] una vicenda che si svolge in pubblico, [...] molti spettatori; anzi, con loro partecipazione. Anche se, come sosteneva [...] la sostanza [...] la [...] a [...] verità, non è [...] infelice in se [...] ma quel soffrire da parte [...] protagonisti della propria esistenza. Non è un amore [...] una vita giovane che si consuma per [...] ardere. Hanno anche notato, che [...] Werther [...] non muore Goethe, solo perché Goethe doveva [...] la morte di Werther [...] non soccombe, mentre soccombe Werther, [...] poesia ha raffigurato come realtà una cosa [...] era continuamente possibile; e nel fatto stesso [...] e esprimere aveva già In sé superato [...] Werther». Il tormento continuo e [...] Werther consiste »nella forzata rinuncia di cattu-rare [...] sfuggendo via»; cioè [...] che se è goduto [...] distrutto e non lascia altro che cenere. Se Werther non è [...] di un amore inappagato che si autodistrugge [...] datato, allora è ancora una storia attuale, [...] leggere in chiavi diverse. Lotte è ciò che [...] avere (quindi un dato persistente, eterno come [...] effetti la ragazza [...] solo segni [...] ma Werther potrebbe senza [...] dì una mitragliata di simboli del nostro [...] lo spleen, [...] sociale, [...] nel lavoro, [...] nei rapporti che si [...] per i bambini [...] quasi come per i [...]. Un simbolo, ai nostri [...] dovrebbe avere più faccia ed età. Werther e bello, emaciato; [...] curato; ha la cameriera e un servitore; [...] oggi invece il suo [...] ideale, voglio dire [...] io credo sarebbe, potrebbe [...] stato John Belushi, grasso, ridicolo, disperato e [...] però valente e deciso, purtroppo morto a [...] droga appena ieri. Un Werther direttamente [...] tempestato dentro a: una solitudine [...]. Anche se un tuffo [...]. Se si volesse completare [...] ricordare anche che gli occhi della Lotte [...] Werther [...] non di Carlotta di [...] sulla [...] ma di Massimiliana la Roche [...] sposata a Francoforte con Pietro [...] commerciante di olio e [...]. Dunque Lotte e un [...] Carlotta è una giovane reale amata da Goethe. Il Werther è stato [...] del 1774; nel 1826 Carlotta col marito, [...] Weimar, va a visitare Goethe. E la prima volta [...]. Goethe di anni ne ha [...] lei quattro di meno. Goethe, ormai immerso nel [...] vecchiaia che arriva è freddo, informale; corretto, [...]. Lei se ne va [...] dopo il pranzo e scriverà che ha [...] vecchio signore che non gli ha fatto [...]. Gli a-mori si spengono [...] ombre terribili. Ombre che durano. Anche questa conclusione dovrebbe [...] conto, rifacendo le penne alla celebre o-peretta, [...]. Roberto [...] anni fa, il 22 [...] il più grande rappresentante dello «spirito tedesco» -In [...] le due [...] lo [...] di studiosi si mobilitano Ma [...] eroi sono protagonisti anche nei nostri [...] cerca di Kafka gli [...] Wilhelm [...] Guglielmo dì ricorrenti letture, [...] tanti pellegrini che si muovono [...] letterario del nostro tempo. Il romanzo di Guglielmo [...] spirituale del suo protagonista [...] lettore. Le parti si scambiano, [...] intrecciano; e come il libro accompagna, al [...] Faust, la lunga vita di Goethe, così Guglielmo [...] spalla a spalla con il lettore che Io [...] ai tempi in cui era, anche lui, [...] la formazione di sé medesimo. La compagnia è numerosa, [...] Io [...] si sofferma su due immagini della memoria, [...] altri due viandanti, Mignon, ambigua e dolcissima, [...] alla follia. La narrazione non ha [...] profuso dalia figlia del visir, [...] non rende stupidi, come [...] E. Forster parlando delle Mille [...] ma risveglia la mente e dà frutti [...]