Il fascismo aveva scatenato [...] paese. Durante la campagna elettorale [...] a Padova per la strada, a mezzogiorno, Matteotti, [...] chiese di [...] un posto, fuori vista, [...]. Era venuto a Padova [...] di tenere un comizio in [...] con i fascisti, i quali [...] per la città. Molti erano studenti del Polesine [...] mortalmente Matteotti. Questi mi chiese di [...] con contraddittorio alla Gran Guardia; ed io [...] Novello Papafava, che in quanto liberale poteva [...] scontro tra fascisti e socialisti. Avrebbe dovuto presiedere egli [...] oratorio. I fascisti però non [...] contraddittorio, ma si misero alla caccia di Matteotti, [...] dovette fuggire a Venezia nella casa di [...]. Sarebbe stato ammazzato due [...]. Quando avevo moglie consumavo [...] a casa, ma, rimasto vedovo, andai in [...] toscana dei fratelli Masini, dove prendeva i [...] Marchesi. Cosi eravamo sempre insieme. Anche dopo il mio [...] la morte di Silvia De Marchi, tornai [...] Marchesi. Cosi la mia intimità [...]. Quella che frequentavamo non era [...] una vera trattoria, ma solo una fiaschetteria. Per noi due soli [...]. Gestivano il locale i [...] giovani (la famiglia era repubblicana) erano emigrati. Cucinava e serviva in [...] un caro uomo molto [...] una sola fissazione. Era nato il 19 [...] aveva compleanno e onomastico coincidenti. Ciò appariva a lui [...] e miracolosa e la raccontava continuamente a [...]. Anche a noi che [...]. In fiaschetteria venivano a [...] consumavamo il pasto, gli amici. Quelli stessi che frequentavano [...] ed altri. I nostri pasti presso la [...] toscana avevano uno strano carattere. Talora restavamo Marchesi ed [...]. Eravamo pensosi, e abituati [...] il silenzio [...]. Ma altre volte Marchesi [...] storie della [...] giovinezza a Catania. Era per me una gran [...]. E tuttora [...] che ho della Sicilia [...] siciliana proviene più dai racconti di Marchesi [...] viaggi fatti in seguito [...]. Egli mi narrava storie [...] Catania, come quando studente fu arrestato nel [...] e il suo professore [...] mandò in carcere un regalo con la [...] in [...]. Mi parlava delle origini [...] politico, [...] sotto [...] di un profondo dissidio [...] di cui narrava, indignato, che per indicare [...] professionale nei documenti scriveva: proprietario. Cosi Marchesi divenne prima [...] comunista, in forza di una ribellione verso [...] proprietari. Talora, anche se non [...] nella nostra trattoria a chiedere di Marchesi [...] diverso, che con Marchesi si appartava per [...] carte o di parole. Io non chiedevo nulla. Ma avevo capito. ///
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Ma avevo capito.