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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Calendario del Popolo-Serie unica-ed unica - numero di periodico»--Id 1481448081.

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Del resto [...] era stato sempre [...] la confessione [...] buon cristiano; tutti gli [...] precetto pasquale e lo sii vedeva spesso [...] sulla panca dei poveri, con gli occhi [...] grande Crocifisso sopra [...] pareva rimproverasse a Cristo [...] fare quel mestiere. Inoltre aveva preso in [...] dal suo paese, un mucchio di nipoti [...] superbe, che non trovavano marito perchè quelli [...] erano giovanotti scapestrati o [...] mala gente, e quelli [...] nobili spiantati o anche giovani di buona [...] denari [...] le disprezzavano a causa [...]. Il vecchio prete andò [...] fatto il [...] degli altri ammalati: non [...] camminava più a stento del solito, appoggiandosi [...] bastone da pastore, e nel salire la [...] fermava stanco ad ogni [...] e col viso basso [...] di disgusto. La casa era povera, [...] antica con scalini su e giù ad [...] stanze basse, i pavimenti di legno che [...]. Il caldo torrido di [...] la rendeva più triste. Anche nella camera da [...] non dimostrava le favolose ricchezze attribuite [...]. Era insomma ancora [...] abitazione di una ragazza [...] famiglia decaduta, presso la quale, qua-rant'anni prima, [...] con due o tre pezze di tela [...] sulle spalle e il metro in mano, [...] qual'era, [...] aveva [...] in affitto una stanzetta [...] pochi giorni, cioè finché durava la festa [...] villaggio, [...] poi per tutta la [...]. Il vecchio prete riconosceva [...] padrona; il letto di [...] coltre di lana gialla e nera ricamata [...] e i guanciali di percalle rosso, era [...] aveva tante volte benedetto, il sabato santo, [...] per le case del paese; [...] e la cassapanca gli [...] Alessandra [...] prendeva le monete che [...] secchio dell'acqua santa e le focacce di [...] metteva nella bisaccia tenuta dal sagrista. Ma accostandosi al malato, [...] pure che Alessandra [...] non era morta li, [...] verginale; [...] da mercante girovago divenuto [...] via dalla casa, comprata da luì, e [...] messo lui. E dava proprio [...] di un [...] con quel viso perfetto [...] naso adunco, [...] occhi rotondi, sporgenti sul [...] capelli bianchi arruffati sul cuscino rosso [...] la febbre alta, ma [...] sacerdote e gli tese subito la mano [...]. E il suo viso [...] poco mutò espressione, a misura che il [...] e gli stringeva con più calore la [...] si socchiusero, diventarono lunghi, quasi dolci, le [...] ancora intatti, ripresero un po' di colore; [...] si compose, parve una maschera di marmo. Cosa strana: sembrava un [...] quasi bello. Il sacerdote lo guardava, senza [...] di [...] il polso magro [...] il quale pareva scorresse una [...] sola, tumultuosa e infocata. E come portati via [...] febbre mortale anche i pensieri diffidenti e [...] del prete si [...]. Di tanto in tanto [...] la testa bianca, sul cuscino rosso, e [...] collocato rasente alla finestra ove le mosche, [...] arancione della luna sorgente, si dibattevano ancora [...]. Il [...] sudava, per il caldo afoso [...] camera chiusa e per il calore che [...] la mano del malato. [...] tratto provò un senso di [...] gli parve [...] la febbre anche lui e [...] sentì gelare il sudore. Uno sportello [...] si era aperto cigolando, [...] apparso come un fantasma: una [...] che dava le spalle [...] la gonna nera pieghettata, il [...] a falde, il fazzoletto [...] sugli omeri: Alessandra [...] quale la si vedeva [...] festa, quando andava, in chiesa a passi [...] composta come una nobile dama. Un tremito cominciò a [...] il suo viso [...] a farsi brutto, contraendosi [...] neonato che vuol piangere e ancora [...] piangere; e un gemito [...] non umano, che rassomigliava al cigolìo dello [...] dai denti stretti. Per alcuni momenti lottò [...] di cui pareva provasse [...] umiliazione: poi si lasciò [...] gli bagnarono "il viso, [...] bocca e nelle orecchie; i denti si [...] prete lo sentì gemere parole insensate. Poi tacque, si calmò. Si passò le mani [...] le [...] si palpò a lungo [...] gu anele, la bocca, come per rimettere [...] suoi lineamenti stravolti: non ci [...] AR [...]. Marradi, livornese, fu poeta [...] (Carducci lodò la «onda di verso», pur desiderando [...] e più nerbo». Al di sopra delle [...] e tenui (ma, talvolta, anche di carattere [...] elevano, per altro, [...]. Volontari; [...] fame battaglie agguati [...] vuol mi segua. Tutto quel luglio andò [...] di [...] in giorno la [...] Coorte trafelata, [...] assetata, [...] quattro eserciti inseguita a [...] fra [...] e ila paura che [...] faccia le [...] a masnada di briganti, [...] marcia sotto lo stellato, sotto la fiamma [...]