. Le missioni di Guglielmo [...] continuano a produrre inquietudine. Il 17 maggio del [...] Goethe [...] nel suo diario: -Stamani alle sei e [...] a dettare il primo capitolo degli Anni [...]. Il precedente libro di Guglielmo [...] 1796: Gli anni di noviziato di Guglielmo [...]. Il primo libro, La missione [...] era stato scritto tra il [...] e [...] ma sarà ritrovato solamente agli [...] di questo secolo. Densi, frammentari, i libri [...] si sono lasciati alle [...] macchinosità e [...] della tesi. Sono diventati lievi, grazie [...] lega il lettore [...]. Gli anni di pellegrinaggio [...] un presente che si rivela come somma [...] pellegrino ha imparato il significato della parola [...] peregrinare, andare di luogo [...] luogo, essere straniero agli [...] ma soprattutto agli occhi di sé medesimo. Pellegrino dentro se stesso [...] oggi, straniero per [...] uomo che aveva in [...] era centro e misura [...]. Wilhelm [...] è andato in avanscoperta. La missioné teatrale lo [...] a vivere la vita, a ricordarsi, come [...] Goethe, [...] vivere. Il pellegrinaggio, se un [...] fine inatteso la rinunzia, oggi ha toccato [...] inesplorati, dove [...] e [...] non lasciano spazi conclusi. La passione e [...] goethiàne sono strumenti buoni [...] aperta alle possibilità. [...] morale della rinunzia che [...] Guglielmo, [...] il lettore di oggi ha il senso [...] del fine. Gli accoliti della Torre, [...] che ha predisposto il destino di Guglielmo [...] per il lettore complice [...] hanno di che cantare vittoria: Guglielmo [...] deve abbandonare la sposa Natalie [...] viandante, deve obbedire alle regole della Torre, [...] di non rimanere più di tre notti [...] ma proprio in questa condanna egli trova [...] dagli ordini della Torre stessa. [...] di Guglielmo [...] ha la meglio sul [...]. [...] lettore attento alla propria [...] la missione teatrale e, alla fine, anche [...] di medico, che Goethe, memore dei propri [...] e delle esperienze di scienziato, presta al [...]. Curare, guidare le sorti, [...] Come in un lento romanzo del realismo, a [...] gli anni. Ospite inatteso, giunge un [...] di nome Franz Kafka, che in materia [...] di guaritori ne sa più di Goethe. Egli ci fa capire [...] non è possibile guarigione alcuna, e quindi [...] impostura e inganno. Figura demoniaca anch'esso come [...] Goethe, Kafka attraversa il nostro secolo seminando [...] guaritori. È una massima che, nella [...] dimessa perentorietà, Induce il lettore a riflettere sulla malattia [...] a [...] se, per caso, la malattia [...] sia [...] dei guaritori. Si immagini Io scompiglio [...] Torre, [...] quale erano stati scrìtti i decreti sul [...] Guglielmo [...] e sulle malattie che, [...] vista di una salute presunta, affliggerebbero il [...]. Mignon ci incanta e [...]. [...] arpista si è perso nella [...] pazzia. [...] lettore non sa se [...] o no. Segue volentieri Guglielmo nei [...] nelle sue metamorfosi di pellegrino, al di [...] del resto non conclusiva, di uno dei [...] nostro tempo. Ottavio Cecchi La donna [...] (nel [...] c'è una donna sposata [...] lei una ragazza più giovane; se diversi [...] fra le due: volitivo, deciso, quasi maschile, [...] Carlotta, la moglie, invece dimesso, remissivo, tessuto di [...] di Ottilia, la ragazza; se esse hanno [...] loro desiderio (passato, per [...] presente per [...] lo stesso uomo, ebbene, [...] diventerà uno scenario dove gli attori hanno [...] assegnata e il sentimento che esprimono sarà, [...] aspettiamo, la gelosia. Scritta da Goethe nel [...] proprio un romanzo e perciò ci perdoneranno [...] esperti di quel «grandissimo vecchio», se dal [...] i due personaggi femminili e ci interroghiamo [...]