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Il film passò alle [...] ten-ne una conferenza stampa [...]. Il materiale stampa sul [...] a un foglio che riportava, in modo [...] i nomi dei tecnici e la frase [...] E. [...] su cui torneremo, e [...] una gentile signora iraniana distri-buiva ai presenti: [...] di at-tutire la tensione, di smussare gli [...]. Il film era arrivato [...]. La censura di Teheran [...] il coraggio di [...] ma aveva messo ogni [...] fra le ruote del re-gista, prolungando fino [...] di montaggio. E si portò via la Palma [...] con [...] di [...]. È di gran lunga [...] cupo del regi-sta, eppure riesce a comunicare [...] di serenità. Perché [...] dietro [...] tristanzuola, è un artista lieve, [...]. I suoi film si [...] raccontabili in 10 secondi. Questo è la storia [...] che vuole uccidersi, ma non sa decidersi, [...] per farla finita. Qualunque psicoa-nalista dilettante potrebbe [...] annuncia ai quattro venti la propria vo-glia [...] chiede altro che esse-re salvato. Ma [...] enuncia questa ovvia verità [...] e la semplicità, dello stile. Non gli servono colpi [...] drammaturgici, divi che strapar-lano. Basta piazzare [...] suicida su [...] e [...] percorrere le vie di Teheran. Le sue parole, il [...] in sottofondo e il brullo paesag-gio che [...] e avanzano per comunicare il suo dramma. Alla base di tutto, [...] una frase di [...] un beffardo aforisma nel [...] di questo pessimista co-smico trapiantato da Bucarest [...] Parigi: «Se non ci fosse la possibilità del suicidio, [...] ammazzato da tempo». Co-me dire che il [...] «chance» che, sempre rinviata, consente di conti-nuare [...]. È quello che, inconscia-mente, [...] protagonista del film: che è un uomo [...] presu-mibilmente benestante (veste bene, ha una bella [...] di denaro da investire [...] vi diremo. Il primo è un [...] per i primi venti minuti lo spetta-tore [...] che [...] sia un omosessuale a [...]. Ma al-la fine del loro [...] scopriamo [...] verità: [...] ha intenzione di imbottirsi di [...] e di sdraiarsi in una buca, in una periferia [...] appena fuori città, attendendo lassù la morte. Pe-rò vuole garantirsi una scappatoia, [...] possibilità di [...] chiede -pagan-do per il servizio [...] qualcuno, il matti-no dopo, vada a [...]. Se sarà morto dovrà [...] se sarà ancora vivo do-vrà [...] a uscire dalla buca. Il soldatino -che è [...] la morte deve averla vista «dal vero» [...] volte -reagisce a questa stramba richiesta con [...]. Il secondo passeggero, un [...] dei sermoni sulla religione che lasciano le [...] (fosse questa, la ragione per cui gli [...] a Teheran si sono imbufaliti?). Ma il terzo, un [...] turca, tocca forse le corde giuste, spiegando [...] vita è piena di cose belle, di [...] gustati fi-no in fondo. Ha mai provato, questo aspi-rante [...] a mangiare una ciliegia? Ci provi. /// [...] /// Vietato svelare il finale, [...] dalle note di «Saint James [...] di Louis Armstrong, che [...] «appesi», con tutti i vostri interrogativi aperti. Pensiamo pe-rò di [...] dire che [...] in quella buca, ci [...] con i fari della mac-china che sembrano [...] nel buio cosmico delle coscienze. Cosa farà poi, mistero. Ma forse [...] vuole [...] che anche le nostre [...] vanno seguite, e indagate, fino al punto [...] evitare che il ri-mosso ritorni di notte [...] lenzuo-la. [...] come dice il regista, [...] chiaro: «La stragrande maggioranza della gente pensa [...] una volta nella vita. Poi, mol-tissimi non lo [...]