. E Garibaldi [...] alle spalle la pesta dei [...] e dei croati sente, [...] sibili di palle. E va e va, cercando [...] assetati labbri [...] un [...] d'acqua nelle profondità dei botri [...] dei [...] va e va, mentre la [...] frasca ogni covo ogni romito [...]. Non più corsa, ora, ma [...] di cauto [...] inseguito che si rimbosca, cupido [...] contenendo nel gran petto il [...] sbarrando nel buio occhi di brage. Letterariamente in Francia (dove [...] mezzo secolo gu scrittori sì erano indirizzati [...] realtà) prevalse. Fu caposcuola dei [...] Zola nella narrativa, Becque nel [...]. Giunto il movimento in Italia, [...] illustre rappresentante ne fu Verga (v. Esagerazione e degenerazione del [...] noi, il verismo, riproduzione della realtà più [...] le sue brutture. Ne furono esponenti Capuana [...] De Roberto nella narrativa e nei teatro, Stecchetti» nella [...]. Il verismo, peraltro, concorse [...] il romanticismo. Ebbe influenza anche sulla [...] (Cavalleria [...] di Mascagni e Pagliacci di [...]. Di Emilio Zola, capo [...]. ///
[...] ///
[...] erano apparse, dopo un [...] con il capelli sparsi, scarmigliate per la [...] al loro cenci si vedeva la nuda [...]. Alcune tenevano 1 loro [...] braccia, li sollevavano e li agitavano quasi [...] di dolore e di vendetta. Alcune invece, più giovani, [...] mentre le vecchie, spaventose, urlavano cosi forte [...] loro scarni colli, le corde vocali sembravano [...] momento [...]. E gli uomini fecero [...] duemila furibondi, manovali, minatori, aggiustatori, urna massa [...] in un solo blocco, serrata, confusa, al [...] non [...] distinguevano nè i pantaloni [...] maglie di lana a brandelli, tutto cancellato [...] polverosa. Gli occhi bruciavano: si [...] buchi neri delle bocche che cantavano la Marsigliese, [...] della quale si perdevano in un urlo [...] rumore degli zoccoli che battevano sulla terra [...] teste passò una scure, levata diritta, e [...] che era come lo stendardo del corteo, [...] chiaro del cielo, il profilo aguzzo di [...] ghigliottina. La collera, la fame, [...] di sofferenze e questa scorribanda furiosa a-vevano [...] mascelle di bestie feroci ii placidi visi [...]. In questo momento il sole [...] gli ultimi raggi, [...] rosso cupo, insanguinavano [...] pianura. Allora la strada sembrò [...] sangue: le donne e i fanciulli continuavano [...] dei macellai nei mattatoio. Il prete, intanto, per [...] causa di tanto dolore, sii era alzato [...] spingeva lo sportello quasi gli ripugnasse di [...] mano; lo sportello però si ostinava e [...] il cigolìo, e per mostrarsi solidale, si [...] sportello, con un cigolìo diverso, infantilmente beffardo. Il prete allora li [...] due con le mani, ma appena li [...] due uno dopo [...] si riaprirono: pareva si [...]. Finalmente riuscì ad accostare [...] dire il vero non [...] ganci nè serratura, e diede su di [...] colpettino col bastone per [...] poi tornò verso il [...] chinò per congedarsi [...]. Questi però gli riafferrò la [...] con una stretta tenace. [...] occhi guardavano implorando. Infine, che voleva? Aveva tanta paura e [...]. [...] se lo sentì addosso, [...] e caldo, e lo sostenne sforzandosi a [...] non spaventare le donne, di là nelle [...]. Al tremolìo dei passi [...] riaprirono, riapparve il vestito, e [...] senza lasciare di appoggiarsi [...] al prete, con [...] prese il lembo della [...] baciò, poi se lo passò sul viso, [...] e con la fronte battè sul ripiano [...] morire così, ai piedi [...]. Il prete lo tirò [...] fra le braccia e piano piano, [...] con un gesto di [...] di terrore, [...] anche con una certa [...] e lo rimise come meglio potè a [...]. [...] rimaneva aperto; ed era [...] guardare, a pensare, cercando di rivivere in [...]. Seguendo il filo dei [...] infine con velata [...] cosa dunque ci fu [...] col capo di nuovo affondato sul [...] rosso, aveva chiuso gli [...] tranquillo, orinai in pace [...] tutti. ///
[...] ///
Si vergognava di ine. Ero un mercante venuto [...] di tela sulla spalla. ///
[...] ///
Lei si vergognava di [...]. Amica sì, moglie no: [...]. Io le dissi: ti [...] così mi sposerai. Fu lei ad [...] e più diventava bisognosa più [...] disprezzava: poi non volle [...] più. Io speravo ohe lei [...] tenevo pronto il vestito da sposa. ///
[...] ///
Così è stato: e nessuno [...] ha mai saputo. ///
[...] ///
Quando se ne andò, [...] di nuovo [...] ma gli sportelli si [...] dopo [...] e [...] della canfora uscì coinè [...] aperta sul giardino dei morti. ///
[...] ///
Quando se ne andò, [...] di nuovo [...] ma gli sportelli si [...] dopo [...] e [...] della canfora uscì coinè [...] aperta sul giardino dei morti.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(311)
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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(285)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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