. /// [...] /// Carlotta dimostra una straordinaria conoscenza [...] delle [...] della differenza che esiste fra [...] uomini e le donne. Osserva che «gli uomini [...] particolare, al presente, e con ragione, poiché [...] a fare, a agire; le donne, invece, [...] catena di conseguenze [...] intessuta la [...] e questo con ugual [...] loro destino è legato a questo [...]. Carlotta è moglie concreta. Capriccioso, al contrario, il [...] Carlotta, [...] che «aveva conservato qualcosa [...]. La ragazza, appena uscita [...] forse [...] che può sopravvivere solo [...] eros, se mantenuto nei confini [...] (per troppa bellezza, candore, [...] sulla rinuncia. Quarto personaggio, il Capitano. Lentamente, sulla scacchiera del [...] coppie si scambiano: tra Edoardo e Ottilia, [...] Carlotta [...] il Capitano si tesse una nuova trama: -Ognuno [...] felice e faceva parte agli altri della [...]. Tuttavia, quando [...] si deve realizzare, e [...] che come tradimento, è il fantasma [...] amato che ciascuno stringerà [...]. Le due donne, però, [...] sogno di quel legame balza in tutta [...] davanti ai loro occhi, non si dividono. Eppure Goethe sa bene [...] sposate, benché non si amino [...] con [...] pure si tengono strette [...] lega, specialmente contro le ragazze [...]. Ottilia viene affidata da Edoardo, [...] di non [...] realizzare [...] passione, [...] annuncia: -Ci terremo [...] con donne, e lavoreremo anche [...] comune, per non concedere agli uomini troppo vantaggio su [...] noi". La storia precipita con [...] bambino di Carlotta e Edoardo che avrà [...] Capitano e gli occhi di Ottilia, quasi [...] sé ciò che non è potuto accadere. La [...] morte e poi quella [...] Ottilia [...] di Edoardo, chiudono «Le affinità elettive». Protagonisti del romanzo sono [...] restituisca isolatamente ciascuno dei [...] «Così [...] proseguono, ognuno a suo [...] quotidiana, con e senza pensieri». Fra Carlotta e Ottilia [...] mentre ciascuna rivolge esplicitamente [...] il proprio discorso d'amore. Forse Carlotta si sente [...] Ottilia; comunque è lei ad [...] a Edoardo ed è [...] come la coppia «più [...]. Solo per [...] assoluta del dovere [...] idea che si offriva [...] resterà con il marito, [...] -io come amica e [...] come [...] la felicità di Edoardo [...] la propria felicità. Se le due coppie si [...] riproducendo, [...] come avviene in natura «le [...] cioè [...] di particolari elementi chimici, Carlotta [...] vicina a Ottilia -per [...] " [...] la delicatezza di [...] affetto il bambino a [...]. Ecco [...] affinità tra due donne [...] rivalità, della [...] affinità, e forse ancor [...] delicatezza [...] delle donne, che abbracciano [...] uomo amato, anche se appartiene a [...]. /// [...] /// In Goethe [...] di competizione, sullo sfondo [...] senza sesso, dove i protagonisti si riaccoppiano [...] è dato di restare scoppiati, sembra regolata [...] ma a noi che sappiamo come, da [...] evoluta ed evolve la storia, viene spontaneo [...] diversità fra il clima sentimentale in cui [...] Carlotta [...] quello di mille vicende «moderne» dove tutto [...] raggrinzito. Lì il senso del [...] quando si presentava, [...] sentimenti dominatori di uno [...] ali interesse, [...] di guadagno (anche perché [...] persone ricche, senza problemi materiali). Nessun ritratto [...] inesistenti le analogie con la [...]. E proprio per [...] disegnato un quadro dei rapporti [...] insolito, una signora avvertì Goethe che non poteva approvare [...] suo libro; lo considerava immorale e non [...] mai consigliato a una signorina. Quella signorina sarebbe, magari, [...] se, invece di considerare [...] donna la [...] rivale, non avrebbe dovuto, [...] «singolare affinità» fra le donne e di [...] liberare il rapporto con «gli altri», con [...]