. Cancellare questo pensiero, [...] più buio, è forse il [...] migliore per [...] prima o poi, distrutti. Alberto Crespi ROMA. Innanzitutto una precisa-zione: il ciliegio, [...] realtà, è un gel-so. Albero che [...] sembrato troppo poco presente [...] occidentale al momento di «tradurre» [...] titolo del nuovo film di [...]. Il sapore della ci-liegia, [...]. Una Palma [...] a [...] -ex [...] con il giap-ponese [...] -e una pioggia di [...] grandi in Italia, dove il regista ha [...] tra cui Mario Martone -con cui si [...] un progetto di film insieme mai andato [...] ovviamente Nanni Mo-retti, che gli ha dedicato [...]. Da noi [...] è molto amato. Forse più che nel [...] non è popolarissimo e dove spesso gli [...] grane col governo. Anche Il sapo-re della [...] so-lo in extremis, quasi [...] dopo essere stato in forse per giorni. Ma non fu censura, [...] ci-neasta, accompagnato dal [...]. E sul fatto che [...] sia an-cora uscito in Iran, dove dovreb-be [...] pri-mavera, aggiunge: «Il vero pro-blema è la [...]. Ce ne sono pochissime [...] mettersi in lista [...]. Certo il tema del [...] potrebbe suscitare qualche fasti-dio in ambienti integralisti. E an-che la mediocre [...] nel film il giovane seminarista, inter-pellato dal [...] una mano per [...] la vita. O forse per non [...]. Ma ve-diamo cosa ne [...]. In che modo «Il [...] potrebbe disturbare il [...] «Diciamo, innanzitutto, che il [...] promesso di es-sere più aperto e tollerante. E che il film [...] di sesso né di poli-tica. Quanto alla Chiesa, è [...] le religioni hanno problemi col suicidio, ma [...] che [...] il suicidio è solo [...]. Sono partito da una frase [...] non ci fosse il suicidio, [...] sarei ucciso molti anni [...] -e dal-le poesie di Omar [...] per svi-luppare un film [...]. [...] che possa essere oggetto di [...]. [...] «Non sono praticante, ma [...] cose che non sono visibi-li». [...] che il vecchio rac-conta al [...] Badii, [...] suicida, fa pensare a una [...] storiella zen, in cui un uomo [...] di un orribile [...] se la [...]. [...] una porta aperta che ci [...] di scegliere la vita e cam-bia il senso delle [...]. È come se il [...] Badii: [...] bene, la vita è [...]. Sei libero di [...] o di andare [...]. E il buddhismo dice: [...] bene, il mondo è un [...] di sofferenza, ma [...] è [...]. /// [...] /// Invece il paesaggio, come [...] di «E la vita conti-nua», è un [...]. Sono cose che passano [...] e che si ritrovano da un film [...] foto di famiglia. Tutto quello che si [...] di un cinea-sta non può essere casuale. Anzi, qualcuno diceva che ogni [...] fa [...]. I protagonisti del film, [...] sono straordi-nari. [...] qualcosa di più di loro. Magari di [...] per prendere un tè insieme. Badii è un architetto, [...] studiato a Venezia e parla benissimo [...]. [...] incontrato per la strada, [...] subito di lavorare nel film. Mi ave-vano colpito i [...] capii che aveva qualche grosso problema con [...]. Invece di una sceneg-giatura, gli [...] dato una cassetta con una [...] camera girata da mio fi-glio [...] di me. Così non avremmo dovuto [...] niente. È un metodo che [...] è ottimo con persone che non sanno [...] o che associano la parola scritta con [...] le interroga-zioni». [...] «Era in fila dal panettiere. [...] che fosse un seminarista, [...] scoperto il giorno dopo [...] uscire dal collegio religioso dove [...] andati a cercare il nostro uomo». [...] «Questa è stata la scoperta [...] in-credibile. Lo cercavo da sei [...] lo avevo ancora trovato a tre giorni [...] riprese, tanto che pensavo di chiamare un [...] per quel ruolo. Poi improvvisamente, mentre sta-vamo girando [...] campi lunghi [...] periferia di Teheran, [...]