Il socialismo non è [...]. Le sue istanze vitali sono [...] presenti. Naturalmente va tenu-to conto [...] mutando in [...] con-nessione con lo sviluppo [...] forme di produ-zione che comportano anche [...] socia-li». Insomma, è nella difesa [...] Stato [...] che si devono inve-rare le nuove istanze [...]. No, non direi proprio [...] del socialismo siano fini-te». [...] chi pensa che la [...] sovietico ab-bia segnato anche la sconfitta della [...]. Siamo arrivati così alle [...]. Quelle che Garin ora distende [...] tela parlando [...] di oggi in un guado [...] cui non [...] be-ne [...]. Garin crede nel futuro [...]. Naturalmente, ade-guando i termini [...] e sociale al mutare della situazione economica, [...]. Ci sono forme di [...] Stato democra-tico che tengono conto dei peri-coli di [...] di capitali-smo e di libero mercato selvag-gio». Garin è però preoccupato [...] partiti in Ita-lia. E di nuovo, le [...] nel [...] si discusse tanto sopra [...] Costituzione. Quello che mi sembra [...] a mette-re in chiaro è che la [...] tra i gruppi non auto-rizza prima la [...] e poi la pretesa di essere tutti [...] Parlamento dove poi giocare in pericolose combinazioni». Garin, insomma è per [...] che preveda almeno lo sbarramento: «Io trovo [...] per cento è anche troppo». La situazione non è facile: «Ac-canto [...] spirito di adattamento e di [...] anche una incapacità a rendersi [...] della complessità dello svi-luppo politico del Paese. La diffi-coltà a comprendere [...] e che il cambiamento richiede di accettare [...] per un certo periodo. Bisogna capire che non [...] salvifici. Non ci sono de-miurghi». Alla fine [...] Garin torna al tema iniziale: [...] scuola. La scuola e i [...]. Ecco perché la scuola [...]. Non solo perché escono [...] ma proprio per la formazio-ne culturale. Il liceo o la [...] sono stati fon-damentali», afferma deciso e non [...] fatto che si vogliano togliere. [...] una cosa che Garin tutta-via [...] chiaramente: che lo Stato dia i soldi alle scuole [...]. E [...] della religione. Non perché lo Stato sia [...] ma perché non può insegnare una [...] religione. Semmai insegni la storia [...]. Poi ognuno sceglierà. Cosa si direbbe se [...] quale filo-sofia seguire? Sappiamo tutti che la [...] patrimonio di una sola scienza. Neanche della matematica. Gli Elementi [...] sono veri in un loro [...]. Ma ci sono anche [...] euclidee». ///
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Ancora una pennellata [...]. Che non significa che [...] si costituisca in stato. Insie-me fanno la storia [...]. Poi Venezia [...] fatta in modo diver-so [...] Firenze [...] Milano da Napoli o Palermo. Ma parliamo la stessa [...] tante profonde radici comuni. Sono andato gio-vanissimo a [...] Palermo, il mio preside era livornese, il professore [...] un trie-stino che aveva studiato a Pavia. La scuola dovrebbe far capire [...] questo. Che da un lato si [...] essere affezionati ad una tra-dizione culturale e, [...] sentirsi davvero cittadini del mondo. E questo è possibile». Eugenio Garin nasce a Rie-ti [...]. Storico della fi-losofia. Ha insegnato Sto-ria della [...] Firenze e, succes-sivamente alla Scuola Su-periore Normale [...] Pisa, [...] quale è Professore Emerito. Dopo i primi stu-di [...] in-glese del Seicento e dl Set-tecento, raccolti [...] «Illu-minismo [...] I morali-sti», ha dedicato la parte prevalente [...] attività allo studio [...] e del rina-scimento italiani, [...] «Pico [...] Miran-dola», «Filosofi italiani del Quattrocento», «Il rinasci-mento [...] italiano», «Medioe-vo e rinascimento», «La [...] del rina-scimento italiano», «Scien-za e vita civile [...] nuova». Tra le sue più [...] tra le altre: «Movimenti culturali dal X IV [...] X VII secolo. La filosofia come sapere stori-co», «Editori italiani tra [...] e [...]. Importanti saggi sul pensiero europeo [...] rinascimento e [...] sono raccolti in «Dal rinascimento [...] e in «Rinascite e rivoluzioni». Garin, che tra gli [...] sempre avuto viva la distinzione tra cultura [...] svolto a partire dal secon-do dopoguerra un [...]. I suoi studi sulla [...] costruito un ponte tra i grandi del [...] e la formazione di una nuo-va sensibilità [...]. ///
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I suoi studi sulla [...] costruito un ponte tra i grandi del [...] e la formazione di una nuo-va sensibilità [...].