. Perché quel senso del [...] quei sentimenti erano (e [...] il risultato di una civiltà costruita su [...] donne hanno avuto poca voce. Carlotta e Ottilia paiono [...] costruzione dei rapporti umani, quale si è [...] essere rovesciata. Ma forse è solo [...] romanzo; il mondo gira e «le affinità [...] affidate ad un libro del 1809. Letizia [...] questione preliminare può essere, [...] lecito discorrere del personaggio Faust, se sia [...] Faust come personaggio. E non si tratta tanto [...] problema, che pure è invalicabile, della legittimità dì una [...] unitaria dell' immenso arco che [...] conduce [...] atto della tragedia. È troppo noto che [...] esperienze di scrittura, che va dal 1772, [...] quando Goethe sigilla il manoscritto per costringersi [...] fatto [...] naturalmente, organicamente interminabile, può [...] il primo modello storico di work in [...] in [...]. La nozione di un personaggio [...] progress è dunque, immediatamente, una nozione più credibile e [...]. Ma con [...] non meno immediata, che è [...] estere in progress del perso-naggio che è [...] della rappresentazione in quanto esso [...] non più [...] sotto altra categoria. Eroe di [...] Faust appare come [...] per de finizione, ma [...] astrazione semplificatrice che lo ha rapidamente soppresso [...]. Lukàcs aveva perfettamente compreso [...] i propri Studi sul [...] e ponendo il problema [...] "periodo [...]. Nella seconda parte del Faust, [...] Faust esce dal [...] mondo [...] per operare nel [...] accade di necessità che [...] individuale non può ormai essere altro che [...] sviluppo di tutto il genere [...]. Ma dove il nesso [...] Fenomenologia pare appunto farsi più stretto [...] Faust di Goethe e [...] Fenomenologia [...] spirito di Hegel sono da [...] unitariamente come i massimi [...] concettuali del periodo classico tedesco»), emerge il [...] segreto, ma non [...] Goethe [...] un Congedo per la [...] Faust; i versi più importanti dal lato [...] lato estetico sono ì seguenti: "La vita [...] poesia simile a questa: / ha un [...] fine, / ma non è però un [...]. Eppure, il superamento del [...] critica del faustismo, è nello stesso [...] de sbocco utopico che [...] la scommessa e il patto [...]. È [...] supremo della felicità come presentimento. Ma i [...] che costituiscono l'opera e [...] Goethe per primo sapeva e sottolineava, rimangono irriducibili [...] e [...] dei loro significati. Alla [...] vita, e alla [...] razionalizzazione-, se cosi vogliamo [...] infinità, Goethe oppone [...] di un -centro», per [...] la figura, che in tanto agisce come [...] rimane assolutamente invisibile e impronunciabile. La vera premessa del Faust, [...] prologo [...] come è noto, è [...] del 1771. Esso a-pre la lettura [...] Shakespeare, ma liquida, di fatto, con il -periodo [...] adesso vorremmo chiamare il [...] del personaggio-. E ancora Lukàcs che [...] dichiarazione a [...] e vi riconosce la [...] di [...] del capolavoro, allorché Goethe [...] costruttivo che -si collega al complesso [...] soltanto per un leggiero [...] precede e a quanto [...]. Il carattere di [...] di [...] in ogni [...] determina, con la struttura incommensurabile [...] interminabile [...] anche [...] e V [...] della rappresentazione [...] come tale, e del suo [...]. Il [...] è ovunque [...] est ubique. Non è più possibile, in [...] figura di destino, e in una [...] oggettivazione artistica, un -tutto intièro [...]