. [...] fossimo degli speculatori e [...] di sventrare la collina per costruire chissà [...]. È stata [...] persona che abbiamo incontrato [...] durante tutte le riprese. E questa è la risposta [...]. /// [...] /// Che cosa fa nella [...] «Fa [...] tassista. Ma non ha voluto neppure [...] suo vero nome. È un mistico naturale e [...] influito [...]. [...] pagine di sceneggiatura perché par-lavano [...] divorzio e io le ho tolte volentieri». /// [...] /// Veniva dal [...] e [...] partirà davvero per il servizio [...] leva. [...] re-citare nel film: infatti tutte [...] cose che dice a Badii, quando rifiuta la [...] proposta di [...] a suicidarsi, [...]. Come va [...] il finale del film, [...] in cui si vedono dei soldati che [...] si riposano? È una specie di presa [...] finzione, [...] «Sì, ma può avere [...]. Per esempio uno spettato-re [...] che secondo lui Badii era morto e [...]. Io non dico mai di [...] è giusto che [...]. [...] «Sì, [...] Una cerimonia par-ticolare e andremo [...] in un paesino inaccessibile del [...] iraniano dove non hanno neanche [...] tv. Per ora ho un [...] aspetto di trovare i [...]. /// [...] /// Nei suoi film, [...] gli ulivi», [...] è sempre rac-contato con estremo [...]. Comunque nel Sapore della [...] delle scene [...] i due ragazzi che [...] insieme, la finestra dietro cui si immagina [...] famiglia, il vecchio che racconta della mo-glie. Non mostro [...] sem-plicemente ricordo che può an-che [...] esserci. E che la [...] pre-senza, o assenza, influisce [...] della vita». Cristiana Paternò LA RECENSIONE Mozartiano [...] profondo: un capolavoro [...] 2. A sinistra, il regista [...] «Il suicidio? Una chance [...]. In palco anche Pozzi. BOB DYLAN e Rolling Stones [...] nelle classifiche. Come ai vecchi tempi. Quando il rock classico dettava [...] sue regole di fer-ro e i dischi avevano ancora [...] fascino del vinile nero. Jagger e soci entrano [...] posto della classifica ameri-cana col loro Bridges [...]. E papà Bob li [...] po-sto con Time Out [...]. Che siano tornati i [...] Sessan-ta? Piano con le tentazioni reviva-listiche e la [...] sotto con [...] attento degli album in [...]. Per alcuni, Dylan e Stones [...] dei classici che si comprano (quasi) a [...]. Per altri sono solo [...] che comunque fanno notizia e vendo-no sempre [...] copie. Per al-tri ancora, specie [...] ge-nerazioni, sono artisti da scoprire e da [...] per il pas-sato, ma soprattutto per il [...]. E questi ultimi lavori [...] Stones [...] Dylan non sono pallidi riciclaggi della gloria [...] opere strettamente legate al presente. Che guardano ai suoni [...] farsi tentare da mode e ten-denze, anzi [...] uno stile consolidato e unico. In-somma, [...] non troverete elettro-nica dura, contaminazioni [...] e ritmi claustrofobici. Jagger e soci hanno [...] di canzoni vitali, pungenti, mo-derne, aggiornate al [...] alla produzio-ne accorta di Don [...]. E sembra-no [...] ritrovato lo spirito giusto [...] grossi patemi il nuovo millennio. Quanto a Dylan, il [...] complesso. Proprio come il suo disco, Time Out [...] che viene dopo una malattia [...] portato davvero vicino alla «porta [...] paradiso». È un album attuale [...] sempiterno di-lemma [...] del tempo che passa [...] che aumen-tano, ma anche [...] e di re-denzione. Cose che toccano un [...] nostalgico co-me un adolescente sensibile. In più [...] la musica. Ballate intense e il [...] piace anche ai ragazzini. Come insegna la le-zione [...] Jo-hnny Lang. E quello di Dylan [...] incalzante e ipnotico, trasfi-gurato dal tocco di [...] come Daniel [...] che regala ai pezzi [...] sognanti, arrangia-menti inusuali. Classici eppur mo-dernissimi. Insomma, vedere Dylan e Sto-nes [...] fa sempre un [...]