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Ora le confessioni di Gino [...] sul vero mandante potrebbero [...] quei fatti «Sono innocente: aspetto la verità [...] REGGIO EMILIA. Una strada della periferia, [...] sera. [...] fa hanno deciso che ero [...] che [...] mi dica: [...] siamo sbagliati, lei è [...]. /// [...] /// Lo chiamavano «Walter», quando [...]. Egidio [...] nel 1947 fu arre-stato con [...] di essere il mandante [...] di Ferdinando [...] un capita-no [...] che abitava a Campagnola. Condannato a ventidue anni, [...] di Natale del 1953, con [...]. Ancora prima che gli [...] disse di essere innocente. [...] fino [...] lo grida ancora; lo ha [...] anche i due libri [...]. [...] una speranza, per [...] partigiano Wal-ter. A Perugia è iniziato [...] revisio-ne della [...] tutto vada bene, così [...] bene a Germano Nicolini, il «Diavolo», [...] sindaco di Correggio che [...] la [...]. Ci sono nuove testimonianze, e [...] la sentenza che ha mandato [...] Ger-mano Nicolini: il testimone che ha portato alla condanna [...] sindaco di Correggio, riconosciuto non attendibile dai giudici, è [...] stesso [...] Egidio [...]. [...] soprattutto un clima nuovo: sta [...] il disgelo, dopo [...] guerra. Uomini che allora erano [...] dentro segreti che «po-tevano [...] Partito», e solo adesso rie-scono a parlare. Uomini che sono diventati [...] taciuto [...] adesso dicono che «è [...] della verità, perché la morte è davanti [...] non [...]. Il 10 ottobre di [...] Gino [...] prima bracciante e poi [...]. Io sapevo tutto, già [...] quella mor-te». Gino [...] ha 87 anni, e ripete [...] sue parole davanti alla Corte [...] di Perugia. Il [...] tutto [...]. /// [...] /// [...] vecchio che forse riuscirà [...] il partigiano Walter. [...] dopo [...] parlato per-ché potevano esserci conseguenze [...] altri compagni. [...] ero nel direttivo del Pci [...] Campagnola, ma a quella riunione non [...]. Il sindaco [...] Ennio però mi rac-contò [...] non avrei parlato. /// [...] /// Si appoggia al [...]. Ho pensato a [...] alla [...] battaglia lunga tanti anni. Ho trovato il procuratore della Repubblica una mattina, mentre pren-deva i giornali [...] ame. E mi sono messo [...]. Mi è venuto in [...] notte che hanno ucciso [...] qualcosa era successo: tre [...] a bussare alla mia porta, perché volevano [...] il mio. Non volevano essere trovati [...]. Forse erano [...]. /// [...] /// [...] capace di rispondere per due [...] ai giudici. Alla fine, io e [...] ci siamo abbracciati, ed [...]. La vita di Egidio [...] viene rovinata nel momento [...]. La guerra è finita, [...] «Walter» [...] è guadagnato la stima di tutti, a Campagnola [...] della Bassa, perché è [...] capo partigia-no. Ma adesso basta con [...]. In cambio ci dava-no [...] le famiglie». [...] tanto da fare. Arrivava-no i reduci dai campi [...] concentramento, non [...] lavoro. Io ero [...] poi mi han-no nominato [...] Camera del la-voro». Campagnola, dopo [...] cinquemila abitanti, ed ottocento sono [...] iscritti al Pci. Per mesi e per anni [...] ferite della [...] aperte. [...] rapinato, ucciso. Subito dopo la Libera-zione, [...] un gruppo di fascisti viene preso nelle [...]. Scompaiono, e nessuno sa-prà [...] 1990, quando i resti [...]. Come Anpi, avevamo anche [...]. [...] sera si ballava, e [...] anche Odette [...] che poi diventerà famosa con [...] nome di De-lia Scala. Alla sera, dopo tanto lavoro, [...]. È al gioco delle [...] sera del 20 agosto del 1946. Mia figlia sarebbe nata [...]. Arriva uno in bicicletta, [...] sparato da [...]. /// [...] /// [...] che era tornato a Campagnola [...] sera [...]. [...]. [...] dagli Alleati ad Ancona, si [...] messo as-sieme a loro contro i [...] fino al 1945. Aveva mantenuto il suo [...]. /// [...] /// Conosce-vo invece il padre, Anselmo [...] che era [...] di Campagnola. Nessuno lo aveva toccato, [...]. Era una famiglia di [...] figlio prete e tre figlie nelle suore. /// [...] /// Ancora adesso non mi [...] perché quel capitano sia [...]. Il 2 marzo 1947 Egidio [...] viene arre-stato. Il capitano Vesce mi dice [...] sono [...]. Inizia [...] che anco-ra non è finito». Il carcere, il processo, [...]. [...] una bellissima fotografia di Egi-dio [...] scattata nel 1952 nel carcere [...] Saliceta SanGiuliano. [...] bianca, capelli pettinati [...]. Co-me se fosse [...] matrimonio, [...] galera. Erano così, i «politici». Dignità e contegno, in [...] essere confusi con i dete-nuti comuni. Ma anche il carcere [...] per Egidio [...]. [...] partigiano, per il [...] pa-gare per un delitto che [...] ha commesso. Che in galera ci [...] colpevole o innocente, cosa cam-biava?». [...] partigiano riesce a conoscere la [...]. A decidere [...] è stato [...] co-mandante partigiano Renato [...] che è in carcere con [...]. Ma [...] non vuole dire tutta la [...] perché quella notte, a sparare [...]. [...] il ritorno a casa. /// [...] /// Manda un memoriale alla [...] Pci di Reggio Emilia, non riceve risposte. Queste arrivano con i [...] a lui, il deserto nel negozio di [...] moglie, perché [...] è un tra-ditore, uno [...] le decisioni del Partito». Nessun incarico, nel Pci, per [...] partigiano che pianta grane. Renato [...] invece, diventa sindaco di Luzzara. Inuti-le andare a protestare [...]. Egidio [...] si guadagna da vivere [...] di macchine operatri-ci, [...] il magazziniere. Passa ogni mi-nuto del [...] stori-co della Resistenza, alla [...] e testimonianze. [...] libro, «Nulla da rivendicare». La tragedia [...] viene raccontata soltanto [...] capitolo. A Campagnola, [...] ho venduto solo sette copie. Qualcuno minacciò anche [...] perché teneva il libro. Ho rice-vuto [...] telefonate anonime, anche [...]. Edio rispondevo: [...] vi [...] sì, proprio la canzone della Caselli. Ma qual-cosa era già [...]. In federazio-ne era scomparsi [...] uo-mini che volevano conoscere [...]. Per questo, nel 1990, [...] spese -in tut-to ho dovuto pagare ventisei [...] il secondo libro, [...] delitto [...] ho pagato [...]. Stavolta, trecento copie vendute solo [...] di Campa-gnola». La morte non ha [...] vecchi. [...] la [...] anni [...] il segreto. Era amico di Cesare Zavattini, [...] sindaco di Luzzara. Qualche crepa si è [...] di Campagnola. [...] che «sì, forse proprio per [...] mio, [...] riuscirà a dimostrare la [...] innocenza». Qualche speranza si è aperta, [...] parti-giano Walter. /// [...] /// Qualche speranza si è aperta, [...] parti-giano Walter. (0) (0) ![]()
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