. È in questo, allora, [...] di Faust si definisce, infine, come colui [...] sé la struttura [...] nel suo farsi. E [...] non i soltanto in [...] oggettiva tra [...] e l'opera che lo [...] definisce. E in gioco [...] del testo. Se Faust non è [...] faustismo volgare, ma qua-si il suo opposto, [...] figura che si determina a partire dalla [...] realizzarsi come totalità. Questa impossibilità, in tanto ha [...] e vita, in quanto si regge sopra una [...] interna di sperimentazione inesauribile della [...] poiché soltanto in tale sperimentazione, ovviamente, [...] si rende [...] verificata. Se si trattasse di [...] alta letteratura, in situazione di altissima letteratura [...] già molto. Ma si tratta, per [...] di qualche cosa che è infinitamente più [...] rilevante. Dopo il Faust, per [...] epigramma, non c'è più un destino umano [...] come un tutto. Ciò che é altamente [...] Goethe, i che questo, Goethe, mettendo mano al Faust, [...] sapeva, né poteva [...]. Il suo [...] quale si rispecchia [...] e ne decide la sorte, [...] in direzione assolutamente antitetica. Il Faust era nato [...] da un nucleo (da un [...] proprio), che era precisamente [...] unitaria di una totalità di destino umano. Non si può indicare [...] che ricorrendo [...] volta alle parole di Lukàcs, [...] che, per Goethe, contro quanto i scritto [...] Congedo, [...] tutto ciò per cui il Faust si [...] uomo era sempre stato [...] aveva non solo un principio e una [...] dal destino da lui vissuto contorni compiuti [...]. Nel 1831, sigillando l'opera, Goethe [...] una simile illusione, storicamente, è finita per [...]. Ma questo, che è [...] destino di Faust, [...] un segreto storicamente intollerabile. E per un tale [...] poi il suo aspetto essenziale, Faust pare [...] personaggio ancora essenzialmente indecifrato. [...] il segreto, allora, non [...] problema interpretativo, ma i un compito storico, [...]. Edoardo Sanguinati Informazioni Einaudi Marzo [...] Grass L'incontro di [...]. Un [...] dai toni picareschi, in [...] riflette sul conflitto fra spirito e potere. Altri romanzi Alfred Doblin, Novembre [...]. /// [...] /// Ernst [...] Una giovinezza in Germania. Rex Warner, La caccia [...] selvatica. Walter van [...] Clark, La città delle [...]. Cinque classici Joseph Addìson, Lo [...] cura di Mario Praz. [...] Hawthorne, La lettera scarlatta. Aleksandr Puskin, Romanzi e [...]. Fedor Dostoevskij, Il giocatore. Thomas Mann, l [...]. [...] e occultismo [...] elisabettiana. Un tentativo di esplorare [...] della cultura religiosa, letteraria, politica tra Quattrocento [...] Seicento. Momigliano La storiografia greca. Le ricerche organiche di Arnaldo Momigliano [...] storia dei greci, dei romani e del [...]. /// [...] /// Vent'an-ni di lavori sui [...] meridionale e le politiche che la riguardano. /// [...] /// Gramsci La Città futura. Nella nuova edizione degli [...] censurati e numerosi inediti, a cura di Sergio [...]. Il [...] Giovanni [...]. Le più attuali concezioni [...] del sole, alla [...] influenza sulla terra, in [...] a tutù. /// [...] /// Attraverso queste riflessioni il [...] una vera e propria grammatica del vedere. Un seminario sul luogo [...]. Biblioteca di storia [...] Arte e [...] in Italia (1600-1750). Emil [...]. Viktor [...] Storia della pittura bizantina. [...] italiana Settecento e Ottocento. Arma Ottani Cavina, Il Settecento [...]. /// [...] /// Amerigo R est ucci, Cittì [...]. Sandra Finto, La promozione [...] Stati italiani [...] delle riforme [...]. /// [...] /// Sandra Finto, La promozione [...] Stati italiani [...] delle riforme [...]. (0) (0) ![]()
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