. Ma non cadiamo nella [...] eravamo»: i tempi stavano già per cambiare [...] oggi la mutazione è (quasi) completa. E se ne sono [...] i diretti interes-sati. Che rimangono mille volte [...] attuali di tanti gio-vani «colleghi» al numero [...] alle bam-bole pop tipo [...] Carey. /// [...] /// Le mille e una [...] Car-melo: sotto questo titolo venne pub-blicata, il 27 [...] questo giornale, la nostra cronaca (e perdo-nate [...] (o da) Alessandro Manzoni, appe-na andato in [...] Lirico di Mi-lano. Ad alquanta distanza di [...] approssimava il bi-centenario della nascita [...] (1785) -Carmelo Bene, giacché [...] si tratta, ri-pete [...] al Quirino di Roma, [...] ma nella stessa «forma di concer-to»: in [...] camicia bianca aperta sul collo, pantaloni neri, [...] di tre leggii posti a di-verse altezze, [...] in piedi o seduto, [...] e regista, sfogliando il [...] testo manzoniano (massima-mente, come sappiamo, in endeca-sillabi), [...] ampia sintesi, ma [...] sempre la lettera, via [...] di sé i personaggi principali, e alcuni [...] importanti: De-siderio re dei Longobardi, suo fi-glio Adelchi, [...] trono, Carlo sovrano dei Franchi (sarà poi [...] Magno), [...] am-bizioso soldato che farà [...] i duchi fedifraghi e il nemico, [...] il fedele scudiero che [...] di Adelchi sulle labbra, il diacono Martino, [...] un fortunoso itinerario i gioghi alpini attraverso [...] Franchi potranno piombare di sor-presa sui Longobardi e [...] ancora (siamo [...] secolo, e, tra i [...] Lati-ni, nostri progenitori sul suolo pa-trio, non [...] troppo). La voce di Carmelo, [...] nel variare i toni e i timbri [...] dei ruoli (mentre il gesto rimane assai [...] supporto) ha effettivamente del prodigioso; e un [...] dei migliori gli dà so-stegno, mentre il [...] percussioni, omaggio alla memoria di Antonio Striano, [...] manovrava a vista, concorre a [...] fonica di rara forza; [...] ombra la partitura (pur registrata) a grande [...] di Gaetano Giani Luporini, di derivazione verdiana [...] Verdi [...] ispirava, ma in modo dichiarato, Vittorio Gassman, [...] e tutto diverso Adelchi, a ranghi completi, [...]. [...] attuale, Carmelo ha eliminato [...] Cori, [...] in-vece nella precedente; ma i pezzi forti [...] Manzoni (composta tra il 1820 e il [...] più o meno, tutti; e se nei [...] Desiderio e Adelchi il gusto della deformazio-ne [...] vocale sembra, a tratti, avere il sopravvento, [...] traditore [...] sono resti-tuite a meraviglia, [...] del diacono Martino viene, in crescen-do, a [...] del canto. A fianco del protagonista, [...] e forte di Elisabetta Pozzi, in lungo [...] panni della sventurata Ermengar-da, sorella di Adelchi [...] di Carlo. Il commiato [...] dalla vita costituisce uno [...] della serata, e ha me-ritato [...] un lungo ap-plauso a [...]. Ma anche il discorso [...] Adelchi [...] è reso, da Carmelo, con grande maestria. Sebbene, forse, avremmo voluto [...] lezione di pessimismo religioso nei confronti della Storia [...] si manifesta: «Godi che re non sei; [...] ogni via: loco a [...] opra non [...] non resta/ che far [...]. Una feroce/ forza il mondo [...] e fa [...] dritto. Lo spettacolo (quarantacinque minuti [...] venticinque la seconda, un quarto [...] si darà solo a Roma, [...] 26 ottobre. Alla prima, [...] le accoglienze sono state strepitose, [...] deliranti. /// [...] /// Alla prima, [...] le accoglienze sono state strepitose, [...] deliranti. (0) (0) ![]()
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